C’erano una volta i pori…

29 12 2009

Leggendo il blog “Style For Style” sono incappata nell’ultimo post riguardante l’intenzione dell’Inghilterra di dare un taglio al ritocco selvaggio alle fotografie.
Chi guarda i miei lavori avrà già capito quanto questa presa di posizione mi trovi d’accordo. Non ho mai apprezzato le foto estremamente ritoccate in cui le modelle perdono naturalezza diventando manichini spianati senza pori, col rischio di far perdere loro persino la spontanea espressività.

Sono d’accordo sull’eliminare dei difettucci minimi (occhiaie, brufoletti..) ma senza far diventare il viso della modella una landa spianata, liscia come una palla da biliardo. Il mio progetto “Natural Beauty” parte da qui, dalla stanchezza di vedere in giro modelle tutte uguali grazie a photoshop. L’espressività di una persona passa dall’intensità di uno sguardo o da un bellissimo sorriso, ma anche da una borsa sotto gli occhi, da una rughetta intorno alla bocca, che creano quella diversità che ciascuno di noi possiede e che ci rende unici e speciali.

Ciò che più mi ha colpito del post Di Giorgia è la foto di Madonna, prima e dopo il ritocco fotografico. Ora, era immaginabile che all’età della signora Ciccone, la pelle non poteva essere quella di una ventenne e soprattutto come siamo abituati a vederla sulle riviste, ma vedere il raffronto tra ciò che è reale e cosa no, mi ha colpita molto, nonostante io sappia quanto con photoshop si possa ormai fare e si faccia. Forse perchè siamo talmente abituati a vedere Madonna come una donna che ha fatto un patto col diavolo per non invecchiare, che vederla al naturale con le sue rughe e la pelle meno perfetta sembra strano, come se l’immagine sbagliata fosse proprio quella del “prima di photoshop”.
Questo mi fa riflettere su quanto ormai siamo convinti che la pelle di queste dee sia spianata e perfetta, è diventatao consuetudine pensare che persone così perfette esistano davvero creandoci paranoie guardandosi allo specchio.
Non voglio entrare nella polemica dei dimagrimenti eccessivi fatti col fluidifica photoshopparo perchè è un argomento affrontato già parecchio; mi limito ad osservare la pelle, perchè è il simbolo di ciò a cui siamo arrivati e Madonna ne è un esempio.
Posso capire che l’immagine reale della signora probabilmente non farebbe vendere milioni di copie di dischi o riviste, ma rendiamoci conto che tra il prima e il dopo esiste un mondo! Si potevano attenuare un po’ le rughe, dare un colorito più vivace alla foto, ma da qui al trasformarla in sua figlia ce ne passa!

madonna-photoshop

before-photoshop2



Gentile sig. Meisel, potrebbe lasciar qualcosa anche agli altri?

23 09 2009

Sfogliando le riviste di moda, curiosando tra le campagne pubblicitarie e i servizi, un nome molto ricorrente è quello del fotografo americano Steven Meisel. Qualità eccellente, ambientazioni da favola, atmosfere dense di pathos, composizione scenica sempre ottima, forza espressiva, una sottile eleganza e pulizia di fondo costituiscono gli scatti di questo grande fotografo.

Suo è lo scatto della campagna pubblicitaria di Alberta Ferretti che ho pubblicato un paio di post fa, ma sue sono anche le campagne A/I 2009 di (notare l’elenco incredibile di nomi):

Roberto Cavalli
Euphoria Fragrance Calvin Klein
Louis Vuitton
Moncler
In the Mood for Love Fragrance  Gianfranco Ferre
Bottega Veneta
Mulberry
Phi
Prada l’eau ambree Fragrance
Balenciaga
Lanvin
Prada
Jones New York

E nella passata stagione (S/S 09) l’elenco non era da meno:

Calvin Klein
Missoni
Pepe Jeans
Pringle of Scotland
Gianfranco Ferre
Louis Vuitton
Prada
Giorgio Armani Beauty
Lanvin
Prada Milano Infusion D’Homme
ckOne Fragrance  Calvin Klein
Prada Milano Infusion D’Iris
Phi
GF
Alberta Ferretti
Prada Parfums
Mulberry
Dsquared2
Vera Wang Look Fragrance

fonte: http://models.com/models/Steven-Meisel

E oltre a tutte queste campagne pubblicitarie di altissimo livello ha una presenza fissa e costante su varie riviste di moda ovviamente, Vogue Italia su tutte, dove ha sempre minimo una quindicina di pagine per i suoi redazionali a cui si sommano le pagine pubblicitarie sopra citate.

Beh non male, no? Ora mi chiedo, ma esiste solo lui? Ok, la qualità dei suoi lavori non è paragonabile a molti altri, ma guardandoci un po’ in giro sono certa che altri grandi fotografi che potrebbero offrire risultati di qualità elevata ce ne siano. Perchè non dare la possibilità anche agli altri di dimostrare quanto valgono potendo usufruire di tali risorse e budget?

Alcuni probabilmente si eliminerebbero da soli, ma molti altri potrebbero dimostrare quanto valgono creando così un mercato più vario e non in mano sempre e solo ai soliti nomi.

Lancio una provocazione: perchè le riviste di moda italiane non offrono la possibilità anche a fotografi italiani sconosciuti o semi sconosciuti (o conosciuti ma non grazie a loro!) di dimostrare quanto valgono avendo a disposizione il nome della rivista da spendere (per recuperare risorse e location di alto livello) e quattro pagine in cui pubblicare un piccolo redazionale?

Ad oggi ci sono concorsi per scoprire i nuovi talenti della moda dal punto di vista dei designer, degli stilisti, delle modelle, ma per i fotografi? Ok, ci sono i grandi amici di Tau Visual che si impegnano per noi a portare avanti queste “battaglie”, e lo apprezziamo moltissimo, ma le riviste? perchè non c’è interesse da parte loro nel cercare in prima persona, nuovi nomi tra i fotografi italiani, nuovi occhi per differenziare i servizi sulle loro pagine? Perchè guardano sempre ai soliti nomi e agli stranieri?



Grazia Neri chiude

21 09 2009

Un minuto di silenzio: l’agenzia fotografica Grazia Neri chiude i battenti. Con lei se ne va un pezzo di storia.

Un punto di riferimento importantissimo per il mercato della fotografia e dell’editoria italiana e straniera,ha rappresentato moltissimi fotografi, tra cui i grandissimi: Robert Doisneau, Helmut Newton, Annie Leibovitz, Douglas Kirkland, Herb Ritts e tanti tanti altri.

Le cause possono essere molteplici, ma ciò su cui voglio porre l’attenzione è quel senso di smarrimento che mi assale e il sentirsi un po’ più soli senza una grande realtà come quella di Grazia Neri.

Personalmente non ho mai avuto contatti con loro, ma le loro foto hanno riempito le pagine di riviste e quotidiani arricchendo articoli e interviste di volti, di luoghi che ancor prima delle parole ti davano il senso di ciò che stavi leggendo.

Questa chiusura segna un momento storico veramente difficile per tutti, facendoti pensare inevitabilmente che se una realtà così grande e potente chiude tu nel tuo piccolo orticello cosa farai? riuscirai a non soccombere?

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Come si organizza un lavoro senza budget?

5 11 2008

Vi è mai capitato di dover realizzare servizi, magari per una rivista, senza avere a disposizione alcun budget? Alzi la mano a chi non è mai capitato!

Può capitare di scegliere di fare un lavoro gratis, ma in questi casi è importante selezionare con attenzione le richieste; conviene accettare solo i lavori che possono essere utili alla nostra crescita professionale e ci possono dare visibilità e un ritorno positivo in termini di immagine.
Altro aspetto di non secondaria importanza è operare la scelta sulla base di lavori che ci diano realmente la possibilità di fare qualcosa di creativo, lasciandoci liberi di far fluire le idee e quindi sperimentare ciò che magari non potremmo fare in un lavoro retribuito.

L’altro lato della medaglia è che quando si lasciano scorrere troppo liberamente le idee chissà perché ci si ritrova spesso a impallidire pensando “e ora come la realizzo?” perché purtroppo molte delle cose che si vorrebbero fare richiedono degli investimenti notevoli, come per esempio andare a scattare tra le dune del deserto o i ghiacci della Lapponia, scenari bellissimi ma un po’ carucci dal punto di vista del viaggio se non siamo almeno rimborsati!

Una volta deciso di affrontare tale sfida caosa dobbiamo fare?
La prima cosa è: accertarsi di avere il sostegno dei collaboratori necessari, tra cui stylist, makeup-artist ed hair-stylist. Anche loro devono approvare il fatto che questo progetto avrà un tornaconto in termini di pubblicità e non di soldi; si deve quindi vedere come investimento per il futuro.
Nel caso non diano la loro disponibilità, è meglio rinunciare al servizio piuttosto che tentare di “fare da sé” producendo poi un risultato in cui la modella avrà un solo vestito o la riga dell’eyeliner sul sopracciglio ;) Se viene a mancare l’apporto del team, per quanto le foto possano essere belle, si noterà che mancava la mano del truccatore o l’attenzione ai dettagli della stylist.

Seconda cosa importante: organizzare un lavoro senza budget ci permette di imparare a gestire l’intero workflow investendo il minimo. Questo aspetto sarà importantissimo anche nel caso di lavori retribuiti perché ci permetterà di tagliare spese superflue e sprechi ove possibile. Facendo la gioia dei clienti ;)

Ora vediamo nello specifico cosa fare per organizzare un servizio che sia creativo, ma che non ci faccia investire troppi soldi (visto che di cognome non facciamo Gates o Berlusconi!).

Se stiamo organizzando un lavoro per una rivista, in genere, è la redazione (o l’art director o il fashion editor) a dare un tema per il servizio, quindi la prima cosa da fare è trovare un’idea originale.
Quando pensiamo ad un’idea dobbiamo anche pensare che nel numero in cui verrà pubblicato il nostro servizio, anche gli altri avranno lo stesso tema, quindi dovremo sforzarci di interpretare quel tema in modo originale, affinchè il nostro servizio si distingua tra tutti colpendo il lettore e si faccia ricordare. Per esempio, se il tema è il freddo evitiamo di metter la modella sulla neve. E’ scontato, molti lo faranno o ci penseranno, di certo non ci distingueremmo per l’originalità!

Ottimo, ora abbiamo un’idea. Cosa facciamo? dobbiamo organizzare lo shooting.
A questo punto entra in campo il team di collaboratori. Dobbiamo spiegar loro la nostra idea e cosa vogliamo ottenere con la massima dovizia di particolari in modo che la stylist sia agevolata nello scegliere gli abiti che meglio veicoleranno il nostro messaggio e il makeup-artist/hair-stylist possa progettare il trucco e la pettinatura più efficaci per rendere al meglio il mood (parola molto in vofa e molto trendy per indicare il messaggio da veicolare, lo stile…).

Una volta deciso il tutto si va alla ricerca degli abiti passando attraverso gli uffici stampa; una buona stylist riuscirà a ottenere abiti di ottime marche puntando sul proprio nome, sul valore della rivista e sul ritorno in pubblicità per il marchio.

Cosa manca? Indovina indovinello… La modella (o i modelli)! Ci sono due strade: contattare delle modelle freelance di nostra conoscenza che sappiamo essere in gamba e siano disponibili anche a lavorare gratis, oppure possiamo contattare le agenzie di modelle/i che ci forniranno alcune loro risorse gratuitamente con la prospettiva di ottenere in cambio scatti di qualità che la modella possa poi “utilizzare efficacemente per promuovere la propria carriera. Anche in questo caso è fondamentale chiarire immediatamente con l’agenzia che si tratta di un lavoro senza budget, in modo che possano proporvi solo le modelle e i modelli che necessitano di questo tipo di “scambio”.

Pensate di aver finito? Eh no cari miei…la parte più difficile deve ancora venire: trovare delle location adatte, senza pagare gli affitti astronomici che spesso ci si sente chiedere.
In questo caso le conoscenze (e una abbondante dose di faccia tosta) sono la via migliore per raggiungere il nostro scopo.
Ad esempio, per un servizio che ho realizzato sono riuscita ad avere a disposizione addirittura una chiesa, nonostante la reticenza del parroco, grazie ad alcune conoscenze comuni.

Inutile sognare a occhi aperti, quando il servizio è senza budget si deve imparare a selezionare le location anche in base alle reali prospettive di riuscire ad ottenerle senza dover pagare.
A chi non piacerebbe scattare in un hotel extra lusso da 7 stelle? Ma se non sei il fratello del direttore, è inutile persino chiederlo. Non a tutti interessa la pubblicità indotta, potrà sembrare assurdo, ma ad oggi questo è ciò che conferma la mia esperienza.

Bene, ora abbiamo: un truccatore, un parrucchiere, una stylist, una modella, una location tutto senza spendere un centesimo. Che si fa? Si scatta, si ride, si scherza, e si realizza il servizio!
Per l’articolo “serio” potete vedere il numero 13 di Fashion Ph!