10 consigli pratici per mettere a suo agio il soggetto di un ritratto

Mettere a suo agio il soggetto di un ritratto è uno degli aspetti più impegnativi e delicati della fotografia ritrattistica. Da questo aspetto dipende la buona riuscita della nostra sessione fotografica.

Il ritratto è una tipologia di fotografia che appassiona molti fotografi e aspiranti tali. All’apparenza sembra un genere di fotografia semplice, ma nasconde in sé molte difficoltà che non sempre vengono spiegate in corsi e tutorial. In questo articolo ti parlerò di un aspetto molto importante di una sessione fotografica e cioè la parte psicologica che ruota attorno a questo tipo di ripresa, e che ti permetterà di mettere a suo agio il soggetto di un ritratto.

Mettere a proprio agio il soggetto ritratto. Un ritratto naturale di Francesca a cura di Monica Monimix Antonelli
Un ritratto naturale di Francesca (C)Monica Monimix Antonelli

Oltre alla parte psicologica ti darò anche 10 consigli pratici per mettere a suo agio il soggetto di un ritratto, che ti garantiranno la buona riuscita della sessione fotografica. Non mi soffermerò sul discorso dell’attrezzatura, perché mi preme di più spiegarti tutto ciò che spesso non viene affrontato nei tutorial online e nei corsi.

Si parla sempre molto di quale possa essere l’obiettivo perfetto e quali impostazioni tecniche usare per ottenere il ritratto perfetto, ma si tende a tralasciare tutto ciò che coinvolge psicologicamente i due elementi sul set: il fotografo e il soggetto ritratto.

Mi preme fare una breve introduzione riguardo a cosa significhi fotografare per comunicare, perché è un concetto fondamentale da capire e ti aiuterà a comprendere, ancora meglio, come approcciarti alla fotografia di ritratto.

Introduzione: la fotografia per comunicare

Al giorno d’oggi siamo letteralmente invasi dalle immagini e, riuscire a incuriosire le persone con la fotografia è diventato molto difficile. Siamo tutti ormai abituati a scorrere distrattamente i social, senza fare attenzione a ciò che vediamo.

Da fotografi dobbiamo quindi riuscire a destare l’attenzione dell’osservatore, e, per farlo, dobbiamo offrirgli una buona fotografia. Diventa essenziale avere un messaggio da veicolare.

Ho volutamente detto buona fotografia e non bella. C’è una differenza sostanziale tra i due aspetti. [In questo articolo ho scritto più approfonditamente riguardo a questo tema]

La differenza tra una buona e una bella foto

Una buona fotografia racconta, trasmette qualcosa a chi la guarda e tende a rimanere impressa nella sua memoria, mentre una bella fotografia rimarrà in mente all’osservatore, solo il tempo che si soffermerà su di essa.

La differenza non si fonda sul concetto del bello e del brutto, perché questi concetti si basano su canoni estetici e, quindi, sul gusto soggettivo che non è misurabile né uguale per tutti. La buona fotografia va oltre il canone estetico. Rientra in un concetto razionale ed emotivo, basato sul ragionamento che scaturisce dalla visione della foto e dalla reazione che provoca.

Una bella fotografia non emergerà dal marasma di foto che i social presentano quotidianamente.

Al contrario, una buona fotografia farà soffermare l’osservatore e gli farà porre delle domande.

Attraverso una buona fotografia, il fotografo comunica il suo pensiero riguardo un determinato argomento. Ascolta le storie di chi è coinvolto. Cerca di capire il perché delle cose accadute. Quindi, la fotografia diventa, un mezzo per capire e conoscere.

Per fare questo, serve avere prima di tutto un’idea. Perché vuoi fare questa fotografia, questo progetto? Cosa vuoi comunicare a chi la guarderà? Perché è importante per te e per gli altri?

Una fotografia non si compone, quindi, solo di tecnica ma anche e soprattutto di comunicazione. Per fare una buona foto, serve un’idea prima ancora di pensare a che ISO usare o a che velocità scattare.

Se hai ben chiaro in mente cosa vuoi raccontare attraverso le tue immagini, allora sì che potrai fare della buona fotografia.

La parte legata alla comunicazione, a differenza della parte tecnica, non la si impara da un tutorial né in un manuale.

La comunicazione va prima di tutto “sentita” dentro di te, ponendoti delle domande: “Perché fotografi?”, “Perché scegli quel soggetto?”, “Hai qualcosa da dire, o lo fotografi solo perché quel soggetto è bello?”

Nel caso specifico della fotografia di ritratto, l’obiettivo sarà quello di raccontare la persona che hai davanti. Raccontarla attraverso la fotografia è possibile, solo se riesci a entrare in sintonia con lei e farla aprire per farti raccontare qualcosa di sé e per far questo dovrai riuscire a mettere a suo agio il soggetto che hai davanti.

L’importanza del dialogo per mettere a suo agio il soggetto nella fotografia di ritratto

E qui veniamo al punto cruciale della fotografia di ritratto: “Come è possibile riuscire a conquistare la fiducia di qualcuno che hai appena incontrato e mettere a suo agio il soggetto di un ritratto.?” Con il dialogo. Il compito dei fotografi è proprio quello di riuscire a creare sin dal primo istante, un rapporto di fiducia con la persona.

Non è semplice, soprattutto se si è timidi e un po’ introversi. Ma, lasciatelo dire da una timida, è fattibile.

Serve pratica anche qui, come in tutte le cose, ma vedrai che se ogni volta ti sforzerai, alla fine riuscirai a superare l’imbarazzo e a gestire al meglio la situazione.

Vediamo ora quali sono 10 consigli pratici per mettere a suo agio il soggetto del tuo ritratto.

10 consigli pratici per mettere a suo agio il soggetto di un ritratto

1. Sorridi

La prima cosa in assoluto da fare quando incontri la persona da ritrarre è accoglierla con un sorriso. Banale da dire, ma importante da fare. Un sorriso aperto e sincero è un ottimo modo per iniziare. Se la accogli con un sorriso anche l’altra persona ricambierà il sorriso e vi sentirete entrambi già un po’ più rilassati.

2. Due elementi sul set

Nel caso tu fossi timido e introverso, pensa prima di tutto che magari dall’altra parte c’è una persona altrettanto timida, ma a differenza di te, non sa cosa fare su un set fotografico.

Sarà tuo compito guidarla in questa esperienza. Se al contrario sei una persona sicura di sé, abbi l’accortezza di rispettare la timidezza dell’altra persona. Non porti come una persona boriosa. Questo potrebbe far mettere l’altra persona sulla difensiva. Il fotografo è uno dei due elementi sul set, non il protagonista della scena.

3. Ascolta la persona che hai davanti

Per instaurare un dialogo con lei, inizia chiedendole del suo lavoro/studio, solitamente è una domanda a cui la gente risponde con piacere. Devi cercare di conquistare la sua fiducia.

Ascoltala attentamente, ponile domande mirate in base a quello che ti sta raccontando. Una persona che si sente ascoltata veramente, sarà ben disposta nei nostri confronti. Solo conquistando la sua fiducia potrai instaurare un buon rapporto con lei che ti porterà a ottenere un buon ritratto.

4. Spiega ciò che andrete a fare

La persona che hai davanti potrebbe non avere nessuna idea di cosa succeda su un set fotografico e questo potrebbe farla sentire a disagio ed a esser più chiusa e rigida nei tuoi confronti. Dalle tutte le informazioni di cosa andrete a fare in modo che possa avere un quadro completo della situazione.

Parlando di fotografia, argomento che conosci bene e ti appassiona, ti sentirai automaticamente più sicuro di te e mentre le parlerai di quello che andrete a fare, riuscirai a trasmetterle fiducia. Cerca di essere chiaro mentre le spieghi cosa vuoi fare.

La persona che hai davanti potrebbe non intendersi di fotografia, non stare a spiegarle tecnicismi, ma descrivile il tipo di immagini che hai in mente, veicola il tuo messaggio anche attraverso l’emozione che vuoi trasmettere. Per aiutarti potresti mostrarle delle immagini che avrai avuto premura di cercare nei giorni precedenti al servizio fotografico. Un aiuto visuale è molto importante perché mostra più facilmente quello che hai in mente.

5. Rispondi ad ogni sua domanda

Chiedile se ha domande e rispondi con cura ad ogni suo dubbio. Se vedi che non fa domande, magari non vuol apparire insicura o inesperta. È importante capire se ha dubbi, perché ti aiuterà a comprendere come sta vivendo la situazione e, di conseguenza, puoi cercare di tranquillizzarla nel caso fosse a disagio.

6. Tranquillizza la persona che hai davanti

Uno dei timori maggiori in chi si pone davanti ad un obiettivo è quello di venire male in foto. Ti sentirai dire spesso “Non sono fotogenica”. È tuo compito cercare di tranquillizzare la persona che hai davanti per fare in modo che non si focalizzi su quelli che pensa essere i suoi difetti. Perché se il pensiero si fissa su ciò che non le piace di sé, non riuscirà ad apparire rilassata e questo non gioverà al ritratto.

Rassicurala, mentre stai scattando. Dille che sta venendo molto bene, a volte basta dire “Perfetto, va benissimo così, stai venendo benissimo”. È un incoraggiamento molto forte per chi è davanti all’obiettivo. Non devi estremizzare la cosa per evitare che la persona si senta presa in giro, devi essere spontaneo, convinto e infonderle fiducia. Evidenzia i suoi punti di forza.

Se per esempio ha un bello sguardo, punta su quello, evita di focalizzarti su un aspetto che a lei non piace di sé. Se per esempio, durante la conversazione ti ha detto che non le piace sorridere in foto perché si vedono i suoi denti (aspetto che non le piace), evita di chiederle di sorridere sia perché si renderà conto che si noterà ciò che non le piace, sia perché avrà l’impressione che tu non l’abbia ascoltata.

7. L’importanza della focalizzazione

Può capitare che per quanto ti impegni, il ritratto non riesca al meglio. Questo può dipendere da vari fattori. Uno di questi potrebbe essere che la persona che hai davanti non è stata presente a se stessa nel momento dello scatto.

Può capitare se la persona è distratta dai suoi pensieri, se si sta focalizzando sui suoi difetti e quindi nel suo sguardo si leggono questi pensieri e timori. Se ti rendi conto che è distratta, richiama la sua attenzione.

Chiedile di cambiare posa, di guardare in macchina e pensare a qualcosa che la renda felice, ti aiuterà a farle distendere i tratti del viso e a farla apparire più sorridente e rilassata. Se comunque continui a vedere un po’ di distacco, abbassa la macchina fotografico e chiedile se va tutto bene.

A volte basta questo per far sì che la persona si renda conto di essersi distratta. Non farle mai mancare la tua guida e il dialogo. In questo modo la terrai concentrata. Questo è un altro punto cruciale di una sessione di ritratto. Entrambe le parti devono essere attente e focalizzate su quello che stanno facendo, altrimenti qualcosa non funzionerà.

8. Non trattenere il fiato

A volte può capitare che qualcuna, durante la fase di scatti, trattenga il fiato perché è un po’ tesa. Se dovessi vedere questa cosa, anche in questo caso, abbassa la macchina fotografica e parla con lei.

A volte basta sorriderle e dirle di respirare, in quell’attimo la persona si renderà conto di aver trattenuto il fiato e, può capitare che si metta a ridere nel realizzare la cosa, quello sarà il momento in cui abbasserà le difese e inizierà a rilassarsi. Tu avrai mostrato attenzione nei suoi confronti e avrai conquistato la sua fiducia e questo è un ottimo traguardo per mettere a suo agio il soggetto.

Mettere a proprio agio il soggetto ritratto. Un ritratto naturale di Francesca a cura di Monica Monimix Antonelli
Un ritratto naturale di Francesca (C)Monica Monimix Antonelli

9. Abiti e trucco in linea con la persona

Un altro modo per far sentire la persona a proprio agio è quello di chiederle di presentarsi vestita e truccata secondo il proprio stile. Non forzarla a indossare abiti diversi o un trucco diverso dal solito.

Consiglia sempre alla persona che vuoi ritrarre, di presentarsi con un trucco semplice e pulito (se vuoi realizzare un ritratto naturale), per evitare che si presenti con un trucco marcato che se non è fatto bene in foto si vedrà tantissimo e non farà altro che distrarre l’attenzione.

La cosa importante, nel caso tu voglia realizzare un ritratto il più naturale possibile, è che la persona si presenti come è nella vita di tutti i giorni, non si deve stravolgere solo perché la devi ritrarre. Capi semplici ma curati, senza strafare. Stesso discorso per il trucco. Presentandosi com’è nella vita, sarà già un po’ più a suo agio.

10. Fai nascere un sorriso

In un ritratto la persona non deve necessariamente sorridere. Se vuoi che sorrida, non chiederlo espressamente, ma fai in modo di portarla a sorridere. Come? Non devi improvvisarti cabarettista, ma ti basterà chiederle di pensare a qualcosa che la rende felice, o qualcosa che le piace.

Automaticamente il sorriso le nascerà spontaneo. Stai pronto a scattare, perché a volte dura una frazione di secondo. Se vedi che non funziona, raccontale qualcosa di buffo che ti è successo. Tieni sempre pronto qualche aneddoto da raccontare. Aiuta molto a sciogliere eventuali tensioni.

Un consiglio extra

Non toccare mai la persona che hai davanti. È una regola fondamentale. Non siete in confidenza, qualunque avvicinamento improvviso e non richiesto, potrebbe mandare all’aria tutto il lavoro che hai fatto per mettere i l soggetto a suo agio.

Se vedi che ha una ciocca di capelli che le cade male sul viso o sulla spalla, dille se può spostarla. Se nonostante questo la ciocca è ancora fuori posto, chiedile se puoi spostargliela tu. Ma non avanzare verso di lei finché non ti avrà detto di sì.

Molte persone non amano che le si tocchi o che si entri nel proprio spazio. Non oltrepassare questa distanza finché non sarà lei a chiederti di intervenire. E anche in quel caso, fai movimenti lenti, non bruschi. Sembrano forse eccessivi come suggerimenti, ma credimi che in quella situazione sono molte le variabili in gioco e basta davvero poco per far chiudere la persona e, a quel punto, difficilmente riuscirai a conquistare nuovamente la sua fiducia.

Tutti questi suggerimenti valgono, non solo nella fotografia di ritratto per privati, ma anche se vuoi ritrarre una modella professionista. Non pensare che essendo il suo lavoro si possa saltare la parte del dialogo. E’ importante costruire un rapporto di fiducia anche con una modella professionista.

È fondamentale spiegarle la tua idea in modo da coinvolgerla totalmente. In questo modo saprà cosa fare e potrete lavorare insieme sull’idea. Durante gli scatti, informati se va tutto bene, sii premuroso nei suoi confronti, non trattarla come un manichino. A volte si tende a dar per scontato che, visto che è il suo lavoro, debba farlo senza lamentarsi.

Conclusione

Per concludere, un appunto importante.

Quando qualcuno ti chiede un ritratto chiedi esattamente per quale scopo lo desidera. Ne ha bisogno per uso personale o per un utilizzo professionale? Nel primo caso dovrai puntare sul mostrare la persona nel modo più naturale e spontaneo possibile, nel secondo caso dovrai mostrare l’aspetto più professionale di essa.

Se hai deciso di lanciarti nella fotografia di ritratto, non dimenticarti che la cosa più importante è che avrai la grande opportunità di conoscere le persone attraverso la fotografia. Ascolterai le loro storie, avrai la possibilità di crescere come persona e come fotografo.

Nella fotografia di ritratto c’è sempre qualcosa da imparare, ogni persona è talmente diversa dalle altre che avrai sempre nuovi spunti e non ti annoierai mai. Poniti nell’ottica dell’ascolto delle loro parole, e di ciò che comunicano senza parlare. Solo sentendo cosa ti trasmette la persona, potrai raccontarla al meglio.

Buon divertimento!


Se vuoi approfondire il tema della fotografia di ritratto, ho scritto una guida gratuita che puoi scaricare

Scarica la mia guida "5 semplici passi per ottenere il ritratto perfetto"

Scopri come mettere a proprio agio la donna che vuoi ritrarre, partendo dal dialogo con lei, conquistando la sua fiducia e valorizzandola al meglio con la posa giusta.


Se invece stare davanti alla macchina fotografica ti crea disagio, puoi scaricare questa guida gratuita:

Scopri 10 consigli pratici per essere a tuo agio davanti alla fotocamera e venire bene in foto.

Con questa guida imparerai a rilassarti davanti alla macchina fotografica, a prepararti per un servizio fotografico e l’importanza del dialogo col fotografo.


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Come si cattura l’emozione in un ritratto?

Come si cattura l’emozione in un ritratto fotografico è una delle domande che negli anni mi sono sentita porre più volte da chi ha visitato il mio sito e da alcune chiacchierate sulla fotografia fatte con fotografi amatoriali.

Nel mondo della fotografia ci sono fotografi che aborrono la parola emozione legata alla fotografia, altri che hanno fatto di questo concetto il motivo portante della loro attività di ricerca.

Un ritratto dal progetto "Natural Beauty" per valorizzare la bellezza naturale delle donne (C)Monica Monimix Antonelli
Un ritratto dal progetto “Natural Beauty” per valorizzare la bellezza naturale delle donne (C)Monica Monimix Antonelli

Raccontare la persona nel ritratto fotografico

Per quanto mi riguarda nella mia fotografia di ritratto cerco di raccontare la persona che ho davanti nel modo più vero possibile, per quello che la persona mi offre di sé.

Intendo la parola “vero” legata a quella porzione di tempo in cui la persona che ritraggo è in quel preciso istante. E’ lei a decidere cosa mostrarmi di sé. Se poi, si apre e mi mostra la sua reale personalità, allora il ritratto sarà vero in tutti i sensi, altrimenti sarà una versione della persona che avrà voluto mostrarmi in quel modo.

Leggi tutto “Come si cattura l’emozione in un ritratto?”

Come si sentono le persone davanti ad una macchina fotografica?

Tempo fa ho creato un sondaggio tramite SurveyMonkey per avere un bacino interessante di risposte riguardo a cosa le persone pensino della fotografia di ritratto e in particolare a come si sentono davanti ad una macchina fotografica.

Ho raccolto le testimonianze di 92 persone e devo dire che le risposte ricevute sono molto interessanti.

Sicuramente ho avuto conferma che molte persone davanti ad una macchina fotografica si sentono a disagio, non si piacciono, e guardando una loro fotografia notano quei dettagli che non amano di loro stessi. Sono risposte utili per capire come poter aiutare sempre di più le persone che posano davanti al mio obiettivo.

1. Domanda: “Ti piace farti fotografare?”

  • Il 34,78% degli intervistati risponde che non gli piace esser fotografato per come viene in foto
  • il 15,22% dice che lo fa sentire a disagio.
  • Al 33,70% piace farsi fotografare ma solo se viene preso alla sprovvista.
  • All’11,96% piace mettersi in posa

Ho lasciato la possibilità di rispondere Altro con la propria opinione e questi i risultati:

Il 4,35% ha risposto Altro:

  • Sì anche se poi non mi piace il risultato, non mi reputo fotogenica
  • Sì mi piace ma non sempre le foto mi soddisfano
  • Essendo sempre dall’altra parte dell’obbiettivo mi risulta un po’ difficile, quindi direi che molto dipenda da chi mi fotografa e da che risultato vorrebbe ottenere.
  • Solo autoscatti
Grafico con le risposte degli intervistati durante il sondaggio
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L’autoritratto per capire noi stessi e gli altri

L’autoritratto è un ottimo modo per capire come migliorare l’approccio alla fotografia di ritratto.

Per autoritratto non intendo scattarsi un selfie. Un autoritratto è (o dovrebbe essere) molto più impegnativo, dovrebbe avere un significato molto più profondo rispetto ad un selfie da postare sui social network.

Autoritratto della fotografa Monica Mx Antonelli
Autoritratto 2015 (C)Monica Mx Antonelli

Cos’è quindi un autoritratto?

E’ la fase culminante di un lavoro di ricerca su noi stessi. Studiamo noi stessi, la nostra natura, i nostri sentimenti attraverso questo tipo di fotografia.

Sapersi raccontare attraverso un autoritratto è forse una delle cose più difficili della fotografia. Se raccontare gli altri può essere complicato e non immediato, raccontare noi stessi lo è ancora di più. Perché vuol dire mettersi a nudo davanti ad una macchina fotografica, come fossimo ad una seduta di analisi. Vuol dire essere totalmente onesti con noi stessi affinché quella foto ci rispecchi veramente.

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Come abbandonare l’insicurezza e come la fotografia può aiutarti a farlo

Il tema dell’insicurezza e del disagio di fronte alla fotocamera sono temi che ho già trattato alcune volte, sul blog, dal mio punto di vista della fotografa e da donna che per anni ha faticato a stare davanti alla fotocamera. Sono temi molto delicati e molto importanti per capire come affrontare al meglio una sessione fotografica di ritratto. In particolare di ritratto femminile.

Volendo approfondire maggiormente le questioni per offrirti un reale aiuto per affrontare la tua insicurezza e il disagio che provi di fronte ad un obiettivo fotografico, ho chiesto un aiuto ad una psicologa professionista: la dott.ssa Lara Zucchini (Psicologa per il Benessere – www.larazucchini.com)

Come abbandonare l’insicurezza e come la fotografia può aiutarti a farlo
Come abbandonare l’insicurezza e come la fotografia può aiutarti a farlo – Foto (C)Monica Mx Antonelli

Questo il suo importante contributo.

Ti sei mai sentita insicura e a disagio?

Non temere, non sei la sola. C’è chi può aver vissuto con insicurezza molteplici situazioni della sua vita e chi solo qualcuna.

L’insicurezza è la sensazione di quando ci sentiamo scoperti, fragili e non adeguati.

Quando percepiamo insicurezza ciò che vorremmo fare è proprio il “non fare”, sottrarci dalla situazione che ci crea difficoltà, imbarazzo e vergogna, semplicemente evitandola.

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Il potere della fotografia. Riguardando una vecchia foto ho scoperto che…

Il potere della fotografia, sai qual è? In questo articolo voglio darti il mio punto di vista su quale sia per me il vero potere della fotografia. Partendo da una vecchia foto scattata al liceo, mi rivedo sedicenne, introversa e non amante di esser messa davanti ad un obiettivo fotografico, e quella foto che non mi era mai piaciuta, oggi ha un nuovo significato e mi piace. E’ cambiata la foto? No, sono cambiata io.

Il potere della fotografia - Monica Monimix Antonelli
Una vecchia foto dei tempi del liceo

Partiamo dall’inizio.

Premessa

Nei giorni scorsi su Facebook, ha iniziato a girare una sfida fotografica, in cui si doveva postare una vecchia foto di quando si era giovani.

Di solito tendo a evitare di prender parte a cose di questo tipo, ma questa in particolare mi è sembrata un’idea carina e visti i tempi cupi che stiamo vivendo a causa del Coronavirus e la quarantena, mi pareva potesse portare un po’ di leggerezza.

Ho cercato quindi una mia vecchia foto, e ho trovato questa targata 1996. Era la primavera dei miei sedici anni e questa foto è stata scattata durante una gita scolastica a Roma.

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5 ottimi motivi per farti ritrarre da un fotografo professionista

Nell’era dei selfie, perché è importante farti ritrarre da un fotografo professionista?

Se anche tu te lo stai chiedendo, visto che puoi farti tranquillamente un selfie senza spendere soldi, ti voglio dare 5 ottimi motivi per farti ritrarre da un fotografo professionista.

Al giorno d’oggi siamo letteralmente bombardati di fotografie. Se guardiamo i social network sono pieni di selfie, tramonti, cibo, ecc…

Le foto hanno conquistato il web e non possiamo più farne a meno.

Si fotografa di tutto, a volte per mostrare agli altri cosa stiamo facendo e romanzare la nostra vita, altre volte per conservare un ricordo prezioso di quel momento che stiamo vivendo. Altre volte ancora lo facciamo per vanità, visto il numero sempre enorme di selfie che dilaga ad ogni angolo.

Ok, Monica, quindi perché una persona dovrebbe rivolgersi ad un fotografo professionista per farsi fare un ritratto?

Farsi ritrarre da un fotografo professionista. Ritratto d'autore (C)Monica Monimix Antonelli
Elena – Ritratto di donna (C)Monica Monimix Antonelli

Ecco quindi 5 ottimi motivi per farti ritrarre da un fotografo professionista

  1. Le foto del cellulare non si stampano mai (o quasi) e spesso non se ne fa una copia di backup
  2. Nelle nostre foto (selfie o ritratti fatti da amici) abbiamo sempre la stessa espressione e posa
  3. Grazie ad un fotografo professionista puoi capire come superare il disagio davanti alla fotocamera
  4. Da un professionista, puoi imparare alcuni trucchetti per venire bene in fotografia
  5. Un ritratto professionale è studiato su misura per te per valorizzarti al meglio
Leggi tutto “5 ottimi motivi per farti ritrarre da un fotografo professionista”

La fotografia dopo la pandemia sarà importante?

La fotografia dopo la pandemia, come sarà, come verrà percepita dalla persone, quanto avrà importanza? Come cambieremo noi e le nostre vite? Molte sono le incognite in ogni ambito, personale e lavorativo. Prendendo spunto da una lettera che ha scritto lo stilista Giorgio Armani voglio condividere con te alcune riflessioni.

La fotografia di ritratto - Rinascita - Immagine di Monica Monimix Antonelli
Rinascita – (C)Monica Monimix Antonelli

La lettera di Giorgio Armani

Nei giorni scorsi la lettera che Giorgio Armani ha inviato alla rivista di moda americana WWD Women’s Wear Daily, nell’arco di poche ore, ha fatto il giro delle testate e dei siti di tutto il mondo.

Lo stilista milanese tocca punti delicati e li fa con la sua solita eleganza ed educazione. Affronta aspetti sensibili del sistema moda e lo fa con fermezza. Il suo è un vero e proprio sfogo su ciò che ritiene non funzionare più e si auspica che, passato questo stato d’emergenza, le cose possano realmente cambiare.

I punti da lui toccati riguardano i tempi dettati oggi dal fast fashion, con i suoi tempi rapidi, collezioni non allineate con le stagioni, in una corsa a portare nei negozi e online sempre nuovi capi, producendo molto più di quello che la clientela possa realmente comprare, con la conseguenza di forte inquinamento e grande spreco di risorse.

“Il declino del sistema moda, per come lo conosciamo, è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion con il ciclo di consegna continua, nella speranza di vendere di più…Io non voglio più lavorare così, è immorale”

Giorgio Armani
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Come prepararsi per un servizio fotografico

Oggi vediamo come prepararsi per un servizio fotografico, non solo dal punto di vista del fotografo ma anche dal punto di vista del soggetto fotografato.

Partiamo subito, vedendo cosa deve fare un fotografo per prepararsi per un servizio fotografico. La preparazione varia in base a ciò che si dovrà scattare, ma esistono alcuni tratti comuni di questa fase sia che si scatti per un cliente nel campo della moda che per un privato che ci commissiona un ritratto.

Prepararsi per un servizio fotografico (C)Monica Monimix Antonelli
Prepararsi per un servizio fotografico (C)Monica Monimix Antonelli

Quando ad un fotografo viene commissionato un servizio fotografico, dovrà prima di tutto pianificare bene la giornata. Abbiamo già visto nel precedente articolo come organizzare il servizio, un rapido riassunto:

  1. Dovrà fare una ricerca per poter trovare alcune idee da proporre al cliente
  2. Realizzare un moodboard con immagini di riferimento che comunichino visivamente l’idea che vorrebbe realizzare
  3. Scegliere dove ambientare il servizio
  4. Organizzare la logistica come: comunicazione del luogo e degli orari del servizio, preparare un piano B…

Questi sono tutti gli aspetti pratici dell’organizzazione di un servizio fotografico. Ma la sua preparazione non finisce qui. Dovrà studiare attentamente l’idea finale scelta dal cliente, in modo da arrivare preparato il giorno del servizio.

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Intervista per il settimanale Mondo Padano

Una nuova intervista è uscita nei giorni scorsi, per il settimanale Mondo Padano. Gli argomenti trattati? Fotografia di ritratto femminile, bellezza autentica, Donne di Crema e progetti futuri.

In questa prima settimana di chiusura al mondo, in cui l’ordine perentorio è di rimanere in casa, ammetto che la routine mattutina che mi sono costruita negli ultimi mesi mi ha letteralmente salvata. Affronto le giornate come prima del diffondersi del Coronavirus, senza ovviamente poter ritrarre nessuno, ma con lo spirito di chi non vuole comunque farsi abbattere.

Intervista su Mondo Padano
L’intervista stampata su Mondo Padano 13 Marzo 2020
Leggi tutto “Intervista per il settimanale Mondo Padano”