Donne di Crema: il ritratto di Paola

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Donne di Crema procede spedito verso l’obiettivo finale e continua a regalarmi incontri piacevoli e stimolanti con le storie delle partecipanti.

L’incontro

Oggi ti racconto la storia di Paola, una giovane donna dall’animo delicato e molto creativo. Mi confessa che era da tempo che seguiva l’evolversi del progetto, ma che solo dopo aver visto pubblicata la storia di sua sorella Elisa, ha trovato la spinta necessaria per proporsi.

Il ritratto di Paola per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli
Il ritratto di Paola per il progetto Donne di Crema (C)Monica Monimix Antonelli

La storia di Paola

La Paola bambina era molto timida ed emotiva e anche un po’ fragile, caratteristiche che le rendevano difficile l’approccio con le altre persone e le situazioni.

Nel corso degli anni il suo carattere ha iniziato a evolversi, ma è solo dal Liceo che ricorda di aver iniziato a “sbocciare” come persona.

“Mi applicavo molto nello studio, ero brava, ma non ero come i miei coetanei, preferivo rimanere a casa la sera anziché andare a ballare. La voglia di divertirmi è arrivata anni dopo per me.”

Paola

Gli studi

La scelta del Liceo ricade per lei, così come per sua sorella, sull’Artistico, visto come scuola che sapeva trarre da ciascuno la propria creatività. Avendo vissuto in famiglia la forte creatività, ha sentito quella scelta, nascere in maniera spontanea anche in lei.

Al termine del Liceo prosegue gli studi iscrivendosi alla Facoltà di Architettura. Un’esperienza per lei bellissima, che porta a termine, anche se strada facendo si accorge che non è la sua strada. Non sente il trasporto e la passione per l’architettura che sente di provare per la musica e per il canto.

Ciò che l’ha sempre un po’ frenata, nonostante l’impegno profuso e i buoni risultati nello studio, è la sua ansia di fronte agli esami e alle prove, tanto da vivere con difficoltà il periodo degli esami universitari, e da non riuscire a mettersi alla prova con l’esame di ingresso al Conservatorio.

Al termine della Laurea breve, sentendosi un po’ smarrita, decide di prendersi un anno sabbatico durante il quale si iscrive ad un corso professionale di pasticceria e al contempo dello stage in pasticceria, inizia a lavorare nel negozio di famiglia.

Le passioni creative

La pasticceria diventa una delle sue passioni più grandi che coltiva tutt’ora. Al termine del contratto con la pasticceria in cui lavora, non avendo la possibilità di rinnovarlo, decide di proseguire solo col lavoro nel negozio di famiglia.

La musica da sempre è la sua compagna di vita, avendo iniziato già da piccola a studiare pianoforte e a prendere parte a cori delle voci bianche e cori polifonici, fino a quando inizia a studiare canto privatamente.

“La musica a casa mia c’è sempre stata, grazie a mio papà che ha sempre canticchiato e suonato strumenti, così come mia sorella. Ho avuto degli stimoli molto forti riguardo la musica, e da qui sono partita per far crescere i miei interessi.”

Paola

Lo studio del pianoforte la accompagna per una dozzina d’anni, dall’infanzia al primo anno di Università. È stata per lei una formazione importantissima e anche negli anni a seguire, in ogni contesto in cui si è ritrovata ad avere a che fare con la musica, sente di avere una base solida di conoscenze tecniche da cui partire.

Il canto

Così come lo studio privato del canto con il suo maestro e mentore, Roberto Quintarelli, che le ha insegnato moltissimo, e per Paola ha segnato l’inizio del suo cambiamento a livello vocale e personale.

All’inizio del suo percorso privato ricorda che piangeva parecchio, perché dovendo tirare fuori l’emotività, spesso le capitava di lasciarsi totalmente andare e si ritrovava in lacrime.

“Il canto è soprattutto interpretazione e se tu riesci a mettere tutta te stessa, con la tua emotività, il risultato è molto intenso.”

Paola

Studia privatamente per parecchi anni ed è attraverso il suo maestro che riceve i primi insegnamenti di interpretazione teatrale. È lui a farle studiare dei pezzi che mettono insieme al canto anche dei primi timidi movimenti. La sua prima reazione è stata quella di sentirsi paralizzata dalla paura, ma avendo fiducia in lui, ha seguito i suoi consigli e si è buttata.

Pur riconoscendo che non era stato un gran risultato artistico quella prima performance, si rende conto che dal punto di vista personale è stato un primo tentativo e apprezza di esser riuscita a farlo. Da qui in poi inizia a sciogliersi un po’ nelle successive prove ed esibizioni.

Attualmente canta in un coro di voci miste polifonico del suo maestro Roberto Quintarelli con cui si dilettano con vari generi di musica, canta nel Trilulem trio con sua sorella e una loro amica, fa parte di un Ensemble di sole voci femminili che fanno solo musica antica.

La folgorazione per il teatro

In tutto questo, grazie al fatto che sapeva cantare, scopre, per puro caso, il mondo del teatro che l’ha conquistata facendola innamorare follemente ed è per lei una valvola di sfogo fortissima.

Attraverso nuove conoscenze inizia a mettersi alla prova, nei locali con il karaoke, e apprezza quell’esperienza perché ha la possibilità di prendere confidenza col microfono e soprattutto per superare la paura di cantare in pubblico.

Successivamente le loro strade si separano e si perdono un po’ di vista, fino a che, Paola incontra nuovamente una di queste amiche che le comunica che un amico della compagnia, in quegli anni, ha creato una compagnia teatrale.

Avendo loro in progetto un musical dedicato alla Disney, Paola coglie al volo l’occasione per proporsi, apprezzando la loro bravura che aveva avuto già modo di vedere a teatro.

Il coraggio di buttarsi

Si butta e per lei si apre un mondo meraviglioso. Non aveva mai recitato prima, e non aveva mai pensato di riuscire ad esporsi così tanto su un palco, ma incappando per puro caso in quest’opportunità decide di tentare.

Ricorda la prima volta sul palco, l’agitazione iniziale, ma anche la forte adrenalina che l’ha pervasa e le ha dato un’energia mai provata. Si stupisce che recitare le piaccia quasi quanto cantare, perché sente che la recitazione tira fuori cose di lei che mai avrebbe immaginato.

“Il teatro è l’unione di tutto ciò che amo: il canto e la recitazione. Quando sali sul palco, dopo i primi istanti di panico inizi a scioglierti, e da quel momento provi emozioni fortissime e ti diverti. È bellissimo.”

Paola

Ne ha fatta di strada, la Paola, bambina timida e insicura, per arrivare ad essere su un palco a cantare, recitare e interpretare ogni volta un ruolo differente. Rendersi conto di essere di fronte al pubblico, sfidando l’ansia da prestazione, la paura del giudizio, arrivando ora ad apprezzare i suoi sforzi, l’impegno profuso, e i risultati che ha ottenuto nel tempo.

La scoperta della meditazione

Recentemente si è approcciata alla meditazione e segue percorsi che la aiutano a pensare soprattutto a se stessa, perché non essendo mai stata una persona molto sicura di sé, sente di aver bisogno di alcuni supporti per capire cosa è meglio per lei, per il suo futuro lavorativo.

“Devo prendere molta confidenza con me stessa perché non ho mai avuto una grande autostima. Devo lavorare su di me perché da un lato penso che dovrei fare quello che nella vita mi soddisfa (la pasticceria, il canto e il teatro), ma dall’altro sono combattuta con la razionalità e la praticità della vita quotidiana (il lavoro sicuro).”

Paola

Si avvicina alla meditazione per la prima volta e scopre un modo di riflettere e di guardarsi dentro. Inizia a riflettere sulle relazioni che ha con gli altri, oltre che con se stessa e scopre tanto di sé sotto tanti punti di vista.

Questa pratica la sta aiutando a capire quali sono realmente le sue possibilità e cosa riesce a fare, riuscendo a sentirsi un po’ più sicura di sé e trova un riscontro positivo nella vita di tutti i giorni.

“Oggi sono fiera della persona che sono diventata grazie alle esperienze che ho fatto, ma anche alle delusioni e alle batoste ricevute. Tutto questo mi ha permesso di maturare e raggiungere finalmente un punto di svolta per me.”

Paola

Un gran lavoro su di sé

Ogni esperienza che scopre e che fa si ricollega in qualche modo al lavoro che sta facendo su se stessa e che poi confluisce nel teatro. Oltre alla meditazione si è avvicinata al mondo dell’Anti Gravity (lo yoga sospeso) in cui meditare e ascoltare il proprio corpo appeso a testa in giù.

“Non mi ero mia piaciuta fisicamente, ma da quando ho iniziato a prendermi cura di me attraverso l’ascolto e ora con questa disciplina, vedo che il mio corpo sta cambiando e tutto questo mi aiuta a trovare ancora più sicurezza e mi sento meglio dal punto di vista fisico. Riesco a fare movimenti che prima non riuscivo a fare e dovendo ballare sul palco, è molto utile.”

Paola

La storia di Paola porta in sé molti insegnamenti e in particolare ci tiene a sottolineare di continuare a lavorare su di sé per poter trovare la propria strada e la propria scintilla di vita.

“La vita è una continua crescita. Penso di essere una testimonianza del fatto che, se anche ci sono dei punti deboli e delle insicurezze, ci si può lavorare. Io non pensavo di poterlo fare ma ho trovato il modo di lavorarci. Serve la motivazione giusta che ti dà quella scintilla che fa partire quel meccanismo che ti porta a pensare che potresti farcela.”

Paola

Scoprire tanto di sé

Ha scoperto attraverso la sua insegnante di Anti Gravity di essere una persona multi potenziale (persone che sanno fare tante cose e le sanno fare bene), rendendosi conto che ha tante capacità di buon livello: la pasticceria, il canto e la recitazione in campo artistico.

Ma anche nel lavoro in negozio si è riconosciuta dei meriti e delle capacità che prima non riusciva a vedere: il suo rapportarsi con la clientela in negozio rispetto all’inizio che era molto chiusa e la parte burocratica del suo lavoro che nonostante le difficoltà è riuscita a comprenderla e a farla sua.

“Non è detto che bisogna per forza essere specializzati in una cosa. Certo, in alcuni ambiti, come la medicina, servono gli specializzati in una sola disciplina, ma poi ci sono persone che sanno fare tante cose e arricchiscono la loro vita e anche quella degli altri.”

Paola

Riguardo a Crema

Nata a Crema vi è sempre rimasta, anche se per un breve periodo ha fatto la spola con la zona modenese e milanese in passato, pur continuando a vedere sempre la sua vita a Crema. Non si è mai posta la domanda riguardo al fatto di cambiare città, perché sente di esserle molto legata.

È delle dimensioni giuste perché non è piccola come un paese, ma nemmeno grande come una metropoli, ma è una città che ha tutto quello che serve, pur rimanendo a misura d’uomo. Vi si può raggiungere facilmente ogni luogo a piedi o in bicicletta. La ritiene bella, il suo centro per lei è un gioiello.

Dal punto di vista artistico si potrebbe fare meglio, perché a livello musicale ha trovato difficoltà nel vedersi riconosciuto un cachet seppur minimo. “Si fa molta fatica a far apprezzare la cultura musicale e teatrale, vedo che la gente fa fatica ad avvicinarsi ad esse.”

La piazza Duomo a Crema (Cr), vista da via Forte, il luogo scelto da Paola per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli
La piazza Duomo a Crema (Cr), vista da via Forte, il luogo scelto da Paola per il suo ritratto per il progetto “Donne di Crema” (C)Monica Monimix Antonelli

Paola e la fotografia

Le piace fotografare a livello ludico e il suo soggetto preferito ultimamente è l’ultima arrivata in casa: la sua gatta. Davanti all’obiettivo, molto spesso non si piace riguardandosi in foto anche se non ha un cattivo rapporto con la macchina fotografica soprattutto se riconosce, in chi scatta la foto, la capacità di coglierla al meglio.

Riconosce che il percorso fatto su di sé, l’abbia aiutata parecchio nel momento dello scatto, anche perché essendosi esposta attraverso il teatro, ha imparato molto a gestire l’imbarazzo che avrebbe provato anni fa.


Il progetto “Donne di Crema”

“Donne di Crema” : 100 donne di una cittadina raccontano le loro storie, per scoprire e mostrare chi sono le donne di oggi.

I ritratti rappresentano donne contemporanee, che col loro contributo aiutano a costruire giorno dopo giorno la realtà locale cittadina, e al contempo la società moderna, portando la loro ricchezza a livello umano e il loro impegno professionale e personale.

Impegnate a far fronte a pregiudizi, disuguaglianze e a difficoltà che la vita presenta loro, mostrano la loro forza di carattere nell’affrontare battaglie da cui escono ogni volta sempre più forti e sicure di sé, riuscendo a mantenere il sorriso sulle labbra, e la voglia di aiutare chi sta loro accanto.


Per vedere i ritratti delle Donne di Crema che hanno già partecipato, puoi visitare questa pagina.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Crema e in collaborazione con: CulturaCrema, Associazione Donne contro la violenza (Crema), Anffas (Crema) e Alice ODV (Milano).

Grazie agli sponsor: Simecom e Popolare Crema per il territorio per aver scelto di sostenere il progetto.

Grazie agli Amici delle Donne di Crema: British Institutes (sede di Crema), Enrico IV, Caffè Verdi e Asilo Nido Hakuna Matata per il loro contributo.

Un grazie anche agli sponsor tecnici: Bloom33, Caffè Verdi e Assimusica per la collaborazione e a tutti i privati che hanno scelto di donare attraverso la raccolta fondi.

Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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