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Senior meet Junior

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Anche quest’anno è in arrivo un evento importante organizzato dall’Associazione Tau Visual. Un incontro utile per chi vuole iniziare a fare questo lavoro ma non sa da che parte cominciare, non sa a chi far vedere il proprio portfolio per un capire se è meglio cambiare strada o proseguire, ma anche per i “vecchi” che già fanno questo lavoro da anni e hanno bisogno di una boccata d’aria fresca e nuovi stimoli: “Senior meet Junior” segnatevi la data: 17 maggio, in molte città d’Italia.

Questo il comunicato ufficiale dell’Associazione

Cosa e’ “Senior meet Junior”
Contemporaneamente, in molte locations, diversi fotografi professionisti con esperienza consolidata (i “Senior”) saranno a disposizione per incontrare – informalmente e gratuitamente – i colleghi professionisti al loro esordio (i Junior).
L’iniziativa e’ ideata e coordinata dall’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual.

Quando: in contemporanea nazionale, la sera del 17 maggio 2012
Dalla pagina http://www.fotografi.org/senior-meet-junior/
e’ possibile registrarsi per partecipare all’incontro “Senior Meet Junior” che si terra’, in contemporanea nazionale, il 17 maggio 2012 sera, in molte citta’ d’Italia.

Lo spirito dell’incontro
E’ un incontro fra due competenze diverse: l’esperienza (i senior) e la freschezza (i junior). Nasce per mettere in contatto due “volti” della professione fotografica, in questo momento di epocale evoluzione e rifondazione.
I “senior” sono professionisti di provata capacita’, anche se non necessariamente anziani anagraficamente (si può essere “senior” anche a 30-35 anni, se si hanno dieci anni di attività valida e di successo alle spalle).
I “junior” – a loro volta – sono esordienti fotografi, aspiranti o giovani professionisti, assistenti fotografi, studenti di fotografia…  (anche se non necessariamente di eta’ anagrafica giovane…)
Tutto avviene in forma spontanea e gratuita: nessuno deve pagare alcunche’.

Condividiamo la creativita’. E anche lo spuntino.
Anche il catering – lo spuntino – e’ condiviso: questo significa che ognuno porta da casa qualcosa da mangiare e da bere: una bottiglia di vino, o un paio di birre, dei tramezzini, delle patatine, una torta salata, una bottiglia di coca, del formaggio, degli affettati… quello che si vuole.
All’arrivo, viene tutto messo su un tavolone comune, e durante la serata tutti possono attingere.

Come partecipare
Puoi prenotarti da subito, prima che i posti disponibili si esauriscano.
Basta compilare il form che trovi alla pagina:
http://www.fotografi.org/senior-meet-junior/

Written by Monimix

maggio 9th, 2012 at 5:24 pm

Architetti venite a noi!

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Un paio di mesi fa ricevo una mail di Barbara in cui mi chiedeva se volevo partecipare insieme a lei e a Sara alla giuria di un concorso per architetti. Il primo pensiero è stato: “Oh signur”; dopo i primi momenti di diffidenza verso l’immagine di me stessa in una giuria seria, ho chiesto maggiori info a riguardo e ne è uscito che: saremo chiamate a giudicare i lavori presentati in un concorso fotografico aperto a tutti i giovani architetti d’Italia che abbiano voglia di mettersi in gioco realizzando un dittico composto da un autoritratto e da uno scatto che ritragga la propria postazione lavoro, l’angolo del pensiero creativo, il luogo in cui i loro progetti prendono vita.

Come potevo rifiutare? E quindi eccomi qui, insieme alle mie compagne d’avventura in una nuova impresa. Sarà un’ottima occasione per guardare centinaia di fotografie, parlare e a confrontarci su un tema che ci appassiona tanto e che magari ci darà mille spunti su cui riflettere e nuovi stimoli per i nostri progetti.

Vi lascio qualche dettaglio tecnico per il concorso, tutte le info le trovate comunque qui sul sito ufficiale.
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Conosciamo Barbara Zonzin

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Autrice della mia intervista e di quella di Sara, oggi tocca a lei rispondere al fuoco incrociato delle nostre domande: lei è Barbara Zonzin, fotografa professionista, membro del direttivo Tau Visual, amica, punto di riferimento per molti appassionati di fotografia e non solo. Alla prima domanda preferisce non rispondere, lasciando nel mistero chi non la conosce ancora, lasciando libero spazio alla vostra personale sensibilità di cogliere più aspetti possibili del suo carattere e della sua personalità, dalle sue parole.
Per alcuni è un generale inflessibile, lei stessa si definisce puntigliosa, precisa ed organizzata, ma se saprete andare oltre riuscirete a cogliere moltissime sfumature del suo carattere, avrete l’occasione di attingere dal suo bagaglio di esperienza mille e più consigli. Come tanti, anche lei ha i suoi momenti di crisi esistenziale e ciò la rende ancora più vera e simpatica mostrando che oltre la corazza c’è una grande passione e un forte credo in ciò che fa.

Grazie Barbara per aver avuto la pazienza di arrivare sino in fondo all’interrogatorio!

1. La prima domanda, se vogliamo all’apparenza la più banale, ma se letta nel suo senso più profondo, la più complicata: chi è Barbara?
Ok, passiamo alla prossima (no davvero… ci ho pensato su ma non mi viene di rispondere..)

2. Da dove è nata la passione per la fotografia? Chi sono stati i tuoi primi punti di riferimento?
Quando ero ancora pischella mio zio mi mise una macchina fotografica in mano e non me ne sono più liberata. Tutta colpa sua! Poi la strada è stata lunga, interi pomeriggi a leggere riviste di fotografia invece che studiare… ho fatto dannare mia madre come nessuno mai credo. In quel periodo non avevo punti di riferimento precisi, nel mio paesello parlare di fotografia voleva dire “foto di vacanza”. Ma un giorno ho visto una foto su una rivista, una immagine in bianco e nero di una bella ragazza che sembrava meridionale ambientata in un luogo chiaramente del sud, una foto di moda ambientata in location. E mi dissi: “ecco, io voglio fare questo!”. Scoprii solo più tardi che quella era una foto di Ferdinando Scianna. Aver avuto modo di lavorare con lui è stato coronare il primo dei miei più grandi sogni. Read the rest of this entry »

Tanto rumore…

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Queste ultime settimane sono state molto frastornanti, dense di cose da fare, eventi da seguire, persone da incontrare e parole sussurrate, parole urlate, e ancora parole, parole, parole… Ammetto che il silenzio irreale che la neve stamattina ha creato mi ha avvolta piacevolmente e mi ha restituito un po’ di pace trasportandomi per un attimo fuori dal mondo e dal suo vorticare rumoroso e inarrestabile.

Come tutti sapete (se non lo sapete, è perchè siete stati avvolti nel silenzio per gli ultimi 5 giorni e vi invidio un po’), in questi giorni a Milano c’è Fotografica, grande evento della fotografia con incontri, seminari, mostre e scambi di opinione.

Sottolineerei “molti scambi di opinione”. Sì perchè l’evento “Martina Colombari si fotografa” allo spazio Forma sta rischiando di offuscare l’importanza degli interventi e dei seminari dei tanti professionisti che rendono viva Fotografica. Tutto perchè dall’idea di Settimio Benedusi (e il curatore Denis Curti) è nata una mostra di autoritratti di ‘sta povera donna della Colombari, che da una settimana viene criticata e quasi insultata (insieme a Benedusi “colpevole” di aver ideato questo progetto) solo perchè ha deciso di accettare la sfida di prendere in mano una macchina fotografica e per tre mesi ritrarsi nelle sue odierne faccende e stati d’animo.

Ora, non è mia intenzione dar spazio anche sul mio blog, ad un’ulteriore polemica, non serve a nulla e se n’è parlato fin troppo. La mostra c’è stata, (e mi chiedo se tutti quelli che l’hanno criticata l’hanno realmente vista), la forte reazione alla provocazione lanciata anche.

Vorrei solo lasciarvi qualche spunto di riflessione in merito. Read the rest of this entry »

Sono le azioni che contano!

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“Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Siate il cambiamento che vorresti vedere nel mondo.”

“Sono le cose semplici che mozzano il fiato.”

[Mahatma Gandhi]

Fa caldo. Si sa.
C’è la crisi. Si sa.
I clienti sono pochi e difficili. Si sa.
Ormai tutti si spacciano per fotografi. Si sa.
Si è depressi. Si sa.
Si è demotivati. Si sa.
Si è incazzati. Si sa.
L’Italia ai mondiali ha fatto schifo. Si sa.

Ok, ora che abbiamo snoccialato alcuni tra i più famosi luoghi comuni degli ultimi tempi, cerchiamo di andare oltre, ok?
Assodato che il periodo è buio, l’afa ci toglie il fiato, la tecnologia corre veloce, e via dicendo, fermiamoci un istante a riflettere: che possiamo fare oltre che lamentarci a ciclo continuo e non fare nulla di produttivo per il lavoro e nemmeno positivo per la nostra vita?
Possiamo cominciare ad osservare la nostra vita da un altro punto di vista. La frase iniziale di Gandhi ci insegna che se vogliamo veramente cambiare le cose dobbiamo iniziare a fare qualcosa e non solo a pensarlo.
Ora, io non sono il Mahatma, ma una cosa è certa, continuare a lamentarci non aiuta.

Anzi, rompe proprio le scatole: a noi stessi e soprattutto a chi ci sta vicino.
Parlo per esperienza: l’ultimo periodo è stato difficile, noioso, umore nero e amarezza a fasi alterne. Ma ora sono stanca di lamentarmi, mi sono auto-stancata quindi devo fare qualcosa.
“E da dove comincio?” sì, perchè continuando a lamentarci si finisce col non riuscire a smettere di farlo e se ne diventa schiavi al punto da non sapere come altro passare il tempo.
Dopo lo smarrimento inziale ecco le prime risposte: potrei leggere i libri che ho accantonato per mancanza di voglia e tempo. Potrei visitare delle mostre visto che non sempre si riesce a farlo quando abbiamo un po’ di impegni. Potrei studiare nuove tecniche di post produzione, o pensare a nuovi schemi luci da sfruttare in un prossimo servizio. Potrei studiare meglio l’inglese per avere dialoghi più interessanti e articolati. Potrei rivedere una cara amica che è tanto che non vedo. Potrei uscire a far una passeggiata rilassante.
Tutte azioni che mi aiutano a crescere e migliorare professionalmente e umanamente e che soprattutto mi fanno sentire viva perchè so che sto impiegando il tempo “morto” con cose utili e non perdendo tempo (lamentandomi) che non potrò più recuperare.
Un’altra cosa che sto cercando di fare è di trasformare tutte le frasi che iniziano o contengono la parola NON con frasi positive. Perchè ribaltanto le frasi negative ed eliminando quella parolina piccola ma significativa si sente già una sensazione più positiva. Provateci!

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