Codice a barre e messaggi nascosti…

9 12 2009

A chi di voi ultimamente non è capitato di imbattersi nei QRCode?

Per chi ancora non li conoscesse: i QRcode sono codici a barre bidimensionali (hanno forma quadrata a differenza dei normali codici a barre tradizionali) che possono facilmente essere letti dagli attuali telefoni cellulari (come per esempio l’IPhone). Possono contenere del testo oppure dei link. Scannerizzandoli con il cellulare (per Iphone esiste una applicazione gratuita chiamata: QR App) verrà convertito in testo e ci permette quindi di leggere le informazioni contenute in esso, oppure verremo automaticamente indirizzati al sito a cui fa riferimento il link (occhio quindi alle connessioni dal cellulare senza wi-fi onde evitare di spendere una fortuna se il proprio piano tariffario non lo consente!)

Per avere maggiori informazioni a riguardo o per crearvi il vostro QRcode potete andare su questo sito: www.qurify.com

Questi codici a barre vengono sempre più spesso utilizzati anche per biglietti da visita, sui siti web e sui cartelloni pubblicitari. Permettono in un istante di memorizzare dei dati e salvarli direttamente sul cellulare, senza aver bisogno di prender nota. Forte, no?
Ecco il mio biglietto da visita sotto forma di QRcode:

qurified_bigliettodavisita



Nuovi scatti sul mio sito web…

9 12 2009

Nei giorni scorsi ho aggiornato il sito web: www.monimix.com con nuovi lavori. Nella sezione fashion potete trovare gli scatti moda tratti dall’ultimo redazionale realizzato, intitolato “Unlinear Spaces”, ambientato su una terrazza magnifica a due passi dal Duomo di Milano. La protagonista di questi scatti è Ashley, una giovanissima modella olandese; il team in questa occasione è stato tutto rivisitato e con enorme piacere ho potuto collaborare con due bravissime professioniste: Monia Pedretti in veste di stylist e Oriana Curti in veste di make up artist & hair stylist. Team tutto nuovo che ha dato eccellenti risultati!

Sezione fashion

Nella sezione ADS/zines aggiunti alcuni scatti tratti dalla cartella stampa realizzata nei mesi passati per il lancio della giovane cantante Brenda Blanko sul mercato francese.

sezione Ads

Buona visione!



Gentile sig. Meisel, potrebbe lasciar qualcosa anche agli altri?

23 09 2009

Sfogliando le riviste di moda, curiosando tra le campagne pubblicitarie e i servizi, un nome molto ricorrente è quello del fotografo americano Steven Meisel. Qualità eccellente, ambientazioni da favola, atmosfere dense di pathos, composizione scenica sempre ottima, forza espressiva, una sottile eleganza e pulizia di fondo costituiscono gli scatti di questo grande fotografo.

Suo è lo scatto della campagna pubblicitaria di Alberta Ferretti che ho pubblicato un paio di post fa, ma sue sono anche le campagne A/I 2009 di (notare l’elenco incredibile di nomi):

Roberto Cavalli
Euphoria Fragrance Calvin Klein
Louis Vuitton
Moncler
In the Mood for Love Fragrance  Gianfranco Ferre
Bottega Veneta
Mulberry
Phi
Prada l’eau ambree Fragrance
Balenciaga
Lanvin
Prada
Jones New York

E nella passata stagione (S/S 09) l’elenco non era da meno:

Calvin Klein
Missoni
Pepe Jeans
Pringle of Scotland
Gianfranco Ferre
Louis Vuitton
Prada
Giorgio Armani Beauty
Lanvin
Prada Milano Infusion D’Homme
ckOne Fragrance  Calvin Klein
Prada Milano Infusion D’Iris
Phi
GF
Alberta Ferretti
Prada Parfums
Mulberry
Dsquared2
Vera Wang Look Fragrance

fonte: http://models.com/models/Steven-Meisel

E oltre a tutte queste campagne pubblicitarie di altissimo livello ha una presenza fissa e costante su varie riviste di moda ovviamente, Vogue Italia su tutte, dove ha sempre minimo una quindicina di pagine per i suoi redazionali a cui si sommano le pagine pubblicitarie sopra citate.

Beh non male, no? Ora mi chiedo, ma esiste solo lui? Ok, la qualità dei suoi lavori non è paragonabile a molti altri, ma guardandoci un po’ in giro sono certa che altri grandi fotografi che potrebbero offrire risultati di qualità elevata ce ne siano. Perchè non dare la possibilità anche agli altri di dimostrare quanto valgono potendo usufruire di tali risorse e budget?

Alcuni probabilmente si eliminerebbero da soli, ma molti altri potrebbero dimostrare quanto valgono creando così un mercato più vario e non in mano sempre e solo ai soliti nomi.

Lancio una provocazione: perchè le riviste di moda italiane non offrono la possibilità anche a fotografi italiani sconosciuti o semi sconosciuti (o conosciuti ma non grazie a loro!) di dimostrare quanto valgono avendo a disposizione il nome della rivista da spendere (per recuperare risorse e location di alto livello) e quattro pagine in cui pubblicare un piccolo redazionale?

Ad oggi ci sono concorsi per scoprire i nuovi talenti della moda dal punto di vista dei designer, degli stilisti, delle modelle, ma per i fotografi? Ok, ci sono i grandi amici di Tau Visual che si impegnano per noi a portare avanti queste “battaglie”, e lo apprezziamo moltissimo, ma le riviste? perchè non c’è interesse da parte loro nel cercare in prima persona, nuovi nomi tra i fotografi italiani, nuovi occhi per differenziare i servizi sulle loro pagine? Perchè guardano sempre ai soliti nomi e agli stranieri?



Lunga vita a Dolce e Gabbana!

2 03 2007


Adesso basta!
Quando è troppo è davvero troppo! Sono arcistufa di sentire e leggere le polemiche ipocritamente perbeniste che in questi giorni si scagliano contro la nuova (e meravigliosamente audace) campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana. Anzitutto le immagini sono sette, di cui solo una o due propongono una donna “sottomessa”, e c’è anche però un’immagine di un tacco a spillo di una “dominatrice” che si stampa sopra il petto di un uomo. Ma, certo, va sempre di gran moda difendere le donne, anche quando non ce n’è alcun bisogno; basta un pretesto creato ad hoc.

E prendiamo quindi la foto più incriminata… amici miei, se quella è una donna sofferente allora voi non avete mai fatto del buon sesso in vita vostra! Quella donna ha un’espressione più simile a quella dell’orgasmo che non di sofferenza, le dita delle mani non sono strette (gesto di chi si difende) ma aperte e abbandonate e il corpo è nella classica posizione a bacino sollevato alla ricerca del piacere, NESSUNA donna che sta subendo una violenza assumerebbe una postura simile! L’istinto è rannicchiarsi e tentare di girarsi su un fianco per “sgusciare via” dalla presa dell’aggressore… e questa donna non fa nessuna delle due cose.

Basta, non è una crociata per il benessere fisico e morale, ormai è una persecuzione contro fotografi, modelle, designer… e non sono più disposta ad ammetterlo, è ora che si alzi anche la voce di chi ne ha piene le palle di farsi prendere per il culo in questo modo!

Evvia DeG!