Donne di Crema: il ritratto di Rosaria

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Donne di Crema mi porta ogni volta a conoscere persone sconosciute che si rivelano degli incontri meravigliosi che mi fanno affacciare su nuovi mondi da scoprire.

È così anche nel caso di Rosaria, proprietaria insieme al marito, di un noto ristorante del centro che mi ha accolta nel suo mondo raccontandosi come un fiume in piena.

L’incontro

Ho scoperto una donna minuta, ma dal forte carattere, un viso luminoso caratterizzato da uno sguardo vivace e curioso, che la fa apparire ancora come una ragazzina. Sento dai suoi racconti quanto sia determinata e piena di voglia di fare, di scoprire e di continuare a stupirsi.

Rosaria nasce in una famiglia di agricoltori, ultima di sette fratelli, in un paese a pochi chilometri da Crema. Ricorda molto bene la sua infanzia passata nel cortile del cascinale di famiglia, con suo padre che lavorava nell’azienda agricola, creata col fratello, e sua madre che si prendeva cura dei figli, della casa e degli animali.

Il ritratto di Rosaria per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Rosaria per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La storia di Rosaria

Un’infanzia felice, che racconta di un tempo passato, in cui beveva il latte appena munto dalle loro mucche e raccoglieva le uova fresche delle loro galline. Un’alimentazione semplice ma sana. Ricorda sua madre ai fornelli che ogni volta inventava un piatto da mettere in tavola con ciò che i campi e gli animali donavano loro.

Erano anni in cui una famiglia numerosa doveva badare all’economia di casa, ma la bravura della madre era quella di deliziarli ogni volta con piatti cucinati con cura e amore.

Hai dei ricordi vividi delle estati della sua infanzia in cui passava i pomeriggi nei campi e al pozzo insieme alle amiche, dove bastava una coperta sull’erba per passare ore in compagnia.

La madre la mandava a consegnare il pranzo a suo padre e ai suoi fratelli che lavoravano nei campi, e lei, ragazzina, prendeva la bicicletta e scorrazzava felice per esser d’aiuto come poteva.

Un animo altruista pronto ad a prendersi cura degli altri

Ha sempre avuto la predisposizione del prendersi cura degli altri, dell’essere loro d’aiuto e col trascorrere del tempo sua madre inizia a chiederle di sostituirla in cucina nei momenti in cui lei era impegnata con altre mansioni. È quello il momento in cui Rosaria si avvicina per la prima volta alla cucina. Piatti semplici, ma segnano i suoi primi approcci con quel nuovo mondo da scoprire.

Ha un carattere piacevole, le viene facile stare in compagnia e intrattenere gli altri. Un esempio è quando verso i dodici anni la madre la manda a imparare il cucito dalle suore, ma Rosaria non sentendosi per niente portata per quella pratica decide di non andare più. Incrociando una delle suore le spiega il motivo e dal canto suo la suora le chiede di andare ancora, anche solo per preparare la merenda per tutti e per allietarli con le sue storie.

La scelta delle Scuole Superiori

Al termine delle Scuole Medie deve decidere che indirizzo prendere per le Scuole Superiori ma non amando molto studiare non sa che direzione intraprendere. È la madre che le viene in aiuto suggerendole di iscriversi ad una scuola professionale a Crema, con indirizzo ristorazione.

Si apre un mondo nuovo per Rosaria che vi si approccia con molta curiosità, caratteristica che la contraddistingue molto sin da bambina e che dura tutt’ora.

Fin dai primi tempi si appassiona a quella materia, complice anche la bravura di un insegnante in particolare che diventerà una figura chiave della sua vita.

È infatti proprio questo insegnante a proporle di frequentare un tirocinio presso il suo ristorante. L’uomo è un precursore della ristorazione, che ha saputo portare a Crema una cucina fatta di prodotti di altissima qualità, ben selezionati e ben cucinati.

Una scoperta continua

Per Rosaria, quel mondo, è una continua scoperta: ha la possibilità di scoprire ingredienti fino ad allora sconosciuti e imparare le basi per lavorare in una cucina professionale. Il suo tirocinio va talmente bene che quando nell’estate successiva, un ristorante di Milano, è in cerca di cuochi per un paio di mesi nel periodo estivo, è proprio il suo professore a suggerire Rosaria e una sua compagna di scuola.

Le due ragazze sono un po’ spaesate dalla proposta, seppur entusiaste. Il timore di non essere all’altezza, per due sedicenni, è tanto, ma decidono di buttarsi e accettano la sfida.

L’esperienza milanese

È un’esperienza fondamentale per la crescita professionale di Rosaria perché ha modo di vedere come funziona una grande cucina di un ristorante di alto livello in cui ci sono molte più figure a cui era solita. Si mette alla prova sia in cucina dove ha modo di ricoprire un ruolo di responsabilità e a livello personale ha modo di uscire dal guscio protetto della famiglia e di scoprire la realtà milanese molto diversa da quella a cui era abituata.

Due mesi incredibili in cui ha modo di vedere passare dal ristorante personaggi famosi, confrontarsi con una città grande come Milano e fare moltissima pratica nel suo campo.

Al termine del lavoro è galvanizzata anche perché svolge il suo lavoro con ottimi risultati che le vengono riconosciuti dal proprietario del ristorante. Capisce che la cucina è quello che vuole fare nella vita. Nonostante la sua prima reazione davanti ad una nuova proposta del suo professore di lavorare nel suo ristorante, la spaventi un po’ per lo stile di vita molto pesante, richiesto a chi fa questo lavoro, è ancora grazie a sua madre che decide di accettare.

Inizia per lei un percorso lavorativo che la vede dapprima lavorare nel ristorante dell’uomo, poi, sempre insieme a lui cambiare ristorante per poi giungere a quello in cui tutt’ora lavorano insieme.

La scoperta del sentimento

Nel frattempo il legame tra loro si tramuta in sentimento e dopo alcuni anni di lavoro fianco a fianco come colleghi, poi amici, sentono nascere sentimenti e pulsioni tra loro. Rosaria ha qualche dubbio inizialmente perché l’uomo è un po’ più grande di lei, ma decide di seguire il suo cuore e fa la scelta migliore visto che a distanza di tantissimi anni sono ancora felicemente insieme.

“Lavorare in una cucina è un lavoro estremamente pesante per via del carico di ore che richiede, non è solo l’immagine felice trasmessa dalla tv. È fatica, lavoro, sudore e soprattutto richiede grandi rinunce.“

Rosaria

Le donne e la cucina

“Per una donna è ancora più difficile perché deve fare una scelta tra il diventare madre e lavorare in una cucina, perché le due cose sono molto difficili da far convivere.”

Rosaria

Una madre, per come la vede Rosaria, deve esser presente per i suoi figli, memore dell’esempio della sua che c’è sempre stata per i suoi figli, che hanno ricevuto una solida educazione, senza essere lasciati soli nelle fasi delicate della crescita.

“Una chef è costretta a vivere fuori casa per molte ore al giorno e per forza di cose ad un certo punto deve decidere cosa è più importante per lei.”

Rosaria

Rosaria ha scelto di continuare a lavorare in cucina, ma ha ragionato molto su quale fosse la scelta migliore per lei. Non è facile convivere con quei momenti di crisi che sopraggiungono e fanno mettere tutto in discussione.

La ricerca dell’equilibrio

In più Rosaria ha un carattere che se non è perfettamente in equilibrio tende a vivere molto male nel disequilibrio (sia per eccesso che per difetto) e ciò la fa stare molto male, finché non riesce a ristabilire quell’ordine che la fa stare serena.

La sua vita è per la maggior parte del tempo vissuta al ristorante, in cucina, mentre suo marito si occupa della sala e del vino. Una coppia che ha saputo coniugare vita personale e lavoro, impresa che non è sempre facile da compiere.

La loro coppia si regge su solide fondamenta, sicuramente in primis l’amore e il rispetto reciproco, ma anche la grande stima e la forte passione in comune, per la ristorazione. Amano condividere anche le cose più semplici come il guardare un film impegnato, accoccolati sul divano, o il rito delle vacanze estive nelle loro tanto amate isole greche da girare a bordo di un motorino.

L’importanza di dedicarsi del tempo

Con una vita così dedita al lavoro è fondamentale sapersi ritagliare dei piccoli momenti da dedicarsi e Rosaria sa quanto sia importante per salvaguardare la coppia ma anche il suo personale benessere.

Per questo motivo da qualche tempo ha iniziato ad andare a lezione di equitazione una volta a settimana, attività in cui ha coinvolto anche la sua amica d’infanzia Barbara. Grazie ad un regalo collettivo dei suoi ragazzi del ristorante che sapevano del suo desiderio di imparare a cavalcare, affascinata dal vedere altri andare a cavallo sulle sponde del canale, in occasione del suo compleanno le hanno fatto questa sorpresa.

Si vede quanto ama passare quel tempo in mezzo alla natura, in sella al cavallo e in compagnia della sua cara amica. Le si illumina il viso quando me ne parla.

È molto piacevole stare ad ascoltarla perché sento dalle sue parole la sua professionalità che mi affascina, ma anche la grande passione che la pervade quando parla del suo lavoro.

Ha visto cambiare il mondo della ristorazione

Forte dei suoi trentacinque anni di attività, ha potuto vedere tanti cambiamenti nel mondo della cucina, nell’arco di questo lungo periodo.

Ha visto arrivare in Italia tanti stili di cucina differenti, ha visto le generazioni cambiare gusti, sperimentando cucine di altre nazionalità, ma poi tornare a riscoprire i gusti della tradizione locale.

Un’altra cosa importante che ha visto cambiare è il numero delle donne nelle cucine, in controtendenza rispetto ad altri settori, nel suo campo le donne sono diminuite.

Molto probabilmente perché per una donna è ancora più difficile, rispetto ad un uomo, poter coniugare una lavoro di questo genere con la vita familiare. Se già per gli uomini è pesante dover stare fuori casa molte ore al giorno, lavorare nei momenti in cui gli altri si divertono, e rinunciare al tempo dedicato ai figli qualora ne abbiano, per una donna è quasi impossibile poter coniugare la vita in cucina con la vita da mamma.

Questo ha fatto sì che nell’arco dei trentacinque anni di attività ha visto lentamente svuotarsi le cucine dalle donne che optavano per lavori con carichi di lavoro inferiori o per lo meno dove potessero gestire gli orari in favore della famiglia.

Considerazioni

È stato molto interessante ascoltare la storia di Rosaria perché mi ha dato la possibilità di sbirciare dietro le quinte di una cucina di un ristorante, avendo conferma di quanto possa esser duro un lavoro come il suo, visto troppo spesso, dal di fuori, solo come un lavoro piacevole.

Come ogni lavoro che porta in sé la creatività corre il rischio di esser un po’ sottovalutato in termini di impegno e sacrificio. Per quanto sia fondamentale la grande passione che permette di sostenere la persona anche nei momenti più difficili, non va dimenticato che è pur sempre un lavoro con le sue regole e i suoi sacrifici.

Un lavoro fatto di alti e bassi, in cui il buon riscontro da parte dei clienti è sicuramente una molla fondamentale per andare avanti pieni di entusiasmo e che non fa gettare la spugna davanti alle difficoltà, ma che non mette al riparo da eventuali momenti di crisi in cui le tante rinunce di una vita “normale” fanno sentire il loro peso.

“Per farti capire come può essere la mia vita, ti dico che la mia famiglia quando vuole riunirsi deve per forza dipendere dal mio giorno libero. Tutto ruota attorno a questo, perché per il resto del tempo io non sono disponibile.”

Rosaria

Riguardo a Crema

Nata in un paese a pochi chilometri da Crema, scopre la nostra cittadina quando si trasferisce da sua sorella per frequentare il tirocinio durante le scuole superiori, per evitare di dover tornare a casa la sera tardi da sola con i mezzi o farsi venire a prendere.

Scopre così una nuova realtà che le piace sin da subito per le sue dimensioni contenute e per ciò che offre. Col passare degli anni, diventa la sua città sia per lavoro che per viverci in maniera autonoma prima e poi in seguito col marito. Negli ultimi anni la vede un po’ meno viva nella vita sociale serale, ma forse la sua è una percezione data dal fatto di lavorare in quella fascia oraria ed essendoci molti locali, le persone si disperdono maggiormente.

Il centro storico

Ciò che le dispiace è vedere che il centro storico si stia svuotando sempre di più dai negozi artigianali in favore di catene o di negozi che poco si distinguono l’uno dall’altro.

Secondo lei dovrebbe esserci maggiore varietà. Dovrebbero abbassare i costi d’affitto per far sì che ben più persone desiderose di aprire le loro attività artigianali possano avere la possibilità di farlo anziché vedersi tagliare le gambe da affitti elevati. Ciò non fa altro che far abbassare le serrande ai negozi, svuotando e impoverendo il centro storico. Dal canto suo ama fare acquisti nei negozi del centro per lei è un’attività piacevole ma soprattutto un modo per aiutare i negozianti locali a resistere.

Crema ha un grande potenziale ma che non ha ancora avuto modo di far sbocciare. Spesso sente di persone che si spostano nella vicina Milano per fare acquisti, o per frequentare locali, anche solo per mettersi in mostra, facendo sì che la realtà locale si impoverisca sempre più.

Il Canale Vacchelli a Crema (Cr), il luogo scelto da Rosaria per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli
Il Canale Vacchelli a Crema (Cr), il luogo scelto da Rosaria per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Rosaria e la fotografia

Il rapporto con la fotografia è sempre stato un po’ difficile per lei. Ricorda che da giovane suo marito aveva sviluppato la passione per la fotografia e aveva creato in casa una camera oscura in uno sgabuzzino, e lei si prestava per farsi ritrarre, prendendola come un gioco.

Diverso è quando si ritrova davanti ad un obiettivo esterno. In quei momenti si sente a disagio perché tende a focalizzarsi su quelli che ritiene dei difetti estetici che non le piace rivedere in fotografia.


Per partecipare al progetto “Donne di Crema”

Se sei di Crema (sei nata qui, ci hai vissuto per molti anni, e/o ci vivi tuttora) e ti va di raccontarmi qualcosa di te e un tuo pensiero su Crema, scrivimi un’email moni@monimix.com con una tua foto allegata.

Ti contatterò per inviarti tutti i dettagli.

Se il progetto “Donne di Crema” ti interessa, ne parlo più diffusamente in questo articolo

Ti riassumo qui le informazioni più immediate per capire di cosa si tratta.

Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” vuole essere un progetto fotografico che mostri le donne di una piccola cittadina, ma che ha al suo interno tanti ottimi elementi, a livello lavorativo e personale.

Perché voglio raccontare le Donne di Crema mostrando il loro contributo nella società e la loro ricchezza a livello umano.

Saranno ritratti all’aperto, al naturale, così come la persona si presenta. Ogni donna che partecipa può scegliere il luogo in cui ambientare il suo ritratto. Unica regola deve essere di Crema (esserci nata, averci vissuto per molti anni, e/o viverci tutt’ora).

Far scegliere alla persona ritratta il luogo in cui scattare il suo ritratto è un modo per farla sentire ancora di più a suo agio.

Chiederò a ciascuna donna di raccontarmi la propria storia e se ha un pensiero legato a Crema. In questo modo potrò sia raccontare qualcosa delle partecipanti, sia ricostruire tramite loro, ciò che Crema rappresenta.

La sessione di ritratto dura un’ora, durante la quale ci conosceremo facendo quattro chiacchiere e poi realizzeremo il suo ritratto.

In questo caso, non è richiesto nessun contributo. Il ritratto è gratuito. In cambio chiedo l’autorizzazione a pubblicare il ritratto per il progetto, e per chi lo desidera, l’iscrizione alla lista di contatti a cui inviare la newsletter.

Se sei di Crema (ci sei nata, ci hai vissuto, e/o ci vivi tutt’ora) e se hai voglia di farti ritrarre, scrivimi: moni@monimix.com specificando “Donne di Crema”.


Se vuoi partecipare al progetto “Donne di Crema”, ma ti senti un po’ a disagio davanti alla fotocamera, ho scritto una breve guida per aiutarti a vivere più serenamente il momento degli scatti.

Per vedere i ritratti delle Donne di Crema che hanno già partecipato, puoi visitare questa pagina.

Scopri 10 consigli pratici per essere a tuo agio davanti alla fotocamera e venire bene in foto.

Con questa guida imparerai a rilassarti davanti alla macchina fotografica, a prepararti per un servizio fotografico e l’importanza del dialogo col fotografo.

Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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