Donne di Crema a Palazzo Zurla De Poli

Come già scritto nel precedente articolo dedicato all’esposizione alla Proloco, il mese di Settembre è stato denso di novità e di occasioni per far conoscere il progetto “Donne di Crema”.

Oltre all’esposizione in Proloco, ho avuto l’opportunità di esporre anche presso il Palazzo Zurla De Poli a Crema. Se ancora non lo conoscete, vi consiglio di prenotare una visita guidata per scoprire la bellezza di questa dimora storica a due passi dalla Piazza Duomo di Crema.

Donne di Crema esposte nel salone affrescato di Palazzo Zurla De Poli a Crema (Cr)
Donne di Crema esposte nel salone affrescato di Palazzo Zurla De Poli a Crema (Cr)

Palazzo Zurla De Poli, un tesoro nascosto

Ciò che colpisce subito, appena entrati dal portone in legno che si affaccia sulla via Tadini (al civico 2), è il meraviglioso giardino all’italiana che vi accoglie e subito vi trasporta in un’altra epoca.

Se ne avete l’occasione, visitatelo al tramonto, la luce calda del sole accarezza le punte delle piante e dona al tutto un’atmosfera magica.

La seconda cosa che vi lascerà letteralmente a bocca aperta è il varcare la soglia del Palazzo. Salite le scale, vi si apriranno le porte del salone principale e non potrete far altro che spalancare gli occhi ed esclamare “Wow!” alzando gli occhi sul soffitto affrescato.

In foto si vede la bellezza, ma vi garantisco che dal vivo è di una potenza incredibile.

Ecco perché quando Matilde, nella scorsa primavera mi ha chiesto se volessi esporre da lei, non ho esitato un attimo. Ho subito colto l’occasione per portare le mie “Donne di Crema” in un contesto di così alto pregio.

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Donne di Crema: esposizione alla Proloco

Settembre è stato un mese ricco di attività legate al progetto “Donne di Crema” e questo mi ha permesso di conoscere tantissime nuove persone, rivedere tante partecipanti al progetto e ascoltare consigli e pareri esterni.

Il primo evento è stata l’esposizione presso la Proloco di Crema dal 4 al 9 settembre. Un luogo centrale della città, un ambiente vivace, con un forte via vai di cittadini e turisti interessati a scoprire la nostra città.

Donne di Crema in esposizione presso la Proloco dal 4 al 9 settembre 2021
Donne di Crema in esposizione presso la Proloco dal 4 al 9 settembre 2021

L’occasione per esporre in questo spazio è nata un po’ per caso, complice la mostra di Michela Grossi che ho visitato a luglio, tutto poi è successo in fretta. Ho scoperto che avevano ancora alcuni giorni liberi ad inizio settembre e ho preso l’opportunità al volo.

Ci tenevo a presentare ufficialmente il progetto alla città, in un fulcro importante, nel cuore della Piazza Duomo, crocevia di moltissime persone di varie culture.

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Donne di Crema: il ritratto di Eleonora

“Donne di Crema”, dopo una breve pausa per ricaricare le energie, riprende alla grande scoprendo la storia di Eleonora.

Una ragazza dal sorriso contagioso, piena di voglia di fare, entusiasta, con cui è stato un piacere chiacchierare fin dalle prime battute, tanto che non ci siamo nemmeno rese conto delle due ore passate online.

L’incontro

La sua storia inizia subito in maniera affascinante perché mi racconta che è nata per “miracolo”, prematura di otto mesi. Sua madre, non sentendo muovere la figlia nel suo ventre, a differenza del solito che era sempre in movimento, si preoccupa e si reca al pronto soccorso.

Il ritratto di Eleonora per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Eleonora per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La storia di Eleonora

Dopo i primi controlli che non rivelano anomalie, i medici sembrano propensi a farla tornare a casa, ma il caso vuole che un’ostetrica scrupolosa decida di ascoltarla attentamente e trattenerla in ospedale, scoprendo poi un distacco della placenta.

Eleonora nasce grazie allo scrupolo dell’ostetrica che si è messa in ascolto della donna. L’ascolto, e i casi della vita, saranno delle costanti nella vita di Eleonora, come poi avrà modo di raccontarmi.

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Donne di Crema: il ritratto di Cassandra

“Donne di Crema” prosegue con una storia raccolta nei mesi scorsi, durante la zona rossa di febbraio quando gli incontri virtuali erano ancora all’inizio, ma non ancora pubblicata. Oggi ti presento Cassandra.

L’incontro

Incontro virtualmente Cassandra, un tardo pomeriggio infrasettimanale, mentre fuori il buio cala, la luce del monitor illumina i nostri volti e ci trasporta nella nostra chiacchierata.

Non mi sono ancora abituata del tutto a non aver davanti fisicamente la persona con cui chiacchierare, ma ammetto che questa formula mi permette di procedere col progetto “Donne di Crema” e a non farlo rimanere fermo in balìa degli eventi.

Il ritratto di Cassandra per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Cassandra per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La storia di Cassandra

Cassandra Inizia a raccontarmi della sua infanzia, che definisce molto bella e felice grazie ai suoi genitori. In particolare, ama il fatto che sua madre, essendo una persona appassionata di arte e musica, la portava fin da bambina a visitare mostre e musei. La iscriveva anche a laboratori d’arte dove Cassandra aveva la possibilità di dipingere i quadri di grandi artisti quali Klimt e Monet, per citarne un paio e in cui ha posto le basi per la sua passione per la pittura.

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Donne di Crema: il ritratto di Michela

“Donne di Crema” significa anche scoprire donne non native della cittadina, ma trapiantate qui per i casi della vita. Donne adottate dalla comunità in cui si sono inserite, a volte facilmente, a volte, con qualche difficoltà in più, ma tutte che si sono lasciate conquistare dalla bellezza di Crema e dalla vita tranquilla.

Questo è ciò che ha vissuto anche Michela, una cremasca d’adozione, nata e cresciuta a Genova, dove ha vissuto per gran parte della sua vita. Tredici anni fa si trasferisce a Crema per seguire le esigenze lavorative di suo marito.

L’incontro

Michela è una musicista professionista, che ha vissuto la sua vita con la passione della musica e con la voglia di migliorarsi sempre, anche se, è con la maturità, che ha capito che ciò che conta sono le emozioni trasmesse sul palco, e non la perfezione stilistica.

Una donna che ha sofferto molto ma che non ha mai perso la voglia di ricominciare, anche in un luogo molto lontano dalle sue radici.

Il ritratto di Michela per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Michela per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Abituata fin da bambina a viaggiare, ammette di non essersi mai sentita legata ad un territorio, ma ha sempre sentito Genova come la sua casa e la vita lì, le è sempre sembrata familiare. Non mette radici da nessuna parte e in questo il suo lavoro da musicista è sicuramente complice.

Un lavoro che le ha dato la possibilità di viaggiare parecchio e di conoscere moltissime persone e di avere un respiro più ampio, come persona, non legato strettamente ad un luogo di residenza.

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Donne di Crema: il ritratto di Irene

“Donne di Crema” prosegue grazie al passa parola diffuso in questi mesi e tante nuove partecipanti mi stanno contattando per raccontarmi la loro storia.

Come Irene, una giovane donna che ha saputo trovare il proprio spazio nel mondo ed è grata per aver avuto le possibilità che la vita le ha donato, ma ha anche capito che con l’impegno, il lavoro duro e la capacità di ascoltarsi e valorizzare le proprie peculiarità, si può fare molto.

L’incontro

“Possiamo essere chi e cosa vogliamo. L’ambiente in cui ho avuto la fortuna di vivere me lo ha permesso. Mi rendo conto, oggi, che è un valore aggiunto, perché in tante situazioni non è così. Ci sono luoghi, società e paesi in cui questa cosa non è possibile, quindi, se io sono quella che sono oggi è anche grazie al contesto in cui ho vissuto.”

Irene
Il ritratto di Irene per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Irene per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Abita da sempre in un paese alle porte di Crema, anche se ha sempre vissuto la realtà cremasca perché fin da piccola passava le sue giornate a casa dei nonni, in quanto sua madre, infermiera e suo padre, carabiniere, erano spesso impegnati con i turni di lavoro.

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Donne di Crema: il ritratto di Michela

“Donne di Crema” giunge alla donna numero 69 con grande entusiasmo ed è l’occasione per ascoltare una nuova storia densa di arte, progetti, sorrisi e concretezza: la storia di Michela.

L’inizio del suo racconto è curioso perché parte dalla sua pagella di quinta elementare in cui viene scritto che “la bambina ha in testa di esprimersi, è molto espansiva e comunicativa e molto propensa all’espressione.”

L’incontro

Parte da qui la sua storia. La sua vita è permeata di arte e fin da bambina è chiara questa sua propensione. Ha sempre inventato dei giochi, che uscivano un po’ dagli schemi tradizionali: raccoglieva biglie in metallo, ritagliava i giornali e faceva dei libri in cui ogni pagina aveva una storia, oppure costruiva delle “case” con dei libri aperti sovrapposti, in cui riusciva ad inserire la testa ed era attorniata dalle illustrazioni di fiabe. Un altro suo gioco era fatto con una valigetta con i “ritrovamenti archeologici” in cui raccoglieva degli indizi per scovare il tesoro.

Il ritratto di Michela per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Michela per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La sua famiglia di origine è di Ferrara, poi per seguire i trasferimenti di lavoro del padre che lavorava per l’Olivetti, si trasferisce a Ivrea e poi a Crema quando Michela è bambina.

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Donne di Crema: il ritratto di Laura

“Donne di Crema” prosegue celermente e sono felice dei passi avanti che stiamo facendo. Sempre più donne si presentano e si candidano al progetto e condividono lo spirito di squadra che lo anima. Un percorso affascinante e molto costruttivo per me, come persona, ma anche come fotografa.

Ogni storia mi insegna qualcosa e spero che anche a te che leggi, possa arrivare il significato del progetto e di ogni storia raccolta. Come la storia di Laura, una donna che nella vita ha affrontato tante sfide impegnative e alcuni drammi, ma che, oggi, è riuscita a conquistarsi il suo angolo di felicità.

L’incontro

Laura nasce in una bella famiglia cremasca, suo padre era un avvocato penalista e lei affascinata dal suo lavoro, ne approfittava per fargli sempre molte domande, soprattutto quando non riusciva a capire come potesse difendere certe persone. Un uomo di grande cultura e spessore, di grande sensibilità, doti che lo hanno portato anche a scrivere dei libri di poesie.

Il ritratto di Laura per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Laura per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La madre, dopo aver lavorato , aveva scelto di rimanere a casa ad accudire i figli. Laura ha amato molto i suoi genitori, seppur con degli irrisolti come a volte accade, in particolare era molto legata al padre, che caratterialmente sentiva molto simile a sé. Il suo percorso di studi si svolge  prima al liceo classico, poi alle Scuole Magistrali, perché la sua idea inizialmente era quella di andare ad insegnare , anche se poi la sua vita è cambiata completamente, si formerà come Educatrice.

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Donne di Crema: il ritratto di Claudia

“Donne di Crema” è un viaggio alla scoperta del mondo delle donne e ogni storia che ascolto mi offre un ventaglio di sfumature emozionanti.

Ciascuna storia insegna qualcosa a chi è attento ai messaggi in esse. Così è la storia di Claudia, una donna che nella sua vita ha cambiato spesso la sua strada, per la voglia di migliorarsi sempre, per necessità e per non annoiarsi mai.

Non si è mai risparmiata, si è sempre messa in gioco e anche nel momento della scoperta di una malattia ha saputo reagire con forza e con un obiettivo: diffondere il più possibile il tema della prevenzione, che a lei ha letteralmente salvato la vita.

L’incontro

Partiamo dall’inizio della sua storia, che la vede dall’altra parte dell’Italia rispetto alla sua storia recente a Crema.

Claudia nasce a Napoli e vive a Teano, paese in provincia di Napoli, terra d’origine dei suoi genitori. Il padre, capostazione, quando Claudia ha undici anni decide di lasciare la sua terra. Solitamente i giovani del sud si trasferivano al nord per lavoro, il padre di Claudia decide di anticipare i tempi, quando ancora le figlie sono piccole, chiede il trasferimento e parte con tutta la famiglia unita, alla volta di un piccolo paese alle porte di Crema dove avrebbe potuto continuare il suo lavoro.

Il ritratto di Claudia per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Claudia per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

Claudia è una bambina molto determinata tanto che a cinque anni, sapendo già scrivere, chiede ai suoi genitori di anticipare di un anno l’inizio della scuola.

La sua idea viene accettata sia dai suoi genitori che dalle maestre delle elementari e infatti inizia a frequentare la prima elementare, fino al momento in cui gli altri genitori si lamentano con le maestre di questa situazione, vista come un favoritismo in quanto “la figlia del capostazione”.

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Donne di Crema: il ritratto di Linda

“Donne di Crema” ha da poco tagliato il traguardo importante delle 70 donne ritratte e non conosce stanchezza né noia. Ogni storia raccolta e ogni donna incontrata, è anzi, fonte di nuove ispirazioni, nuovi stimoli e nuove sensazioni.

Come la storia di Linda, che arriva a me tramite il suggerimento di Monica, un’altra donna già raccontata in precedenza. Scopro una donna che non si è mai tirata indietro davanti alla fatica, all’impegno e al lavoro. Una donna che si è sempre saputa rimboccare le maniche per andare avanti e che ha saputo riconoscere sul suo cammino degli esempi importanti da cui attingere lezioni significative. E’ una donna grata alla vita, Linda, nonostante le difficoltà, si ritiene fortunata di ciò che ha costruito e delle persone che ha incontrato.

L’incontro

La vita di Linda è divisa in due parti. Da un lato c’è lei bambina e adolescente, fino alle Scuole Superiori, dall’altro lato, la parte che va dai vent’anni sino ad oggi.

Per lei la prima parte della sua vita ha significato anni di puro studio in cui era quella “brava” e il suo lavoro era quello di “studiare e portare a casa il risultato”. Ha vissuto meno il gioco e il divertimento e tutto ciò che ricorda, ruota attorno alla scuola e allo studio, con degli sprazzi di ricordi legati alle grigliate in famiglia in cui riunendo cugini, zii e parenti erano sempre molto affollate.

Il ritratto di Linda per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Linda per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La seconda parte della sua vita parte dai vent’anni in poi in cui si è ritrovata a dover affrontare un mondo estraneo, quel mondo incontrato già a partire dall’Università e poi nel mondo del lavoro. Si è trovata a doversi confrontare con una realtà meno semplice rispetto a quella a cui era abituata: essendo cresciuta in un piccolo paese del cremasco, già frequentare le scuole a Crema era stato un cambio importante.

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