Gentile sig. Meisel, potrebbe lasciar qualcosa anche agli altri?

23 09 2009

Sfogliando le riviste di moda, curiosando tra le campagne pubblicitarie e i servizi, un nome molto ricorrente è quello del fotografo americano Steven Meisel. Qualità eccellente, ambientazioni da favola, atmosfere dense di pathos, composizione scenica sempre ottima, forza espressiva, una sottile eleganza e pulizia di fondo costituiscono gli scatti di questo grande fotografo.

Suo è lo scatto della campagna pubblicitaria di Alberta Ferretti che ho pubblicato un paio di post fa, ma sue sono anche le campagne A/I 2009 di (notare l’elenco incredibile di nomi):

Roberto Cavalli
Euphoria Fragrance Calvin Klein
Louis Vuitton
Moncler
In the Mood for Love Fragrance  Gianfranco Ferre
Bottega Veneta
Mulberry
Phi
Prada l’eau ambree Fragrance
Balenciaga
Lanvin
Prada
Jones New York

E nella passata stagione (S/S 09) l’elenco non era da meno:

Calvin Klein
Missoni
Pepe Jeans
Pringle of Scotland
Gianfranco Ferre
Louis Vuitton
Prada
Giorgio Armani Beauty
Lanvin
Prada Milano Infusion D’Homme
ckOne Fragrance  Calvin Klein
Prada Milano Infusion D’Iris
Phi
GF
Alberta Ferretti
Prada Parfums
Mulberry
Dsquared2
Vera Wang Look Fragrance

fonte: http://models.com/models/Steven-Meisel

E oltre a tutte queste campagne pubblicitarie di altissimo livello ha una presenza fissa e costante su varie riviste di moda ovviamente, Vogue Italia su tutte, dove ha sempre minimo una quindicina di pagine per i suoi redazionali a cui si sommano le pagine pubblicitarie sopra citate.

Beh non male, no? Ora mi chiedo, ma esiste solo lui? Ok, la qualità dei suoi lavori non è paragonabile a molti altri, ma guardandoci un po’ in giro sono certa che altri grandi fotografi che potrebbero offrire risultati di qualità elevata ce ne siano. Perchè non dare la possibilità anche agli altri di dimostrare quanto valgono potendo usufruire di tali risorse e budget?

Alcuni probabilmente si eliminerebbero da soli, ma molti altri potrebbero dimostrare quanto valgono creando così un mercato più vario e non in mano sempre e solo ai soliti nomi.

Lancio una provocazione: perchè le riviste di moda italiane non offrono la possibilità anche a fotografi italiani sconosciuti o semi sconosciuti (o conosciuti ma non grazie a loro!) di dimostrare quanto valgono avendo a disposizione il nome della rivista da spendere (per recuperare risorse e location di alto livello) e quattro pagine in cui pubblicare un piccolo redazionale?

Ad oggi ci sono concorsi per scoprire i nuovi talenti della moda dal punto di vista dei designer, degli stilisti, delle modelle, ma per i fotografi? Ok, ci sono i grandi amici di Tau Visual che si impegnano per noi a portare avanti queste “battaglie”, e lo apprezziamo moltissimo, ma le riviste? perchè non c’è interesse da parte loro nel cercare in prima persona, nuovi nomi tra i fotografi italiani, nuovi occhi per differenziare i servizi sulle loro pagine? Perchè guardano sempre ai soliti nomi e agli stranieri?



L’emozione della luce

23 06 2009

Sabato ho realizzato un redazionale moda per la rivista Made in una location davvero eccezionale!
Ciò che vorrei fare non è la descrizione del servizio, ma trasmettervi le emozioni che ho provato durante questo shooting.

Immaginatevi un hotel di lusso (di grande lusso!) abbandonato da circa 50 anni, con ancora alcuni mobili al suo interno, carta da parati sulle pareti di alcune stanze, un pianoforte a coda ai piedi di una scalinata, corridoi bui di cui non si intuisce la fine, giocattoli sparsi un po’ ovunque (che ricordano le scene di “Shining”) e poi la luce… Una luce mai vista, fa capolino attraverso alcune griglie ormai logore dal tempo e da finestroni enormi. Una luce che sembra in grado di ridonare vita a tutto ciò che tocca.

In un luogo come questo, pervaso da una luce magnifica la cosa più emozionante è quella di cercare di catturare nelle proprie foto un pizzico della bellezza naturale di queste stanze, andando a cogliere le luci e le ombre create dal sole senza modificare con ausili artificiali la componente emotiva di ciò che i miei occhi hanno davanti.

In momenti come questi sento quanto sia emozionante il lavoro del fotografo, poter assistere allo spettacolo della natura, sentir dentro di te la spinta a cercar di catturare quel qualcosa di magico che vorresti rendere eterno dimenticandoti di tutto il resto.

Luce



Backstage servizio MADE05

9 01 2009
Get the Flash Player to see the wordTube Media Player.

Ed ecco il backstage realizzato durante il servizio moda per la rivista MADE05 pubblicato sul numero di dicembre/gennaio. A nostra disposizione una location splendida, una coppia di bellissimi modelli (Charlotte e Otari della Beatrice Models) e un dolcissimo cane per mascotte. Il team è formato come sempre dalla mitica Giulia (stylist) e dal grande Ale (make up & hair).

Buona visione a tutti!



Come si organizza un lavoro senza budget?

5 11 2008

Vi è mai capitato di dover realizzare servizi, magari per una rivista, senza avere a disposizione alcun budget? Alzi la mano a chi non è mai capitato!

Può capitare di scegliere di fare un lavoro gratis, ma in questi casi è importante selezionare con attenzione le richieste; conviene accettare solo i lavori che possono essere utili alla nostra crescita professionale e ci possono dare visibilità e un ritorno positivo in termini di immagine.
Altro aspetto di non secondaria importanza è operare la scelta sulla base di lavori che ci diano realmente la possibilità di fare qualcosa di creativo, lasciandoci liberi di far fluire le idee e quindi sperimentare ciò che magari non potremmo fare in un lavoro retribuito.

L’altro lato della medaglia è che quando si lasciano scorrere troppo liberamente le idee chissà perché ci si ritrova spesso a impallidire pensando “e ora come la realizzo?” perché purtroppo molte delle cose che si vorrebbero fare richiedono degli investimenti notevoli, come per esempio andare a scattare tra le dune del deserto o i ghiacci della Lapponia, scenari bellissimi ma un po’ carucci dal punto di vista del viaggio se non siamo almeno rimborsati!

Una volta deciso di affrontare tale sfida caosa dobbiamo fare?
La prima cosa è: accertarsi di avere il sostegno dei collaboratori necessari, tra cui stylist, makeup-artist ed hair-stylist. Anche loro devono approvare il fatto che questo progetto avrà un tornaconto in termini di pubblicità e non di soldi; si deve quindi vedere come investimento per il futuro.
Nel caso non diano la loro disponibilità, è meglio rinunciare al servizio piuttosto che tentare di “fare da sé” producendo poi un risultato in cui la modella avrà un solo vestito o la riga dell’eyeliner sul sopracciglio ;) Se viene a mancare l’apporto del team, per quanto le foto possano essere belle, si noterà che mancava la mano del truccatore o l’attenzione ai dettagli della stylist.

Seconda cosa importante: organizzare un lavoro senza budget ci permette di imparare a gestire l’intero workflow investendo il minimo. Questo aspetto sarà importantissimo anche nel caso di lavori retribuiti perché ci permetterà di tagliare spese superflue e sprechi ove possibile. Facendo la gioia dei clienti ;)

Ora vediamo nello specifico cosa fare per organizzare un servizio che sia creativo, ma che non ci faccia investire troppi soldi (visto che di cognome non facciamo Gates o Berlusconi!).

Se stiamo organizzando un lavoro per una rivista, in genere, è la redazione (o l’art director o il fashion editor) a dare un tema per il servizio, quindi la prima cosa da fare è trovare un’idea originale.
Quando pensiamo ad un’idea dobbiamo anche pensare che nel numero in cui verrà pubblicato il nostro servizio, anche gli altri avranno lo stesso tema, quindi dovremo sforzarci di interpretare quel tema in modo originale, affinchè il nostro servizio si distingua tra tutti colpendo il lettore e si faccia ricordare. Per esempio, se il tema è il freddo evitiamo di metter la modella sulla neve. E’ scontato, molti lo faranno o ci penseranno, di certo non ci distingueremmo per l’originalità!

Ottimo, ora abbiamo un’idea. Cosa facciamo? dobbiamo organizzare lo shooting.
A questo punto entra in campo il team di collaboratori. Dobbiamo spiegar loro la nostra idea e cosa vogliamo ottenere con la massima dovizia di particolari in modo che la stylist sia agevolata nello scegliere gli abiti che meglio veicoleranno il nostro messaggio e il makeup-artist/hair-stylist possa progettare il trucco e la pettinatura più efficaci per rendere al meglio il mood (parola molto in vofa e molto trendy per indicare il messaggio da veicolare, lo stile…).

Una volta deciso il tutto si va alla ricerca degli abiti passando attraverso gli uffici stampa; una buona stylist riuscirà a ottenere abiti di ottime marche puntando sul proprio nome, sul valore della rivista e sul ritorno in pubblicità per il marchio.

Cosa manca? Indovina indovinello… La modella (o i modelli)! Ci sono due strade: contattare delle modelle freelance di nostra conoscenza che sappiamo essere in gamba e siano disponibili anche a lavorare gratis, oppure possiamo contattare le agenzie di modelle/i che ci forniranno alcune loro risorse gratuitamente con la prospettiva di ottenere in cambio scatti di qualità che la modella possa poi “utilizzare efficacemente per promuovere la propria carriera. Anche in questo caso è fondamentale chiarire immediatamente con l’agenzia che si tratta di un lavoro senza budget, in modo che possano proporvi solo le modelle e i modelli che necessitano di questo tipo di “scambio”.

Pensate di aver finito? Eh no cari miei…la parte più difficile deve ancora venire: trovare delle location adatte, senza pagare gli affitti astronomici che spesso ci si sente chiedere.
In questo caso le conoscenze (e una abbondante dose di faccia tosta) sono la via migliore per raggiungere il nostro scopo.
Ad esempio, per un servizio che ho realizzato sono riuscita ad avere a disposizione addirittura una chiesa, nonostante la reticenza del parroco, grazie ad alcune conoscenze comuni.

Inutile sognare a occhi aperti, quando il servizio è senza budget si deve imparare a selezionare le location anche in base alle reali prospettive di riuscire ad ottenerle senza dover pagare.
A chi non piacerebbe scattare in un hotel extra lusso da 7 stelle? Ma se non sei il fratello del direttore, è inutile persino chiederlo. Non a tutti interessa la pubblicità indotta, potrà sembrare assurdo, ma ad oggi questo è ciò che conferma la mia esperienza.

Bene, ora abbiamo: un truccatore, un parrucchiere, una stylist, una modella, una location tutto senza spendere un centesimo. Che si fa? Si scatta, si ride, si scherza, e si realizza il servizio!
Per l’articolo “serio” potete vedere il numero 13 di Fashion Ph!