Donne di Crema: il ritratto di Eleonora

5
(4)

“Donne di Crema” procede di buon passo e oggi voglio raccontarti la storia di Eleonora, una giovane cremasca con una fortissima passione per la musica, e che ha fatto della Lirica la sua professione.

L’incontro

Un tiepido sabato pomeriggio di inizio ottobre è lo scenario che ci accoglie per la nostra chiacchierata, sedute rilassate nei chiostri del Centro Culturale S. Agostino.

Il ritratto di Eleonora per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Il giorno del ritratto di Eleonora

Eleonora mi travolge subito con il suo entusiasmo, il suo bel sorriso e la sua voce potente che risuona nei chiostri.

Ha la grinta della gioventù, la carica di chi ha un obiettivo da raggiungere e la serietà di chi ha investito anni di studio e pratica per migliorare costantemente.

Inizia a raccontarmi la sua storia di famiglia e subito sembra la sceneggiatura di un film. La nonna materna è canadese, conosce il nonno di Eleonora per un puro caso del destino. L’uomo trasferitosi per lavoro in America, un giorno, si ferisce sul lavoro e viene portato all’ospedale in cui lei lavora come infermiera. Scatta subito l’amore tra i due. In seguito la donna decide di seguire il marito in Italia e qui inizia la storia della famiglia di Eleonora.

La famiglia come punto di riferimento

Una bella famiglia unita, quella di Eleonora. La madre è la sua più grande confidente, consigliera e sostenitrice. È lei a spronarla a seguire i suoi sogni, per quanto prima ragioni sempre razionalmente sul da farsi, a differenza del marito che è più istintivo.

Eleonora è il giusto mix dei suoi genitori: razionale ma anche istintiva.

Ci tiene a sottolineare quanto si ritenga fortunata ad avere una famiglia come la sua che le è sempre stata vicina, e l’ha sempre sostenuta nelle sue scelte, a volte anche non così facili, visto la precarietà del suo ambiente.

Inizialmente, in famiglia, per quanto siano amanti della musica, non l’hanno spronata subito a frequentare una scuola. Ha iniziato a cantare da bambina in un coro locale, ma è verso i dieci anni che la madre la consiglia di studiare pianoforte privatamente (per poi entrare nella Scuola di Musica Folcioni, a Crema, a quindici anni).

L’amore per la musica

Quello è l’inizio di un grande amore per Eleonora.

Frequentare il liceo e contemporaneamente le lezioni di piano, il coro e lo sport, è parecchio impegnativo, ma non molla, anche se si rende conto che diventare una musicista per  professione vuol dire studiare anche dieci ore al giorno. In questa fase per lei la musica è ancora solo una passione, non pensa ancora che possa diventare anche un lavoro.

Infatti, al termine del liceo, sceglie di iscriversi all’Università, alla Facoltà di Lingue, proseguendo gli studi fatti al Linguistico e seguendo la sua predisposizione alle lingue straniere.

Anche durante gli anni universitari la musica la accompagna sempre, avendo scelto di cantare nel coro dell’Università. Contemporaneamente inizia a collaborare con l’orchestra “Magica Musica” di Castelleone (Cr), composta da ragazzi disabili.

La fanno affiancare un ragazzo con la Sindrome di Down e per lei è un’esperienza molto impegnativa ma che le insegna moltissimo, sia a livello umano che a livello professionale. Sapendo che lei parla inglese, lui inizia a rivolgersi a lei in questa lingua.

La tesi di laurea

Ed è proprio questo che le dà l’idea per la sua tesi di laurea: capire come insegnare le lingue straniere ai ragazzi con disturbi dello spettro autistico. Un lungo lavoro che le richiede due anni di studi, ricerche e confronti con i docenti, ma che le vale un bel riconoscimento da parte dell’Università che decide di premiarla per l’ottimo lavoro svolto.

Una volta laureata le viene offerto un lavoro come insegnante. Da un lato è felice di questa opportunità, dall’altro sente che forse la musica potrebbe essere la sua strada.

È indecisa sul da farsi, rifiutare un lavoro fisso per un salto nel buio (iniziare un corso di laurea in musica) la spaventa, ma con il pieno sostegno della sua famiglia, e con la madre che le fa notare quanto la musica sia realmente il suo sogno decide di tentare questa strada.

Sceglie la musica

Entra nella scuola del Teatro Filodrammatici di Cremona, sotto la guida del mezzosoprano Nadiya Petrenko e da qui non si è più fermata. Fa il suo debutto in scena e scopre un mondo incredibile.

“Il mondo della musica è molto complicato: la concorrenza è tantissima e spietata, non puoi mai farti cogliere impreparato. Devi avere un cervello rapido pronto ad adattarsi ad ogni imprevisto, perché ne capitano sempre moltissimi.”

Eleonora

Mi racconta di alcuni episodi in cui si è ritrovata a dover sostituire delle colleghe malate o che avevano avuto dei problemi e di dover imparare la loro parte in pochissimo tempo.

“E’ un ambiente difficile quello musicale perché bisogna imparare ad accettare i tanti no e le porte in faccia che si ricevono costantemente. Per avere un sì bisogna passare attraverso molti no. E questo non è certo facile, soprattutto all’inizio e quando una persona è convinta di aver fatto del suo meglio, ma poi l’esito dell’esibizione è negativo.”

Eleonora

Inoltre, per quanto lei sia ancora giovane (ventotto anni), l’età è un ulteriore fattore discriminante. Chi deve occuparsi di selezionare i cantanti, tende a selezionare i giovanissimi, e per quanto Eleonora sia giovane, la sua età è già vista come critica. I suoi punti di forza sono la sua esperienza, la sua bravura e in molti casi anche la sua padronanza delle lingue straniere l’ha aiutata a essere preferita ad altre colleghe.

La musica è un lavoro che richiede impegno e tanta fatica

Ci tiene molto a raccontare del mondo musicale perché troppo spesso, la musica viene vista come una passione e un hobby. È difficile che la gente dall’esterno la consideri un lavoro vero e proprio.

Spesso viene presa con leggerezza perché da fuori non si conosce tutto l’impegno che è richiesto e tutto il lavoro che sta dietro la facciata.

Dietro un’esibizione sul palco ci sono le tante ore di studio per migliorare la tecnica, l’attenzione alle corde vocali per non rischiare di rovinarle, il tempo dedicato ai provini, la capacità mentale di reggere di fronte ai rifiuti, le trasferte e i ritmi incalzanti, la precarietà economica.

“Da fuori sembra tutto semplice, creativo, divertente, perché non si conosce cosa c’è dietro.”

Eleonora

Per quanto sia la sua strada, ed è ben felice di ciò che fa, vorrebbe far capire quanto sia impegnativo come ambiente e che le persone iniziassero a prendere la musica sul serio come qualunque altro mestiere.

Una forte autocritica

Eleonora è una persona molto auto critica. Ogni volta che registra qualcosa si analizza nel dettaglio ed è raro che si piaccia o che ritenga l’esibizione perfetta. Va sempre alla ricerca dell’errore.

Mi racconta di un episodio a tal proposito: partecipando ad un concorso è riuscita a superare due prime selezioni, con molta concorrenza, anche se riteneva di non esser stata perfetta. La terza selezione, quando finalmente si è sentita più sicura della sua esibizione, è stata scartata rimanendo destabilizzata dalla cosa.

Ha imparato a gestire questo lato di sé, così come ha superato la timidezza che la accompagnava nell’adolescenza, quando all’università è entrata nel coro. Lì pian piano la timidezza l’ha abbandonata e ora è una donna sicura di sé e piena di grinta.

Lo studio delle lingue sin dai tempi del Liceo (Linguistico), e all’Università le è servito moltissimo, perché le ha permesso di lavorare anche all’estero e anche durante delle esperienze di studio è riuscita a cavarsela grazie proprio ai suoi studi.

Contemporaneamente alla sua carriera di cantante lirica continua a insegnare pianoforte ai suoi allievi privati che hanno un’età dai 4 ai 29 anni. Ciò le permette di continuare a migliorarsi e perfezionarsi come artista oltre che come insegnante.

Il mondo della lirica

L’ambiente della lirica è un ambiente di cui si parla poco, le piacerebbe poter avvicinare il pubblico dei giovani a questo ambiente, che troppo spesso viene visto come un ambiente per gente matura.

Ama poter fare corsi ai bambini o spettacoli per loro perché ciò le permette di poter raccontare il suo mondo in chiave giocosa ad un pubblico molto giovane.

Il suo mondo viene visto come un ambiente di nicchia, anche il circolo lirico (Il Circolo delle Muse a Crema) di cui fa parte da molti anni, meriterebbe ancor più visibilità.

La capacità di sapersi adattare

Eleonora è una che si adatta facilmente. Facendo questo mestiere ha imparato ad adattarsi, perché a volte si ritrovano in condizioni non proprio facili, anche solo il condividere gli spazi ristretti con il resto del gruppo e doversi cambiare davanti a tutti.

Le è capitato anche di dover dormire per terra su un materassino per bambini, condividendo un appartamento con degli amici/colleghi, per tutta la durata delle prove per preparare uno spettacolo.

La sua capacità di adattarsi alle situazioni e a non farsi trovare impreparata, si sono rese evidenti durante il lungo periodo del lockdown a causa del Covid.

Durante la quarantena, lei che ha sempre avuto una vita piena, in movimento, itinerante, per non perdersi d’animo ha continuato a studiare a distanza con la sua insegnante e allo stesso tempo ha insegnato ai suoi allievi tramite internet.

Ciò le ha permesso di rimanere aggiornata, e ad essere preparata al momento della ripresa degli spettacoli. A differenza di alcuni suoi colleghi che durante il lockdown si sono lasciati andare a non far nulla ritrovandosi con problemi alla ripresa, per non aver allenato le corde vocali per troppo tempo.

Eleonora, e i suoi colleghi, hanno dovuto far fronte alla delusione di veder sfumare tutti gli spettacoli che avevano in calendario durante la primavera ed estate, per via della chiusura dei teatri. Ora la ripresa inizia lenta, ma graduale e si augura che tutto proceda al meglio.

“Il nostro strumento è la voce, e le corde vocali vanno tenute allenate. Non puoi pensare di restare fermo e inattivo per troppo tempo. Il rischio è che appena riprendi a cantare ti sforzi e ti rovini.”

Eleonora

Ecco perché ha investito molto nella scelta dell’insegnante perfetto per lei andando a scegliere chi si rifaceva alla vecchia scuola. Cioè qualcuno che le potesse insegnare a usare bene le corde vocali, spiegandole anche ciò che riguarda il fisico, oltre che la voce. Uno studio completo di sé per poter migliorare le proprie prestazioni.

Il sogno

Il sogno di Eleonora è quello di poter continuare a lavorare come cantante e al tempo stesso di potersi creare una famiglia in futuro. Non vorrebbe ritrovarsi costretta a scegliere tra essere madre e una cantante professionista.

Si augura di poter far convivere questi due aspetti, per quanto si renda conto di quanto sia difficile, combinare una famiglia con il ritmo della sua vita sempre incalzante, imprevedibile e senza orari.

Il pensiero di Eleonora riguardo a Crema

Crema per lei è una culla. Abitando in un paesino del circondario, per lei Crema è la città che l’ha accolta e fatta crescere musicalmente. E’ qui che ha studiato musica per la prima volta, alla Scuola Folcioni, ed è qui dove ha debuttato grazie al Circolo delle Muse, come cantante lirica.

Per lei Crema è il luogo dove far sempre ritorno e la ama profondamente tanto da parlarne con chiunque incontri e che ancora non la conosce.

 Il Centro Culturale S. Agostino a Crema (Cr), il luogo scelto da Eleonora per ambientare il suo ritratto per il progetto "Donne di Crema" (C)Monica Monimix Antonelli
Il Centro Culturale S. Agostino a Crema (Cr), il luogo scelto da Eleonora per ambientare il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Eleonora e la fotografia

Non ama particolarmente fotografare, se non per fissare i ricordi di ciò che sta vivendo, come un paesaggio che la riporta con la mente a quel viaggio o a quel luogo visitato.

Davanti alla fotocamera si ritrova spesso per via delle foto di scena durante gli spettacoli, quindi si è abbastanza abituata a quella presenza meccanica. E anche se a volte la foto non la riprende al meglio perché sta cantando, le piace comunque che la riporti a quel momento vissuto.

Per partecipare al progetto “Donne di Crema”

Se sei di Crema (sei nata qui, ci hai vissuto per molti anni, e/o ci vivi tuttora) e ti va di raccontarmi qualcosa di te e un tuo pensiero su Crema, scrivimi un’email moni@monimix.com con una tua foto allegata.

Ti contatterò per inviarti tutti i dettagli.

Se il progetto “Donne di Crema” ti interessa, ne parlo più diffusamente in questo articolo

Ti riassumo qui le informazioni più immediate per capire di cosa si tratta.

Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Perché voglio raccontare le donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Saranno quindi ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere lei stessa il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata e averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo però l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto, e per chi lo desidera, l’iscrizione alla lista di contatti a cui inviare la newsletter.

Se sei di Crema (ci sei nata e hai vissuto qui molti anni, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi un’email: moni@monimix.com


Se vuoi partecipare al progetto “Donne di Crema”, ma ti senti un po’ a disagio davanti alla fotocamera, ho scritto una breve guida per aiutarti a vivere più serenamente il momento degli scatti.

Scopri 10 consigli pratici per essere a tuo agio davanti alla fotocamera e venire bene in foto.

Con questa guida imparerai a rilassarti davanti alla macchina fotografica, a prepararti per un servizio fotografico e l’importanza del dialogo col fotografo.


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

How useful was this post?

Click on a star to rate it!

Average rating 5 / 5. Vote count: 4

No votes so far! Be the first to rate this post.

La tua opinione è importante