7 buoni motivi per fotografare all’aperto

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In questo articolo troverai 7 buoni motivi per fotografare all’aperto. Se sei un aspirante fotografo o sei un grande appassionato di fotografia, e ti interessa approfondire questo argomento, ti consiglio di leggere l’articolo. Poi, se vuoi, fammi sapere se hai altri motivi che non ho inserito, per fotografare all’aperto.

Fotografare all’aperto ha sempre il suo fascino. E’ stimolante scegliere ogni volta un ambiente differente con una luce sempre diversa.

Ritratto all’aperto (C)Monica Monimix Antonelli
Ritratto all’aperto (C)Monica Monimix Antonelli

Premessa

Personalmente, amo molto fotografare all’aperto, ma ci sono alcuni aspetti che vanno valutati per capire quale sia la soluzione ottimale (studio o esterni) a seconda di cosa dobbiamo fare e per chi. E’ ben diverso il caso in cui decidi di ambientare degli scatti in esterni per te stesso, per aggiornare il tuo portfolio fotografico, per un ritratto, o per un progetto di ricerca personale, dal caso in cui devi scattare per un cliente che ti ha commissionato un catalogo o una pubblicità.

Nel caso di un cliente che voglia un catalogo, le cose si complicano un po’, dovrai consultarlo e valutare insieme quale sia la soluzione migliore per lui.

Se devi fotografare all’aperto per un cliente privato che ci commissiona un ritratto dovrai pianificare insieme lo stile del ritratto che desidera e di conseguenza l’ambientazione migliore. Se dovessi essere solo tu e la persona da ritrarre la situazione sarà abbastanza agevole da organizzare.

Nel caso sia prevista una truccatrice, un parrucchiere e una stylist, per un ritratto più completo e articolato, dovrai pianificare ancora meglio la logistica perché tali figure hanno necessità ben diverse da quelle che avresti se scattassi da solo con la persona da ritrarre.

Un altro caso è quello in cui il cliente si occupi di abbigliamento, non sempre troverai qualcuno che ama spostare il campionario all’aperto per motivi logistici (trasporto, rischio di rovinare/sporcare gli abiti, sicurezza) ma anche per timore di condizioni climatiche avverse.

Può capitare che il tempo sia splendido per due settimane e poi decidere di cambiare esattamente il giorno prima o il giorno stesso del servizio. I clienti non amano gli imprevisti, soprattutto se si è deciso di realizzare immagini solari all’aperto e il cielo è plumbeo cambiando totalmente l’effetto cercato per gli scatti.

Sicuramente avere un piano B è fondamentale, mai farsi cogliere impreparati davanti al cliente. L’esperienza insegna che se anche succede il finimondo, davanti al cliente dobbiamo stare calmi e non farci prendere dal panico urlando e correndo da una parte all’altra della stanza, ma somatizziamo e sorridendo diciamo: “Nessun problema, ho un piano B” e in modalità Captain America, salviamo la faccia e svoltiamo la giornata.

Se il cliente ci vede tranquilli, generalmente si tranquillizza a sua volta perché capisce che davanti ha un professionista in grado di gestire la situazione e l’imprevisto, e sarà più propenso a darci retta e a lasciarci fare.

Fotografare all’aperto (C)Monica Monimix Antonelli
Fotografare all’aperto (C)Monica Monimix Antonelli

Del resto è la stessa cosa di quando siamo noi ad aver bisogno di un professionista che ci risolva un problema. Prova a pensare di essere in casa, ti esplode un rubinetto del lavandino del bagno (vita vera, brutti momenti), entri nel panico perché vedi l’acqua zampillare per tutta la stanza, in modalità Fontana di Trevi.

Chiami un idraulico immediatamente. Ti aspetti che lui arrivi, veda qual è il problema e con la massima calma ti tranquillizzi dicendoti che risolverà il problema in un attimo. Ben diverso sarebbe il caso se l’idraulico vedendo il danno, iniziasse a correre per la stanza urlando con un’espressione sul viso alla “Urlo di Munch”, no?

Quindi, regola fondamentale (ma vale anche per gli scatti in studio o location interna): avere sempre un piano B!

7 buoni motivi per fotografare all’aperto:

  1. La luce naturale meravigliosa, si può sfruttare in molti modi differenti. Se scatti in un parco potresti sfruttare i riflessi del sole attraverso le foglie, mentre se scatti in città potresti sfruttare i riflessi sui muri, le linee rette proiettate sulle pareti degli edifici per un effetto più geometrico. Puoi usare il sole in tanti modi differenti ed è uno stimolo costante per avere sempre immagini differenti. Non solo la luce calda del sole in estate, ma anche grigio e nebbia possono essere perfetti per creare la giusta atmosfera.
    Anni fa, ho ambientato degli scatti al mare nel mese di novembre. Un freddo pazzesco, ma il cielo grigio e la nebbia, sono stati perfetti per realizzare degli scatti dal tono molto malinconico. Via libera quindi allo sperimentare ogni tipo di luce e situazione.
  2. Fotografare all’aperto è totalmente gratuito, che, diciamolo, non fa schifo di questi tempi! In linea di massima è gratuito, ma quando vuoi scattare all’aperto informati se ci sono permessi da chiedere. Per esempio: a Milano se vuoi occupare il suolo pubblico per fare un servizio fotografico, usare cavalletti, luci e pannelli devi richiedere un permesso al Comune di Milano e pagare una tassa. Puoi documentarti meglio, a questo link
    A questo link trovi il modulo per la richiesta dell’autorizzazione oppure puoi compilare il modulo online qui
  3. Ogni luogo può esser perfetto: un muro, una siepe, un campo… basta davvero poco per differenziare la foto. E anche se volessi usare un fondale di tessuto, (altra variante molto interessante da usare all’aperto) la resa è garantita dalla luce. Le ambientazioni sono molteplici, sempre differenti a seconda della stagione e a seconda della luce. Hai a disposizione ogni volta, un set totalmente differente, l’unico limite è la fantasia
  4. Si sta all’aria aperta. Per chi ha la fortuna di aver la campagna attorno o zone verdi, boschive o acqua come mare, laghi e fiumi, dovrebbe decidere di passare più tempo all’aperto che all’interno di quattro mura. Ne gioverebbe in salute e nell’umore.
  5. L’imprevisto viene sfruttato come sfida e quindi diventa uno stimolo: metti in moto il cervello per ingegnarti a trovare una soluzione e riuscire ad aggirare l’ostacolo aiuta la creatività, e ti fa sentire orgoglioso di te stesso e questo comporta un piccolo passo avanti nella tua crescita personale quotidiana.
    Es. inizia a piovere durante il servizio fotografico: anziché farlo diventare un problema insormontabile sfruttalo a tuo favore. Potresti fare immagini che sfruttano un cielo cupo da temporale creando immagini drammatiche. Le gocce sul viso della persona ritratta potrebbero creare immediatamente un’atmosfera malinconica. O per contrasto potresti fare immagini divertenti, in cui si salta sotto la pioggia. O ancora, se fossi in prossimità di un fiume, lago o mare, se la stagione lo consente, potresti calare la persona direttamente in acqua. Insomma, ci sono molteplici soluzioni, basta essere un po’ creativi.
    Questi sono esempi nel caso di scatti realizzati per te, per il tuo portfolio. Ben diverso il discorso con un cliente. In questo caso devi avere un piano B, che sia una location alternativa al chiuso. Sempre consultare il meteo quando si sta progettando un servizio all’aperto. Molto attendibile per me è l’app 3b Meteo, finora ci ha sempre azzeccato.
  6. Non ci sono limiti d’orario… Il limite è solo la tua resistenza fisica!
    A seconda della stagione hai più, o meno, ore di luce a disposizione. In primavera ed estate hai luce dalle 6/7 del mattino sino alla sera alle 20/21 quindi parecchie ore da sfruttare anche in caso di un lavoro con una buona mole di scatti da fare. Ben diverso il discorso dell’autunno/inverno in cui le ore di luce sono molte meno, (ovviamente se non utilizzi luci artificiali, ma solo luce naturale), quindi va studiata meglio la gestione del tempo e se volessi avere una luce naturale uniforme negli scatti, meglio suddividere il lavoro su due giornate (altrimenti vedresti calare la luce negli scatti, e non è detto che possa andare bene per la tua idea).
  7. Scegliere di fotografare all’aperto ti permette anche di mostrare un pezzo di realtà che in futuro apprezzerai ancora di più come testimonianza di un’epoca passata.
Fotografare all’aperto, nella natura (C)Monica Monimix Antonelli
Fotografare all’aperto, nella natura (C)Monica Monimix Antonelli

Vediamo ora i contro di fotografare all’aperto:

  1. All’aperto non puoi avere il comfort di uno studio. Avrai a che fare con una gran varietà di insetti, potresti trovarti in una situazione in cui c’è gente che passa e magari si ferma a guardare, la temperatura non è costante, la luce naturale cambia spesso…
  2. Ti devi saper adattare, l’imprevisto può esser visto come sprono a far di meglio, ma se ti lasci fermare dall’imprevisto (un temporale improvviso per esempio) devi cambiare atteggiamento o evitare di scattare all’aperto. Ciò che perderesti però, sarebbe ben più grande di ciò che sarebbe l’impegno a metterti alla prova.
  3. Il luogo scelto potrebbe non essere immediatamente individuabile dal navigatore e dovresti esser ben chiaro con chi ti deve raggiungere, onde evitare di perdere tempo per cercare di recuperarli. L’ideale sarebbe incontrarsi in un luogo più facile da raggiungere e poi spostarsi insieme nel luogo finale.
  4. Si devono rispettare delle regole essendo in luoghi pubblici: rispetta il luogo in cui ti trovi, non sporcarlo con rifiuti, non disturbare la fauna che ti circonda. Se sei in mezzo alla natura non accendere fuochi (sembra eccessivo dirlo, ma visto che mi è capitato di trovare dei resti di falò nei miei sopralluoghi, meglio specificarlo). Se scatti in luoghi pubblici cittadini non intralciare il traffico, non creare disordine e non metterti nel pericolo.
  5. Bisogna sempre informarsi sul luogo in cui si vuole scattare: in alcune città vanno richiesti dei permessi per l’occupazione del suolo pubblico. Se scegli di scattare in un parco pubblico abbi l’accortezza di controllare gli orari di apertura al pubblico, in alcuni casi vanno richiesti permessi al comune o all’organo che lo gestisce.
  6. Non tutto è concesso, se vuoi scattare foto di nudo, attenzione. Abbi cura di scegliere luoghi davvero isolati dove non passa anima viva. Fai vari sopralluoghi prima di decidere di scattare in quel luogo, vai in orari e giorni diversi per vedere se c’è movimento nella zona. Portati sempre dei teli con cui coprire la modella in caso di emergenza.
  7. Se coinvolgi altre figure professionali (stylist, truccatrice, parrucchiere), prevedi una buona organizzazione. Si spostano sempre con parecchio materiale bisogna quindi organizzarsi per far sì che possano raggiungere agilmente la location scelta. Dovranno prevedere di portare il materiale necessario, senza eccedere. Andranno quindi ben pianificate le scelte che li coinvolgono.
  8. Se sono previsti cambi d’abito per la persona da ritrarre, bisogna portarsi dei teli per coprirla (se non si può farla cambiare in auto). Esistono anche delle tende verticali (tipo doccia per intenderci) per creare una sorta di “camerino”. Altra alternativa, se in zona c’è un bar, approfittare del bagno per il cambio abito.
  9. Anche la truccatrice, come la stylist, dovrà limitare il suo materiale per essere agile negli spostamenti. Da considerare che nel periodo caldo dovrà fare più ritocchi alla pelle della persona, perché tenderà a diventare lucida. Mentre col freddo dovrà fare in modo di tenerla idratata per evitare che si secchi troppo. In caso di sole si dovrà provvedere a coprire la persona alla fine di ogni scatto, per evitare arrossamenti dovuti dal sole, ed evitare scottature.
  10. Il parrucchiere è sicuramente la figura più in difficoltà in esterni. Non avendo a disposizione la corrente elettrica dovrà realizzare un’acconciatura che non richieda l’uso di phon, piastre, arricciacapelli (a meno che possa avere la possibilità di realizzare l’acconciatura iniziale in un luogo d’appoggio con corrente elettrica). Nel caso non si abbia un appoggio, si dovranno studiare acconciature facilmente riproducibili senza l’ausilio della corrente. Via libera a pettini, spazzole, forcine, e prodotti per il fissaggio.
  11. Se devi fotografare all’aperto per un cliente, questi sarà preoccupato che gli abiti possano sporcarsi e rovinarsi. I tempi sono più lunghi rispetto ai tempi in studio, potrebbe farti fretta. Se il tempo cambia potrebbe agitarsi, prevedi sempre un piano B per rassicurarlo.

Ti interessa capire come si organizza un servizio fotografico? Puoi leggere l’articolo dedicato a questo argomento.

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