Donne di Crema: il ritratto di Stefania

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Donne di Crema raggiunge il suo obiettivo: raccontare la storia di 100 donne. A distanza di poco più di due anni dall’inizio del progetto mi appresto a scrivere quella che è in ordine di tempo, l’ultima storia. La storia di Stefania.

L’incontro

Stefania è stata (ed è al momento in cui scrivo) la Sindaca di Crema per dieci anni, ma quella che racconto è anche la storia della donna dietro al ruolo istituzionale.

Molto spesso ci si ferma al ruolo politico, ma a me interessa raccontare la storia di una donna che ha saputo conciliare la sua vita personale con un ruolo così impegnativo come quello di Prima cittadina.

Il ritratto di Stefania per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Stefania per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La storia di Stefania

La sua storia inizia a Milano, dove nasce, da madre cremasca e padre milanese. Una famiglia serena in cui è la primogenita di tre sorelle, di cui una nata a breve distanza da lei e per questo il rapporto è sempre stato “vivace” e una sorella nata dopo una decina d’anni, “la più coccolata”.

Vive a Crema e dal secondo anno frequenta la Scuola Materna “Montessori”

Ricorda di esser stata una bambina timida e paurosa delle persone e delle situazioni, sentiva quasi la necessità di “chiedere scusa di esistere”. Avvertiva su di sé il peso della responsabilità di essere la primogenita e già a undici anni, quando la madre era a scuola il pomeriggio per i consigli di classe, capitava che Stefania dovesse badare qualche ora alle sorelle, di cui l’ultima di pochi anni.

“A ragionarci oggi fa un po’ impressione pensare che a quell’età io potessi badare anche alla mia sorellina così piccola, ricordo persino di averle cambiato il pannolino più volte, allora era una cosa normale, poteva capitare che se i genitori si assentassero qualche ora, fossero i figli maggiori ad occuparsi degli altri fratelli, nonostante la giovane età.”

Stefania

Conserva dei bei ricordi degli anni delle Scuole Elementari e delle Medie in cui ha creato basi solide di amicizia con i suoi compagni di classe con cui è tutt’ora in contatto.

“Il bello di abitare in una città come Crema, con le sue dimensioni contenute, porta in sé il lato positivo del conoscersi tutti e del chiamarsi per nome, quando ci si incrocia per strada.”

Stefania

Gli studi

Non amando la matematica, al termine delle Scuole Medie decide di iscriversi al Liceo Classico, portando avanti il suo sogno da bambina di diventare medico, a cui alternava il sogno di diventare magistrato.

Si ritrova a frequentare una scuola che ha amato tanto, impegnativa per gli studi di greco e latino, ma che le insegna cosa vuol dire il sacrificio e che “nulla è scontato ma che le cose te le devi anche sudare”.

Durante l’estate, dopo l’esame di Maturità, prevale in lei la voglia di proseguire con gli studi iscrivendosi a Giurisprudenza alla Cattolica di Milano.

I primi approcci con l’idea della politica

Riceve una formazione cattolica e ai tempi delle Superiori frequenta il Gruppo Ricerca (Movimento Studenti Azione Cattolica) e poi, durante la vita universitaria, la Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.), di cui è stata anche Presidente a Crema.

“Queste prime esperienze nei movimenti sono state il mio primo approccio con l’idea della politica, perché in quegli anni, in quei contesti si approfondivano le tematiche legate all’impegno politico. Rileggendo la mia vita, oggi, mi rendo conto che allora sono stati gettati dei semi che sono germogliati molti anni dopo.”

Stefania

I ragionamenti nel diritto

Degli anni universitari ama moltissimo lo studio del diritto, in ogni sua applicazione pratica, ma con particolare interesse per il diritto costituzionale e il diritto penale, ama la riflessione e la logica cui il diritto sottende, mentre la difficoltà è memorizzare i numeri degli articoli:

“Fatico ad imparare a memoria, ho sempre bisogno di padroneggiare i concetti ed i processi. Ho apprezzato il mondo del diritto dal punto di vista del ragionamento. È grazie gli studi e alla pratica che ho imparato a pormi domande e a riflettere, a volere capire il perché delle cose.”

Stefania

Questa sua voglia di capire a fondo le cose deriva anche dal fatto di essere una persona fondamentalmente insicura. Capirle, approfondirle e farle sue, le dà maggiore sicurezza.

Il dopo Università

Finita l’Università sposa Franco, il suo fidanzato milanese, che “costringe” a venire a vivere a Crema, “ma in realtà ha sempre ammesso di essere felice di questa scelta (la città, non la sottoscritta!!!)” e inizia a fare pratica in uno studio legale, al contempo però lavora a Brescia in una società che acquisisce ed elabora informazioni commerciali e finanziarie.

Dopo due anni di praticantato supera l’esame di avvocato al primo colpo ma ciò nonostante sente che la strada dell’avvocatura non è quella che più la rappresenta, anche perché nel frattempo ha vinto un concorso pubblico ed iniziato a lavorare presso i Servizi Sociali del Comune di Casalpusterlengo, dove è responsabile di una Casa di riposo.

Un lavoro in ambito sociale

Si cimenta con un lavoro che ha già una valenza di livello sociale. Anche se la sua mansione principale è quella di responsabile amministrativo si trova a gestire anche il personale medico e sanitario della struttura.

Inizia in questa fase l’esigenza, per lei, di svolgere un mestiere che abbia una dimensione sociale. Ama quel lavoro che trova molto stimolante, soprattutto quando, per modifiche organizzative e gestionali, si ritrova a diventare il direttore di un’azienda speciale che gestisce la casa di riposo in cui lavora, un centro diurno per anziani, una farmacia e una parafarmacia comunale. Cambiano parecchi aspetti anche perché nell’evoluzione lavorativa passa da una struttura pubblica ad una di impronta privatistica con una gestione amministrativa completamente diversa a partire dal bilancio, dalla contrattualistica e dagli aspetti procedurali e gestionali.

È un’esperienza che la pone di fronte a una continua crescita umana oltre che professionale, che nell’arco di una decina di anni le offre la possibilità di fare moltissime esperienze e guadagnare competenze in vari ambiti, competenze che le saranno preziose anche nel successivo impegno pubblico.

La vita privata

Parallelamente alle soddisfazioni lavorative, entra in campo la vita privata, facendole scoprire di essere in attesa di sua figlia, Letizia.

È qui che Stefania mi mostra la sua emotività, la voce ha un leggero tremore mentre mi racconta di quanto diventare madre sia stata per lei un’emozione incredibile.

“Essere madre rimane l’esperienza più travolgente della mia vita.”

Stefania

Un’emozione che rivive ogni volta che parla con una neomamma  e la invita a godersi le gioie e i momenti unici che si possono vivere tenendo in braccio il proprio figlio.

“Letizia è la parte migliore di me, perché non ha avuto tutte le insicurezze che ho avuto io. Ha vissuto nella dimensione della mia vita più sicura, dai trent’anni in poi.”

Stefania

La consapevolezza di sé

Parlando della maternità affronta una tematica molto importante, quella della consapevolezza di sé, che ritiene che ad ogni età corrisponda una fase della vita.

“Le maggiori consapevolezze, per me, sono arrivate tra i trenta e i quarant’anni. La sicurezza, la consapevolezza, l’affermarsi, è avvenuto molto tardivamente nella mia esistenza. Fino ai trent’anni ero una persona tenace, decisa e determinata ma molto più timorosa di espormi, di esprimere la mia opinione e il mio pensiero. Ero più portata ad assecondare anche cose che magari non condividevo appieno. Poi ho imparato a prendermi il mio spazio.”

Stefania

La vita da mamma

Essendo quella di Stefania una gravidanza un po’ problematica, è costretta a fermarsi. Una lunga pausa, finché la sua bambina compie sei mesi, quando si organizza tra tate, nonna e asilo nido, per poter rientrare al lavoro.

Riconosce di esser stata fortunata ad avere un lavoro in cui poteva finire alle 16 per poter far ritorno da sua figlia e poter godere del tempo con lei, ma capisce molto bene la frustrazione e i sensi di colpa delle mamme che lavorano che si ritrovano a dover rinunciare a stare con i loro figli per gli orari estremi di lavoro.

E’ molto grata perché fin dai primi mesi Letizia è stata tranquilla, dormiva serena la notte dopo 5 settimane e anche crescendo è rimasta una bambina che non le ha creato problemi. È nella fase adolescenziale che iniziano ad aver qualche confronto, quando Stefania è già Sindaca di Crema e la preadolescenza la mette alla prova.

Per Letizia non deve esser stato facile ritrovarsi una mamma Sindaca, oscillando tra la sua assenza per i vari impegni, il doverla condividere anche quando la avrebbe voluta per sé e basta ed il vederla una figura “ingombrante”.

Il primo sguardo alla politica di Crema

A trentasei anni, dopo una decina passati a Casalpusterlengo, inizia a guardare alla politica di Crema con un occhio diverso, chiedendosi come potere declinare il proprio impegno.

Approfitta del fatto che da lì a poco ci sarebbero state le elezioni e decide di rendersi disponibile per la campagna elettorale di uno dei candidati sindaco. Il candidato che lei sostiene perde però le Elezioni, ma quello resta per Stefania un passaggio importante perché, anche da una postazione di minoranza in consiglio comunale, si approccia per la prima volta alla politica della sua città.

Per i successivi cinque anni  ha la possibilità di studiare le tematiche amministrative di Crema, dall’interno, visto che dal canto suo conosceva già i meccanismi della pubblica amministrazione, grazie al suo lavoro.

La scelta di candidarsi Sindaco

Sono per lei cinque anni di gavetta molto importanti. Diventa capogruppo del partito democratico nato in quegli anni e, dopo essersi confrontata con alcune persone, si convince che può candidarsi a Sindaco. Vince prima le elezioni primarie del centrosinistra e poi le amministrative e diventa la prima Sindaca di Crema.

“È stato un crescendo continuo, anche dal punto di vista personale ed umano, perché ho dovuto imparare a tirare fuori il carattere. È un’esperienza in cui ti accorgi che ci devi mettere la forza e quindi anche la testa. Devi ascoltare tutti, ma poi le decisioni spettano a te e devi assumerti le responsabilità di tali decisioni.”

Stefania

“Si può sbagliare, io ho sbagliato alcune volte, ma un conto è sbagliare pensando con la propria testa e un altro sbagliare perché altri ti hanno costretta a fare una certa cosa.”

Stefania

Una grande esperienza

È un’esperienza forte per Stefania, e oggi, dopo dieci anni, confessa che si sente cresciuta moltissimo dal punto di vista umano, oltre che professionale e delle competenze. Ha toccato con mano la realtà della sua città, vibrato con i suoi concittadini, cogliendone infinite sfumature.

“Dal punto di vista politico credo non ci sia un’esperienza così bella come quella di essere Sindaco, perché ti rapporti direttamente con le persone, le hai ben presenti, e non c’è spazio per teorizzare. Hai davanti una persona col suo problema e devi cercare di risolverglielo. In altri ruoli di servizio sei più lontano dalle persone e in questo, secondo me, la politica “alta” rischia di perdere il contatto con la realtà. Un sindaco invece è inchiodato alla realtà.”

Stefania

Una grande crescita anche dal punto di vista delle competenze, per essersi trovata ad affrontare varie tematiche che spaziano in moltissimi ambiti a livello locale ma anche a livello nazionale, come quelli relativi ai diritti. Capisce quanto le comunità locali possano essere un motore per smuovere le cose, ma anche abbattere certi pregiudizi e certi muri.

Il ruolo dei Comuni

Stefania e la sua Amministrazione si sono schierati in diverse occasioni sul fronte dei diritti civili, talora con posizioni radicali, che hanno assunto rilevanza nazionale e ottenendo soddisfazione per l’esito positivo delle azioni intraprese.

Dall’istituzione del registro delle unioni civili a Crema quando ancora non erano state disciplinate dal Parlamento, al tema del riconoscimento delle famiglie Arcobaleno e del secondo genitore nelle coppie omosessuali, così come a quello dell’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo regolarmente residenti sul territorio, quando le norme vigenti sembravano vietarlo (ma dopo due anni sono state dichiarate incostituzionali).

“I Comuni sono l’avamposto dei diritti – ammette – tuttavia è doveroso l’intervento del Legislatore”.

Stefania

L’importanza del sostegno della squadra e della famiglia

Nell’impegno di questi anni è grata perché si è sempre sentita circondata da persone leali, che l’hanno sempre sostenuta, non facendola mai sentire sola nel suo ruolo. Una squadra che è sempre stata tale, anche nei momenti più faticosi e difficili, e ce ne sono stati parecchi.

Un sostegno importante che ha ricevuto anche in famiglia, da suo marito e sua figlia, ai quali riconosce il merito di non averle mai fatto mancare il loro appoggio e la loro comprensione, anche quando si è vista costretta a sottrarre loro tempo e attenzioni.

“Il conforto di essere circondata da persone che mi hanno sempre incoraggiata con molta lealtà e affetto, è stato un ingrediente determinante anche per consentirmi di avere la giusta serenità sulle cose che contavano.”

Stefania

Un messaggio per le donne e le ragazze

Un messaggio importante che Stefania vuole veicolare con la sua storia è diretto alle donne e alle ragazze:

“Non c’è niente che, in quanto donne, ci è precluso. Voglio testimoniare con la mia esperienza, che una donna può fare tutto. Può fare la Sindaca, anzi, deve fare politica perché questo ha effetto sulle vite degli altri. Esserci come donne significa portare le nostre sensibilità e la nostra dimensione.”

Stefania

Dal canto suo ha toccato con mano cosa voglia dire essere donna in politica e nel lavoro. Riscontra una differenza notevole tra la figura maschile e femminile, anche in termini di ruolo, percezione e di linguaggio.

“Quando un uomo è bravo, è definito competente. Quando una donna è brava è una maestrina. Se un uomo è di carattere, è considerato una persona decisa. Mentre se una donna è di carattere, spesso è ritenuta un’isterica. Quando un uomo riceve un insulto, è una parolaccia, nel caso di una donna è un attacco alla sua sfera intima e personale.”

Stefania

Gli attacchi subiti

Lei stessa ha subìto attacchi pesanti da parte di persone che tramite i social network si sono spinte oltre, costringendola a tutelarsi attraverso vie legali, dove in diversi casi ha ottenuto giustizia. Talvolta invece il suo ruolo pubblico e alcune posizioni decise assunte, come quella in favore del luogo di culto islamico a Crema, l’hanno resa vittima di dicerie sgradevoli e prive di fondamento, che le hanno dato conferma che la cultura è ancora troppo maschilista e tanti sono i pregiudizi da abbattere.

Tutto questo anziché deprimerla, ha fatto sì che andasse avanti ancora più convinta e decisa a sostenere le donne nei vari ambiti.

“Noi donne sentiamo il dovere di dimostrare quanto valiamo, e spesso questo ci porta a impegnarci e a studiare molto di più per poter essere preparate al meglio. Siamo tenaci ed è una battaglia che vinceremo. Ecco perché mi sento di invitare le giovani a non porsi un limite mentale, perché non c’è. Possiamo fare tutto.”

Stefania

“Le donne hanno una mente più concreta rispetto agli uomini, perché da sempre si sono dovute occupare di una serie di cose insieme. Ecco perché andiamo nella direzione della praticità quando dobbiamo prendere una decisione e non perdiamo tempo, perché sappiamo che lo stiamo sottraendo ad altro, quindi il tempo è prezioso e va ottimizzato.”

Stefania

Riguardo a Crema

Stefania riconosce a Crema come punti di forza, la sua dimensione che la rende a tutti gli effetti una città e il legame che si crea con le persone. Il fatto di conoscersi e riconoscersi per strada è sicuramente uno dei suoi pregi più grandi, “perché aiuta a non perdersi di vista e in un mondo di individualismo permette di avere dei salvagenti”. Crede molto nelle relazioni e la dimensione del “chiamarsi per nome è indice di una sostenibilità sociale,  di una città che c’è”.

Legami importanti che sono stati sicuramente fondamentali durante il periodo di pandemia perché si sono stretti per dare il senso della comunità e dare aiuti a chi più ne aveva bisogno. A farsi davvero prossimi.

Il rovescio della medaglia, di queste piccole dimensioni è il rischio di scadere nel provincialismo, nel sapere tutti i fatti di tutti e magari farne oggetto di chiacchiere, un tratto che personalmente la infastidisce. Ma preferisce guardare al lato positivo di questa dimensione ristretta, in cui la persona è al centro.

Si sente tutto l’amore per la sua città che apprezza anche dal punto di vista della qualità della vita, della bellezza estetica e della posizione strategica.

“È bello vivere a Crema, e lo dico da cittadina, non da Sindaca.”

Il mercato austroungarico a Crema (Cr), il luogo scelto da Stefania per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli
Il mercato austroungarico a Crema (Cr), il luogo scelto da Stefania per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Stefania e la fotografia

Le piace molto fotografare, tanto da essersi ripromessa, una volta terminato il mandato, di fare un corso di fotografia. Scatta tantissime foto col cellulare per catturare il momento che sta vivendo e ritiene di avere un occhio allenato nel cogliere un taglio di luce o uno scorcio particolare.

Davanti all’obiettivo si è sentita un po’ rigida in passato e anche nei casi in cui ha dovuto posare per le foto delle campagne elettorali, perché si vedeva poco spontanea. Ha imparato col tempo ad essere abbastanza a suo agio davanti ad un obiettivo.


Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” : 100 donne di una cittadina raccontano le loro storie, per scoprire e mostrare chi sono le donne di oggi.

I ritratti rappresentano donne contemporanee, che col loro contributo aiutano a costruire giorno dopo giorno la realtà locale cittadina, e al contempo la società moderna, portando la loro ricchezza a livello umano e il loro impegno professionale e personale.

Impegnate a far fronte a pregiudizi, disuguaglianze e a difficoltà che la vita presenta loro, mostrano la loro forza di carattere nell’affrontare battaglie da cui escono ogni volta sempre più forti e sicure di sé, riuscendo a mantenere il sorriso sulle labbra, e la voglia di aiutare chi sta loro accanto.


Per vedere i ritratti delle Donne di Crema che hanno già partecipato, puoi visitare questa pagina.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Crema e in collaborazione con: CulturaCrema, Associazione Donne contro la violenza (Crema), Anffas (Crema) e Alice ODV (Milano).

Grazie agli sponsor: Simecom e Popolare Crema per il territorio per aver scelto di sostenere il progetto.

Grazie agli Amici delle Donne di Crema: British Institutes (sede di Crema), Enrico IV, Caffè Verdi e Asilo Nido Hakuna Matata per il loro contributo.

Un grazie anche agli sponsor tecnici: Bloom33, Caffè Verdi e Assimusica per la collaborazione e a tutti i privati che hanno scelto di donare attraverso la raccolta fondi.

Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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