Donne di Crema: il ritratto di Elena

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Il ritratto di Elena è l’ottavo ritratto del progetto “Donne di Crema”, realizzato quando ancora potevamo incontrarci di persona.

L’incontro

Elena è arrivata a me tramite un suo amico, grande appassionato di fotografia, che è incappato nel mio blog e ha pensato subito che alla sua amica potesse interessare prender parte al progetto in corso.

Anche per lei l’ambientazione è nella natura, scegliamo un sabato pomeriggio e ci incontriamo lungo le rive del Serio.

Il ritratto di Elena per il progetto Donne di Crema a cura di Monica Monimix Antonelli
Elena– Progetto fotografico “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Il giorno del ritratto di Elena

Le previsioni danno pioggia per il tardo pomeriggio, il cielo è grigio, l’aria fresca. Elena arriva in anticipo, e subito mi dice di apprezzare il cielo così pieno di nuvole. Ci sediamo su una panchina e iniziamo a chiacchierare piacevolmente.

La prima impressione è che sia una persona riservata, poi però inizia a raccontarmi di lei e si confida molto mostrandomi, al contrario, una persona molto disponibile al dialogo. La ascolto con vivo interesse e mi ritrovo molto in sintonia con lei.

Nata e cresciuta nella campagna appena fuori Crema, in un cascinale alle Garzide, ricorda con molta nostalgia la bellezza dei campi tutt’attorno alla casa, i meravigliosi tramonti a perdita d’occhio che poteva godersi, a differenza di quando si è poi trasferita nella casa in cui vive tutt’ora, dove può solo intravederli dalla finestra di casa, attraverso gli spiragli tra le case davanti alla sua.

Un luogo per lei speciale, la sua campagna, e che considera tutt’ora casa. Si vede quanto ne è legata, perché mentre ne parla si illumina e nella sua voce ne colgo l’affetto provato.

In un momento particolarmente difficile della sua vita, mi confessa di aver guidato senza meta, da sola, in una notte invernale molto fredda e di essersi ritrovata all’improvviso nelle terre attorno alla casa d’infanzia e di aver provato subito un senso di pace e tranquillità.

Quale dimostrazione delle sue radici solide con questa terra, se non questo senso di tranquillità che solo le cose dell’infanzia sanno regalarci?

Una famiglia numerosa la sua, otto figli e i genitori. Famiglia che dovrà lasciare a vent’anni quando si iscrive ad una scuola a Milano. A malincuore deve lasciare la sua campagna tanto amata.

Vive e lavora a Milano per una decina d’anni, si ambienta perfettamente e ama il lavoro che fa, di cui apprezza l’ambiente molto vivo e stimolante.

Purtroppo, a causa di un incidente che coinvolge la suocera, deve lasciare Milano. Torna in zona Crema, dove tutt’ora vive, ha cresciuto i suoi tre figli e dove trova lavoro come tecnico di laboratorio in ospedale.

Nel suo tempo libero, le piace scoprire cose nuove e conoscere persone nuove, e questo la porta a partecipare a molti corsi, tutti molto diversi tra loro, passa da un corso di ballo liscio ad un corso di shiatsu, da uno di riflessologia plantare all’astronomia. Ciascun corso le dà la possibilità di conoscere sempre nuove persone, e con alcune di esse riesce a costruire, nel tempo, bei rapporti di amicizia.

Donna minuta nell’aspetto, ma forte nell’animo. Ha affrontato periodi difficili da cui ha saputo trarre molti insegnamenti, tra cui quello più citato, ma che solo chi lo ha sperimentato sulla propria pelle ne capisce il vero significato:

“Una volta che tocchi il fondo ti rendi conto che non possono più farti del male e lì capisci che puoi solo risalire”

Elena

Questo l’ha portata a capire che nella vita tutto passa, e che la si deve affrontare un passo alla volta.

Elena, è una donna che ha saputo diventare forte, che ha fatto tesoro delle esperienze e dei conti che la vita le ha presentato. Ha ingoiato molti bocconi amari, e ha tenuto dentro di sé la frustrazione e la rabbia provate, e questo le ha insegnato a farcela contando su se stessa portandola a conquistare piena consapevolezza di sè.

Il pensiero di Elena riguardo a Crema

Anche per Elena, così per molte altre partecipanti al progetto, Crema è sinonimo di vita a stretto contatto con la natura.

La natura in cui camminare, rilassarsi e trovare la propria dimensione. Sceglie le sponde del Serio per il suo ritratto, dove ama passeggiare col suo gruppo di amiche del “Nordic walking”. Lì, immersa nella natura risente un po’ l’aria di casa.

Per lei Crema, però non è solo natura, ma è anche la continua scoperta di nuovi angoli cittadini, un po’ nascosti alla vista di chi è di passaggio e sempre di corsa.

Molte volte, facendo vicoli secondari poco conosciuti ha avuto l’occasione di scoprire meravigliosi palazzi storici e cortili nascosti.

l ponte Bettinelli sul fiume Serio  a Crema (Cr)
Il ponte Bettinelli sul fiume Serio a Crema (Cr).

Elena e la fotografia

Un aspetto della fotografia che non ama molto è quello di doversi mettere in “posa” davanti all’obiettivo, perché le restituisce un’immagine artefatta, in cui non si riconosce molto. Un po’ come quando ci si guarda allo specchio e vediamo un’immagine di noi diversa da quella che pensavamo, o, sottolinea, “che vorremmo di noi”.

Fa il paragone con la voce:

“Vedersi in foto è un po’ come quando ascolti la tua voce per la prima volta e non la riconosci come tua, ecco, per me vedere la mia immagine in una fotografia è la stessa cosa. Tranne in rari casi, per esempio quando mi ha fotografato mio figlio durante la festa del mio compleanno, lì ho rivisto me stessa, la me reale.”

Elena

Il progetto “Donne di Crema” riprenderà non appena l’emergenza dettata dal Coronavirus sarà rientrata.

Per partecipare al progetto “Donne di Crema”

Se sei di Crema (sei nata qui, ci hai vissuto per molti anni, e/o ci vivi tuttora) e ti va di raccontarmi qualcosa di te e un tuo pensiero su Crema, scrivimi un’email moni@monimix.com con una tua foto allegata.

Ti contatterò per inviarti tutti i dettagli.

Se il progetto ti interessa, ne parlo più diffusamente in questo articolo.

Ti riassumo qui le informazioni più immediate per capire di cosa si tratta.

Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Voglio raccontare le donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Saranno ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere lei stessa il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata e averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Qualora la persona non abbia idea di dove scattare, le proporrò io delle opzioni adatte.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto, e per chi lo desidera, l’iscrizione alla lista di contatti a cui inviare la newsletter.

Se sei di Crema (ci sei nata e hai vissuto qui molti anni, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi un’email: moni@monimix.com


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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