Donne di Crema: il ritratto di Ornella

“Donne di Crema” grazie al passaparola continua a ricevere candidature di donne davvero interessanti. Come Ornella, scoperta grazie al suggerimento di Isabella.

L’incontro

Ornella è una donna brillante, positiva, sorridente, capace di raccontarsi con sincerità e poesia. Mi porta con sé nel cammino della sua storia e mi sembra di essere tra le pagine di un libro, sarà che la scrittura è una sua grande passione, ma già nell’ascoltarla si percepisce questa sua capacità nel racconto.

Il ritratto di Ornella per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Ornella per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La storia di Ornella inizia in Svizzera dove nasce perché i suoi genitori vi si erano trasferiti da giovani per cercare di costruirsi un futuro migliore, avviando delle attività imprenditoriali. Il legame con l’Italia è sempre stato forte in loro tanto che decidono di far ritorno nel Salento, loro terra natale, quando Ornella ha 3 anni.

Qui avviano una nuova attività, un negozio di abbigliamento. Ornella cresce a Martano, un paese in provincia di Lecce, dove conduce una vita piena e serena. Terza di tre figli, è stata la “piccola di casa”, sempre in cerca dell’approvazione di suo padre, che amava vedere felice. Per lei, è stato un grande punto di riferimento.

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Donne di Crema: il ritratto di Elisabetta

“Donne di Crema” presenta oggi la storia di Elisabetta, una donna che non si è mai fermata davanti alle difficoltà che ha incontrato sul suo cammino, forte del mantra che in casa sua veniva ripetuto spesso “Se si deve fare, si fa”.

L’incontro

Ciò che mi piace di lei è questa capacità di andare avanti, affrontare le cose di petto senza perdersi in chiacchiere o dietro mille pensieri. Non mi nasconde che farsi fotografare la imbarazza molto e non si sente per niente a suo agio, ma ha deciso di partecipare comunque perché ritiene importante il messaggio dietro al progetto e quindi vuole andare oltre il suo imbarazzo, e prenderne parte per sostenerlo.

Il ritratto di Elisabetta per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Elisabetta per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Elisabetta  è milanese di nascita, ma cremasca d’adozione da parecchi anni ormai. Da bambina ha avuto la fortuna di avere una casa di famiglia nella campagna tra Liguria e Piemonte, passando gli autunni e gli inverni a Milano e le sue estati in mezzo alla natura, in un paese molto piccolo, vivendo così realtà molto diverse.

La Milano della sua infanzia era molto diversa dalla metropoli di oggi perché era fatta da tanti piccoli paesi, dove si viveva il mercato rionale, i giardini di zona, i compagni di classe abitavano tutti vicini e i negozi erano tutti nella stessa aerea.

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Donne di Crema: il ritratto di Barbara

“Donne di Crema” non arretra di un passo. Durante il periodo di zona rossa ho continuato a fissare incontri online per conoscere tante nuove partecipanti e le loro storie.

Come nel caso di Barbara che mi arriva tramite Isabella. Si presenta nella sua prima email e già mi trasmette la sua energia e la sua grandissima passione per il canto e per il ballo. Mi fa sorridere la sua frase che “in fasce ballavo al cambio pannolino”, che ben riassume la sua inesauribile verve data dal fare qualcosa che ama molto.

L’incontro

E’ una cremasca doc, figlia di cremaschi con delle origini pugliesi da parte del nonno paterno che non ha mai conosciuto. Una storia un po’ da film quella che lega i suoi nonni: sua nonna aveva un’osteria con le sue sorelle e durante la seconda guerra mondiale, danno alloggio ai partigiani ed è qui che i due si incontrano, si innamorano e dalla loro unione nasce il padre di Barbara.

Il ritratto di Barbara per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Barbara per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Ricorda che quando aveva otto anni, la nonna la portava a danza classica ed era felicissima, solo che per i due anni di corso non è mai riuscita a fare il saggio di fine anno perché una volta con la febbre e la seconda perché in concomitanza col catechismo che aveva prevalso. Le è rimasta la spina nel fianco di non esser riuscita a continuare con danza classica perché anche il terzo anno le lezioni di danza venivano fatte allo stesso orario del catechismo e in famiglia questo aveva la priorità.

Si è buttata sul canto e, mi racconta che la suora, nel coro della chiesa non le dava mai parti soliste perché Barbara aveva un’estensione bassa, da mezzo soprano, e venivano predilette le bambine con la voce alta.

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Donne di Crema: il ritratto di Mariangela

Donne di Crema” mi dà la possibilità di conoscere tanti tipi differenti di storie e ognuna ha la capacità di insegnarmi qualcosa.

Spesso mi è capitato che le partecipanti mi dicessero di non avere chissà quale storia interessante da raccontare, paragonata alle altre, ma ciò che dico sempre loro è che forse per loro, la loro storia non è così interessante perché la conoscono, ma chi la sente per la prima volta riesce a scovare in essa un messaggio, un esempio o un insegnamento utile.

L’incontro

Mariangela, dopo avermi contattata per email per candidarsi, si è fatta venire qualche dubbio in merito alla sua storia, ma ascoltandola, ho trovato il piacere di conoscere una donna positiva, solare, piena di fantasia e che non si lascia fermare da paure dettate da altri.

Il ritratto di Mariangela per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Mariangela per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La sua storia inizia dalla campagna cremasca, dove la famiglia di sua madre aveva una cascina, luogo a cui sono legati i suoi ricordi di infanzia quando andava a trovare i nonni e i cugini. Ricorda con nostalgia i giochi nel fienile, le corse nei campi di granoturco, le mucche, e si rammarica che i bambini di oggi non abbiano la possibilità di conoscere quello stile di vita genuino e semplice.

Alle Scuole Superiori frequenta l’Istituto Professionale Internazionale per l’artigianato liutario e del legno a Cremona , conosciuta per la sezione di liuteria. La sua particolarità, era che già a quei tempi era molto cosmopolita. Molti studenti che la frequentavano arrivavano da varie parti del mondo, e venivano in quella scuola per imparare a fare i violini.

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Donne di Crema: il ritratto di Jennifer

“Donne di Crema” prosegue nella sua formula online e con Jennifer, la protagonista di oggi, ci incontriamo una sera, dopo cena, per la nostra chiacchierata.

L’incontro

Con Jennifer siamo in contatto da alcuni mesi tramite i social network, e abbiamo anche preso parte ad un evento l’estate scorsa, ma senza aver avuto l’occasione di incrociarci e presentarci.

Finalmente arriva l’occasione per fare due chiacchiere e ascoltare la sua storia, in cui l’arte, la voglia di fare e il non arrendersi mai, la fanno da padrone.

La storia di Jennifer inizia a Crema, nel quartiere di San Bernardino, di dove è originario suo padre, da cui parte per andare dall’altro capo del mondo, in Australia, per poi fare ritorno alle sue origini cremasche.

Il ritratto di Jennifer per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Jennifer per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Un percorso pieno di cambiamenti, quello di Jennifer, che in tutto questo non ha mai perso la sua voglia di sorridere e di rimboccarsi le maniche per ricominciare.

Una passione per il disegno e i colori che la accompagna fin da piccola, anche se poi nel momento della scelta degli studi delle Scuole Superiori ha cambiato rotta, preferendo il Liceo Classico, al posto del Liceo Artistico, perché voleva diventare insegnante di latino e greco.

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Donne di Crema: il ritratto di Antonella

“Donne di Crema” , oggi, racconta la storia di una donna conosciuta qualche mese fa: Antonella. Sono stati mesi impegnativi per lei, questi ultimi, per via di un progetto da lanciare e i tempi per il suo articolo si sono un po’ allungati. Ma il bello di questo progetto è che non ha fretta ed ogni storia è interessante in qualunque momento arrivi.

L’incontro

E’ un pomeriggio grigio e umido di febbraio quando incontro Antonella per un caffè in un bar del centro. Nell’email che mi ha mandato per presentarsi mi ha allegato una sua foto in cui si copriva il volto con i capelli. Mi ha fatto sorridere questa sua scelta e appena iniziamo a parlare mi dice subito delle sue difficoltà con la fotografia.

Antonella è una donna elegante, con un carattere apparentemente tosto e uno sguardo che non ha perso la capacità di sognare.

Il ritratto di Antonella per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Antonella per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Mi racconta di esser stata una bambina ribelle, e ancor di più da adolescente. Ricorda di averne fatte passare di tutti i colori ai suoi genitori. E’ sempre stata insofferente alle regole, ha cresciuto sua figlia in libertà, dandole delle linee guida ma senza opprimerla con troppe regole ferree.

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Donne di Crema: il ritratto di Alessandra

“Donne di Crema” prosegue costantemente e ogni giorno scopro nuove donne e nuove emozioni. Un aspetto che sto riscontrando nelle storie delle donne che incontro per il progetto, è la loro forza nel ricominciare la loro vita più e più volte.

L’incontro

E’ il caso di Alessandra, una giovane donna che nella sua vita ne ha passate tante, senza mai scendere a compromessi, né senza perdere di vista se stessa e i suoi valori.

Si è trovata spesso a dover ricominciare da zero, ha avuto tante difficoltà in famiglia, ma non ha mai perso il sorriso.

Il ritratto di Alessandra per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Alessandra per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Questo è un grande insegnamento che le ha donato sua sorella, a cui era legatissima, mancata purtroppo alcuni anni fa dopo una lunga malattia:

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