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Tanto rumore…

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Queste ultime settimane sono state molto frastornanti, dense di cose da fare, eventi da seguire, persone da incontrare e parole sussurrate, parole urlate, e ancora parole, parole, parole… Ammetto che il silenzio irreale che la neve stamattina ha creato mi ha avvolta piacevolmente e mi ha restituito un po’ di pace trasportandomi per un attimo fuori dal mondo e dal suo vorticare rumoroso e inarrestabile.

Come tutti sapete (se non lo sapete, è perchè siete stati avvolti nel silenzio per gli ultimi 5 giorni e vi invidio un po’), in questi giorni a Milano c’è Fotografica, grande evento della fotografia con incontri, seminari, mostre e scambi di opinione.

Sottolineerei “molti scambi di opinione”. Sì perchè l’evento “Martina Colombari si fotografa” allo spazio Forma sta rischiando di offuscare l’importanza degli interventi e dei seminari dei tanti professionisti che rendono viva Fotografica. Tutto perchè dall’idea di Settimio Benedusi (e il curatore Denis Curti) è nata una mostra di autoritratti di ‘sta povera donna della Colombari, che da una settimana viene criticata e quasi insultata (insieme a Benedusi “colpevole” di aver ideato questo progetto) solo perchè ha deciso di accettare la sfida di prendere in mano una macchina fotografica e per tre mesi ritrarsi nelle sue odierne faccende e stati d’animo.

Ora, non è mia intenzione dar spazio anche sul mio blog, ad un’ulteriore polemica, non serve a nulla e se n’è parlato fin troppo. La mostra c’è stata, (e mi chiedo se tutti quelli che l’hanno criticata l’hanno realmente vista), la forte reazione alla provocazione lanciata anche.

Vorrei solo lasciarvi qualche spunto di riflessione in merito. Read the rest of this entry »

Sono le azioni che contano!

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“Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Siate il cambiamento che vorresti vedere nel mondo.”

“Sono le cose semplici che mozzano il fiato.”

[Mahatma Gandhi]

Fa caldo. Si sa.
C’è la crisi. Si sa.
I clienti sono pochi e difficili. Si sa.
Ormai tutti si spacciano per fotografi. Si sa.
Si è depressi. Si sa.
Si è demotivati. Si sa.
Si è incazzati. Si sa.
L’Italia ai mondiali ha fatto schifo. Si sa.

Ok, ora che abbiamo snoccialato alcuni tra i più famosi luoghi comuni degli ultimi tempi, cerchiamo di andare oltre, ok?
Assodato che il periodo è buio, l’afa ci toglie il fiato, la tecnologia corre veloce, e via dicendo, fermiamoci un istante a riflettere: che possiamo fare oltre che lamentarci a ciclo continuo e non fare nulla di produttivo per il lavoro e nemmeno positivo per la nostra vita?
Possiamo cominciare ad osservare la nostra vita da un altro punto di vista. La frase iniziale di Gandhi ci insegna che se vogliamo veramente cambiare le cose dobbiamo iniziare a fare qualcosa e non solo a pensarlo.
Ora, io non sono il Mahatma, ma una cosa è certa, continuare a lamentarci non aiuta.

Anzi, rompe proprio le scatole: a noi stessi e soprattutto a chi ci sta vicino.
Parlo per esperienza: l’ultimo periodo è stato difficile, noioso, umore nero e amarezza a fasi alterne. Ma ora sono stanca di lamentarmi, mi sono auto-stancata quindi devo fare qualcosa.
“E da dove comincio?” sì, perchè continuando a lamentarci si finisce col non riuscire a smettere di farlo e se ne diventa schiavi al punto da non sapere come altro passare il tempo.
Dopo lo smarrimento inziale ecco le prime risposte: potrei leggere i libri che ho accantonato per mancanza di voglia e tempo. Potrei visitare delle mostre visto che non sempre si riesce a farlo quando abbiamo un po’ di impegni. Potrei studiare nuove tecniche di post produzione, o pensare a nuovi schemi luci da sfruttare in un prossimo servizio. Potrei studiare meglio l’inglese per avere dialoghi più interessanti e articolati. Potrei rivedere una cara amica che è tanto che non vedo. Potrei uscire a far una passeggiata rilassante.
Tutte azioni che mi aiutano a crescere e migliorare professionalmente e umanamente e che soprattutto mi fanno sentire viva perchè so che sto impiegando il tempo “morto” con cose utili e non perdendo tempo (lamentandomi) che non potrò più recuperare.
Un’altra cosa che sto cercando di fare è di trasformare tutte le frasi che iniziano o contengono la parola NON con frasi positive. Perchè ribaltanto le frasi negative ed eliminando quella parolina piccola ma significativa si sente già una sensazione più positiva. Provateci!

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