Monimix Photography Blog

Everything (and more) about photography…

Archive for the ‘storia’ tag

Imparare dagli altri: uso della luce ed interpretazione

2 comments

Quando ho visto la prima foto di questo servizio sono rimasta senza fiato, non è una frase fatta, è la realtà. Aldilà della bravura della modella di riuscire a stare in equilibrio su dei trampoli del genere in una posa perfetta (e già solo per questo ci sta l’applauso!), la vera protagonista di questa foto è la luce. Sembra un quadro da tanto sia meravigliosa.
E’ perfetta: sul viso così come sugli abiti e sul resto del corpo.
Il viso viene esaltato e scolpito come fosse una statua di marmo. L’espressione intensa viene enfatizzata ancora di più creando un mood forte, diretto e grandioso.
La gonna a pieghe non fa altro che sottolineare il gioco di luci ed ombre, rendendo la posa plastica come fosse realmente una statua scolpita da un abile scultore. Il fatto che sia una gonna plissettata tende ad alleggerire e a rendere più elegante l’insieme.
Oltre alla scelta azzeccatissima della luce, un plauso va al fotografo anche per la scelta della modella. I lineamenti decisi degli zigomi e il corrucciare sapientemente le sopracciglia creano un mix perfetto con la dolcezza e la velata malinconia dello sguardo. Sicuramente una bellezza inusuale, non la classica bambolina, ma una donna di carattere che sa interpretare il mood perfettamente.

Read the rest of this entry »

La fortuna aiuta gli audaci

one comment

Nei giorni scorsi ho inaugurato una nuova sezione sul mio sito, la sezione dedicata all’uomo, in cui ho pubblicato gli scatti del servizio fotografico “Edge of the Abyss” con Sasha Marini (modello) e Rosa Palavera (stylist), di cui vi avevo anticipato il video recentemente.

Dopo molte immagini luminose, fresche, pulite, primaverili, ho riaperto una parentesi cupa, forte, drammatica come era mio solito scattare sino a qualche tempo fa. E’ stato emozionante tornare a quelle atmosfere così familiari, per esprimere un concetto più profondo, un disagio sentito e vissuto, e solo un mood come questo poteva farmi esprimere ciò che volevo trasmettere. E quale ambientazione migliore di una Milano notturna, con quei muri scrostati e sporchi, quei cancelli freddi e angoscianti a far da sfondo.

Un po’ di fortuna non guasta mai.

Siamo stati fortunati, perchè in mezzo a tanti giorni freddissimi e piovosi, siamo stati graziati dal tempo e quel giorno un bel sole aveva riscaldato un po’ la giornata. Ma scattare in maglietta all’aperto in febbraio, per quanto possa esser una serata fresca non è certo un piacere. Ma Sasha è un gran professionista e nonostante il freddo subito non si è mai lamentato. Questa è la differenza tra chi questo lavoro lo fa perchè ci crede e lo sente e chi lo fa tanto per fare.

Read the rest of this entry »

Written by Monimix

marzo 18th, 2011 at 9:40 am

My first short movie with a reflex!

6 comments

Con molta gioia ed emozione vi segnalo il primo video ufficiale realizzato dalla qui presente:

Get the Flash Player to see the wordTube Media Player.

[Realizzato durante il servizio fotografico organizzato con il modello Sasha Marini e la stylist Rosa Palavera, pensato come fosse un piccolo cortometraggio.]
L’idea da cui è nato questo progetto, è stata quella di realizzare una storia d’impatto, drammatica, che colpisse l’osservatore e che trasmettesse un messaggio forte. Da questo primo punto è partita la mia ricerca approfondita di materiale, tra foto, video, parole, attualità mi hanno portata a scrivere questo breve ma intenso racconto.
La storia narrata in questo progetto ha una duplice interpretazione: è la storia di un uomo arrabbiato, deluso da tutto, in lotta con se stesso e il mondo che lo circonda che prende coscienza della sua realtà e che vede la sua rabbia trasformarsi pian piano in desolazione, in rassegnazione sino a giungere alla disperazione più totale e all’abbandono.
Ma è anche la metafora della società di oggi che ha lottato, ha creduto in ciò che ha fatto, ma che si rende conto di non farcela, di non aver più la forza per lottare e si lascia andare in un lento e drammatico abbandono.
Da qui la scelta di ambientare gli scatti in un’ambientazione scarna, buia, sporca, desolata come rappresentazione visiva dello stato emotivo dell’uomo che si aggira per queste strade e della società che fa da sfondo ma al tempo stesso ne è la protagonista.

Un doppio filo lega l’uomo alla società, l’uomo diventa l’interprete non solo del suo male di vivere ma anche la personificazione di una realtà più grande.

Se volete vederlo con una qualità migliore vi consiglio di andare sul mio canale Youtube:

The Day is coming

8 comments

E’ finalmente giunto il momento di scattare il progetto con Francesca che coinvolgerà successivamente anche Sara e Barbara. Un progetto a lungo pensato, ragionato, pianificato, rimandato, ma finalmente ci siamo. Domattina, Milano, ore 10 i giochi avranno inizio!

Non posso ancora anticipare nulla sulla storia, solo una piccola curiosità: un ritorno alle origini, un salto nel buio della mente e della notte, colori cupi, scene forti… Questo è solo l’inizio!

Written by Monimix

febbraio 10th, 2011 at 3:56 pm

Vai a fare una vita tua, inventala, è possibile, fallo!

5 comments

Il titolo di questo post è tratto dal libro Un mondo che non esiste più″ di Tiziano Terzani, in uscita il 30 settembre per Longanesi. Terzani era un giornalista, uno scrittore e fotografo che ha vissuto per trent’anni in Asia, documentando scene di guerra e rivoluzioni, ma soprattutto assorbendone la spiritualità e la profondità della vita. Un grande uomo che ha vissuto la sua vita intensamente, accanto ai suoi affetti, la moglie conosciuta a 17 anni e con cui ha vissuto sino alla fine quando il cancro lo ha portato via, e i suoi due figlie Folco e Askia. Il figlio ha raccolto le immagini e le parole del padre per realizzare questo libro postumo. In internet si trovano parecchi video con interviste a Terzani, da quelle di inizio carriera alle ultime, in cui lo vediamo con una barba lunga e bianca ma con ancora quegli occhi vispi e allegri che ha sempre avuto. Potrei ascoltarlo per ore ed ore, aveva una capacità di rapire l’attenzione e la curiosità di chi aveva davanti impressionante. Ci si perde nei suoi racconti di vita, nel suo entusiasmo nel parlare dell’Asia, si resta affascinati dal suo umorismo, dalla sua voglia di ridere, dalla sua poesia quando parla della natura.

Un uomo, un giornalista, uno scrittore, un fotografo incredibile che ha dovuto lavorare per un giornale tedesco perchè anche allora l’Italia non ha saputo tenersi uno dei suoi figli, ma lo ha allontanato perchè non è stata capace di coglierne il potenziale. Un errore troppo spesso ripetuto anche in tempi più recenti.

Ma non voglio entrare nella polemica, vi lascio con un’altra citazione di Terzani che dovrebbe essere fatta nostra:

“Una civiltà che non sorride è una civiltà infelice. Ridere è una cura, è parte della guardigione.” “…cominciare ridendo e finendo ridendo”

tiziano_terzani_ritratto_bn__4271

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: