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Un piccolo pensiero, un bel sorriso

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Ci sono piccoli gesti inaspettati in grado di farti sorridere e pensare che tra tanti scriteriati che ci sono in giro, qualcuno gentile e attento agli altri c’è ancora. Nella cassetta della posta, insieme all’immancabile busta della banca, ho trovato questa bustina, guardo il mittente ed è Jimdo (il servizio online con cui ho rifatto il mio sito www.monimix.com recentemente). Al tatto sento che contiene qualcosa di strano, una protuberanza che sembra gommosa. La curiosità è sovrana e cosa trovo? Un biglietto di ringraziamento per averli scelti, due buoni sconti di 15€ ciascuno per realizzare nuovi siti web e… due piccoli sacchettini di caramelline gommose che personalmente adoro (fregandomene altamente dei coloranti e di tutte le schifezze in esse contenute!).

E’ un piccolo gesto se vogliamo guardare, ma capace di strapparti un sorriso (nel mio caso un sorriso ebete da orecchio a orecchio!) perchè ti fa capire quanto a volte basti poco per farsi apprezzare dagli altri e quanto basti poco per dimostrare agli altri la nostra attenzione.

Written by Monimix

gennaio 11th, 2011 at 3:40 pm

Riflessioni…

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Il viaggio che ho fatto mesi fa in America mi ha aiutato a capire alcune cose e a vedere la realtà da un’altra prospettiva. La qualità della vita ha la sua importanza, dobbiamo cercare di lavorare ma senza dimenticarci che lo scopo è anche quello di crescere e migliorare costantemente come persone. Se lavoriamo e basta saremo magari dei grandi nel nostro lavoro, ma una volta chiusa la porta dell’ufficio cosa siamo? Dobbiamo portare avanti le due cose contemporaneamente, non siamo schiavi del lavoro, siamo persone prima di tutto, che hanno un lavoro. Il lavoro è parte della vita, non è la nostra vita. Sarebbe riduttivo pensare che la nostra vita sia il nostro lavoro. Siamo persone formate da tanti tasselli e dobbiamo cercare di dedicare a ciascun tassello la giusta importanza e il giusto spazio.
I primi giorni che ero là, incontrare per strada persone sconosciute che ti sorridono e ti salutano mi stupiva. E questo mi ha fatto riflettere: perchè lo fanno? ma poi la seconda domanda (che dobbiamo farci tutti) è: perchè noi NON lo facciamo? perchè abbiamo paura di esser presi per pazzi, maniaci, serial killer? o pensiamo che gli altri sono solo comparse nelle nostre vite che non meritano nemmeno un sorriso?
E’ bello vedere gente che alle 9 del mattino si dirige in ufficio con il suo bicchiere di cappuccino tra le mani, che cammina (e non corre travolgendo gli altri) e ha sul volto un sorriso. Lavorano anche gli americani, (e tanto), ma sanno anche godersi la vita, godono delle piccole cose: un caffè in compagnia, una chiaccherata al tavolino del bar…
Non so, sarà l’influenza dell’oceano che ha potere calmante sui nervi, ma credo che il “farsi belli” di aver lavorato 14 ore al giorno per consegnare un lavoro non sia l’aspettativa migliore della vita. Primo perchè ti sei perso una marea di piccole cose in quel giorno, secondo perchè nessuno ti darà la medaglia come “lavoratore dell’anno”, terzo perchè il cliente non capirà il tuo sforzo ma se ne lamenterà comunque, quarto e più importante è perchè non hai vissuto.

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Plastic girl!

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Leggendo tra le varie notizie del Corriere incappo in un breve articoletto di cronaca inglese in cui tale signora Sarah Burge, chiamata “Human Barbie” perché detentrice del record di interventi estetici (…che record! O_o) da un anno a questa parte ha iniziato a fare iniezioni di botulino anche alla figlia, oggi sedicenne. Tutto nasce dal fatto che la figlia sentendo parlare di botulino non solo dalla madre ma persino tra le compagne di classe si è rivolta alla “plastic mummy” per provare anche lei l’esperienza.
D’accordo, ognuno è libero di fare ciò che vuole del proprio corpo, ma mi chiedo e mi domando: “perché a sedici anni una ragazza dovrebbe iniziare a tirarsi la faccia?” la sua risposta: “perché avevo una rughetta sulla fronte”
Beh direi che è un dramma, no?
Al di là dei pericoli che questo tipo di interventi comporta (soprattutto se fatti da mani non esperte), perché rovinarsi in questo modo?
Vi faccio notare l’effetto botulino sul viso di alcune attrici che prima dell’uso di tale sostanza erano meravigliose, ora sono solo “plastic girl” che non riescono più a sorridere senza sembrare mostri inquietanti. Quando le vedo sorridere non posso non pensare al volto di Jocker!
La splendida e algida Nicole Kidman ha lasciato il posto ad una signora gonfia e rigida che ha perso totalmente la sua espressività, suo punto di forza. Mi chiedo come potrebbe ora interpretare ruoli come quello di Diane Arbus così magistralmente interpretato!

nicole kidman

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