Perché è importante avere una routine?

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Avere una routine mattutina, perché è importante?

In questo articolo ti racconto brevemente come ho passato l’ultimo anno. Tra un lockdown e l’altro e tra un’incertezza e l’altra. Ho imparato che tutto dipende da me. Se mi lascio andare alla pigrizia, tutto va a rotoli.

A gennaio 2020, ben prima che iniziasse la pandemia, ho iniziato una fase di riorganizzazione della mia vita. Nell’anno precedente, avevo già iniziato a capire che dovevo darmi delle nuove regole, cambiare alcuni aspetti lavorativi e personali.

Una nuova routine mattutina aiuta ad essere più concentrati e produttivi
Photo by Jessica Delp on Unsplash

L’importanza di una routine

Leggendo articoli, testando su di me quanto leggevo, ho iniziato a capire come poter impostare una nuova routine che mi permettesse di essere molto più concentrata e produttiva.

So che sembra una frase fatta, o uno di quei discorsi da guru che vogliono venderti il loro corso online, ma ho provato sulla mia pelle, e ti garantisco che la differenza tra avere una routine mattutina e non averla, è sostanziale.

Mi sono data così delle nuove regole. La prima è stata la sveglia all’alba per potermi ritagliare un’ora tutta per me. In questa ora mi sono presa il tempo per meditare e fare yoga, scrivere articoli per il blog e pianificare il progetto “Donne di Crema” che stava nascendo.

Questa nuova routine mi ha permesso di affrontare la quarantena sopraggiunta a Marzo, con meno angoscia e scoprendo un entusiasmo dirompente, nonostante lo stop forzato. A differenza di alcuni che durante la quarantena, essendo bloccati a casa, si sono concessi di dormire di più e di rilassarsi, io ho fatto l’opposto. Non mi sono risparmiata, ma mi sono riempita le giornate.

Sapevo ogni mattina cosa dovevo fare e lo facevo. Ne ho approfittato per seguire corsi online, rifare il sito completamente, riorganizzare le idee, fare cose accumulate nel tempo. Ero veramente soddisfatta dei risultati raggiunti.

I primi segnali di cedimento

Poi a Giugno la mia forza di volontà ha iniziato a scricchiolare. La sveglia ho iniziato a puntarla sempre un po’ meno all’alba, non meditavo più tutte le mattine e così, perdendo la continuità della nuova routine, mi son ritrovata, nel corso dell’estate, in balìa degli eventi.

Più lasciavo andare la routine e più mi sentivo stanca.

Mi sono detta che, questo mio lasciarmi andare, era dovuto alla stanchezza accumulata nei mesi in cui avevo dato tanto, ma soprattutto che potesse essere il risvolto psicologico del dopo pandemia.

Ho perso un po’ di tempo, e ad Ottobre, ancora prima che annunciassero le nuove limitazioni da zona rossa in Lombardia, io ero già tesa e di malumore.

Per me un nuovo stop significava mettere nuovamente in pausa il progetto “Donne di Crema” a cui avevo dato una scadenza non troppo in là nel tempo. Questo mi faceva pensare che avrei dovuto fare i salti mortali per finirlo, ma che ne sarebbe comunque valsa la pena. Ma a parte questo significava un ulteriore stop lavorativo o per lo meno un’ulteriore calo di lavoro.

Un anno dopo

Oggi, a febbraio 2021, mi trovo a pensare a come avevo iniziato l’anno scorso e mi sembra di aver sprecato un’occasione, di aver ceduto alla pigrizia e di non aver raggiunto certi obiettivi a causa mia. La parte più accondiscendente di me mi giustifica dicendo “Cavoli non è stato un anno normale, se anche hai perso la rotta, ne hai tutte le ragioni”, ma questo non mi rende comunque soddisfatta.

Tra una chiusura e l’altra, le difficoltà sono oggettive. Aver perso la bussola è solo una delle conseguenze di questo periodo di incertezze, malumori e insicurezze.

Ora che siamo tornati zona gialla e potrei fare molte più cose, mi ritrovo più pigra di un anno fa, più stanca, col fisico che manda segnali.

Una cosa che non ho mai amato è l’attesa o il rimandare quando non sono scelte mie. Oggi, vorrei poter riprendere di corsa e recuperare il tempo perduto. Mi ritrovo invece a barcamenarmi tra appuntamenti rimandati, risposte che tardano ad arrivare, cose in sospeso che non mi consentono di organizzarmi come vorrei.

Vorrei uscire e poter ritrarre chiunque.

Vedo le difficoltà oggettive, in primis quelle economiche che hanno colpito tantissime persone e mi chiedo cosa succederà in futuro.

Ricominciare da una nuova routine

So che è solo un periodo, e passerà, però intanto da stamattina ho ripreso a puntare la sveglia un’ora prima e ho ripreso a fare yoga. Per ora solo dieci minuti che sono tutta bloccata.

Un piccolo passo per ricominciare, ma ogni viaggio comincia con un semplice passo, no?

Sai la cosa bella che ho già notato? Stamattina appena suonata la sveglia mi sono alzata subito, non ho perso tempo guardando i social. Mi sono messa a fare yoga e, nonostante i muscoli doloranti per l’inattività dell’ultimo periodo e le tensioni accumulate, dopo aver finito mi sono sentita bene.

Mi sono messa davanti al computer e ho smaltito una serie di cose che da giorni stavo procrastinando.

Non è ovviamente un miracolo e non è la svolta della vita, ma è un piccolo segnale di ripresa e voglio coglierlo a pieno.


Un anno fa ho scritto questo articolo, mentre ero nella fase produttiva. Ora sono ancora più convinta, dopo esser un po’ “caduta”, che impostare una buona routine sia essenziale. Tu che esperienze hai con la routine? Ti svegli presto al mattino o preferisci dormire fino all’ultimo? Se ti va, raccontami la tua esperienza.


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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