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DassùYAmoroso: il racconto della nascita di un brand, un’idea e un catalogo

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Alcuni mesi fa, ricevo un’email su facebook da un ragazzo, Stefano, non lo conosco, ma il suo messaggio mi incuriosisce perchè mi dice di essere un giovane stilista ed è in cerca di nuove collaborazioni creative. Questa è una delle cose che destano immediatamente la mia attenzione, gli rispondo subito e iniziamo a scambiarci alcuni messaggi da cui vengo a conoscenza del fatto che sta finendo l’ultimo anno di Naba (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) e sta lavorando ad una linea di abiti insieme ad un suo amico e compagno: Pasquale. Decidiamo di incontrarci una mattina a Milano e davanti ad un caffè mi raccontano un po’ della loro vita e dei loro sogni. Sono giovanissimi, umili (dote sempre più rara nell’ambiente moda, e in generale nel mondo!), creativi, hanno grandi sogni e grandi speranze anche se la vita sta facendo capire loro che non è così facile riuscire a realizzare le proprie aspettative. Ma sono in due, il sostegno è reciproco nei momenti di difficoltà, e le gioie si condividono.

Mi mostrano i bozzetti della loro prima linea, mi conquistano subito. Non c’è bisogno di andare oltre, sono già partita a fantasticare sugli scatti. La cosa curiosa è che mi hanno trovata grazie ad un vecchio post pubblicato sul mio blog, molto tempo fa, in cui raccontavo come si pianifica un servizio fotografico, ben felici di trovare finalmente qualche notizia relativa all’argomento, non così facili da trovare in rete.

Hanno già ben chiaro in mente cosa vogliono raccontare, una storia ispirata al genere fantasy, con forti richiami alla Scozia e alla natura. In questo caso, essendoci già una bozza di storia di base, il mio compito è quello di creare il team, ideare gli scatti, scegliere la location e produrre scatti che possano rappresentare al meglio la loro prima linea. Primo passo: ne parlo subito a Luca (citato spessissimo, l’art director con cui collaboro sempre più spesso grazie alla sintonia nelle idee che abbiamo), il progetto lo incuriosisce ed è dei nostri. La modella è molto importante, mentre i ragazzi mi parlano della loro idea a me si focalizza in mente subito l’immagine di Deborah con cui ho scattato poco tempo prima il progetto Jeanne. La mostro loro e subito la scelgono. Il team pian piano si sta formando. Per il trucco chiamo Federica, persona che adoro umanamente parlando e professionalmente è sempre precisa, puntuale, e anche in questo caso fa subito suo il progetto con grande entusiasmo.

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Written by Monimix

ottobre 14th, 2013 at 5:51 pm

Le sensazioni della carta stampata

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Non so voi, ma io ogni volta che ricevo tra le mani il catalogo stampato di un lavoro svolto, sono sempre al settimo cielo! E’ il coronamento di tutto l’impegno messo nel realizzare quel lavoro e finalmente lo vedi prendere corpo. E’ il caso del catalogo per la linea Life ProWears, realizzato a fine 2011 grazie alla collaborazione con l’agenzia di comunicazione Creata. Poterlo sfogliare e sentire il profumo della carta è sempre una gran bella sensazione.

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Written by Monimix

febbraio 25th, 2012 at 10:17 am

A volte le cose accadono…

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Ci sono momenti in cui la vita ti sorprende, incontri casuali di strade che forse non si sarebbero mai incontrate, avvengono in luoghi che non avremmo mai scovato e da qui nascono nuove idee, nuove energie, nuovi stimoli e nuove occasioni da prendere al volo.
Tutto inizia a gennaio di quest’anno. Grazie ad un amico (grazie Luca Severgnini!) espongo le foto del progetto “Natural Beauty” in una splendida villa (Villa Avanzi) sino ad allora a me sconosciuta, a Polpenazze sul Garda (posto ancora più sconosciuto per me!) nell’ambito di un evento da lui organizzato. Bellissimo contesto, molto elegante, per l’inaugurazione ottima cena accompagnata da uno splendido live musicale con pezzi di Janis Joplin che mi son rimasti nel cuore.
Serata piacevole, e poi si rientra a  casa, le foto resteranno esposte per tutte le festività natalizie fino all’inizio dell’anno nuovo. A gennaio ritorno per ritirarle e la proprietaria della villa mi dice che è stato ospite alla villa, Domo Adami, stilista milanese di abiti da sposa e che è rimasto particolarmente colpito dalle mie foto e mi dà i suoi contatti.
Rientrata a casa gli invio un’email per ringraziarlo per le belle parole espresse nei confronti dei miei scatti, con mia sorpresa mi risponde e con grande gentilezza (dote ormai rara al giorno d’oggi al punto da stupirsi quando la si incontra) ribadisce i suoi complimenti e le sensazioni provate e si rende disponibile a prestarmi uno dei suoi abiti se un giorno avessi voluto organizzare un test sul genere. Lascio sedimentare un po’ la proposta, tra varie cose in ballo, ma sempre con quel pensiero di sottofondo costante che sempre più mi si fissa in testa facendomi pensare che avrei voluto fare qualcosa di forte e sicuramente di non banale.
E ancora una volta il caso vuole che mi imbatto in un paio di scatti realizzati da Luca Bortolato, su un pontile al mare, e lì mi rendo conto che quello è l’ultimo pezzo del puzzle. Già da tempo volevo scattare al mare sfruttando l’atmosfera malinconica e meravigliosa del mare d’inverno, e quale migliore occasione per farlo se non questa? Read the rest of this entry »

Vogue Italia – Cover maggio 2011

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Maggio 2011 – Cover di Vogue Italia: Steven Meisel
E fin qui nessuna novità, sono anni che la firma sulla copertina della rivista di maggior prestigio della moda italiana è sua, ma quello che mi ha spinta a scriverci un post è stato quell’attimo di shock provato davanti a tale immagine.

Eccola qui, così potete valutare con i vostri occhi:

Non vedo la solita forza comunicativa a cui Meisel ci ha abituati, è un’immagine priva di contrasto, i capelli della modella (Kristen McMenamy) sovraesposti in modo brutale tanto da averle bruciato via la parte alta del capo; l’espressione assente che fa sembra persino la modella leggermente strabica, zero impatto, zero emozione, zero stile Meisel.

Nelle pagine della rivista si vedono gli altri scatti del servizio ambientati nell’hotel Chelsea di New York, già teatro di film, e soggiorni di grandi star della musica, artisti, filosofi e attori.

L’intento era quello di realizzare un servizio giovane, che desse l’idea di essere in quelle stanze d’albergo in totale libertà con questi ragazzi, una libertà un po’ selvaggia, disordinata, ma sempre trendy come vuole la moda. Quell’aria dimessa da giovani e moderni hippy, un po’ rockstar belle e dannate vestite solo di costumi e poco altro.

Il mood arriva in parte, perchè se fossero state foto troppo patinate non si sarebbe colta l’intezione di scattare immagini come fossero istantanee di vita, ma da un fotografo della levatura di Meisel mi aspettavo molto meglio, soprattutto per quella copertina veramente orrenda.

Ecco altri scatti del servizio:

Personalmente, l’unica che salverei è la foto di gruppo in bianco e nero, sulle altre stenderei un velo pietoso.

E’ disorientante non vedere in queste immagini il suo stile, nell’uso della luce a cui ci ha abituati, la luce ambiente che avrebbe potuto essere eccezionale vista la luminosità delle stanze non è sfruttata al meglio, per non parlare di quell’effetto flash nello scatto della modella in bianco e nero. Se queste foto non fossero firmate Meisel, dubito sarebbero arrivate su una rivista di tale livello.

Written by Monimix

maggio 4th, 2011 at 10:53 am

My first short movie with a reflex!

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Con molta gioia ed emozione vi segnalo il primo video ufficiale realizzato dalla qui presente:

Get the Flash Player to see the wordTube Media Player.

[Realizzato durante il servizio fotografico organizzato con il modello Sasha Marini e la stylist Rosa Palavera, pensato come fosse un piccolo cortometraggio.]
L’idea da cui è nato questo progetto, è stata quella di realizzare una storia d’impatto, drammatica, che colpisse l’osservatore e che trasmettesse un messaggio forte. Da questo primo punto è partita la mia ricerca approfondita di materiale, tra foto, video, parole, attualità mi hanno portata a scrivere questo breve ma intenso racconto.
La storia narrata in questo progetto ha una duplice interpretazione: è la storia di un uomo arrabbiato, deluso da tutto, in lotta con se stesso e il mondo che lo circonda che prende coscienza della sua realtà e che vede la sua rabbia trasformarsi pian piano in desolazione, in rassegnazione sino a giungere alla disperazione più totale e all’abbandono.
Ma è anche la metafora della società di oggi che ha lottato, ha creduto in ciò che ha fatto, ma che si rende conto di non farcela, di non aver più la forza per lottare e si lascia andare in un lento e drammatico abbandono.
Da qui la scelta di ambientare gli scatti in un’ambientazione scarna, buia, sporca, desolata come rappresentazione visiva dello stato emotivo dell’uomo che si aggira per queste strade e della società che fa da sfondo ma al tempo stesso ne è la protagonista.

Un doppio filo lega l’uomo alla società, l’uomo diventa l’interprete non solo del suo male di vivere ma anche la personificazione di una realtà più grande.

Se volete vederlo con una qualità migliore vi consiglio di andare sul mio canale Youtube:

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