Donne di Crema: il ritratto di Ambra

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Durante il periodo in zona rossa e arancio, a gennaio, “Donne di Crema” è proseguito con le video interviste tramite Zoom o Whatsapp. Così è stato anche nel caso di Ambra, con cui arrivo ad un passo dalla metà percorso.

Non è stato un viaggio senza ostacoli, tra lockdown di primavera, zone rosse e arancioni dell’autunno/inverno e le tante limitazioni, ma pian piano procedo per raggiungere il mio obiettivo.

L’incontro

Oggi ti racconto la storia di Ambra, una giovane professionista, piena di entusiasmo ed amore per il suo lavoro, che considera una vera e propria missione per far stare bene gli altri. Una chiacchierata davvero molto piacevole, che mi ha permesso di conoscere un po’ di più del suo mondo e soprattutto una persona che sa trasmettere vibrazioni positive sia nei confronti delle altre persone che di ciò che fa quotidianamente.

Il ritratto di Ambra per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Ambra per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La storia di Ambra

La prima cosa che mi dice è che il suo lavoro è la sua più grande passione. È grazie a suo padre che si avvicina a questo mondo, perché fin da quando Ambra è piccola la porta con sé in ambulatorio e le racconta aneddoti del suo lavoro, affascinandola per il rapporto che riesce a creare con i suoi pazienti. Inizialmente lei è restìa a seguire le orme del padre, per un’automatica voglia di cambiare percorso rispetto al genitore, ma alla fine capisce che quella è la strada che fa per lei.

Il suo lavoro riguarda i campi della Osteopatia e della rieducazione posturale rivolta ad adulti, bambini e adolescenti.

Cresciuta in un paese alle porte di Crema, scopre già da bambina, Crema e i suoi abitanti. Fin dalle elementari frequentate qui, i pomeriggi passati in ambulatorio col padre, e poi con l’avvicinarsi a questo lavoro, scopre in Crema e nei suoi abitanti il luogo che più ama. Le piacciono le persone che incontra, ne scopre la bontà, che non ha riscontrato nelle grandi città come per esempio Milano dove ha studiato molti anni e dove ha iniziato il suo lavoro.

“Nelle grandi città ti senti come un filo d’erba, mentre qui, nella piccola realtà conosci storie che poi sono persone vere, come il macellaio, il fiorista, ed è la cosa che mi piace di più.”

Ambra

L’amore per le persone

L’amore per le persone che incontra e la possibilità di conoscere le loro storie, sono i motivi che le hanno fatto preferire rimanere a lavorare a Crema, e che non l’hanno fatta trasferire nella grande città come avrebbe inizialmente voluto. Per lei, Crema è il luogo ideale in cui svolgere il suo lavoro.

Grazie al suo lavoro ha avuto la possibilità di incontrare molte donne, dalle ragazze alle donne più mature e alle donne in gravidanza, scoprendo la loro sensibilità e capendo quanto sia importante poter entrare in empatia con le persone che si trova davanti, come veicolo di crescita personale oltre che professionale.

Arriva a fare questo lavoro in maniera molto spontanea. Da sempre è una grande amante dell’attività fisica e dello sport, e affascinata da come queste attività possano giovare al proprio benessere personale. In più, suo padre, raccontandole del suo lavoro, ha fatto sì che Ambra abbia iniziato ad abituarsi al suo mondo e a restarne inconsciamente coinvolta.

Un lavoro stimolante

La visione del padre, poi adottata da Ambra stessa, è quella di vedere il proprio lavoro in maniera non meccanica o ripetitiva, ma sempre diversa da caso a caso e, per questo intrigante per la possibilità di creare collegamenti invisibili che gli permettano di aiutare il paziente a risolvere i suoi problemi, ponendo molta attenzione alla parte empatica ed emotiva del paziente stesso.

“Non siamo degli ingranaggi da sistemare ma c’è molto di più. Non siamo muscoli che camminano ma dietro c’è una persona col suo vissuto. Se non si vestono i panni del paziente è difficile capire la sua quotidianità”.

Ambra

Ciò che l’ha sempre colpita è l’approccio di suo padre nei confronti dei suoi pazienti, perché si faceva carico dei loro problemi riuscendo poi a trasmettere questo aspetto importante anche a lei.

Questo ha fatto sì che Ambra si appassionasse pian piano al suo mondo.

In continuo aggiornamento

Una volta capito che la strada del padre poteva essere anche la sua, si è buttata a capofitto nello studio e tutt’ora continua a tenersi aggiornata e ad approfondire tematiche che possano aiutarla a capire sempre meglio come approcciare il paziente per poterlo ascoltare e aiutare.

A proposito dell’ascolto afferma:

“Anche il dolore ha un senso. È fondamentale imparare ad ascoltare il proprio corpo, perché se il corpo invia un segnale di dolore è perché vuole mandarci un messaggio a cui prestare attenzione per porvi rimedio.”

Ambra

L’importanza dell’attività fisica

Fare attività fisica per lei ha sempre avuto un significato profondo, non tanto per un discorso puramente estetico come la perdita di peso, ma per prendersi cura di sé per poter stare bene e prevenire eventuali problemi posturali o altri tipi di problematiche date dalla sedentarietà.

Ciò che per lei è strano è che nelle scuole non si parli mai di anatomia. Questo permetterebbe a tutti di imparare a conoscere il proprio corpo e a prendersene cura in maniera più attenta per una vita più sana.

Osservando i bambini e i ragazzini di oggi si sta accorgendo di quanto poco si dedichino all’attività motoria libera, con gli amici per strada, mettendo in moto problematiche a livello posturale. Sempre più i bambini perdono la capacità di fare movimenti semplici come una capovolta, a differenza delle generazioni passate che passavano molte ore a giocare all’aperto e a scatenarsi in varie attività. Questo, unito all’uso smodato dei cellulari, ha portato ad un aumento di dolori, come cervicalgie o cefalee già in giovane età.

“L’attività fisica, fatta con coscienza, crea forza, flessibilità, longevità.”

Ambra

L’ascolto delle storie dei suoi pazienti

Professionista discreta ascolta con piacere gli aneddoti dei propri pazienti che, seduta dopo seduta, iniziano a sentirsi a loro agio con lei e si raccontano. Ciò le permette di imparare a conoscerli sempre più in profondità scoprendo il loro vissuto per poterli aiutare ancora meglio. Questo è ciò che apprezza dell’osteopatia: il poter creare un legame con i suoi pazienti e avere la possibilità di imparare da ciascuno di loro, dal racconto della loro storia.

Scoprire la forza delle persone dai loro racconti, alcuni molto dolorosi e difficili ma raccontati con dignità senza piangersi addosso. Ciò fa ridimensionare il concetto della propria vita.

“Bisogna portare sempre il massimo rispetto, non sapendo cosa c’è dietro”

Ambra

L’empatia con i suoi pazienti

Ambra è talmente empatica con i suoi pazienti, da sentire addirittura, alcune sere, i dolori per cui loro si sono rivolti a lei. Ha imparato col tempo a prendersi alcuni minuti solo per sé tra una visita e l’altra per isolarsi e buttare fuori tutto ciò che ha provato e ascoltato durante la visita. In questo modo ha capito come poter lasciare andare il dolore e a ricaricare le batterie per il paziente successivo, allentando la tensione su di sé.

Per lei i suoi pazienti sono prima di tutto persone con storie da ascoltare e comprendere, persone con cui riesce a creare legami che vanno al di là del lavoro. Si sente fortunata di ciò che fa e del luogo in cui lavora. Per lei è impagabile aver la possibilità di incrociare qualcuno per strada o di passare per un saluto dal suo negozio e scambiare quattro chiacchiere. Sono piccole cose, ma che le  sanno regalare un sorriso sincero.

Il legame con la famiglia

Ha un fortissimo legame anche con la sua famiglia, si emoziona a parlarne, ed è un motivo per cui non ha mai preso la decisione di andare a vivere lontano (New York è la sua città del cuore), perché non sopporterebbe l’idea di separarsi da loro.

Ha forte stima dei suoi genitori, il padre che le ha trasmesso l’amore per il suo lavoro, che in comune con la figlia, lo vede più come una missione, e la madre, un modello a cui si ispira. Una donna che ha saputo mostrarle con il suo esempio la forza del non abbattersi mai davanti alle difficoltà, ma al contrario la tenacia di affrontarle a testa alta.

“È la donna che stimo di più in assoluto ed è proprio il tipo di Donna che spero di diventare un giorno”

Ambra

È cresciuta nell’amore, e di questo si sente estremamente fortunata. Ha potuto gioire delle piccole cose, della presenza dei suoi genitori e di suo fratello e della loro quotidianità fatta di cose normalissime ma in cui si percepiva il forte amore che ha sempre tenuto unita la famiglia. Ricorda per esempio con affetto i pomeriggi passati a giocare in giardino e dei tanti animali di cui si circondavano. Passione per gli animali e attenzione nei loro confronti, passatale dalla dolcezza della madre e dal padre che lei definisce quasi un “S. Francesco” perché ha sempre avuto un profondo rispetto sia per la natura che per gli animali. Ricorda per esempio che se trovavano un uccellino ferito lo portavano a casa per curarlo insegnando ai suoi figli una forte sensibilità oltre al rispetto per ogni essere vivente.

La ricerca del suo equilibrio

Come donna, Ambra ha come obiettivo la ricerca di un suo equilibrio e lavora molto in tal senso per poter crescere come persona. Per questo motivo cerca di prendere il meglio da ogni esperienza, anche dalle persone che incontra, per cercar di diventare la persona che vorrebbe incontrare nel momento in cui qualcuno può aver bisogno. E’ molto attenta al migliorare se stessa, e di essere consapevole di ciò che vuole diventare.

I valori più importanti per lei sono quelli legati alla sensibilità verso gli altri e il portar rispetto.

Cerca di stare attenta nei confronti dell’ambiente e crede nell’importanza di fare ciascuno la propria parte per un bene comune.

Ascoltarla parlare è davvero piacevole, sorride tanto, con gli occhi oltre che con la bocca. Si sente che ama ciò che ha: la sua famiglia, il suo lavoro, il rapporto con i suoi pazienti, il luogo in cui vive. E’ orientata verso il miglioramento, di sé, per poter migliorare anche la vita degli altri.

Il periodo delle Scuole Superiori

L’unica cosa che non le è piaciuta della sua vita, è il periodo delle Scuole Superiori (al Liceo Scientifico) perché l’ha segnata tanto. Mi racconta di non esser mai stata la più brava della classe, e si sentiva trattata un po’ come un numero perché non particolarmente portata per la matematica.

“Ti facevano passare come una persona non in grado di capire.”

Ambra

Lei, così non si era mai sentita, tranne in quegli anni. Ciò che tutt’ora non si spiega è perché gli insegnanti, anziché guardare all’attitudine dello studente, guardavano solo chi era portato in matematica ritenendo degno di considerazione solo questi, a discapito di altri che potevano riuscire bene in altre materie, ma che non venivano altrettanto considerati.

Un atteggiamento che dava l’impressione di voler tarpare le ali agli studenti, anziché spingerli verso la loro strada.

Finire le Superiori e individuare il suo percorso per lei è stata una svolta perché seguendo i suoi interessi e la sua passione ha potuto studiare ciò per cui si sentiva realmente portata ottenendo ottimi risultati e facendola diventare una gran studiosa.

Il sogno di Ambra

Il suo sogno, che spera si possa avverare a breve, è quello di lavorare con i bambini, aprendo uno spazio tutto suo. Sta già lavorando a questo sogno essendosi iscritta ad un nuovo corso di formazione indirizzato allo sviluppo neuromotorio dei primi tre anni di vita, entrando così in un nuovo mondo tutto da scoprire e approfondire.

Lo studio e l’impegno non la spaventano, anzi, è piena di entusiasmo, di voglia di fare, e di continuare a studiare per migliorarsi costantemente.

Riguardo a Crema

Per quanto abbia sempre vissuto in un paese, la sua vita è quasi interamente incentrata a Crema. Qui ha frequentato le scuole elementari, i pomeriggi passati in ambulatorio dal padre nella centralissima Piazza Premoli, dove ha voluto ambientare il suo ritratto, il Liceo Scientifico e poi, dopo la parentesi di studi milanesi e romani, il ritorno alle origini, iniziando a lavorare col padre.

“Se Crema fosse sul mare sarebbe la città più bella del mondo”.

Ambra

Per Ambra, la nostra cittadina ha la dimensione perfetta, tanti angoli affascinanti e la natura tutt’attorno.

Ama molto la parte estetica di Crema, così incantevole con i suoi palazzi e le sue architetture storiche, inoltre la trova accogliente per il fatto di essere raccolta nel suo centro.

Apprezza molto la vita culturale che negli ultimi anni si è andata via via incrementando offrendo tanti avvenimenti differenti e interessanti. Le piacerebbe molto poter creare degli eventi da ambientare nei cortili e giardini interni dei tanti palazzi storici del centro, perché li ritiene, oltre che meravigliosi, importanti da far conoscere ai proprio abitanti e non solo, dando modo di scoprire le bellezze locali e la storia del luogo.

Il suo sogno è quello di una rete ciclabile ispirata a quelle dei paesi del nord Europa, in cui poter conoscere il paesaggio in maniera ecologica. Visto che scoprire dettagli e angoli sconosciuti andando in bicicletta, è una delle cose che le piace di più. Questo permetterebbe anche a Crema di essere al passo coi tempi e ancora di più rispettosa dell’ambiente.

Uno scorcio in zona Piazza Premoli a Crema (Cr) il luogo scelto da Ambra per il suo ritratto per il progetto "Donne di Crema" (C)Monica Monimix Antonelli
Uno scorcio in zona Piazza Premoli a Crema (Cr) il luogo scelto da Ambra per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Ambra e la fotografia

Per lei la fotografia è una forma d’arte che le permette di osservare dettagli che dal vivo magari non aveva colto. Davanti all’obiettivo, ammette di non sentirsi fotogenica, ma non le interessa più di tanto. Si pone con leggerezza, anche se ammette di sentire un filo di imbarazzo più che altro per non sapere in che posa mettersi, ma accetta ciò che vede nel ritratto, conscia di essere così realmente. Ciò che non riesce a capire e trova sconcertante è vedere l’abuso dei filtri che impazza nei social network perché stravolgono completamente le persone, creando in questo modo un distacco netto tra la realtà e la vita virtuale.

Per partecipare al progetto “Donne di Crema”

Se sei di Crema (sei nata qui, ci hai vissuto per molti anni, e/o ci vivi tuttora) e ti va di raccontarmi qualcosa di te e un tuo pensiero su Crema, scrivimi un’email moni@monimix.com con una tua foto allegata.

Ti contatterò per inviarti tutti i dettagli.

Se il progetto “Donne di Crema” ti interessa, ne parlo più diffusamente in questo articolo

Ti riassumo qui le informazioni più immediate per capire di cosa si tratta.

Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Perché voglio raccontare le Donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Saranno ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata, averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto, e per chi lo desidera, l’iscrizione alla lista di contatti a cui inviare la newsletter.

Se sei di Crema (ci sei nata, ci hai vissuto, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi: moni@monimix.com specificando “Donne di Crema”.


Se vuoi partecipare al progetto “Donne di Crema”, ma ti senti un po’ a disagio davanti alla fotocamera, ho scritto una breve guida per aiutarti a vivere più serenamente il momento degli scatti.

Per vedere i ritratti delle Donne di Crema che hanno già partecipato, puoi visitare questa pagina.

Scopri 10 consigli pratici per essere a tuo agio davanti alla fotocamera e venire bene in foto.

Con questa guida imparerai a rilassarti davanti alla macchina fotografica, a prepararti per un servizio fotografico e l’importanza del dialogo col fotografo.


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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