Donne di Crema: il ritratto di Maria Grazia

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Settimana ricca di incontri quella del Ferragosto, per il progetto “Donne di Crema”. Oggi ti racconto la storia di Maria Grazia.

L’incontro

Un tardo pomeriggio è il momento in cui scegliamo di incontrarci con Maria Grazia e pian piano vediamo la luce del sole velarsi mentre si porta verso la sera, condizione perfetta per il suo ritratto.

Il ritratto di Maria Grazia per il progetto "Donne di Crema" (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Maria Grazia per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Il giorno del ritratto di Maria Grazia

Quello che apprezzo di questo progetto, oltre ovviamente al fatto di conoscere tante nuove persone stimolanti, è che agli incontri molto spesso le partecipanti arrivano a piedi o in bicicletta, rendendo il progetto attento all’ambiente,  e questo mi piace molto. Così è il caso anche per Maria Grazia che arriva in bicicletta al luogo del nostro incontro.

Ciò che mi colpisce subito di lei è il suo aspetto delicato, capelli biondi e occhi grandi e di un azzurro chiaro molto bello. So ben poco di lei, ma a prima vista ho l’impressione che sia un’artista, oltre che una grande appassionata di libri (come mi aveva anticipato via email nella sua presentazione).

Impressione che poi mi conferma quando inizia a raccontarmi di sé. L’arte e la cultura permeano tutta la sua vita.

Un progetto che le sta a cuore

Un progetto di cui è molto orgogliosa e di cui ha piacere di parlare è sicuramente quello legato al gruppo di lettura che, da dieci anni, cura presso “Il cuore di Crema”, una comunità terapeutica per alcolisti e tossicodipendenti.

In questa comunità risiedono solo uomini, con una fascia d’età molto vasta, dai venti ai sessant’anni circa e di varia estrazione sociale.

Il gruppo di lettura che ha creato Maria Grazia, coinvolge volontari esterni e alcuni ospiti della comunità che amano leggere o desiderano avvicinarsi alla lettura per la prima volta. Non ci sono pregiudizi nei confronti di chi non ha mai amato leggere, né tantomeno per il motivo per cui risiedono in comunità.

A differenza di altri gruppi di lettura, in cui ci si ritrova una volta al mese,, Maria Grazia ha scelto di fissare un incontro a settimana, solitamente la sera, in cui si ritrovano per commentare, in modo molto libero, un libro che hanno scelto insieme e che leggono in contemporanea.

E’ proprio grazie a questa attività di volontariato che Maria Grazia ha conosciuto un’altra partecipante al progetto “Donne di Crema”, Alice, altra grande appassionata di libri.

La lettura come mezzo per conoscere se stessi

Mi racconta che la lettura e gli incontri sono un modo per conoscere se stessi: la storia narrata in ogni libro è il pretesto, per ciascun partecipante, da cui prendere spunto per raccontare la propria storia.

Alcune sono storie molto difficili, ma ciò che preme a Maria Grazia, sottolineare è che non si deve pensare al gruppo di lettura come ad un luogo triste, ma al contrario è un luogo di scambio di idee, esperienze e anche di risate.

E’ molto interessante ascoltarla, perché mi porta nel suo mondo fatto di libri, arte, film, e confronto costante come conoscenza di sé.

La cultura è comunicazione

Per lei la cultura è comunicazione. Ogni aspetto culturale è un veicolo per interagire con l’altro, conoscerlo e imparare a comunicare con esso.

Parlando di libri mi dice che ama i grandi classici, in particolare Anna Karenina che ha già letto 3 volte a distanza di dieci anni l’una dall’altra, perché “nel frattempo tu cambi, e puoi scoprire sfumature nuove e significati differenti.

Ammette che sui romanzi più attuali non si sente ferratissima, e dice di sentirsi anche un po’ snob in tal senso prediligendo libri del passato, anche se, proprio grazie al confronto che si sviluppa nel gruppo lettura, ha avuto modo di ricredersi su alcuni autori contemporanei.  Questo è proprio lo spirito con cui è nato il gruppo: scombinare i propri pregiudizi, uscire dalla propria comfort zone.

Ci tiene molto a parlare del gruppo di lettura perché ritiene importante farlo conoscere sempre a più persone per far sì che la comunità locale possa scoprirlo e magari trovare qualche nuovo partecipante, l’importante per partecipare è esser motivati e costanti.

“Non è un incontro in cui far sfoggio di cultura nei confronto degli altri, ma al contrario è uno scambio democratico e aperto al dialogo e all’ascolto dell’altro.”

Maria Grazia

L’incontro con la teatro terapia

Maria Grazia è una donna riservata ma per lei la timidezza non è mai stata un ostacolo alla sua voglia di conoscere le altre persone e fare nuove esperienze, al contrario non ha nessuna voglia di lasciarsi frenare da questo suo aspetto caratteriale, e proprio per questo sei anni fa ha intrapreso un percorso di teatro terapia, tenuto a Crema dalla regista Rossella Fasano.

Questa è una particolare forma di ricerca personale che utilizza gli strumenti del teatro contemporaneo, in  particolare le tecniche messe a punto da Eugenio Barba,  per conoscere se stessi ed  esprimersi senza “maschere”.

Un percorso non esente da momenti in cui è stato necessario gestire emozioni molto forti.

Mi confessa che proprio in occasione di una serata conclusiva del corso la sua mente si è bloccata lasciandola immobile davanti a tutti senza trovare le parole per continuare. La voglia di scappare, trattenuta, e la necessità di uscire da quella situazione, hanno fatto sì che le parole abbiano iniziato a fluire conquistando il pubblico, ignaro che la pausa iniziale fosse stato un problema e non una scelta voluta.

L’arte nella vita di Maria Grazia

Appassionata d’arte, collabora con un artista e a sua volta si occupa di arte, la mia prima impressione vedendola viene confermata, avendo visto alcune tracce di pittura sulle sue dita, ho adorato questo dettaglio che mi ha colpito sin dal primo istante.

E’ un piacere stare ad ascoltarla perché si sente la grande cultura che ha e si percepisce come l’arte, il teatro, i libri l’abbiano fatta diventare la persona che è, ma soprattutto è interessante come abbia saputo cogliere in ciascuno di questi ambiti, motivi per conoscere se stessa (oltre che gli altri), facendola essere una persona aperta verso gli altri e alle loro storie.

Un’altra occasione di scambio la ritrova nel gruppo del cineforum a casa di amici appassionati di film, con cui andare alla riscoperta dei grandi classici così come dei film sconosciuti alla massa. Anche questa è un’attività che ama perché le dà la possibilità di conoscere tipologie di film a lei sconosciuti e, basandosi sul confronto, poter dialogare e aprirsi a storie sempre nuove e interessanti.

Ciascuna di queste attività la porta ad essere una persona aperta a conoscere sempre cose nuove, a non avere pregiudizi e ad essere curiosa di ciò che le si presenta.

Il pensiero di Maria Grazia riguardo a Crema

Ciò che Maria Grazia ama di Crema è sicuramente il fatto di potersi spostare comodamente in bicicletta ovunque, anche la notte, da sola, sentendosi tranquilla. Crema per lei è una città esteta, ben curata, così come appaiono i suoi cittadini a detta di alcuni suoi amici che abitano fuori Crema e che ogni tanto la vengono a trovare e rimangono colpiti dall’eleganza del luogo.

Apprezza il clima rilassato di Crema, e infatti ha amato il film di Guadagnino (Call me by your name), ambientato proprio nella nostra cittadina e nella natura circostante, perché nel film ha riconosciuto il vivere quieto della campagna e delle estati passate.

Per lei Crema è viva culturalmente, anche se la vicinanza con Milano è sicuramente importante per lei per avere continui stimoli su ciascun fronte.

La comunità "Il cuore di Crema, il luogo scelto da Maria Grazia per il suo ritratto per il progetto "Donne di Crema" (C)Monica Monimix Antonelli
La comunità “Il cuore di Crema, il luogo scelto da Maria Grazia per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Maria Grazia e la fotografia

Ama molto le mostre fotografiche, le piace fotografare per tener traccia dei ricordi, ma per quanto riguarda il porsi davanti all’obiettivo ha qualche difficoltà perché non si sente molto spontanea, si sente poco naturale e fatica a piacersi.

Osserva le fotografie degli altri le piace osservare la differenza tra realtà e immagine ritratta, notando che ciò che risulta in foto non è sempre è la stessa impressione che si ha della persona davanti a noi, perché alcune persone che di persona sono molto belle, non è così scontato che nella fotografia la loro bellezza sia altrettanto forte, mentre persone che dal vivo non appaiono così belle, risaltano molto di più in fotografia.

Per partecipare al progetto “Donne di Crema”

Se sei di Crema (sei nata qui, ci hai vissuto per molti anni, e/o ci vivi tuttora) e ti va di raccontarmi qualcosa di te e un tuo pensiero su Crema, scrivimi un’email moni@monimix.com con una tua foto allegata.

Ti contatterò per inviarti tutti i dettagli.

Se il progetto ti interessa, ne parlo più diffusamente in questo articolo

Se vuoi vedere alcune immagini del progetto, guarda qui

Ti riassumo qui le informazioni più immediate per capire di cosa si tratta.

Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Perché voglio raccontare le donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Saranno quindi ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere lei stessa il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata e averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo però l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto, e per chi lo desidera, l’iscrizione alla lista di contatti a cui inviare la newsletter.

Se sei di Crema (ci sei nata e hai vissuto qui molti anni, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi un’email: moni@monimix.com


Se vuoi partecipare al progetto “Donne di Crema”, ma ti senti un po’ a disagio davanti alla fotocamera, ho scritto una breve guida per aiutarti a vivere più serenamente il momento degli scatti.


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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