Donne di Crema: il ritratto di Claudia

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“Donne di Crema” è un viaggio alla scoperta del mondo delle donne e ogni storia che ascolto mi offre un ventaglio di sfumature emozionanti.

Ciascuna storia insegna qualcosa a chi è attento ai messaggi in esse. Così è la storia di Claudia, una donna che nella sua vita ha cambiato spesso la sua strada, per la voglia di migliorarsi sempre, per necessità e per non annoiarsi mai.

Non si è mai risparmiata, si è sempre messa in gioco e anche nel momento della scoperta di una malattia ha saputo reagire con forza e con un obiettivo: diffondere il più possibile il tema della prevenzione, che a lei ha letteralmente salvato la vita.

L’incontro

Partiamo dall’inizio della sua storia, che la vede dall’altra parte dell’Italia rispetto alla sua storia recente a Crema.

Claudia nasce a Napoli e vive a Teano, paese in provincia di Napoli, terra d’origine dei suoi genitori. Il padre, capostazione, quando Claudia ha undici anni decide di lasciare la sua terra. Solitamente i giovani del sud si trasferivano al nord per lavoro, il padre di Claudia decide di anticipare i tempi, quando ancora le figlie sono piccole, chiede il trasferimento e parte con tutta la famiglia unita, alla volta di un piccolo paese alle porte di Crema dove avrebbe potuto continuare il suo lavoro.

Il ritratto di Claudia per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Claudia per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Claudia è una bambina molto determinata tanto che a cinque anni, sapendo già scrivere, chiede ai suoi genitori di anticipare di un anno l’inizio della scuola.

La sua idea viene accettata sia dai suoi genitori che dalle maestre delle elementari e infatti inizia a frequentare la prima elementare, fino al momento in cui gli altri genitori si lamentano con le maestre di questa situazione, vista come un favoritismo in quanto “la figlia del capostazione”.

Non si perde d’animo Claudia, perché non vuole tornare all’asilo e i suoi genitori la fanno seguire da un’insegnante privata che la prepara e, l’anno successivo, dopo aver superato un esame può accedere direttamente alla seconda elementare.

Il trasferimento al Nord

Crescendo sviluppa una certa timidezza probabilmente data dal trasferimento al nord, che nel frattempo era avvenuto nella sua vita, che l’aveva portata in un contesto molto diverso da quello a cui era abituata. Si ritrova alle scuole medie circondata da compagni di classe che già fumavano o avevano fidanzatini/e. Lei, avendo un anno in meno e cresciuta in un ambiente molto tranquillo, si trova un po’ spaesata da ciò che vede.

Ricorda che una volta arrivata qui, dovendosi iscrivere al secondo anno delle medie, nel paese accanto al suo, la seconda lingua studiata era il francese, ma lei, ferma sulle sue posizioni voleva fare inglese. I suoi genitori ancora una volta scelgono di assecondare la figlia, e Claudia inizia la sua vita da pendolare, prendendo, da sola, ogni mattina, il treno per spostarsi a Crema e frequentare le Scuole Medie Vailati.

Il treno è una costante nella vita di Claudia, e molto spesso esce dai suoi racconti.

Le medie sono un periodo pesante per lei, per la sofferenza dovuta dal cambiamento appena affrontato. Alle superiori invece trova un suo equilibrio e si inserisce molto bene, creando bei rapporti di amicizia con i suoi compagni che durano tutt’oggi.

I viaggi

A quindici anni, dopo aver convinto suo padre, parte per Londra per un’esperienza di studio, con un’Associazione (il dopolavoro ferroviario) dove non conosceva nessuno. Un viaggio estenuante, di ventisette ore, ma dai risvolti positivi, che ha permesso a Claudia e ai suoi nuovi amici di far conoscenza e di ritrovarsi per il viaggio di ritorno verso casa.

L’esperienza è stata per lei molto positiva, così come gli scambi all’estero fatti con una ragazza francese di Grenoble, anche in questo caso una scelta quasi imposta in casa, pur di poter viaggiare, fare le sue esperienze e conoscere il mondo.

Un’amicizia che cresce nel tempo, con questa sua amica francese, con cui, oltre a seguire gli scambi tramite le scuole, iniziano a frequentarsi anche durante le vacanze. Claudia la porta con sé al mare, in Calabria, e la sua amica la porta in montagna sulla neve. È per Claudia un’occasione preziosa per conoscere il francese, una lingua a cui si era opposta al momento dell’iscrizione alle medie, ma che grazie alla sua amica impara così bene, tanto da venir scambiata per una francese a sua volta.

Dopo il diploma frequenta un anno la facoltà di lingue, ma che interrompe perché trova subito lavoro a Milano, in una società di factoring di una banca commerciale, in piazza Missori.

L’incontro con l’amore

Durante l’Università si fidanza col suo attuale marito, con cui crescono insieme. Al termine della laurea suo marito si trasferisce per lavoro in Francia, e qui ritorna un elemento già noto per Claudia, infatti la città dove trova lavoro il marito è proprio quella Grenoble che lei già aveva conosciuto anni prima. Per due anni lavora lì e Claudia nei weekend lo raggiunge in treno.

Qualche anno dopo decidono di sposarsi e costruire la loro famiglia, composta oggi da tre figli maschi, ormai grandi.

Lavoro e famiglia

Una vita non semplice conciliare il lavoro a Milano già impegnativo di suo, oltre al tempo investito per gli spostamenti (che dopo un cambio sede era diventato di 80 km a tratta), e la gestione dei primi due bambini, nati a poca distanza l’uno dall’altro. Un grande lavoro di organizzazione per cercare di incastrare gli impegni lavorativi con quelli familiari e cercare di essere presente per i suoi bambini.

Un lavoro in cui ha cambiato spesso mansioni per via della sua costante voglia di imparare e migliorare sempre.

La celiachia

Durante il periodo milanese avviene un altro grande cambiamento per lei: scopre di essere celiaca, ed essendo il 2004, non è così semplice imparare ad adattarsi alla nuova alimentazione e alla nuova organizzazione, rispetto alle agevolazioni di oggi e alla maggior facilità di recuperare i prodotti adatti anche nella grande distribuzione. Quelli sono gli anni in cui i prodotti si acquistano ancora in farmacia, con la sensazione di essere diverso, e malato, oltre al fatto che i ristoranti non erano ancora organizzati come oggi a rispondere a tale esigenza.

Non le è stata riscontrata subito questa patologia tanto che si ritrova a perdere molto peso. Avendo però una vita molto impegnata tra lavoro, spostamenti tra Crema e Milano, il corso di sub, inizialmente non dà subito attenzione al calo di peso. È solo dopo alcuni controlli medici che le viene diagnosticata.

Il trasferimento lavorativo a Crema

Dopo alcuni anni viene trasferita a Crema, e per lei, se da un lato significa limitare gli spostamenti e una migliore gestione del suo tempo, dall’altro il trasferimento per lei significa ricominciare da zero, perché per i primi due anni viene messa allo sportello della banca e deve seguire l’ambito delle famiglie, per lei completamente nuovo, perché si era sempre occupata delle aziende. Dopo i primi due anni di questo lavoro, ha la possibilità di cambiare nuovamente e prendere un suo portfolio clienti da seguire e che la stimola molto.

Nella banca a Crema, scopre il rapporto personale con i clienti privati. Inizialmente ha qualche dubbio sul fatto di esserne portata, perché per lei è una cosa nuova interagire con i privati, ma col tempo inizia ad amare questo approccio più umano del suo lavoro. All’inizio non è stato facile soprattutto nel caso delle successioni, o di gravi difficoltà economiche, in cui fatica a reggere la parte emotiva durante i racconti dei suoi clienti. Con gli anni impara a gestire le sue emozioni, per quanto a volte sia realmente difficile riuscire a trattenersi ed apparire calma mentre dentro vorrebbe lasciare fluire le lacrime.

Ciò che ama del suo lavoro è il fatto di sentirsi come una sorta di confidente per i suoi clienti. Se riesce a ottenere la loro fiducia, si raccontano a cuore aperto, veicolando tutte le loro emozioni che arrivano dritte nel cuore di Claudia.

Il rapporto umano con le persone

Il suo obiettivo è quello di supportare le persone che si affidano a lei e questo è l’aspetto che più la rende orgogliosa del suo lavoro, il riuscire a conquistare la loro fiducia per cercare di aiutarle nel migliore dei modi, cercando di adoperarsi a risolvere i loro problemi, rendendosi il più disponibile possibili.

“La difficoltà iniziale è capire cosa serve al cliente e quindi l’ascolto è la parte più importante del mio lavoro”.

Claudia

Il cambio lavorativo la porta anche a doversi scontrare con una sua grande difficoltà: la parte oratoria. Essendo sempre stata una persona timida, ha sempre preferito il rapporto uno a uno col cliente, anziché parlare in pubblico. Nel cambio dell’azienda si è ritrovata a dover fare come prima esperienza, un evento in cui parlare davanti ad un pubblico numeroso.

Ricorda che si era preparata un discorso ma non riusciva quasi a leggerlo tanta era l’agitazione e l’emozione. E quella era stata la prima di una serie di esperienze simili, dovendo affrontare più volte, nel corso degli anni presentazioni e eventi dal vivo.

Non è stato per niente facile per lei affrontare questa parte del suo lavoro, ma oggi, dopo varie esperienze, sente che ce la sta facendo a superare questa sua difficoltà, che le ha sempre creato un blocco nel parlare in mezzo alla gente.

“Ogni volta cerco di superare i miei limiti. Io sono quella che ha paura, ma poi si lancia”

Claudia

Le passioni di Claudia

Una donna dalle tante passioni, Claudia. Ama in modo viscerale la musica, prendere parte ai concerti, e, grazie alla sua banca, ha avuto modo di accompagnare i suoi clienti a moltissimi concerti. Per lei è un modo perfetto per relazionarsi con gli altri.

Così come per la sua grande passione per i viaggi. Per lei il viaggio simboleggia la scoperta di cose nuove. Il suo obiettivo è quello di non annoiarsi mai, per lei quindi il viaggio è: scoprire luoghi sconosciuti, nuove abitudini, nuove culture.

Claudia è l’esempio di chi non si lascia spaventare dai cambiamenti e dai salti nel buio, reinventandosi ogni volta e scoprendo nuove strade. Ma ha anche un altro messaggio importante da veicolare, quello legato alla prevenzione medica e alla cura di se stessi.

La malattia

Infatti, mi racconta che alcuni mesi fa c’è  stata un’altra svolta nella sua vita, in seguito alla diagnosi di un carcinoma al seno triplo negativo (forse il più temibile). Ha subito un’operazione e cinque mesi di chemioterapia. Ancora una volta ha dovuto riorganizzare la sua vita, tra il prendersi cura di sé e conciliare la famiglia e il lavoro.

Nel suo passato aveva già vissuto l’esperienza del cancro, perché nella sua famiglia avviene un grave lutto. Mi confida che quando aveva solo ventitré anni, sua madre, Angela, viene a mancare, giovanissima, a soli quarantacinque anni, per un terribile mesotelioma alla pleura. La sua famiglia esce distrutta da questa perdita. Ci vogliono anni per suo padre per ricostruirsi una vita, con una nuova compagna, con la quale condivide tuttora la vita e con cui ritrovare un po’ di serenità.

Ha una grande forza Claudia. Quando è toccato a lei ricevere tale diagnosi, non si è lasciata abbattere e ha continuato a lavorare. Persino il giorno della sua operazione ricorda che si era portata il computer in ospedale. Sicuramente il lavoro l’ha aiutata tanto a non lasciarsi andare.

La campagna di prevenzione

Da quando ha avuto la diagnosi porta avanti la sua campagna di sensibilizzazione alla prevenzione, perché nel suo caso le ha letteralmente salvato la vita. Da molti anni eseguiva annualmente i controlli, perché sua sorella aveva anch’essa avuto un tumore, e da allora hanno sempre eseguito i controlli preventivi. È proprio da uno di questi controlli che le scoprono un piccolo tumore, ma estremamente pericoloso per via della rapidità con cui si riproduce.

Viene operata in tempi rapidi e solo dopo l’analisi sul tumore rimosso ne scoprono la reale pericolosità. In questo caso la rapidità di intervento le ha salvato la vita. Se avesse aspettato probabilmente si sarebbe riprodotto con conseguenze letali.

Dalla sua esperienza ha capito l’importanza della prevenzione e non perde occasione per parlarne e  sensibilizzare le altre donne a fare i controlli di routine.

Nel suo caso, al tatto non si sentiva nulla, ecco perché è importante fare la mammografia e l’ecografia al seno.

Nei primi due mesi della malattia, Claudia, ha reagito abbastanza bene, nonostante non stesse molto bene, ma perché ha sempre cercato di tenersi impegnata anche per non dare troppa preoccupazione alla sua famiglia. La sua famiglia le si è stretta attorno e suo marito e i suoi tre figli si sono organizzati dividendosi i compiti in casa per alleggerire Claudia, di ogni preoccupazione legata alla casa.

Claudia, cerca di vivere la vita un passo alla volta, affrontando la malattia, sperando di archiviarla presto, continuando a lavorare per mantenersi attiva per quanto le forze glielo permettano e anche per tenere occupata la mente per non cadere in pensieri negativi, dare un senso alle sue giornate e non piangersi addosso.

Riguardo a Crema

Con Crema , all’inizio ha avuto un rapporto di odio/amore, avendo fatto un po’ fatica ad inserirsi, anche perché lavorando a Milano, dove passava gran parte delle sue giornate, Crema per lei era il luogo in cui tornava a dormire e non riusciva a viverla in maniera più profonda.

L’ha scoperta nel momento in cui si è trasferita a lavorare a Crema. Scopre una città viva e attiva anche a livello culturale, in cui c’è movimento ad ogni ora del giorno. Lavorando in centro la scopre come un posto vivibile, dove avere tutto a portata di mano, dove i servizi funzionano. È una cittadina che adesso apprezza moltissimo. Ricorda che quando ancora lavorava a Milano, le capitava di accompagnare dei suoi colleghi milanesi a visitare il centro Crema e lei la apprezzava attraverso i loro occhi. Ora che tutta la sua vita ruota attorno a Crema la sta riscoprendo fino in fondo, apprezzandola e amandola moltissimo.

Così come ha scoperto la campagna tutt’attorno grazie ad alcuni amici con cui fa lunghe passeggiate. Per il suo ritratto sceglie la Piazza Aldo Moro perché tutta la sua vita ruota attorno a questa piazza: le scuole Medie, la banca precedente, la banca dove lavora attualmente e un ricordo della sua giovinezza: un concerto di Vasco Rossi nel 1982.

Uno scorcio di Piazza Aldo Moro a Crema (Cr) il luogo scelto da Claudia per il suo ritratto per il progetto "Donne di Crema" (C)Monica Monimix Antonelli
Uno scorcio di Piazza Aldo Moro a Crema (Cr) il luogo scelto da Claudia per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Claudia e la fotografia

La fotografia è un’altra sua grandissima passione. A diciannove anni aveva frequentato dei corsi e aveva iniziato a sviluppare e stampare in bianco e nero in camera oscura. Frequentava i fotoclub locali dove poteva confrontarsi con gli altri appassionati e apprendere sempre nuove nozioni per migliorare costantemente. A quei tempi le capitava di stare davanti all’obiettivo perché frequentando i fotoclub capitava di farsi delle foto per esercitarsi, e quindi si prestava a fare da soggetto, ma non le piaceva mai granché il risultato, anche se ammette, che oggi, che davanti all’obiettivo si sente molto a disagio riguarda con indulgenza quelle vecchie foto.

Per partecipare al progetto “Donne di Crema”

Se sei di Crema (sei nata qui, ci hai vissuto per molti anni, e/o ci vivi tuttora) e ti va di raccontarmi qualcosa di te e un tuo pensiero su Crema, scrivimi un’email moni@monimix.com con una tua foto allegata.

Ti contatterò per inviarti tutti i dettagli.

Se il progetto “Donne di Crema” ti interessa, ne parlo più diffusamente in questo articolo

Ti riassumo qui le informazioni più immediate per capire di cosa si tratta.

Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Perché voglio raccontare le Donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Saranno ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata, averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto, e per chi lo desidera, l’iscrizione alla lista di contatti a cui inviare la newsletter.

Se sei di Crema (ci sei nata, ci hai vissuto, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi: moni@monimix.com specificando “Donne di Crema”.


Se vuoi partecipare al progetto “Donne di Crema”, ma ti senti un po’ a disagio davanti alla fotocamera, ho scritto una breve guida per aiutarti a vivere più serenamente il momento degli scatti.

Per vedere i ritratti delle Donne di Crema che hanno già partecipato, puoi visitare questa pagina.


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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Un commento su “Donne di Crema: il ritratto di Claudia”

  1. Cosa ti devo dire……è proprio vedere la propria vita prolungarsi nel tempo e mi auguro che i tuoi figli, testimoni della tua vita, continuino a svilupparle in futuro.

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