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Nuovi ritratti: Corinne Piccolo

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Altro aggiornamento sul mio sito. Ho appena pubblicato una selezione di ritratti realizzati con Corinne Piccolo, circa un mese fa.

Era da un po’ che volevamo realizzare nuove foto, ci rincorrevamo ma non riuscivamo ad incastrare una data in mezzo ai vari impegni di ognuna. Ma alla fine, ce l’abbiamo fatta, un giorno caldissimo (uno dei pochi!) di luglio. Sentivo il bisogno di tornare a scattare in studio, era da tanto che non mi capitava di ambientare dei ritratti su un set, ma si sa, i costi di noleggio son sempre alti se uno vuol fare delle foto autofinanziate. Facendo una ricerca e chiedendo consiglio a chi c’era già stato, alla fine ho scelto di scattare presso lo studio fotografico Lambrate. E’ una sala di registrazione per musicisti, ma che ha allestito anche una sala posa. Ha dimensioni ridotte, però per il tipo di scatti che volevo fare io andava più che bene. Il ragazzo che ci ha accolti tra l’altro è gentilissimo, il che non guasta! Rispetto agli studi professionali, non ha molta attrezzatura, ma se cercate una soluzione economica (potete noleggiarlo anche ad ore, non solo per la mezza giornata o giornata intera), e in una zona facile da raggiungere, ve lo consiglio.

Come primo esperimento sono partita dal fondo bianco. Ho una questione aperta con questo sfondo, e anche stavolta non mi ha convinta. Ho notato anche in Corinne una sorta di diffidenza per tutto quel bianco intorno, cosa che è sparita immediatamente appena abbiamo srotolato il fondale nero. Sul nero mi sento a casa. Ma scopo di questa giornata non era ripetere cose già fatte e così, mentre Corinne si cambiava, mi è balenata l’idea di provare a sfruttare un rivestimento di legno alle pareti. Primo scatto: amore folle! A volte cambiare le carte in tavola, ci riserva delle belle sorprese.

Dopo una serie di ritratti realizzati in studio, ed esserci riempite la pancia con un buon panzerotto siamo uscite con lo scopo di ambientare qualche foto anche all’aperto. E quale posto migliore, visto i look di Corinne, se non lo skatepark del parco Lambro?

Grazie anche a Lawrence, che per quella giornata mi ha fatto da assistente, abbiamo fatto un rapido sopralluogo e individuato un paio di ambientazioni perfette: lo skatepark e un angolo giochi per bambini coloratissimo.

Qui una piccola anteprima delle foto realizzate in studio. La serie completa è come al solito sul mio sito

portrait by Monica Monimix Antonelli

01  portrait by Monica Monimix Antonelli

E quelle realizzate allo Parco Lambro

portrait by Monica Monimix Antonelli

portrait by Monica Monimix Antonelli

Written by Monimix

agosto 28th, 2014 at 10:30 am

Pianificazione e studio | Progetto ritratti all’aperto

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pianificazione scatti

La pianificazione della giornata di mercoledì 2 aprile per il progetto ritratti sta procedendo bene. Ho una lista di persone da ritrarre (stima aggiornata: 19 persone, se nessuno scappa), e se da un lato la cosa mi mette un po’ d’ansia per via della gestione del tempo e l’alta aspettativa da parte loro, dall’altro mi galvanizza moltissimo e non vedo l’ora di buttarmi. Sono contenta soprattutto del fatto che sembrano tutte persone carinissime, dagli scambi di email tra noi, traspare una bella sensazione positiva. Persone gentili e disponibili. Ciò non può che darmi ancora più entusiasmo.

Abbiamo una lista, abbiamo una data e un luogo. E ora? Ora inizia la fase di studio dei soggetti. Alcuni di loro hanno parecchie foto su facebook e lo studio dei loro volti è agevolato dalla varietà di immagini che hanno. Per altri sarà un po’ più un salto nel buio, dovendomi basare solo su un paio di foto o poco più. Ma del resto la comfort zone va oltrepassata per darci quella botta di adrenalina che ci permetterà di arrivare a sera esausti ma contenti.

Per studiarli meglio ho fatto una selezione di immagini dai loro profili e mi son stampata dei fogli in modo da tener sotto mano tutto ciò di cui ho bisogno. La prossima fase sarà decidere dove scattare ognuno di loro all’interno del parco e che tipo di immagini estrapolare. Perché se da un lato ci sarà il ritratto puramente didascalico, vorrei dall’altro lato riuscire a realizzare anche un ritratto ben più interpretato per ognuno di loro e qui la sfida sarà ardua considerando il numero di persone e il tempo a disposizione. Ma se non mi sfido da sola non mi diverto. Vedremo cosa ne uscirà!

Written by Monimix

marzo 31st, 2014 at 2:39 pm

Aggiornamento portfolio ritratti – Sperimentare nuovi modi

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portraits

Un paio di giorni fa ho pubblicato sulla mia pagina Facebook  un post in cui esprimevo il desiderio di voler aggiornare il mio portfolio dedicato ai ritratti, organizzando una giornata dedicata per poter incontrare e ritrarre più persone possibili.

Non mi sarei mai aspettata una così grande dimostrazione di interesse. Prima di tutto vi ringrazio, mi avete dato una bella carica! Visto il numero di persone che mi ha scritto dicendomi di voler partecipare, molto probabilmente organizzerò più giornate. Potrebbe anche diventare un appuntamento mensile, se vedrò che continueranno ad arrivare persone. Ma questo si vedrà, intanto vediamo di organizzare la prima data.

Apro una piccola parentesi per spiegare il progetto: non vi sto offrendo un book fotografico gratis, deve esser ben chiaro. Per quel tipo di lavoro ci sono delle tariffe. In questo caso, approfittando del fatto che vorrei aggiornare il mio portfolio dedicato alla ritrattistica, sto cercando soggetti interessanti. Quindi non saranno presenti truccatrici né stylist. Lo specifico nel caso qualcuno volesse poi recriminare sul fatto che pensava a qualcosa di diverso.

Si realizzeranno dei ritratti, minimalisti, intimi, il più naturali possibili. Non sono richieste doti da modelle/i, né tanto meno cerco pose finte. Se volete farvi un’idea più chiara di cosa vorrei studiare e realizzare, potete dare un’occhiata a questa selezione di ritratti e a questa!

In quelle immagini ci sono sia modelle/i professioniste/i, ma anche persone che non hanno velleità da modelli. Sottolineerei la spontaneità e la naturalezza delle pose e delle espressioni. Questo è ciò che cerco. Qualcuno potrebbe tirarsi indietro pensando di non esser capace a posare. Vi tranquillizzo subito: non è importante, anzi! Meno posate, meglio è. Mi piacerebbe ascoltare qualcosa di voi. Vorrei scoprire nuovi volti interessanti, persone che abbiano qualcosa da dire, conoscere modelle/i con cui poi poter iniziare una collaborazione anche per il futuro…Non precludo nulla, sono solo curiosa di vedere volti e ascoltare storie.

Chiusa la parentesi della spiegazione del progetto, vorrei sfruttare l’occasione per coinvolgervi direttamente nella pianificazione, così chi è interessato può vedere quello che succede “dietro le quinte”.

Primissima cosa da fare: scegliere il DOVE. La maggior parte delle persone interessate è di Milano, quindi sicuramente, questa prima volta sarà a Milano. Passo successivo: abbiamo la città, ma il luogo esatto? Le alternative sono principalmente due: studio/location o esterni. Ragioniamoci su. Questo è un progetto per me, non c’è un cliente pagante, quindi devo limitare il più possibile i costi.

Valutiamo i pro e i contro del noleggiare uno studio.

I pro:

  • sicuramente avere uno studio a disposizione ci permette di scattare in totale libertà, se si volesse fare qualche foto in cui si vede qualche cm di pelle non ci sarebbero problemi, siamo al riparo da occhi indiscreti e dai vigili e forze dell’ordine.
  • dovesse esserci il diluvio universale, piovere rane, nevicare fuori stagione, fulmini e saette, noi saremmo al calduccio e con un tetto sulla testa. Il che non guasta quando hai una macchina in mano e tanta gente da organizzare e spostare.
  • è facilmente raggiungibile, nel senso che ha un indirizzo ben individuabile dai navigatori, se dovessi scegliere un bosco, si farebbe un po’ più fatica a trovare (non impossibile, ma solo un po’ più avventurosa la ricerca.. che non guasta)
  • è la comfort zone: un fondale, una luce o due, gli imprevisti possono capitare, ma sono più gestibili

I contro:

  • è la comfort zone, per quanto ci siano mille modi di usare uno studio e molteplici modi di usare le luci, scattare in studio è la zona franca, già usata più volte, non è rischiosa (sempre che non noleggi uno studio fatiscente che sta in piedi per miracolo, lì i rischi – compresi il tetano – ci sarebbero eccome)
  • le luci sarebbero artificiali, non si sfrutterebbe la luce meravigliosa della primavera
  • il costo del noleggio
  • le ore a disposizione (se si sfora si paga in più e torniamo al punto 3)

Ambientare gli scatti all’aperto ha come pro:

  • la luce naturale meravigliosa, si può sfruttare in molti modi differenti. Se si scatta in un parco si possono sfruttare i riflessi del sole attraverso le fresche frasche, se si scatta in città si possono sfruttare i riflessi sui muri, le linee rette proiettate sulle pareti degli edifici. Si può usare il sole in tanti modi differenti e sarebbe uno stimolo per me e un modo per voi di avere immagini differenti.
  • è totalmente gratuito – che diciamolo – non fa schifo di questi tempi!
  • ogni luogo può esser perfetto: un muro, una siepe, un campo… basta davvero poco per differenziare la foto. E anche nel caso di usare un fondale di tessuto, (altra variante molto interessante da usare all’aperto) la resa è garantita dalla luce.
  • si sta all’aria aperta e fa bene
  • l’imprevisto viene sfruttato come sfida e quindi diventa uno stimolo: riuscire ad aggirare l’ostacolo aiuta la creatività, ci si ingegna per trovare una soluzione. Es. dovesse piovere: anziché farlo diventare un problema insormontabile sfruttarlo a nostro favore: chi lo dice che non possiamo realizzare ritratti “bagnati”? Quante volte avete visto modelle con i capelli bagnati nella fotografia di moda? Perché non girare a nostro favore il tempo avverso? Si potrebbero fare immagini che sfruttano un cielo cupo da temporale creando immagini drammatiche. O per contrasto si potrebbero fare immagini divertenti, in cui si salta sotto la pioggia. Insomma, ci sono molteplici soluzioni, basta essere un po’ “sportivi”.
  • non ci sono limiti d’orario…il limite è solo la mia dipartita dopo 15 ore di scatti non stop

I contro:

  • se uno si aspetta il comfort di uno studio ovviamente in esterni non può avere le stesse condizioni, e quindi potrebbero esserci insetti, gente che passa, caldo o freddo a seconda del clima…
  • ci si deve adattare, l’imprevisto può esser visto come sprono a far di meglio, ma se uno si ferma davanti al fatto che si è messo a piovere (per esempio), allora meglio evitare
  • a seconda del luogo scelto potrebbe non essere immediatamente individuabile dal navigatore

Personalmente vorrei rischiarla e ambientare la giornata all’aperto, vediamo quanti saranno interessati. Voglio mettermi alla prova, gestendo più persone, in una situazione diversa dal solito, dove può capitare l’imprevisto. Questa cosa mi stimola parecchio.

Nel prossimo capitolo vedremo i passi successivi…

New Austerity | with Jana @Urban Management

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Nell’ultimo periodo mi sono dedicata ad alcuni progetti di ricerca, in collaborazione con una giovane stylist: Alessandra Faja, fresca di diploma (in questi giorni) all’Istituto Marangoni di Milano. Amo collaborare con giovani creativi e devo dire che lavorare con Alessandra è stato davvero piacevole: interessante e divertente. Giovane, ma con le idee chiare, molto preparata dal punto di vista dell’immagine, con un gran bagaglio di conoscenza sulla moda e dello stile.

L’aspetto positivo di collaborare con i giovani è che sono ricchi di idee, nuovi stimoli, approcci diversi al lavoro e inoltre ti fanno scoprire nuovi designer emergenti, come nel caso di questo progetto in cui abbiamo utilizzato degli accessori in silicone che rimandano ad elementi medievali realizzati da Cristian Dorigatti. La prima volta che Alessandra mi ha mostrato le immagini di questi accessori ero convinta fossero in cuoio, è stata grande la sorpresa di scoprire che al posto del cuoio avesse usato del silicone.

L’idea di questi scatti era quella di riprendere un tema che avesse dei rimandi all’austerity (che ben si sposa col periodo attuale). Da qui la scelta di impiegare un set essenziale, una luce il più semplice possibile per dare alle immagini uno stile austero, quasi monacale con dei leggeri riferimenti allo stile di vita Amish ripreso nello styling degli abiti dal taglio pulito, l’espressione quasi assente ed impaurito della modella che lascia intuire una chiusura al mondo esterno, un trucco quasi impercettibile e capelli il più semplici possibili.

New Austerity - Fashion shooting New Austerity - Fashion shooting

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Written by Monimix

giugno 1st, 2012 at 10:37 am

Fare il punto della situazione

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Come già scritto nel precedente post, ultimamente mi son dedicata molto alla ricerca personale, portando avanti il progetto Natural Beauty e contemporaneamente i ritratti in bianco e nero.
Guardando questi primi scatti sono molto soddisfatta di come sta andando, ma ho già individuato alcuni punti su cui devo lavorare ancora parecchio e mi sembra utile appuntarmi pubblicamente le riflessioni fatte, così magari leggendole, qualcuno, ne potrà trarre uno spunto per un confronto che possa essere utile ad entrambi.

  1. Prima di tutto devo avvicinarmi di più al soggetto, guardandoli insieme noto che tendo spesso a fare dei piani americani, invece dovrei variare di più e stringere l’inquadratura soffermandomi così sul volto e sull’espressione della persona ritratta.
  2. Altra cosa che devo sicuramente fare – e che tendo sempre a ricordarmene solo dopo aver visto i risultati – è quella di ritrarre la persona non solo nella sua intierezza, ma anche i particolari che la contraddistinguono. Come può essere per esempio un modo di gesticolare, un modo di spostarsi i capelli, il corrucciare la fronte quando sono concentrati o la fossetta quando ridono. In modo da cogliere il più possibile la persona.
  3. Variare la scena, non solo usare il fondale, ma calare il soggetto in un contesto, che sia casa sua o un ambiente neutro, o un esterno per poter mettere la persona a proprio agio in uno spazio in cui possa interagire con ciò che la circonda e mettere me stessa alla prova in situazioni meno scontate.
  4. Lasciare ancora più libertà al soggetto di fare ciò che la fantasia gli suggerisce, saltare, ballare, dare le spalle alla fotocamera, mettersi le dita nel naso, in modo da avere anche una visione meno seria e scontata del ritratto.
  5. Scattare in verticale!! Per me è una violenza ruotare la macchina, perchè mi viene sempre spontaneo scattare in orizzontale, (perchè ho una visione più cinematografica che modaiola della fotografia) ma devo assolutamente sforzarmi di variare anche questo aspetto, molti splendidi ritratti che si vedono in giro sono magnifici pur essendo in verticale.
  6. Cambiare schemi di luce. Tendo ad usare sempre lo stesso, molto semplice, con una sola fonte di luce, ma è giusto variare anche qui, per non rendere troppo monotono l’insieme dei lavori.
  7. Giocare con i piani di ripresa, fotografare il soggetto da un punto di vista più alto, più da lontano, più vicino.
  8. Preoccuparmi meno della qualità tecnica e sbagliare volutamente, giocando con il mosso, con la grana, con l’esposizione, perchè la foto migliore, a volte, è quella colta all’improvviso quando la macchina non è settata correttamente, ma prendi e scatti per non perdere quell’attimo meraviglioso.
  9. Non aver paura a chiedere ciò che voglio, ma osare sempre di più, solo così possiamo andare contro le regole e tirare fuori il meglio dal soggetto e dallo scatto.
  10. Sperimentare, sperimentare, sperimentare!

Written by Monimix

maggio 31st, 2011 at 5:21 pm

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