Organizzare un servizio fotografico di ritratto

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Cosa vuol dire organizzare un servizio fotografico di ritratto? Quali sono le prime mosse da fare? Con questo articolo cerco di darti alcune informazioni pratiche per iniziare ad organizzare un servizio fotografico di ritratto.

Premessa

Il lavoro del fotografo, visto da fuori, tende a sembrare un’attività semplice, divertente, quasi ricreativa.

Quante volte mi sono sentita dire: “Bel lavoro, chissà che fatica fotografare le modelle, eh?!” oppure “Bella fatica fare due foto”.

Essendo un lavoro a tutti gli effetti ha i suoi pregi e i suoi difetti. Banalità da dire, ma evidentemente non è così facile da capire per chi è al di fuori.

Ho quindi pensato di scrivere un articolo che possa essere utile per chi voglia capire come si organizza un servizio fotografico e per chi è curioso di sapere come funziona il dietro le quinte.

Molto spesso mi è stato chiesto come si fa ad organizzare un servizio fotografico. Esistono molti modi diversi per farlo, dettati dalla diversità del lavoro in sé di cui ci dovremo occupare.

Ogni fotografo ha il proprio metodo, ma non pensare che basti arrivare sul set con una macchina fotografica e improvvisare il tutto. Se a volte capita che la botta di fortuna ti faccia ottenere la tua foto migliore, mi spiace deluderti, ma questa non è la regola e non è sempre così semplice il nostro lavoro.

Sarebbe bello grattarsi la pancia per una settimana, arrivare sul set, scattare e tac! Ecco la foto che volevamo.

Se stiamo lavorando ad un nostro progetto può essere piacevole affidarsi al caso, è liberatorio non seguire regole e lasciare fluire ciò che sentiamo in quel momento.

Molto diverso è il discorso se stiamo scattando per un progetto che coinvolga un cliente e un team di lavoro. Può trattarsi di un lavoro commerciale di moda, ma anche di un lavoro per un privato che ci commissioni un ritratto (ci sono delle differenze tra i due generi, ma anche molti punti in comune).

“Ok, Monica, quindi? Che devo fare? Da dove comincio?”

Partiamo dall’inizio.

Da dove cominciare a organizzare un servizio fotografico

La prima cosa è: avere un’idea.

Lo so, detta così suona banale, non è vero?

In questo articolo ti spiego la differenza tra una bella foto e una buona foto e vi trovi alcuni spunti per iniziare a capire cosa voglia dire occuparsi realmente di fotografia nell’ottica di produrre foto utili e con un loro significato.

Torniamo a noi. Dicevamo che la prima cosa da fare per organizzare un servizio fotografico è avere un’idea. Bella scoperta, no? Non è così scontato che sia chiaro per tutti. Molto spesso ci si abbandona un po’ al caso, altre volte, si tende a mettere il soggetto della foto in posa e a scattarlo senza andare alla ricerca di un significato.

Esistono molte variabili perché ciascun cliente è differente, così come lo scopo del servizio fotografico.

Nel caso dovessimo realizzare un catalogo di abbigliamento (o accessori), l’attenzione sarà puntata sul prodotto e non solo sulla modella. Se dovessimo realizzare una pubblicità andremo a ricercare anche un messaggio da veicolare, mentre nel caso del privato che ci commissiona il suo ritratto cercheremo di valorizzare la persona.

Sia che si tratti di un lavoro moda, che di un ritratto, io parto sempre dalla ricerca di un’idea da interpretare e dal significato che voglio dare alle foto.

La ricerca di un’idea è la parte più impegnativa in termini di tempo. Solitamente inizio facendo una ricerca sul web e in una cartella sul computer, che mi sono creata nel tempo, in cui ogni volta che mi imbatto in immagini interessanti, le salvo come spunti per eventuali lavori futuri.

In questo modo vado a scandagliare centinaia di immagini, metto insieme una selezione di fotografie (prese anche da servizi diversi tra loro, ma in cui vedo un filo logico) e creo una raccolta da mostrare al cliente, per dargli un’idea visiva di ciò che vorrei fare. In questo modo, mostrando visivamente ciò che ho in mente, risulta più facile fargli capire cosa vorrei fare.

Perché ciò che ho in mente io, non è detto che poi arrivi nello stesso modo in cui io l’ho pensato.       


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“Ok, Monica, ma in pratica cosa fai?”

La creazione di un moodboard

Cerco sul web (Google e Pinterest soprattutto), su riviste o libri, immagini che possano in qualche modo aiutarmi nell’esprimere visivamente il mood (lo stile) che vorrei dare alle mie foto; inserisco immagini di location simili a quella che vorrei utilizzare (se scatto in studio cercherò foto che richiamino il tipo di luce scelta o il fondale), immagini con colori simili, pose che vorrei sfruttare per veicolare al meglio il tema.

Cerca tutto ciò che ti suggerisce la tua idea e crea un moodboard (una sorta di collage, un insieme di immagini ed elementi), non aver paura di osare. Butta sul tavolo tutti gli spunti che possano suggerirti qualcosa, poi vai a scremare quelli più chiari e diretti. Prendi questa selezione e mettila insieme.

La creazione di un moodboard è una delle parti che richiede più tempo nell’organizzazione di uno shooting, ma è molto importante fare ricerca per arrivare con le idee chiare sul set per poter essere comprensibili nell’esporre la nostra visione.

L’errore è quello di pensare che facendo così si rischia di togliere allo shooting la parte istintiva o l’improvvisazione. La ricerca ti serve per aver chiaro in mente cosa vuoi ottenere, ma poi sul set nulla ti impedirà di cambiare qualche carta e vedere cosa succede.

Esempio di moodboard per organizzare un servizio fotografico. Idea a cura di Monica Monimix Antonelli
Esempio di moodboard che ho creato per realizzare dei ritratti all’aperto davanti ai muri colorati della mia città. Le immagini appartengono ai legittimi proprietari.

La parte della ricerca è molto utile soprattutto se sei all’inizio e hai poca esperienza. Osservare molte immagini ti porta a far tesoro di tanti trucchi e soluzioni adottate da altri, prima di te. Una volta che ti sarai fatto un po’ di esperienza, ti verrà molto più facile raccontare la tua idea e aver le idee un po’ più chiare. Perché tutto ciò che nell’arco degli anni avrai visto, sarà sedimentato nella tua memoria e pian piano ti ritornerà in mente al momento giusto.

Anche nel caso io voglia organizzare un servizio fotografico di ritratto (non solo per shooting di moda), vado comunque a cercare delle immagini di riferimento, perché anche in questo ambito può servire mostrare al cliente cosa voglio ottenere. In questo caso le foto che cercherò saranno dei ritratti in linea con la mia idea, mostrerò il tipo di luce che vorrei usare, e magari anche il tipo di abbigliamento più adatto. Non va dimenticato che anche nel caso dei ritratti, un abbigliamento studiato può aiutare per la buona riuscita della foto.

Una volta delineata l’idea, dobbiamo scegliere dove ambientare le foto.

Scegliere dove ambientare le foto

La scelta della location è spesso impegnativa. Dovrò decidere se scattare in studio o in location. Se scatto in studio andrò a scegliere il tipo di fondale (tessuto, carta, muro, colorato, neutro…) e il tipo di illuminazione usare (luce dura, luce morbida, luce naturale, luce artificiale…).

Optando per lo scatto in location dovrò decidere se in esterni, o se in interni, e, in entrambi i casi, decidere il tipo di contesto (in esterni: nella natura selvaggia o in un giardino, oppure al mare, in montagna, al lago, in un bosco, in un campo… in interni: una villa classica, moderna, rustica o un castello, un ufficio…)

[Nel caso di servizio fotografico moda, una volta selezionata la location, dovremo scegliere la modella.]

Organizzare la logistica di un servizio fotografico

A questo punto, abbiamo deciso il tipo di foto da realizzare, abbiamo scelto dove ambientarle, non resta quindi che organizzare la logistica: luogo e orario di incontro in primis.

Se scatti in studio o in location, una volta stabilita l’ora e comunicato l’indirizzo, sei a posto. Diverso è il discorso se scatti all’aperto.

In questo caso pensa anche ad un piano B in caso il piano A fallisca (tipo se ti sorprende un diluvio universale o si alza un vento da 70km orari, come mi è successo nel caso del primo ritratto realizzato con Marta per il progetto “Donne di Crema”).

Se il servizio fotografico si protrae per alcune ore, e siete in esterni, magari in una zona isolata, pensa anche al discorso cibo. Portàtelo con voi oppure cerca su Google dei punti di ristoro in zona a dove scattate, per avere un appoggio.

Portate con voi dell’acqua, sembra banale dirlo, ma non lo è.

Sempre nel caso scattiate all’aperto, portati un telo per coprire il soggetto dei tuoi scatti qualora si dovesse cambiare e non può farlo in auto.

Qualora sia prevista la presenza di una truccatrice, prendi accordi per tempo in modo da esser sicuro della sua disponibilità. Spiega la tua idea e confrontati con lei. Ti saprà mostrare soluzioni a cui magari tu non avevi pensato.

Conclusioni

Sia nella fase preparatoria del servizio, sia il giorno degli scatti, assicurati di dialogare molto con il soggetto delle tue foto. Ascoltalo per capire se ha dubbi o domande in merito al servizio fotografico. Non avere paura di far domande tu stesso. Cerca di conoscere chi hai davanti, in modo da instaurare un buon rapporto di fiducia reciproca e poterlo ritrarre al meglio.

Se vuoi approfondire il discorso relativo al dialogo col soggetto ritratto, puoi leggere l’articolo che ho scritto.


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Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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