Le perle di Monimix 4

12 03 2010

Altra email da un’aspirante modella: “Voglio fare la modella, cosa devo fare?” l’ufficio informazioni Monimix risponde spiegando brevemente che fare la modella è un lavoro a tutti gli effetti, e bla bla bla…
Le consiglio di provare ad inviare un paio di foto a qualche agenzia di moda. Lei mi risponde, (senza allegarmi foto), che è alta tot  e ha gli occhi verdi. Ora mi chiedo e mi domando: “Ma secondo te, queste informazioni mi possono bastare per dirti se puoi fare la modella??” Mah… forse pensa che io sia il Divino Otelma!

Insegnamento:
se vuoi fare la modella devi mostrarmi le tue foto, non basta descriversi a parole.



Le perle di Monimix 2

3 03 2010

Ricevo un’email da una ragazza: “Il mio sogno è fare la modella. Sono alta 1.60 e ho gli occhi castani”
Guardo le foto allegate. Mi rendo conto che le mancano totalmente le caratteristiche fisiche per far questo lavoro le rispondo diplomaticamente, consigliandole di guardare i siti delle agenzie di moda. Non coglie il messaggio e mi risponde: “Beh, ma cosa mi manca?”… la domanda mi sorge spontanea: “Lo specchio??”

Insegnamento:
fare la modella è un lavoro impegnativo (non quanto lavorare in miniera, ma è comunque pesante), devi avere determinate caratteristiche fisiche oltre che caratteriali, ma soprattutto devi avere tanta buona autocritica.



L’importanza di leggere i contratti

27 11 2009

Quando si firma un contratto sarebbe buona cosa leggere sempre cosa vi è scritto onde evitare di ricevere a casa propria la “famosa” enciclopedia. Di contratti se ne firmano tanti nella vita quotidiana, anche solo per scegliere un operatore telefonico per il proprio cellulare, per esempio. E si dovrebbero sempre leggere anche le scritte in piccolo per evitare fregature.
Questa è la teoria… perchè in pratica, vedo che molte persone danno per scontato quello che uno ti dice e non leggono ciò che c’è scritto.
Mi spiego meglio. Ogni volta che realizzo un servizio fotografico faccio sempre firmare alla persona ritratta o al cliente di turno, un documento in cui si attesta il lavoro fatto, la persona ritratta mi autorizza a fotografarla e cosa importante si definiscono i diritti d’uso per tali foto.
Non c’è trucco e non c’è inganno nella liberatoria, ma vedo che nonostante sia scritta in modo semplice e chiaro per tutti, molto spesso la gente firma, ma una volta uscita dallo studio pensa di poter fare ciò che vuole con le foto ricevute. E i casi sono due: o non ha letto, o pensa comunque di poter fare ciò che vuole.
E così è capitato di trovare in giro foto mie non post prodotte da me, con colori osceni, con effetti pacchiani oppure non post prodotte del tutto (nei casi in cui abbia consegnato qualche originale particolarmente meritevole).
Ora mi chiedo: perchè hai firmato un documento in cui ti impegni a fare l’esatto opposto se tanto fai quello che vuoi?
E poi mi fa ridere che le utilizzino su internet, dove di segreto non c’è nulla!
Se vuoi apportare delle modifiche al mio lavoro, sarebbe elegante se prima mi avvisassi e mi chiedessi l’autorizzazione, visto che su quelle foto c’è il mio nome. Se io mi impegno per offrire un lavoro di qualità e poi vedo in giro foto col mio bel nome stampato sopra ma con pacchianate varie che da me non arriveranno mai, come posso portare avanti un discorso di qualità e di immagine?
Ma soprattutto perchè non si rispetta il lavoro degli altri e gli accordi presi?
E ancora: se volevi usare foto in cui hai occhiaie, cellulite e segni vari, perchè mi hai chiesto di ritoccarti con photoshop, se poi tanto usi quelle non ritoccate?
Così come io mi impegno a non far alcun uso lesivo delle foto con la tua figura, tu, allo stesso modo, dovresti rispettare il mio lavoro e attenerti agli accordi presi, altrimenti se ne parla tranquillamente e ci si accorda diversamente. La presa in giro non è mai la soluzione migliore.



Ed ecco Francesca…

18 09 2009

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di scattare con Francesca (in arte Fransì) ed è stata una di quelle esperienze che ti porti nel cuore. Francesca è una di quelle persone che ti fanno apprezzare ancora di più questo lavoro; dopo un minuto che ci parli ti sembra di conoscerla da sempre, le spieghi cosa vuoi scattare e cogli il vivo interesse nel suo sguardo (non nè lì perchè deve, ma perchè ci crede), prepari il set e coglie la luce fin dal primo scatto, e ogni posa, ogni espressione che fa sono perfetti. A fine giornata te ne torni a casa con mille scatti tra cui scegliere e la difficoltà inizia lì, perchè sul set non vi è stata nemmeno l’ombra di un problema.

Ecco uno scatto in anteprima:

Franscesca_portrait
E ieri me la ritrovo negli splendidi scatti di Benedusi per il Max Casting
Lei bellissima e bravissima come sempre, lui un grande! Ho sempre apprezzato moltissimo il lavoro di Benedusi, ma stavolta lo apprezzo ancora di più per la scelta che ha fatto. Ha scattato queste foto con un Iphone! Alla faccia di tutti quelli che si perdono in discorsi noiosi/boriosi su chi ha la macchina migliore e il maggior numero di pixel possibili, perchè senza ormai sembra che non si possa più scattare! Quindi: Grazie Benedusi!!



L’emozione della luce

23 06 2009

Sabato ho realizzato un redazionale moda per la rivista Made in una location davvero eccezionale!
Ciò che vorrei fare non è la descrizione del servizio, ma trasmettervi le emozioni che ho provato durante questo shooting.

Immaginatevi un hotel di lusso (di grande lusso!) abbandonato da circa 50 anni, con ancora alcuni mobili al suo interno, carta da parati sulle pareti di alcune stanze, un pianoforte a coda ai piedi di una scalinata, corridoi bui di cui non si intuisce la fine, giocattoli sparsi un po’ ovunque (che ricordano le scene di “Shining”) e poi la luce… Una luce mai vista, fa capolino attraverso alcune griglie ormai logore dal tempo e da finestroni enormi. Una luce che sembra in grado di ridonare vita a tutto ciò che tocca.

In un luogo come questo, pervaso da una luce magnifica la cosa più emozionante è quella di cercare di catturare nelle proprie foto un pizzico della bellezza naturale di queste stanze, andando a cogliere le luci e le ombre create dal sole senza modificare con ausili artificiali la componente emotiva di ciò che i miei occhi hanno davanti.

In momenti come questi sento quanto sia emozionante il lavoro del fotografo, poter assistere allo spettacolo della natura, sentir dentro di te la spinta a cercar di catturare quel qualcosa di magico che vorresti rendere eterno dimenticandoti di tutto il resto.

Luce