Donne di Crema: il ritratto di Jennifer

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“Donne di Crema” prosegue nella sua formula online e con Jennifer, la protagonista di oggi, ci incontriamo una sera, dopo cena, per la nostra chiacchierata.

L’incontro

Con Jennifer siamo in contatto da alcuni mesi tramite i social network, e abbiamo anche preso parte ad un evento l’estate scorsa, ma senza aver avuto l’occasione di incrociarci e presentarci.

Finalmente arriva l’occasione per fare due chiacchiere e ascoltare la sua storia, in cui l’arte, la voglia di fare e il non arrendersi mai, la fanno da padrone.

La storia di Jennifer inizia a Crema, nel quartiere di San Bernardino, di dove è originario suo padre, da cui parte per andare dall’altro capo del mondo, in Australia, per poi fare ritorno alle sue origini cremasche.

Il ritratto di Jennifer per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Jennifer per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Un percorso pieno di cambiamenti, quello di Jennifer, che in tutto questo non ha mai perso la sua voglia di sorridere e di rimboccarsi le maniche per ricominciare.

Una passione per il disegno e i colori che la accompagna fin da piccola, anche se poi nel momento della scelta degli studi delle Scuole Superiori ha cambiato rotta, preferendo il Liceo Classico, al posto del Liceo Artistico, perché voleva diventare insegnante di latino e greco.

Il percorso di studi

La sua vena creativa pulsava e la faceva oscillare tra la voglia di un futuro concreto come quello dell’insegnante e la voglia di diventare un’artista. Ai tempi della scelta delle Scuole Superiori ha prevalso l’idea di seguire un percorso che le avrebbe dato un futuro più certo rispetto a quello che le prospettava una scuola come il Liceo Artistico, come erano soliti ripeterle i suoi genitori, che non vedevano con molta sicurezza quella scuola.

Inoltre, sua sorella frequentava già il Classico e Jennifer sceglie di seguire le sue orme. Al terzo anno decide però di cambiare il suo sogno di diventare insegnante, perché si rende conto che non fa per lei e da lì passa al Liceo Socio psicopedagogico.

In quegli anni inizia anche a lavorare al bar di suo fratello, per potersi mantenere oltre che  per dare una mano al fratello ed è un lavoro che svolge con impegno e dedizione, dedicandosi anche all’organizzazione di feste e piccoli eventi, un’altra sua grande passione.

La partenza per l’Australia

Alcuni anni dopo, per motivi personali decide di partire per l’Australia, vista come una terra talmente lontana che le avrebbe permesso di ricominciare.

L’idea è di fermarsi per sette mesi, ma vi si ferma per un paio d’anni, perché nel frattempo si sposa e ha un figlio.

In quella terra lontana, incontra un suo ex ragazzo con cui anni prima aveva avuto una storia, riscoprono l’amore e decidono di darsi una seconda possibilità, da cui poi nasce il loro bambino.

Durante il periodo in Australia Jennifer si mantiene facendo la babysitter mentre il suo bambino è molto piccolo, avendo dovuto accantonare il lavoro da aiuto cuoco in un ristorante per via degli orari impossibili da conciliare con le esigenze di un bambino.

Per una settimana ha anche provato a portare con sé il bambino, mentre lavorava in cucina, mettendolo in un marsupio sulle spalle. Ma poi si è resa conto che era un modo di lavorare troppo complicato e decide di cambiare mestiere.

Da lì l’idea di iniziare a fare la baby sitter in cui oltre a occuparsi di suo figlio, badava anche ad altri due bambini. Per arrotondare sente l’esigenza di trovare qualcos’altro da fare.

L’arte come una nuova strada possibile

Si ferma a riflettere su ciò che sa fare, scoprendo nell’arte una strada possibile. Da lì riprende la sua passione coltivata sin da bambina e ricomincia a dipingere e a vendere quadri online, idea che porta avanti anche una volta tornata in Italia.

Nel frattempo nascono alcuni problemi nella coppia, dopo la nascita del bambino perché il suo arrivo ha scombussolato gli equilibri tra loro. Jennifer capisce che quella non è la vita che vuole per sé e per suo figlio, e da qui la decisione di tornare in Italia.

Una scelta che le è costata tantissimo perché le sarebbe piaciuto restare là, ma davanti ad alcune difficoltà pratiche tra cui conciliare un lavoro con un neonato a cui non voleva sottrarre la sua presenza, e la sanità privata oltre al discorso della cittadinanza, alla fine l’hanno portata a scegliere di ritornare.

Il ritorno in Italia

Il rientro in Italia per lei ha significato ripartire da zero e non è stato certo semplice, perché in quel caso si è resa conto su chi poteva realmente contare e chi no, ma non si è persa d’animo, ma, al contrario, si è rimboccata le maniche e ha ricominciato una nuova vita con suo figlio, mantenendo il suo proverbiale sorriso.

“Le difficoltà non mi hanno mai tolto il sorriso, tanto anche se non sorridi cosa cambia? Allora meglio sorridere”

Jennifer

Al suo rientro ritorna a lavorare al bar con il fratello, in seguito le strade si separeranno ed il bar verrà chiuso.

Un nuovo inizio

Successivamente inizia a collaborare con un’agenzia di organizzazione eventi a Crema, seguendo una sua passione che già aveva avuto modo di sviluppare ai tempi del bar, dove amava organizzare feste a tema, fiere di paese o eventi per le festività.

E’ durante una sagra a tema medievale organizzata da Jennifer, che la sua titolare dell’agenzia la scopre e la vuole con sé in ufficio.

Purtroppo la collaborazione con questa agenzia giunge al termine per esubero di personale e Jennifer si ritrova a dover ricominciare contando solo su di sé e proseguendo nell’ambito dell’organizzazione delle fiere. Riprende da sola a organizzarle attraverso i comuni, sono eventi piccoli ma che ama perché li ritiene importanti per far incontrare le persone.

Dopo il lavoro in agenzia, inizia a lavorare come operaia, lavoro che le permette di gestire perfettamente gli orari del bambino. Non si risparmia, facendo anche due lavori contemporaneamente, durante la settimana e nel weekend mantiene viva la sua voglia di fare mostre e dedicarsi alla sua passione per le fiere.

Il percorso artistico

Nel corso degli anni realizza parecchio materiale artistico e con esso inizia a prendere parte a delle collettive organizzate da altri e poi pian piano, unisce la sua capacità nell’organizzare eventi, iniziando a creare lei stessa altre occasioni espositive per lei e per gli altri artisti.

Vedendo che la sua vena artistica inizia a dare i suoi frutti, nonostante vi si può dedicare solo nei ritagli di tempo tra un lavoro e l’altro, le nasce l’idea di prendere un anno sabbatico per potersi concentrare solo su quello.

Sapendo di aver un tempo limitato, si è dovuta impegnare per organizzarsi al meglio e poter esser il più produttiva possibile. E’ un anno intenso nonostante l’arrivo della pandemia, che la trova già organizzata e concentrata sul suo obiettivo. Inizia a creare molte collaborazioni e da esse iniziano a nascere i primi prodotti artistici.

“Mi sono data fare per aiutarmi e per aiutare, soprattutto nel periodo del Covid.”

Jennifer

Un nuovo sbocco lavorativo

Prolungandosi il periodo di restrizioni e incertezze date dal periodo Covid, e non essendo Jennifer una persona che sa stare con le mani in mano, ha pensato di iniziare una nuova attività, basata sul network marketing per prodotti cosmetici.

Nata per caso, dopo aver visto una sponsorizzazione online, nel mese di novembre, periodo in cui cade il suo compleanno, ha pensato di farsi un regalo. Conosceva già il tipo di prodotto perché vi era già incappata nelle fiere a cui aveva preso parte e, cadendo sotto la sua attenzione quell’annuncio, ha pensato di cogliere al volo l’occasione.

Ciò che ha pensato subito è stato quello di integrare questa nuova attività in ciò che già faceva, come le fiere e i suoi prodotti artistici.

L’importanza dei rapporti umani

Mi confessa che quando ha un’idea e decide di seguirla, parte subito al massimo e ciò le ha permesso, già nel giro del primo mese di arrivare ad un buon livello, grazie anche al fatto del Natale in concomitanza, dove ha sfruttato il periodo festivo per pubblicizzare ulteriormente i prodotti. Ciò che ama di questo lavoro è la possibilità di creare un team affiatato basato su rapporti umani in cui ci si aiuta a vicenda, non tanto orientato solo al mero fatturato.

Nell’arco di pochi mesi è riuscita a crearsi il proprio team e a diventare capogruppo, potendo così portare avanti la sua professione e passione artistica, in contemporanea a questa nuova occupazione.

Comunque andrà questa nuova avventura lavorativa, ha ben chiaro che non vuol mettere in secondo piano il suo sogno d’artista ed è già pronta a rimboccarsi nuovamente le maniche per iniziare da capo un’altra volta, con in mente il mantra: “Il meglio deve ancora venire”.

“Per quante batoste si possano prendere nella vita non bisogna mai abbattersi, ma esser pronte a ricominciare ogni volta da capo. Bisogna credere in quella piccola speranza che si ha dentro di sé e continuare, altrimenti è la fine.”

Jennifer

“Nella mia vita ne ho passate tante, ma non ho mai smesso di crederci. Secondo me bisogna sempre avere un piano B e un piano B del piano B”.

Jennifer

JenArt artista alata

In ambito artistico, Jennifer, è conosciuta come JenArt, artista alata. Le chiedo da dove sia nata l’idea delle ali. Le ali sono per lei un elemento forte della sua arte. Mi racconta che sulla schiena ha tatuate due grossi ali, che ha realizzato quando è tornata dall’Australia. Un segno di trasformazione: il simbolo di una nuova Jennifer.

“Non mi pento di nulla di ciò che ho fatto nella mia vita. Ciò che ho fatto mi ha portata ad essere quello che sono, oggi.”

Jennifer

“Ogni scelta e ogni apparente sbaglio, sono tutte esperienze che ti portano a qualcosa.”

Jennifer

La sua capacità organizzativa e la sua passione per l’arte la portano a collaborare con vari artisti locali per collettive a scopo benefico. Entrando in contatto anche con piccole invidie e con equilibri precari, nonostante lo scopo nobile di tali eventi e collaborazioni.

Con le difficoltà del Covid si inventa anche eventi online per poter portare l’arte nelle case delle persone e per offrire loro un contributo per un momento di svago ma anche culturale.

Collaborazioni tra artisti

La sua vena creativa non si ferma, e crea collaborazioni trasversali anche in altri ambiti, come per esempio con un cuoco locale con cui ha ideato un appuntamento settimanale in cui il cuoco realizza una ricetta personalizzata per lei.

Oppure la collaborazione con una truccatrice che sulla base dei quadri di Jennifer crea dei makeup e una manicure ispirati ad essi. Ha iniziato a collaborare anche con una illustratrice, per cui realizza, una volta al mese, una bozza sulla base di una sua idea, ispirata a se stessa, e l’illustratrice crea un fumetto.

“Il lato positivo di queste collaborazioni nate grazie ai social è che sono realizzate a costo zero, solo per il piacere di collaborare e di portare avanti ciascuno la propria arte. Senza esserci di mezzo la parte economica, funzionano. Visto che in passato ho avuto esperienze poco felici a causa di collaborazioni con di mezzo i soldi.”

Jennifer

L’arte per lei è una valvola di sfogo. Ha iniziato un po’ per caso a dedicarsi alla pittura con acrilici sulla tela. Per lei, quello in cui dipinge, è un momento di distacco dal mondo in cui riesce a sfogarsi. Non si pone limiti né sul soggetto dei suoi quadri né sulla tecnica, ma ama spaziare e sperimentare.

L’arte per fare del bene

E’ molto piacevole stare ad ascoltarla perché si sente il sorriso nella sua voce quando parla della sua arte e delle tante collaborazioni che è riuscita a creare nell’arco degli anni. Percepisco che per lei l’arte è un mezzo di espressione potente che sfrutta per fare del bene e cercare di essere d’aiuto agli altri, rendendo ancora più nobile il suo lavoro.

Una donna che ha la capacità di andare avanti per la sua strada, in un ambiente non certo semplice come quello dell’arte, conciliando la passione e il sogno, con la responsabilità di essere madre, non fermandosi mai.

Riguardo a Crema

Mi racconta che quando era in Australia sentiva molto la mancanza di Crema, le cose semplici come il fare due passi in centro e il fatto di conoscersi tutti, anche solo di vista. Le mancava l’atmosfera invernale soprattutto nel periodo natalizio, con le luci, le bancarelle, la cioccolata calda.

La lontananza le ha fatto apprezzare ancora di più Crema. Le piace il fatto che sia piccola, a misura d’uomo. Per lei i Giardini sono un posto speciale. Ricorda che quando lavorava in centro, parcheggiava poco fuori e, per arrivare in ufficio, doveva attraversarli. Le piaceva il senso di tranquillità che le donavano, per lei era il modo migliore per iniziare la giornata lavorativa.

I Giardini di Piazza Rimembranze a Crema (Cr) il luogo scelto da Jennifer per il suo ritratto per il progetto "Donne di Crema" (C)Monica Monimix Antonelli
I Giardini di Piazza Rimembranze a Crema (Cr) il luogo scelto da Jennifer per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Jennifer e la fotografia

La fotografia per lei è arte perché si progetta qualsiasi dettaglio di essa. Le piace fotografare, ma per lo più col telefono. Quando si trova davanti all’obiettivo, all’inizio sente un po’ di imbarazzo, deve un po’ “carburare”, perché tende a focalizzarsi sul fatto che non le piaccia molto il suo profilo, ma poi pian piano si rilassa.

Le piace al punto tale che da un paio d’anni ha iniziato a “trasformarsi” in qualche personaggio e a creare progetti con vari fotografi in cui è lei stessa a posare per questi scatti, oltre che ad idearli a livello di trucco, abiti e ambientazione, senza porre limiti alla sua fantasia e alla sua arte, facendo di lei un’artista davvero poliedrica.

Per partecipare al progetto “Donne di Crema”

Se sei di Crema (sei nata qui, ci hai vissuto per molti anni, e/o ci vivi tuttora) e ti va di raccontarmi qualcosa di te e un tuo pensiero su Crema, scrivimi un’email moni@monimix.com con una tua foto allegata.

Ti contatterò per inviarti tutti i dettagli.

Se il progetto “Donne di Crema” ti interessa, ne parlo più diffusamente in questo articolo

Ti riassumo qui le informazioni più immediate per capire di cosa si tratta.

Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Perché voglio raccontare le Donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Saranno ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata, averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto, e per chi lo desidera, l’iscrizione alla lista di contatti a cui inviare la newsletter.

Se sei di Crema (ci sei nata, ci hai vissuto, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi: moni@monimix.com specificando “Donne di Crema”.


Se vuoi partecipare al progetto “Donne di Crema”, ma ti senti un po’ a disagio davanti alla fotocamera, ho scritto una breve guida per aiutarti a vivere più serenamente il momento degli scatti.

Per vedere i ritratti delle Donne di Crema che hanno già partecipato, puoi visitare questa pagina.

Scopri 10 consigli pratici per essere a tuo agio davanti alla fotocamera e venire bene in foto.

Con questa guida imparerai a rilassarti davanti alla macchina fotografica, a prepararti per un servizio fotografico e l’importanza del dialogo col fotografo.


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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