Ritratto femminile: Le donne di Crema

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In questo articolo voglio raccontarti di un nuovo progetto fotografico basato sul ritratto femminile, di cui vorrei occuparmi in questo 2020.

Può interessarti se ti stai avvicinando alla pratica del ritratto fotografico femminile, o se ti piacerebbe farti ritrarre ma ti senti sempre un po’ a disagio metterti davanti ad un obiettivo.

Ritratto femminile: le donne di Crema, un progetto a cura di Monica Monimix Antonelli
“Donne di Crema” un progetto a cura di Monica Monimix Antonelli

Premessa

Facendo la fotografa da molti anni, mi sono occupata di vari generi fotografici. Pian piano si sono delineati alcuni generi che hanno prevalso su altri (ritratto, moda, interni, e qualche incursione nel mondo wedding).

Dopo aver fatto chiarezza dentro di me, in questi ultimi mesi, ho deciso di dedicare questo nuovo anno all’approfondimento del ritratto femminile.

Arrivata ad un punto in cui andavo avanti per una sorta di inerzia, di abitudine, mi son ritrovata a chiedermi cosa volessi fare e perché. Sentivo che ciò che stavo facendo non mi dava più nulla, a parte un po’ di entusiasmo momentaneo, non mi lasciava nulla dentro.

Sono arrivata alla conclusione che ogni scelta che facciamo debba portarci qualcosa in termini di scoperta e quindi di crescita personale. Deve darci entusiasmo autentico ogni volta che riguardiamo ciò che abbiamo fatto. E per far sì che ciò avvenga, deve avere un significato che per noi abbia un valore.

Mi sono messa a studiare, ho osservato le mie foto, ho fatto molte valutazioni e critiche, mi sono in un certo senso auto analizzata, ho seguito corsi e alla fine ho capito cosa voglio fare veramente.

La risposta era già sotto al mio naso, ma come ogni volta capita, tendiamo a non vederla perché siamo presi dallo scorrere continuo dei giorni e della routine meccanica.

Ho deciso di prendermi del tempo per capire e alla fine sono grata a me stessa per averlo fatto. Ho fatto molta chiarezza dentro di me e ora ho le idee chiare.

Prima di tutto ho determinato i valori saldi su cui la mia vita si basa (famiglia, amicizia, libertà e consapevolezza). Da qui ho iniziato a pensare a come poter allineare la mia vita lavorativa a questi valori, perché mi sono resa conto che i due aspetti non erano in linea, ecco perché qualcosa stonava dentro di me, ma non riuscivo a dare un senso e una forma al mio malessere.

Come potevo veicolare i miei valori attraverso la fotografia? Come potevo essere realmente io in tutto questo?

Andando a togliere gli strati, ciò che è rimasto è la fotografia di ritratto. L’unica forma di fotografia che sento più in linea con ciò che voglio fare e con chi sono io. Un genere fotografico di cui mi sono sempre occupata, ma che è sempre stato affiancato, e a volte messo in secondo piano, dalla fotografia di moda.

In particolare ho capito che la forma di ritratto che più mi interessa studiare ed approfondire è quella del ritratto femminile. Attraverso questo tipo di fotografia voglio mettermi sempre più alla prova.

L’obiettivo è quello di studiare attentamente il discorso psicologico che riguarda la sessione di ritratto ponendomi una serie di interrogativi che si distinguono (ma che alla fine si fondono insieme) tra quelli che si pone il fotografo e quelli che si pone la donna ritratta.

Per il fotografo: Io come mi sento quando devo ritrarre qualcuno? Come mi preparo e affronto la sessione? La persona che ho davanti è tranquilla? In caso contrario, come posso aiutarla a sentirsi a suo agio? Cosa osservo in ciascuna donna che ritraggo? Ci sono delle linee comuni nell’atteggiamento che le donne ritratte assumono davanti all’obiettivo?

Per la donna: Cosa si aspetta dal ritratto? Come vive questa esperienza? Vive con disagio l’essere fotografata? Da dove nasce questo disagio? Come può superare questo disagio che prova davanti alla fotocamera?

Tutti questi interrogativi possono essere utili a chi si approccia fotograficamente, al genere del ritratto, per la prima volta, ma può essere un confronto anche con chi si occupa già di ritratto da tempo.

Se l’argomento ti interessa puoi leggere anche questo articolo che ho scritto riguardo all’importanza del dialogo col soggetto ritratto

Allo stesso modo, voglio approfondire il discorso psicologico dal punto di vista del soggetto ripreso.

Cosa prova prima, durante e dopo il servizio fotografico? Come cambia il suo atteggiamento? Che reazioni ha sul set? Le sue reazioni sono legate a qualcosa che posso dire o fare?

Noto che c’è in lei un cambiamento positivo grazie a qualcosa che dico o faccio? Vive con disagio l’idea di farsi fotografare? Quali sono i suoi timori? Cosa si aspetta da questa sessione fotografica?


Ti chiedi come Essere te stessa davanti ad una macchina fotografica? Puoi leggere l’articolo che ti ho linkato per iniziare a prendere consapevolezza con te stessa.

Se vuoi ulteriormente approfondire, ma soprattutto vuoi capire come poter farti ritrarre senza andare in ansia, ecco per te un articolo che potrebbe aiutarti, oppure puoi scaricare questa guida gratuita che ho scritto.


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Con questa guida imparerai a rilassarti davanti alla macchina fotografica, a prepararti per un servizio fotografico e l’importanza del dialogo col fotografo.


Il ritratto femminile si pone quindi al centro di una ricerca approfondita.

Il progetto

Ragionando in questi termini ho pensato a cosa poter fare per iniziare questa ricerca. Da qui nasce l’idea di voler fotografare più donne possibili, nell’arco di questo anno, e quale posto migliore se non iniziando dalla cittadina in cui vivo?

Per anni mi sono sentita chiedere perché non mi trasferissi a Milano visto che la maggior parte dei lavori li ho fatti lì. Ma la mia risposta è sempre stata quella che per quanto apprezzi la vastità di opportunità che offre una città come Milano e apprezzandone la bellezza della vivacità e della multiculturalità, non riuscirei a viverci.

Troppo grande, troppo caotica per me che amo stare a stretto contatto con la natura e la vita semplice. Vivere in una piccola cittadina ha i suo pregi e i suoi difetti. Per chi è abituato a vivere in una grande città, è normale non capire come si possa vivere in una piccola realtà di provincia.

Io che ci sono nata amo il ritmo meno frenetico che una realtà di questo tipo offre, amo il fatto che sia circondata dalla campagna in cui posso evadere ogni volta che ne sento la necessità. Amo il fatto che abbiamo le grandi città a poca distanza, facendo in modo che se qualcosa da noi non c’è, lo possiamo trovare a meno di un’ora di macchina.

A volte quando dico di vivere in una piccola cittadina la gente di Milano mi guarda come se arrivassi da un altro pianeta perché si tende a pensare che le cose accadano solo a Milano.

Ecco perché il primo progetto di cui vorrei occuparmi si basa proprio sulla realtà locale.

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Voglio raccontare le donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Le regole

Saranno ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere lei stessa il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata e averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Qualora la persona non abbia idea di dove scattare, le proporrò io delle opzioni adatte.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto.

Se sei di Crema (ci sei nata e hai vissuto qui molti anni, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi un’email: moni@monimix.com e allega una tua foto.

Fondamentale: devi essere di Crema. Lo specifico, perché mi stanno contattando da varie località, ma in questo caso specifico, per poter esser ritratta gratuitamente, devi essere di Crema.

Progetto di ritratto femminile: le donne di Crema a cura di Monica Monimix Antonelli
Progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo sul ritratto femminile ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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