Campagna pubblicitaria P/E 2010: Louis Vuitton

1 02 2010

Tra le nuove campagne pubblicitarie (primavera/estate 2010) risaltano gli scatti del marchio Louis Vuitton che vedono come protagonisti la fotografa Annie Leibovitz ed un suo amico di vecchia data, il ballerino e coreografo Mikhail Baryshnikov.
Per una volta davanti all’obbiettivo si pone la fotografa come coprogonista dello scatto, al posto delle solite splendide testimonials a cui siamo abituati.
Ciò che apprezzo di tale immagine, oltre alla particolarità del cambio di testimonials, è l’atmosfera che pervade lo scatto: i due protagonisti sembrano colti in un normalissimo backstage, non c’è un’impostazione forzata delle pose, ma prevale la naturalezza dei loro corpi e del loro sguardo complice che si incrocia proprio al centro della scena, dando forza al tutto.
Ottima anche la scelta del disordine intorno a loro, con libri, carte, luci ed oggetti scenografici sullo sfondo e accanto alla fotografa la sua macchina fotografica. E come sempre, a farla da padrone, un sapiente uso della luce che pervade la scena nella parte superiore quasi per abbagliare l’osservatore, andando poi a sfumare nella parte bassa ricreando un’atmosfera rarefatta ed intima che va ad accarezzare le figure dei due amici.

Vuitton



Osservando le nuove campagne pubblicitarie… 2a parte

20 11 2009

Un’altra campagna pubblicitaria, di questa stagione, veramente ben fatta è quella di D&G. Gli scatti, firmati da Mario Testino, si ispirano al mondo del teatro e in particolare al mito di Maria Callas il cui volto è impresso sugli abiti e le maglie della collezione.
Cinque splendide modelle in pose eleganti e sofisticate riempiono la scena, ambientata in una nobile biblioteca, dando risalto agli splendidi abiti e accessori della linea.
La luce scelta per questi scatti è molto soft; arrivando da una finestra sulla destra della scena, accarezza l’ambiente illuminando la pelle bianchissima delle modelle come fossero principesse e facendo risaltare i tessuti (velluti, broccati, sete…), dando un’allure di eleganza all’insieme. Il gioco di luci ed ombre così morbide è stato studiato per creare uno scatto pulito, elegante, sofisticato e di gran classe.

D&G campagna pubblicitaria



E luce fu… (1° puntata)

4 03 2008

Molto spesso mi capita di ricevere e-mail con domande e richieste di consigli relative all’illuminazione nella fotografia.
Ho deciso quindi di pubblicare sul mio blog degli articoli relativi a questo argomento per dar modo a chi lo ritenesse utile di apprendere qualche nozione.Se volete informazioni relative ad altri argomenti legati al mondo della fotografia, scrivetemi che sarò ben lieta di pubblicare nuovi articoli sui temi da voi richiesti.

Prima di tutto una brevissima descrizione sul significato della parola fotografia; questo termine ha origine da due parole greche: phos (luce) e graphis (scrittura). Letteralmente quindi fotografia significa scrivere con la luce. Da qui si deduce l’importanza fondamentale della luce nel lavoro del fotografo.
Da essa dipende gran parte del risultato del nostro lavoro, perché sarà proprio il tipo di illuminazione scelto che darà una determinata atmosfera alla fotografia e ci permetterà di comunicare un preciso stato d’animo.

La domanda che più volte mi sento rivolgere è: che tipo di luce è meglio acquistare?
Per rispondere a questa domanda, dovete capire prima di tutto cosa volete ritrarre e che effetto volete ottenere. Volete ritrarre una persona, un oggetto, un luogo? A seconda del soggetto del vostro scatto ci sarà una luce più appropriata da scegliere.

La luce si può suddividere in due principali tipologie: luce “dura” e luce “morbida”. La luce “dura” è quella che crea un netto contrasto tra le zone in ombra e le zone illuminate; la luce “morbida” smorza questo contrasto e produce ombre molto leggere.

Un altro aspetto importante che dovete considerare nel momento in cui scegliete un tipo di luce, è la sua dominante cromatica, in questo caso la distinguiamo in altre due tipologie: luce calda e luce fredda. La prima produce toni virati al giallo e al rosso come la luce solare, la seconda invece creerà toni virati al blu, come in una giornata nuvolosa.
La scelta della dominante cromatica è sempre correlata al tipo di atmosfera che vogliamo creare.

Un’altra distinzione che possiamo fare è quella tra luce naturale e luce artificiale. La luce naturale è ovviamente economica, ma è estremamente difficile da utilizzare; pensiamo ad una giornata di sole, sicuramente ad un occhio meno esperto sembrerà la situazione ideale per uscire a fotografare, ma basta un minimo di esperienza per rendersi conto che un cielo coperto è di gran lunga preferibile perché le nuvole fungeranno da enormi soft-box filtrando la luce del sole, smorzando le ombre dure che produrrebbe il sole e creando una luce morbida e diffusa sul nostro soggetto. Un effetto simile, ma con toni più caldi, si potrebbe ottenere in una giornata soleggiata impiegando dei pannelli (butterfly) da porre tra i raggi del sole e il soggetto.
La luce artificiale ha come pregio il fatto di essere estremamente governabile e quindi di adattarsi al nostro gusto e alle nostre esigenze, ma ha il difetto di costare parecchio, specialmente se ci si vuole dotare di un set professionale.

Per il momento abbiamo capito che prima di iniziare a scattare una fotografia dobbiamo decidere cosa vogliamo ritrarre (persona, oggetti, luoghi…), che atmosfera dare all’immagine (luminosa, cupa, fredda, calda…) e dove ambientare lo scatto (studio, esterni, location…).

Se volete leggere una trattazione più completa di questo argomento potete scaricare il numero n.09 di FashionPH che trovate qui:
www.fashion-ph.it