Il talento

24 10 2008

Oggi parliamo di Talento. Lo sapevate che nell’antichità il talento era un’antica unità di misura? I Babilonesi ed i Sumeri avevano un sistema in cui 60 shekel formavano una mina e 60 mine formavano un talento.
Per i romani il talento era formato da 100 libbre che avevano una massa inferiore alla mina.
Quando era usato come misura monetaria, si intendeva un talento di oro, e quindi il peso di una persona in oro.
C’è persino una parabola che parla di talenti: è una Parabola di Gesù raccontata nel Vangelo secondo Matteo 25,14-30
La parabola parla di un uomo che parte per un viaggio ed affida i suoi beni ai suoi servi. Ad un servo affida cinque talenti, ad un secondo due talenti e ad un terzo un talento. I primi due, sfruttando la somma ricevuta, riescono a raddoppiarne l’importo; il terzo invece va a nascondere il talento ricevuto.
Quando il padrone ritorna apprezza l’operato dei primi due servi; invece condanna il comportamento dell’ultimo.
Ciò che significa che per entrare nel regno dei cieli occorre far fruttare i propri talenti (cioè le proprie capacità).
Religione a parte, il messaggio è chiaro: se hai un talento devi sfruttarlo.

Mi è capitato di ricevere complimenti da persone che mi dicevano: “Tu hai talento!”, e molte volte mi sono chiesta cosa volesse dire questa frase: “Avere talento”.

Non sta a me dire se ho talento e se sono una brava fotografa, anche perché preferisco far parlare le mie foto, se avessi preferito le parole alle immagini, ora sarei una scrittrice.

Credo che la parabola centri appieno il punto, per riuscire nella vita bisogna far fruttare le proprie capacità.
Come molti anch’io cerco di dare sempre il massimo, impegnandomi, studiando e cercando sempre nuovi stimoli, ma questo purtroppo mi sono resa conto che non sempre basta. Nel mondo del lavoro non basta impegnarsi per ottenere risultati, serve di più. Questo “di più” è chiamato in molti modi, c’è chi lo chiama “marketing”, chi “spintarella”, chi “raccomandazione”, chi “favore” e via dicendo…

Io credo che il sapersi vendere bene sia diventata l’unica cosa che ormai conti. Ho visto persone che qualitativamente non erano granché passare davanti ad altri molto più qualificati solo perché sapevano parlare di loro e dei loro lavori in modo aulico, fa niente se poi era tutta aria fritta.
A chi ti deve dar lavoro piace sentir parlare, e questo lo dico col rammarico di una timida troppo sincera che non sa raccontar panzane…



News

11 09 2008

Ed eccoci a settembre; dopo gli ultimi mesi intensi eccomi tornata ad aggiornare il blog e il sito con i risultati di alcuni dei lavori realizzati.

Se volete dare un’occhiata, ci sono nuove foto nelle gallery Glamour e Advertising.

Finalmente online gli scatti fatti insieme alla modella Kyra, immersa nella natura (e alle zanzare!) e i ritratti molto forti ed emotivi realizzati con Marianna De Rossi (li ho volutamente inseriti nella sezione Glamour perchè trovo che a volte basta solo uno sguardo per esprimere forza e sensualità, senza mostrare null’altro).

Nella sezione dei lavori commerciali ho inserito le copertine realizzate per la Mondadori (WoW), per il libro “Di nuovo viva” della scrittrice Cloe Janvier e la cover del libro “Dio di tutti” dello scrittore Drake D. Taylor che ha scelto il mio scatto fine art: “Chains of misery”.

Presto spero di poter pubblicare anche gli ultimi servizi realizzati per l’agenzia di comunicazione Echodesign, per l’azienda DoubleCrazye e il servizio redazionale per la rivista Made05.

Ci sono novità anche nella pagina “Mi scrivono…” con le bellissime parole di stima che mi scrivete sempre; nella pagina “About Monimix” ho aggiunto anche la valutazione critica scritta da Roberto Tomesani (coordinatore di Tau Visual) in occasione della partecipazione al Premio Fotografico 2008. Lasciatemi gongolare un po’!

Beh, di novità ce ne sono, no? e altre ne arriveranno presto!



Chiedete e vi sarà dato…

18 10 2007

Ogni giorno ricevo parecchie email, molte di queste sono richieste di preventivo per vari servizi.Sul mio sito la pagina contatti è stata modificata già da ormai quattro o cinque mesi aggiungedo un bel menu a tendina con le voci da selezionare per semplificare ancora di più la vita al navigante in balia delle onde e per differenziare sin da subito il contenuto dell’email che ricevo.

Le voci sono tre e molto differenziate:

  1. mi propongo come modella/o
  2. messaggio per Monimix
  3. richiesta preventivo per servizi.

Due righe sopra questo form ci sono due brevi descrizioni che riportano i seguenti testi: Serve un preventivo? Per favore,nel corpo del messaggio fornisci informazioni sufficienti sul progetto oppure allega un documento esplicativo. Non dimenticare di inserire nel messaggio anche il tuo indirizzo e un recapito telefonico.
Sei una modella? Ti chiedo gentilmente di allegare almeno una foto e il tuo curriculum e di specificare, nel messaggio, a cosa sei interessata (hai bisogno di un book? vuoi segnalarti per eventuali lavori? etc…).

Dove sta il problema vi chiederete? perchè ci scrivo un post?

Perché nonostante ci sia scritto tutto e sia anche ben chiaro ricevo ancora email di questo tipo:
testo del messaggio: “calendario 2008, per privato” niente firma, niente telefono, niente buongiorno - buonasera…
un altro esempio:
testo del messaggio: “mi propongo come modella” e ovviamente non mandano nè una foto, nè un curriculum, nè informazioni utili per farmi un’idea…

O ancora peggio “mi propongo per lavori pagati”, ma pensa… io di solito lavoro per la gloria… è anche superfluo dirlo, è implicito che uno voglia esser pagato!

Sul mio sito, per caso, c’è scritto che sono un’indovina? vedete scritto da qualche parte: “contattatemi e la maga Circe mi dirà tutto di voi”?
E’ tanto difficile inviare delle foto se vi candidate come modelle, visto che il vostro lavoro si basa sull’immagine? capisco se vi candidate come segretarie e mi inviate il curriculum scritto in word… ma se volete presentarvi per un lavoro da modella dovete, come minimo, mandarmi una vostra foto, o un sito web di riferimento, altrimenti come posso tenervi in considerazione per eventuali collaborazioni?

Ancora peggio chi mi chiede un preventivo e non mi dà alcuna informazione in merito a ciò che vuole. Me lo sogno?
D’accordo, non siete dell’ambiente, ma santo cielo quando andate dal macellaio e chiedete un chilo di carne non è che siete macellai mancati! Se volete un petto di pollo non è che chiedete semplicemente un petto… o sì? inizia a sorge rmiil dubbio… ;)

Ciò che vorrei farvi capire è che nel momento in cui ricevo una mail generica, vi devo per forza scrivere facendo tutta una serie di domande da cui trarre le informazioni base di ciò che avete in mente, altrimenti il preventivo da solo non si fa. E si perde ulteriore tempo… considerate tutte le mail dello stesso tipo che ricevo vi lascio immaginare quanto tempo passo a scrivere email…

L’importante è che nella vostra richiesta ci sia spiegato cosa volete (un ritratto, un calendario, un book…), di dove siete e per quando vi serve… ma soprattutto il cosa sarebbe già sufficiente!!!

Questo post vuole essere di pubblica utilità per aiutare voi nelle richieste e per agevolare anche il mio lavoro. Grazie a chi ne terrà conto.



L’inizio dell’attività

23 07 2007

Spesso mi è capitato di ricevere mail da ragazzi che vogliono iniziare l’attività di fotografi.

Da una parte la cosa mi inorgoglisce molto e il mio ego è in pace col mondo, perché vuol dire che guardando i lavoro sul mio sito la gente apprezza il mio operato e mi ritiene degna di poter insegnare a qualcuno ciò che so. Dall’altra mi fa sorridere, perché è passato così poco da quando ero io nella loro situazione, che mi sembra stranissimo ricevere le loro mail.

Le loro domande, i loro dubbi, sono le domande e i dubbi che ho avuto io, e molto volentieri se posso dò un consiglio.

Molti mi chiedono su cosa fare per iniziare l’attività, dove cercare, come proporsi…
Ciò che dico loro è frutto della mia esperienza, maturata nel corso di questi ultimi anni, da autodidatta, perché nessuno mi ha concesso l’occasione di fare da assistente, ma con la mia testardaggine, la mia tenacia e soprattutto la grande passione che mi sostiene giorno dopo giorno, ho imparato veramente tante cose. Ovvio, che ci voglia più tempo, far tutto da soli, senza una guida, senza qualcuno che ti dica cosa fare, come e quando, persino recuperare il materiale per lo studio non è così facile! Ci si deve rimboccare le maniche, armarsi di santa pazienza e fare ricerche nel web su vari canali alla ricerca di notizie utili, di materiali, di modelle, di idee…

L’inizio dell’attività non è un passo facile, soprattutto in questi tempi (ma è un discorso che vale per tutti i settori, non solo per la fotografia), ma non impossibile.

La frase che mi ripeto più spesso è: “tutto è possibile, per l’impossibile ci vuole solo più tempo”.

Quando cercavo di fare pratica da qualche fotografo già avviato le risposte che ottenevo erano le stesse che ricevono i ragazzi che mi scrivono. Bisogna fare una scrematura tra le risposte ottenute, perché ci sono molti che dicono il vero e molti che cercano di scoraggiare i giovani forse per timore della concorrenza. E’ vero, ci sono periodi difficili in cui si fatica a guadagnare, come questo, perché con l’avvento del digitale tanti preferiscono farsi le foto “in casa” senza ricorrere ad un fotografo professionista, inoltre il numero di fotografi è sempre più vasto e quindi il lavoro deve essere diviso fra molte più persone.

Fattore da non sottovalutare è che in Italia chi ha la facoltà di decidere, preferisce chiamare fotografi stranieri per la solita mania di esterofilia!

Molti pensano che con tutte le ragazze che vogliono farsi fotografare, non sia un problema trovare modelle e quindi guadagni. Non è così scontato che siano esse la fonte di guadagni, anzi!

Se una ragazza è troppo giovane magari non si può permettere un book vero e proprio per il costo, oppure per chi aspira a fare la fotomodella c’è una collaborazione coi fotografi (TFCD o TFP) in cui lei posa in cambio delle foto e il fotografo ha la possibilità di avere una modella gratuitamente da conoscere ed eventualmente richiamare in occasione di un lavoro retribuito.

Purtroppo non è facile. Prima di tutto bisogna avere una grande passione che ci sostiene anche nei momenti difficili, ma da sola non basta, serve un grande sforzo per quanto riguarda il marketing; mi spiego: cercare il più possibile di farsi vedere, iniziando da internet (essere presente con un proprio sito web, pubblicare foto nelle varie community fotografiche italiane e internazionali, iscriversi ai siti di casting di modelle mostrando loro i propri lavori, ecc..) per poi presentarsi alle agenzie di modelle, riviste, gallerie, ecc…

Un altro passo importante è cercare di creare una rete di conoscenze sempre più vasta che ci permetta di sapere a chi rivolgerci in caso di necessità.

Sono tutte cose che impegnano parecchio tempo, sottraendolo alla fotografia stessa, ma è necessario per farla diventare un’attività vera e propria.

Il rapporto coi clienti poi è una delle cose più complicate.. ma a questo argomento dedicherò un altro post, ci son troppe cose da dire…



Clienti…

11 06 2007

Che frustrazione aver a che fare con certi clienti. Tu parli, parli, ma loro non ti ascoltano. Anzi, nella loro domanda successiva ti dimostreranno di non aver nemmeno fatto finta di darti retta.

Vorresti mandarli al diavolo e invece devi ingoiare il boccone amaro, fare un sorriso e dirgli ok, solo perchè il mercato in Italia fa schifo e vista la difficoltà di trovare lavori, quando ne trovi uno devi metter da parte tutto ciò che realmente pensi di lui e fare ciò che vuole.

Perché è così che va, ormai. Il rispetto per il lavoro degli altri non conta più, conta solo fare tutto e subito appena il cliente schiocca le dita.
Che amarezza…