E’ un volo a planare…

26 02 2010

E’ di alcuni giorni fa la notizia del “volo” in passerella della super top model britannica Agyness Deyn, durante una sfilata di beneficenza a New York organizzata in favore di Haiti. Le foto e il video dell’accaduto hanno fatto subito il giro del mondo, tutte le testate e i blog si sono scatenati. Non è la prima modella a cadere in passerella, del resto povere ragazze, camminare su certi trampoli su passerelle tirate a lucido non è certo un’impresa facile. Chi di noi non si è mai impigliata un tacco tra le varie piastrelline del pavet cittadino (in certi casi abbandonandoci pure il sandalo che zoppicando viene ripreso e subito rinfilato con finta nonchalance!), o devastata una caviglia perchè correre sui tacchi come si vede fare nei film non è così scontato… Figuriamoci sfilare velocemente sotto centinaia di occhi con tacchi che a volte superano la soglia d’altezza legale !

Per una comune mortale scatta immediata l’immagine di una pala per scavarci una buca seduta stante, lei no! Agyness scivola, si schianta a terra e cosa fa? sorride, cerca di rimettersi in piedi (che con i trampoli ai piedi non è certo faicile), ricade e, se noi ci saremmo messe a strisciare invocando i santi, lei si mette a ridere, si applaude da sola, e togliendosi le scarpe torna nel dietro le quinte scalza tra gli applausi dei presenti.

Fantastica! Mi piaceva prima, ora la adoro! Apprezzavo il suo carisma e ora anche la sua autoironia. Non si è fatta prendere dal panico (comprensibilissimo!), ma ha spezzato la tensione sorridendo. Questo è un bel messaggio da dare a chi guarda al mondo della moda come ad un mondo perfetto. Può capitare di sbagliare, può capitare di cadere, l’importante è rialzarsi e sorridere, senza prendersi troppo sul serio. La moda deve trasmettere gioia!

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Nuovi scatti sul mio sito web…

9 12 2009

Nei giorni scorsi ho aggiornato il sito web: www.monimix.com con nuovi lavori. Nella sezione fashion potete trovare gli scatti moda tratti dall’ultimo redazionale realizzato, intitolato “Unlinear Spaces”, ambientato su una terrazza magnifica a due passi dal Duomo di Milano. La protagonista di questi scatti è Ashley, una giovanissima modella olandese; il team in questa occasione è stato tutto rivisitato e con enorme piacere ho potuto collaborare con due bravissime professioniste: Monia Pedretti in veste di stylist e Oriana Curti in veste di make up artist & hair stylist. Team tutto nuovo che ha dato eccellenti risultati!

Sezione fashion

Nella sezione ADS/zines aggiunti alcuni scatti tratti dalla cartella stampa realizzata nei mesi passati per il lancio della giovane cantante Brenda Blanko sul mercato francese.

sezione Ads

Buona visione!



L’ultima perla di saggezza sul mondo della moda…

19 10 2009

Il dibattito sulla questione delle modelle troppo magre in passerella viene quotidianamente alimentato da polemiche e da vere e proprie perle di saggezza. Ultima in ordine di tempo quella di Karl Lagerfeld che farà infuriare molte persone e inasprirà ancora di più i toni.

«Solo alle grasse non piacciono le modelle magre»«Ci sono mummie grasse - insiste Lagerfeld sul settimanale Focus - che si siedono davanti al televisore con i loro pacchetti di patatine e dicono che le modelle magre sono brutte. Il mondo della moda è fatto di sogni e illusioni e nessuno vuole vedere donne rotonde».

Mi sembra un’uscita veramente poco felice se non addirittura assurda! Io ho sempre pensato che il dibattito modelle troppo magre sia un tema troppo vasto da restringere in poche affermazioni; da una parte ci sono tante modelle magre a livelli inaccettabili perchè non mangiano e non si nutrono a dovere solo perchè pensano che un etto in più sia un dramma, ma dall’altra parte ci sono anche modelle sì magre, ma toniche grazie alla palestra, magre per costituzione che quindi non devono essere messe al bando perchè non arrivano ad indossare una 42. Non mi piace la polemica sterile delle generalizzazioni, è giusto bandire chi della magrezza ne fa una malattia e quindi mette a repentaglio la propria vita, ma non è giusto nemmeno esagerare dall’altra parte arrivando quasi a demonizzare chi non ha una 42.

Io sono contro lo sfoggio di modelle anoressiche perchè è drammatico pensare a queste ragazze che pur di entrare in una 38/40 si privano di qualunque forma di nutrimento possibile per paura di perdere il lavoro o l’occasione della vita, quando in realtà ciò che rischiano veramente è perder il bene più prezioso e cioè la propria vita. E se Lagerfeld dice che “nessuno vuole vedere donne rotonde”, forse non si rende conto di che senso fanno le modelle scheletriche a cui puoi contare le ossa e non puoi non notare il loro sguardo triste e spento.

Preferisco una 42 tonica piuttosto che una 38 anoressica alta 1.80 e preferirei vedere una donna ben in carne piuttosto che le ossa di una modella troppo magra, che non ha quasi fiato di stare in piedi.

Arrivare a dire che solo alle grasse non piacciono le magre in passerella mi sembra veramente riduttivo oltre che offensivo. Inoltre se il mondo della moda è fatta di sogni e illusioni (come certi abiti che possono essere giusto sognati per i prezzi assurdi o per l’importabilità nella realtà) non è giusto costringere queste ragazze a farsi del male per raggiungere il loro sogno facendole sentire inadeguate se mettono un chilo in più.



Omaggio ad un immenso fotografo: Irving Penn

8 10 2009

E’ di oggi la notizia della scomparsa di un fotografo eccezionale: Irving Penn. All’età di 92 anni uno dei più grandi fotografi contemporanei ci ha lasciati. Personalmente ho sempre ammirato e adorato il suo stile. Penn è un vero maestro per tutti. L’eleganza, la pulizia, l’espressività dei suoi scatti mi ha conquistata sin dalla prima volta in cui vide un suo scatto.

Famoso sia per i suoi splendidi ritratti ai grandi personaggi della cultura e dell’arte, (tra i tanti: Pablo Picasso, Truman Capote, Richard Avedon..), per le foto di moda (è stato la firma di ben 150 copertine diVogue) ma anche per i ritratti a contadini peruviani in cui ha saputo fondere il suo garbo con l’espressività e semplicità degli stessi, senza dimenticare gli incredibili scatti di still life e i suoi nudi eccezionali.

Un grande esempio per tutti.

penn



Gentile sig. Meisel, potrebbe lasciar qualcosa anche agli altri?

23 09 2009

Sfogliando le riviste di moda, curiosando tra le campagne pubblicitarie e i servizi, un nome molto ricorrente è quello del fotografo americano Steven Meisel. Qualità eccellente, ambientazioni da favola, atmosfere dense di pathos, composizione scenica sempre ottima, forza espressiva, una sottile eleganza e pulizia di fondo costituiscono gli scatti di questo grande fotografo.

Suo è lo scatto della campagna pubblicitaria di Alberta Ferretti che ho pubblicato un paio di post fa, ma sue sono anche le campagne A/I 2009 di (notare l’elenco incredibile di nomi):

Roberto Cavalli
Euphoria Fragrance Calvin Klein
Louis Vuitton
Moncler
In the Mood for Love Fragrance  Gianfranco Ferre
Bottega Veneta
Mulberry
Phi
Prada l’eau ambree Fragrance
Balenciaga
Lanvin
Prada
Jones New York

E nella passata stagione (S/S 09) l’elenco non era da meno:

Calvin Klein
Missoni
Pepe Jeans
Pringle of Scotland
Gianfranco Ferre
Louis Vuitton
Prada
Giorgio Armani Beauty
Lanvin
Prada Milano Infusion D’Homme
ckOne Fragrance  Calvin Klein
Prada Milano Infusion D’Iris
Phi
GF
Alberta Ferretti
Prada Parfums
Mulberry
Dsquared2
Vera Wang Look Fragrance

fonte: http://models.com/models/Steven-Meisel

E oltre a tutte queste campagne pubblicitarie di altissimo livello ha una presenza fissa e costante su varie riviste di moda ovviamente, Vogue Italia su tutte, dove ha sempre minimo una quindicina di pagine per i suoi redazionali a cui si sommano le pagine pubblicitarie sopra citate.

Beh non male, no? Ora mi chiedo, ma esiste solo lui? Ok, la qualità dei suoi lavori non è paragonabile a molti altri, ma guardandoci un po’ in giro sono certa che altri grandi fotografi che potrebbero offrire risultati di qualità elevata ce ne siano. Perchè non dare la possibilità anche agli altri di dimostrare quanto valgono potendo usufruire di tali risorse e budget?

Alcuni probabilmente si eliminerebbero da soli, ma molti altri potrebbero dimostrare quanto valgono creando così un mercato più vario e non in mano sempre e solo ai soliti nomi.

Lancio una provocazione: perchè le riviste di moda italiane non offrono la possibilità anche a fotografi italiani sconosciuti o semi sconosciuti (o conosciuti ma non grazie a loro!) di dimostrare quanto valgono avendo a disposizione il nome della rivista da spendere (per recuperare risorse e location di alto livello) e quattro pagine in cui pubblicare un piccolo redazionale?

Ad oggi ci sono concorsi per scoprire i nuovi talenti della moda dal punto di vista dei designer, degli stilisti, delle modelle, ma per i fotografi? Ok, ci sono i grandi amici di Tau Visual che si impegnano per noi a portare avanti queste “battaglie”, e lo apprezziamo moltissimo, ma le riviste? perchè non c’è interesse da parte loro nel cercare in prima persona, nuovi nomi tra i fotografi italiani, nuovi occhi per differenziare i servizi sulle loro pagine? Perchè guardano sempre ai soliti nomi e agli stranieri?