Come abbandonare l’insicurezza e come la fotografia può aiutarti a farlo

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Il tema dell’insicurezza e del disagio di fronte alla fotocamera sono temi che ho già trattato alcune volte, sul blog, dal mio punto di vista della fotografa e da donna che per anni ha faticato a stare davanti alla fotocamera. Sono temi molto delicati e molto importanti per capire come affrontare al meglio una sessione fotografica di ritratto. In particolare di ritratto femminile.

Volendo approfondire maggiormente le questioni per offrirti un reale aiuto per affrontare la tua insicurezza e il disagio che provi di fronte ad un obiettivo fotografico, ho chiesto un aiuto ad una psicologa professionista: la dott.ssa Lara Zucchini (Psicologa per il Benessere – www.larazucchini.com)

Come abbandonare l’insicurezza e come la fotografia può aiutarti a farlo
Come abbandonare l’insicurezza e come la fotografia può aiutarti a farlo – Foto (C)Monica Mx Antonelli

Questo il suo importante contributo.

Ti sei mai sentita insicura e a disagio?

Non temere, non sei la sola. C’è chi può aver vissuto con insicurezza molteplici situazioni della sua vita e chi solo qualcuna.

L’insicurezza è la sensazione di quando ci sentiamo scoperti, fragili e non adeguati.

Quando percepiamo insicurezza ciò che vorremmo fare è proprio il “non fare”, sottrarci dalla situazione che ci crea difficoltà, imbarazzo e vergogna, semplicemente evitandola.

Ma cosa significa essere insicuri?

In particolare quando ci sentiamo insicuri entrano in gioco tre componenti:

  1. La parte cognitiva
  2. La parte emotiva
  3. La parte delle nostre azioni

La parte cognitiva – quella tipica del pensiero – che è posizionata nella corteccia prefrontale, è quella nella nostra fronte insomma – capace di mandarci messaggini continui come “tanto uscirai male”, “tanto non sei capace”, “non fa per te” “sembri una stupida” etc., etc., etc.

La parte emotiva, che a me piace identificarla nella pancia – anche se risiede anch’essa nel cervello, in particolare nella zona chiamata limbica- è il luogo dove produciamo emozioni come paura, angoscia, tristezza ma anche gioia, sorpresa, entusiasmo.

Infine c’è la parte delle nostre azioni, ovvero ciò che le nostre emozioni e pensieri fanno sfociare in comportamenti. È la parte che di noi esce allo scoperto.

C’è chi riesce a tenere a bada emozioni e pensieri e a non far vedere il disagio che prova attraverso atteggiamenti che tutto farebbero pensare fuorché sia insicura e agitata, e chi invece si fa pervadere da esse, sentendosi da loro attanagliata e imbrigliata con la sola voglia di andarsene e finendo così per rimanere paralizzata.

Da dove proviene l’insicurezza?

Spesso l’insicurezza è compagna della bassa autostima, ovvero di una scarsa fiducia in se stessa, con la percezione di non avere valore e di non essere degna d’amore.

Questi sentimenti in alcune situazioni possono essere del tutto normali, quando divengono pervasivi e giungono a caratterizzare il corso della nostra vita possono arrivare a inficiare sulla qualità della stessa, minando la nostra soddisfazione e il nostro benessere.

In un mondo guidato dalle apparenze e dall’esteriorità, l’immagine che ognuno ha di sé acquisisce un’importanza fondamentale.

L’autostima in generale è considerata come il risultato della discrepanza tra il proprio sé ideale e quello reale.

Lara Zucchini

In altre parole, ognuno di noi ha due immagini di sé, una ideale: come vorremmo essere, con tutte le caratteristiche positive che vorremmo possedere; e l’altra reale: come ci percepiamo essere, quello che sappiamo di per certo che siamo nel bene e nel male.

Quanto sentiamo che il nostro sé reale si discosta da quello ideale, quanto più sentiamo di avere scarso valore, bassa autostima e senso di insoddisfazione per quel che siamo.

Quali sono le possibili cause?

In generale le cause di una bassa autostima non sono facili da identificare, non esiste mai una causa unica, ma la concomitanza di più fattori che arrivano a determinare la percezione che abbiamo di noi in generale.

Diverse teorie affermano come l’autostima sia determinata in gran parte dell’immagine che gli altri hanno di noi, che ci torna indietro come fosse uno specchio in cui ci vediamo riflessi.

Di conseguenza, avere intorno persone negative come coetanei e genitori che non solo non ci forniscono un sostegno emotivo adeguato, ma persino ci restituiscono un’immagine di noi negativa, non rispettando i nostri  pensieri e sentimenti, può contribuire a farci sentire sbagliati e insicuri.

“Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi.”

William Gibson

L’immagine mentale che abbiamo di noi dunque, contribuisce alla nostra alta o bassa autostima, ma anche l’immagine del nostro corpo e del nostro fisico ha un ruolo determinante nel farci sentire inadeguati.

È il confronto con le immagini irreali e surreali di come “dovremmo” fisicamente essere a portarci inevitabilmente a non piacerci, giudicarci e vergognarci.

Quando ci vediamo brutte e poco attraenti il dialogo con noi stesse è il più delle volte negativo: ci rivolgiamo continue autocritiche e giudizi in cui ci screditiamo e ci trattiamo in malo modo.

E allora, se ognuno di noi nella vita ha sperimentato queste sensazioni di insicurezza e inadeguatezza, come poter fare?

Ecco i miei 4 step per abbandonare l’insicurezza e abbracciare la sicurezza:

1. Impara a conoscerti

Spesso pensiamo di avere la certezza di chi siamo e come siamo, quando in realtà sappiamo di noi solo una piccola parte e tutto il resto rimane a noi inesplorato e non osservato.

Concediti dei momenti per scoprirti dentro e fuori. Per farlo puoi ritagliarti degli spazi durante la giornata per scrivere pensieri ed emozioni, sforzandoti di vedere anche altre prospettive rispetto alle tue, altri punti di vista, puoi aiutarti chiedendo spunti a chi hai vicino e accanto. Per conoscerti una via è partire dalla fotografia: se tutto ha inizio e scaturisce dall’immagine che abbiamo di noi è dall’immagine che possiamo cominciare. Farsi fotografare è affrontare le proprie paure e insicurezze, permettendoci di uscire allo scoperto, affidandoci alle mani esperte di chi ci fotografa e poi riguardarci, scoprendo e apprezzando nuove parti di noi che prima non conoscevamo e non riuscivamo a vedere.

2. Non cercare di essere perfetta

Essere perfezionisti e dover avere tutto a posto è distruttivo per la nostra autostima, perché per quanto cerchiamo di esserlo, i risultati non saranno mai abbastanza soddisfacenti. E allora, lascia intenzionalmente che qualche cosa sia fuori posto, assumi degli errori “controllati”, indossa una maglia sgualcita o lascia i capelli un po’ scombinati, sii tu a scegliere il “difetto” che vuoi concederti e sforzati di indossarlo tutto il giorno.

3. Non sforzarti di compiacere gli altri

Cercare di compiacere gli altri risponde al nostro bisogno di sentirci accettate, ma spesso questo ci porta a dare priorità al giudizio altrui, nascondendo a noi stesse e agli altri le nostre idee, i nostri pensieri e i nostri bisogni. Impara a dire di no a chi ti circonda, poco alla volta a piccoli passi, senza cercare a tutti i costi di acconsentire ai loro bisogni. Ricorda: ogni volta che dici di si agli altri dici di no a te stessa.

4. Accetta le tue imperfezioni e i tuoi insuccessi

Pensa a tutto ciò che hai passato, tutto ciò che hai affrontato e sii grata di ogni difficoltà che hai incontrato. Come fare? Pensa e scrivi degli insegnamenti da ogni momento difficile che hai incontrato. In questo modo a piccoli passi, potrai accettare esattamente quel che sei oggi. Impara a perdonarti per gli errori che hai fatto e lascia andare tutto ciò che non è sotto al tuo controllo.

Per approfondire: la fotografia come terapia

La fotografia può essere una vera terapia per la nostra autostima, tanto che si parla di fototerapia. È una via per confrontarci con noi stessi, sotto lo sguardo di un professionista, può esser la via per aiutarci a lasciarci andare e ad avere fiducia in noi stessi.

La fotografia, oltre ad essere un’arte, è un registratore di ricordi, ci aiuta a riguardare quel che eravamo, a custodire emozioni e sentimenti di un determinato istante, come un ponte tra quello che viviamo dentro e quello che siamo fuori.

La fotografia grazie ad un meccanismo di proiezione aiuta a scoprire nuove parti di sé, lavorare sulla propria identità e sul proprio modo di essere.

Dott.ssa Lara Zucchini
Psicologa per il Benessere

www.larazucchini.com


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