Il “segreto” in fotografia? E’ tutto racchiuso in quattro valori.

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Sai qual è il segreto in fotografia? Il segreto in fotografia è tutto racchiuso in quattro valori.

Ho individuato dei parallelismi tra la fotografia e la nostra vita quotidiana.

Ritratto di donna davanti ad un muro.
(C)Monica Monimix Antonelli

“Monica ti sei impazzita?”

Potrebbe essere, con il freddo ammetto di arrancare parecchio e la stagione è solo all’inizio.

Battute a parte. Se ti fidi di me, leggi questo articolo. Voglio condividere con te il mio pensiero personale riguardo alla fotografia.

Nell’articolo precedente, ti ho raccontato a lungo quale sia la differenza tra una bella foto e una buona foto.

Se non lo hai ancora letto, lo trovi a questo link.

Può esserti utile se ti hanno detto che nelle tue foto “manca qualcosa”, ma non hai ancora capito cosa vogliano dire, perché a livello tecnico ti senti molto sicuro e pensi che in quello non ti batta nessuno.

Fare una buona foto

Per fare una buona foto, abbiamo visto che serve avere un messaggio da trasmettere, un concetto da sviluppare. Una fotografia non si compone solo di tecnica. Per fare una buona foto, serve un’idea prima ancora di pensare a che ISO usare o a che velocità scattare.

Se abbiamo ben chiaro in mente cosa vogliamo raccontare attraverso le nostre immagini, allora sì che potremo fare della buona fotografia. Il gusto estetico non è un metro di misura oggettivo. Magari non ti capaciti del perché le tue foto non piacciano agli altri, visto che a te piacciono così tanto. Ma proprio perché il gusto non è un metro di misura utile e universale, non puoi pensare che possa essere l’unico modo per valutare una foto.

Solo se non trasmettono nulla all’osservatore, questi si limiterà a guardare la foto e a pensare se ciò che vede è bello oppure no. Se invece, trasmetterai un messaggio, allora coglierai la sua attenzione e lì entreranno in causa altri fattori che gli faranno valutare se la tua foto è interessante e utile per lui.

Sviluppa un’idea

Se sviluppi un’idea, sarai già un passo avanti agli altri. La tecnica la puoi imparare e migliorare sul campo. La tecnica sarà solo il metodo che ti permetterà di realizzare quelle immagini. Ma se non hai un’idea, non ci sarà tecnica che compenserà il vuoto che la tua foto lascerà nella testa dell’osservatore.

Con questo non voglio dire che la tecnica non sia importante, non fraintendermi. Va studiata e testata a lungo per capire come funziona una macchina fotografica. Però la devi vedere come un supporto alla tua idea. Prima l’idea, poi la tecnica per realizzarla.

Come ti ho chiesto all’inizio di questo articolo, sai quale può essere il segreto in fotografia? Il significato della fotografia è tutto racchiuso in quattro valori.

Le basi tecniche della fotografia si basano su alcuni valori che è bene capire per poter iniziare a scattare.

Tra esse vi sono appunto quattro valori importanti:

  1. La sensibilità ISO
  2. L’apertura del diaframma
  3. Il tempo di scatto
  4. L’inquadratura

Li potremmo battezzare i “Magnifici 4” della fotografia.

In questo articolo non voglio soffermarmi sulla spiegazione di questi quattro valori, perché di manuali tecnici ne trovi una quantità vastissima in giro che te li sapranno spiegare sicuramente molto meglio di me.

Vorrei, invece, fare un passo in più e condividere con te una piccola riflessione.

Questi quattro valori si possono riassumere in:

  1. Sensibilità
  2. Apertura
  3. Tempo
  4. Inquadratura

Il valore ISO indica la sensibilità alla luce del sensore (più l’ISO è alto, maggiore sarà la quantità di luce che colpisce il sensore creando scene luminose. Minore è l’ISO, meno luce avremo sul sensore e la scena sarà più buia).

Con l’apertura o chiusura del diaframma possiamo decidere quanta luce far entrare nel nostro sensore. Aprire o chiudere il diaframma, ci permette anche di sfocare o meno lo sfondo, ponendo l’attenzione solo su un particolare o sull’intera scena.

Variando i tempi di ripresa possiamo cristallizzare il movimento o creare l’effetto mosso. Aumentare il tempo di posa può inoltre essere utile in condizioni di luce scarsa, così come al contrario, uno scatto molto rapido ridurrà la quantità di luce in una scena troppo luminosa.

Questi primi tre fattori sono interconnessi tra loro, in quanto tutti e tre riguardano la quantità di luce che andrà a colpire il nostro sensore. Ci sono molte combinazioni per impostarli. Per articoli più tecnici ti rimando a questo blog molto interessante, dove sicuramente troverai tutti i dettagli che cerchi.

Infine, il quarto valore è quello legato all’inquadratura. Impostando l’inquadratura possiamo scegliere per una visione d’insieme a scena aperta oppure stringere l’inquadratura e focalizzarci solo su un particolare della scena.

Questa è brutalmente e molto sinteticamente la spiegazione di ciò che questi fattori ci permettono di fare.

“Non ti pare che allargando un po’ il nostro campo visivo e mentale, questi valori riassumano anche la concezione della fotografia nel suo insieme?

Mi spiego meglio.

Cosa ripetono sempre i grandi fotografi?

“La fotografia non è solo tecnica, ma è occhio, cuore e mente”

Henry Cartier Bresson

Inoltre dicono che è fondamentale esprimere un messaggio, raccontare una storia attraverso i nostri scatti per trasmettere qualcosa di noi e poter realizzare immagini che catturino l’attenzione dell’osservatore .

Un parallelismo

Quindi, facendo un parallelismo possiamo dire che è importante:

  1. La sensibilità con cui ci approcciamo al soggetto da ritrarre (ho scritto un articolo a proposito dell’importanza del dialogo con il soggetto ritratto)
  2. Aprire la nostra mente (oltre che i nostri occhi) per capire ciò che abbiamo davanti, per indagarlo, capirlo, sentirlo per poi restituirlo agli altri.
  3. Il tempo di reazione, non basta pensare a come vorremmo fare una foto. Dobbiamo agire, alzarci e scattare, dobbiamo essere al passo con il mondo, ma poi decidere il nostro passo, correndo a perdifiato o rallentando per goderci il momento.
  4. La visione d’insieme: raccontare una storia, un pezzo di vita, non solo cocci separati, ma il vaso nella sua interezza, con un inizio, uno svolgimento e una fine come fosse un film.

Allargando ancora di più il nostro campo visuale, oltre la fotografia, questi parametri non sono forse gli stessi valori che possiamo applicare alla nostra vita quotidiana?

Mi spiego meglio perché altrimenti sembro una visionaria.

La sensibilità ISO e la sensibilità al soggetto

Nella vita, non dovremmo forse avere sensibilità e attenzione con la persona che abbiamo davanti?

Credo sia fondamentale, ogni volta che incontriamo una persona, o vediamo qualcuno che conosciamo, che dovremmo ascoltare quello che ha da dire, donarle la nostra attenzione e magari anche fare qualcosa per lei.

L’apertura del diaframma e l’apertura della nostra mente

Nella nostra vita quotidiana, non dovremmo andare oltre l’apparenza aprendo i nostri occhi e la nostra mente a tutto ciò che succede attorno a noi, senza giudicare?

Credo che questo aspetto sia fondamentale in una società civile e avanzata, anche se purtroppo la cronaca ci offre un quadro ben peggiore della situazione attuale.

La velocità di scatto e nell’agire

Non dovremmo sforzarci ad agire, anziché fermarci solo al pensiero di fare? Quante volte rimuginiamo giorni, mesi, anni sulle cose da fare senza mai muovere un muscolo per cominciare? Io sono una che ragiona troppo, a volte, perché vorrei sempre fare le cose nel migliore dei modi, ma questo mi porta a non cominciare mai. Il buon proposito per l’anno nuovo è proprio questo. Diminuire il tempo dedicato al pensiero, e aumentare quello dell’agire.

L’inquadratura e  la visione d’insieme

Dovremmo guardare oltre il nostro naso, aprire la nostra vita agli altri, facendo qualcosa per loro e non solo per noi stessi. Solo aprendoci agli altri potremo crescere come esseri umani e quindi come società. Se rimaniamo chiusi nel nostro orticello, tarperemo le ali a noi stessi e agli altri. Guardare la realtà da un punto di vista più allargato, non solo in maniera ego referenziata. Osservare la realtà che ci circonda e fare qualcosa per essa.


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