Il fotoritocco: quando e come usarlo?

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Il fotoritocco: quando e come usarlo? Perché ho deciso di scrivere questo articolo? Perché si parla spesso di fotoritocco, foto ritoccate, uso e abuso di Photoshop. Credo sia utile fare un po’ di chiarezza a riguardo.

Nell’articolo precedente abbiamo visto come mettere a proprio agio la persona che vogliamo ritrarre.

Il fotoritocco fotografico nei ritratti naturali
Ritratti naturali a cura di (C)Monica Monimix Antonelli

L’aspetto principale da curare è prima di tutto il dialogo. Il dialogo viene prima degli aspetti tecnici, (la luce, le impostazioni della fotocamera, l’inquadratura…) e degli aspetti estetici (il trucco, gli abiti…).

Attraverso il dialogo facciamo il primo passo per conoscere la persona davanti a noi. E’ in questa fase che inizieranno ad uscire alcune domande che celano i dubbi e i timori di chi vuol farsi ritrarre.

Una delle più gettonate è “Ok, facciamo queste foto, ma poi le occhiaie me le togli?”

Sullo stesso genere, può arrivare la domanda “Ma il brufoletto me lo togli, vero?”

Non sono solo le donne a preoccuparsi di questi apparenti dettagli, ma anche gli uomini hanno i loro timori, uno su tutti, quello che si veda la pancia. Mi è capitato persino ai matrimoni, mentre ritraevo gli invitati, che qualcuno mi abbia chiesto di usare Photoshop per diminuirgli la pancia!

Quello che mi ha sempre fatto sorridere, è che le persone si sentano quasi obbligate a elencare i loro difetti fisici, prima di porsi davanti alla fotocamera. Mi sono chiesta il perché, ma una risposta certa non ce l’ho. Posso supporre che sia una sorta di timore di non essere all’altezza a degli standard estetici che si sono creati, guardandosi in giro. Oppure, il dichiararlo prima, equivale al mettere le mani avanti, in una sorta di “Eh te lo avevo detto” come giustificazione al fatto che quel particolare estetico possa inficiare la qualità della foto.

E’ forse una sorta di vergogna nel mostrarsi “imperfetti”, a differenza dei protagonisti delle foto viste sui social, in cui sembrano tutti perfetti?

Sfatiamo il mito: la perfezione non esiste.

Così come la fotogenia (di questo aspetto ne parleremo in un altro articolo).

Le immagini che si vedono sui social e sulle riviste sono frutto anche del tempo speso nella post produzione.

Quello del fotoritocco è sempre stato un tema molto caldo, nato nell’ambiente fotografico e poi diffusosi nella società in generale. Il fotoritocco è un metodo per migliorare una foto, ma per molti, è considerato un “miracolo di Dio”. Perché è capace di trasformare ragazze della porta accanto in top model, allungando gambe, spostando nasi e occhi, e perché no, smussando “rotolini” e creando dee da venerare.

Quindi, il fotoritocco quando e come usarlo?

Personalmente ritengo l’uso di Photoshop un passaggio utile per migliorare l’immagine nel suo insieme, andando a togliere le imperfezioni della pelle, momentanee, come i brufoli o altri segni della pelle.

Serve per alleggerire l’ombra delle occhiaie se la notte è stata impegnativa e la persona ne mostra i segni. Inoltre, con l’altissima definizione delle macchine digitali di oggi, a volte, i pori appaiono davvero un po’ troppo evidenti e preferisco ammorbidire la trama della pelle.

Questo nell’ottica di creare armonia nel viso, senza però far sparire del tutto i pori o i lineamenti e creare una pelle da bambola di porcellana.

Ogni intervento fatto con Photoshop, a mio parere, deve servire solo per esaltare la persona che abbiamo davanti ma in modo naturale e il più fedele possibile alla sua reale figura.

Non amo chi trasforma nasi ingombranti in nasi alla francese, così come chi alza gli zigomi, allunga le gambe, spiana un ventre un po’ troppo rilassato, come fosse un chirurgo plastico. In questo modo si creerà una foto di una persona, magari bellissima, ma che non esiste.

Assistiamo già agli effetti dei filtri che vengono applicati su social come Instagram. Ne ho parlato anche in questo articolo

In questo caso le ragazze hanno capito che non serve esser perfette nella vita quotidiana, perché lo puoi essere con i filtri, nella vita virtuale. Il problema è che poi quando le incontri vedi la differenza.

Un tempo questo fotoritocco spinto era un retaggio dei fotografi, ora si è ampiamente diffuso ed è un fenomeno che sta perdendo di vista completamente la realtà.

L’abuso del fotoritocco

Quello che succedeva quando erano i fotografi a modificare le foto in modo così eccessivo, era che le modelle (o aspiranti tanti) pensassero di essere realmente così e si presentavano ai casting con queste immagini o ancora peggio te le spedivano via email.

Se avevi la possibilità di valutarle dal vivo durante il casting, guardando le foto capivi che c’era stato un abuso del fotoritocco e quindi non guardavi quelle immagini, ma puntavi l’attenzione sulla persona reale che avevi davanti e sulle immagini ritoccate correttamente, che aveva nel book.

Ben diverso il discorso di quando ti spedivano le foto via email. In quel caso non avevi la possibilità di appurare quale fosse la realtà. Unico mezzo per arginare i dubbi era quello di farsi mandare delle polaroid, cioè delle immagini non ritoccate, senza trucco, fatte anche in casa davanti ad un muro, ma che mostrassero la persona il più realmente possibile.

Da fotografa, non mi serve vedere immagini di te stravolta dal fotoritocco, mi serve vedere come sei realmente per capire se puoi funzionare per quel lavoro.

Purtroppo ciò che questo atteggiamento comporta è il danno che viene fatto agli altri fotografi o addetti ai casting che devono selezionare le modelle e alle modelle stesse.

Mi è capitato di trovarmi davanti una modella e far fatica a riconoscere in lei la persona che avevo visto in foto. Mi chiedo: ma a chi giova un comportamento di questo tipo?

La modella che si presenta ai casting verrà scartata se chi l’ha chiamata pensava a lei come alla ragazza vista in foto. Il fotografo che la chiama perderà del tempo se aveva pensato a lei per un progetto e una volta vista di persona non c’entra niente con l’idea che si era fatto. Quanto deve essere frustrante poi per la modella?

Ti voglio raccontare un breve episodio che riassume tutto questo.

Anni fa, ad una serata in cui erano presenti delle modelle, ne ho vista una che era carina ma aveva un naso molto importante rispetto al viso minuto. Tempo dopo l’ho rivista su internet e a stento l’ho riconosciuta. Non capivo se era lei perché c’era qualcosa di diverso, ma che non riuscivo a mettere a fuoco. Poi una folgorazione! Il naso… sì il suo naso era cambiato! E non per una plastica! Da un naso alla Cirano De Bergerac era passata ad un nasino alla francese!

Ora, io mi chiedo e mi domando: se io non l’avessi vista di persona, ma vedendo le sue foto su internet l’avessi chiamata per un lavoro, come pensi che avrei reagito trovandomela davanti totalmente diversa da com’era in foto?

La differenza tra social e realtà

Per non parlare al giorno d’oggi quando vedi una bella ragazza su Instagram e poi la incontri di persona. Vedendola sul social ti sei fatta un’idea per delle foto da realizzare insieme, poi arriva da te e scopri che è molto diversa e lì la situazione si fa complicata, perché magari per le foto che avevi in mente non è più così adatta e devi capire come gestire la situazione.

Il problema della ricerca della perfezione irreale, non riguarda solo le modelle. Si riflette anche in persone che mi chiedono ritratti ad uso personale. La motivazione per cui vogliono delle foto è che vogliono un ricordo, ma poi mi sento chiedere vari “aiutini”… Perché? Se vuoi un ricordo di te perché vuoi falsare le foto?

Ci sono tanti trucchetti per minimizzare certi difetti, una posa del corpo ben studiata aiuta a nascondere un filo di pancetta o cosce robuste. Spostando leggermente il viso si può mascherare un naso difficile. Cambiando punto di ripresa si può dar l’idea che la modella sia più alta e magra.

In tutto questo è molto importante anche l’utilizzo delle luci che aiutano a sfinare e a nascondere.

Il mio consiglio è semplice. Cerchiamo di studiare la persona che abbiamo davanti e concentriamoci su di essa. Pensiamo solo allo scatto migliore per lei mentre siamo sul set, senza pensare a quali magie fare poi con Photoshop. Il fotoritocco è solo un elemento secondario da usare. Se lo scatto è già buono in partenza, avremo ben poco su cui intervenire.

Allo stesso tempo, tu che vuoi farti ritrarre, pensa a cosa vuoi trasmettere di te, senza preoccuparti del brufolo, della pancetta o di chissà che altro. Concentrati sulla tua personalità da far uscire e allora in quel caso, quel dettaglio che pensavi fosse importante, come per magia sparirà.


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Natural beauty

Il mio progetto "Natural Beauty" (di alcuni anni fa) parte da qui, dalla stanchezza di vedere in giro modelle tutte uguali grazie a Photoshop. L'espressività di una persona passa dall'intensità di uno sguardo o da un bellissimo sorriso. Ma anche da una borsa sotto gli occhi e da una rughetta intorno alla bocca, che creano quella diversità che ciascuno di noi possiede e che ci rende unici e speciali.


Prima di andare, ti chiedo un’ultima cortesia. Se l’articolo ti è piaciuto, lasciami un tuo like o un commento, oppure condividilo, mi farebbe molto piacere! Grazie!

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