Monimix Photography Blog

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Archive for the ‘tranquillità’ tag

La quiete del Ferragosto…

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Passeggiare in città la mattina e vedere palazzi che sono lì, davanti ai miei occhi, da tutta una vita e notarli solo oggi nella quiete di una giornata calda e tranquilla di metà agosto mentre la maggior parte delle persone è in vacanza o impegnata in qualche grigliata. Il lusso più grande è il godersi la propria città nel silenzio irreale di giornate come queste, senza la confusione e il traffico che purtroppo torneranno a breve…

Written by Monimix

agosto 15th, 2011 at 3:04 pm

Pranzo in riva all’oceano a Capitola

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Uno dei momenti più belli è stato un pranzo in riva all’oceano a Capitola, un posticino splendido poco distante da Santa Cruz. Pranzare con i colori del cielo e del mare, il profumo dell’oceano e un paesaggio simile non ha veramente prezzo!

panoramica

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Santa Cruz – California: primi scatti

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Come anticipato (e promesso!) a Barbara, nei commenti del post precedente, ecco alcuni scatti del mio viaggio in California: destinazione Santa Cruz!

bandiere

molo_santacruz

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Sono le azioni che contano!

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“Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Siate il cambiamento che vorresti vedere nel mondo.”

“Sono le cose semplici che mozzano il fiato.”

[Mahatma Gandhi]

Fa caldo. Si sa.
C’è la crisi. Si sa.
I clienti sono pochi e difficili. Si sa.
Ormai tutti si spacciano per fotografi. Si sa.
Si è depressi. Si sa.
Si è demotivati. Si sa.
Si è incazzati. Si sa.
L’Italia ai mondiali ha fatto schifo. Si sa.

Ok, ora che abbiamo snoccialato alcuni tra i più famosi luoghi comuni degli ultimi tempi, cerchiamo di andare oltre, ok?
Assodato che il periodo è buio, l’afa ci toglie il fiato, la tecnologia corre veloce, e via dicendo, fermiamoci un istante a riflettere: che possiamo fare oltre che lamentarci a ciclo continuo e non fare nulla di produttivo per il lavoro e nemmeno positivo per la nostra vita?
Possiamo cominciare ad osservare la nostra vita da un altro punto di vista. La frase iniziale di Gandhi ci insegna che se vogliamo veramente cambiare le cose dobbiamo iniziare a fare qualcosa e non solo a pensarlo.
Ora, io non sono il Mahatma, ma una cosa è certa, continuare a lamentarci non aiuta.

Anzi, rompe proprio le scatole: a noi stessi e soprattutto a chi ci sta vicino.
Parlo per esperienza: l’ultimo periodo è stato difficile, noioso, umore nero e amarezza a fasi alterne. Ma ora sono stanca di lamentarmi, mi sono auto-stancata quindi devo fare qualcosa.
“E da dove comincio?” sì, perchè continuando a lamentarci si finisce col non riuscire a smettere di farlo e se ne diventa schiavi al punto da non sapere come altro passare il tempo.
Dopo lo smarrimento inziale ecco le prime risposte: potrei leggere i libri che ho accantonato per mancanza di voglia e tempo. Potrei visitare delle mostre visto che non sempre si riesce a farlo quando abbiamo un po’ di impegni. Potrei studiare nuove tecniche di post produzione, o pensare a nuovi schemi luci da sfruttare in un prossimo servizio. Potrei studiare meglio l’inglese per avere dialoghi più interessanti e articolati. Potrei rivedere una cara amica che è tanto che non vedo. Potrei uscire a far una passeggiata rilassante.
Tutte azioni che mi aiutano a crescere e migliorare professionalmente e umanamente e che soprattutto mi fanno sentire viva perchè so che sto impiegando il tempo “morto” con cose utili e non perdendo tempo (lamentandomi) che non potrò più recuperare.
Un’altra cosa che sto cercando di fare è di trasformare tutte le frasi che iniziano o contengono la parola NON con frasi positive. Perchè ribaltanto le frasi negative ed eliminando quella parolina piccola ma significativa si sente già una sensazione più positiva. Provateci!

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Il rapporto con la modella

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Lo spunto per questo post mi nasce da una mail ricevuta ieri da un fotografo in cui mi fa tanti complimenti per i miei lavori e soprattutto mi scrive che in ogni mio scatto si percepisce la tanquillità e la serenità con cui le modelle posano davanti a me.
Da qui l’idea di scrivere un post su questo aspetto del mio lavoro che non sempre è facile da ottenere.

Quando ho iniziato a fare questo lavoro ho dovuto imparare tutto da sola, e se per quanto riguarda la tecnica ci sono i libri, e internet che ti vengono in aiuto, un aspetto che purtroppo non si impara sui libri è proprio il rapporto con le modelle.

Questa è stata la parte più impegnativa da conquistare, più che altro per la naturale “diffidenza” provata davanti all’obbiettivo di una fotocamera. Non tutti reagiscono allo stesso modo davanti alla fotocamera, c’è chi si scioglie subito chi ci mette un po’ più di tempo, ma un po’ tutti i primi attimi lì davanti con le luci addosso si sentono spaesati.

La cosa che ritengo indispensabile è il dialogo con loro, ci parlo parecchio: nei primi contatti via email quando mi chiedono informazioni, cerco di dare il maggior numero di dettagli possibili su come si svolgerà lo shooting, in modo che quando vengono in studio hanno già un minimo di idea.

Una volta in studio cerco di conoscerle nei vari momenti liberi, come durante il trucco; ma anche durante gli scatti, qualunque ombra mi sembra di percepire, mi fermo, abbasso la macchina e chiedo se va tutto bene… alla fine ho capito che è il metodo migliore, loro capiscono che non sono lì per strappar via “l’anima dai loro corpi”, ma che capisco le difficoltà e sono al loro fianco.

Le pose le studiamo insieme, se non riescono o sono bloccate spiego cosa vorrei, sia come emozione da trasmettere sia praticamente la figura da fare… Insomma, mi metto sul loro piano e loro si tranquillizzano, sanno di non essere abbandonate a loro stesse, nè che io sono lì a prenderle in giro o a giudicarle. Perché ho più volte notato che la paura più ricorrente è quella di sembrare delle stupide, a far mosse assurde… basta dir loro che devono prenderlo come un gioco con ironia e autoironia, e la maggior parte di loro si scioglie…

Written by Monimix

agosto 31st, 2007 at 5:06 pm

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