Monimix Photography Blog

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Donne (Belle) vere!

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Dal 23 giugno il settimanale “Donna Moderna” è in edicola in una nuova veste, ha scelto di intraprendere la strada che lo porterà a pubblicare donne comuni sulle sue pagine al posto delle modelle a cui siamo abituati.
Inizia così una sua rivoluzione, che sempre più darà spazio alla realtà scegliendo donne che solitamente si incontrano per strada e le farà posare per i servizi moda e beauty. Donne che non hanno mai fatto il lavoro della modella, ma che per un giorno indosseranno abiti e accessori preziosi, si divertiranno a posare per i grandi fotografi, raccontando la loro storia.

Daranno risalto non alla taglia, ma al carisma, alla loro bellezza reale e non falsicata o standardizzata.

E su questo tema non posso che esser d’accordo, visto il mio continuo cercare di rappresentare sempre più le ragazze nella loro verità senza finzioni e alterazioni.

[Per chi volesse partecipare al casting può inviare la propria foto o video qui]

Nello stesso mese, Vogue Italia dedicata la copertina alle “Belle vere”, tre splendide modelle di taglia over 40, o per chiamarle come va ora di moda “curvy”, come dimostrazione del fatto che la vera bellezza non è legata ad una taglia, ma composta da più fattori, tra cui una buona dose di eleganza e carisma. Donne con le curve al posto giusto che non necessariamente indossano una taglia 40 (o 38 sarebbe più giusto dire, visti certi abiti!).
Leggendo il blog del Direttore (la biondissima e magrissima Franca Sozzani) si nota quanto sia per loro importante il fatto di aver aperto le porte anche a chi in una 38 non entra (detto tra noi: era anche ora!), e viene fortemente sottolineato che non è una gara tra donne magre e donne grasse. Ovviamente nei commenti si legge di tutto, da chi sostiene la rivista per l’ottima idea e il segnale positivo che stanno inviando, a chi non perde occasione per fare cento passi indietro andando quasi a stringer la mano ad un tizio piccolo e con baffetti ridicoli dall’accento tedesco.

Personalmente sono d’accordo con l’abbattimento delle barriere mentali che ci portano sempre a considerare bello solo ciò che è magro, alto, snello, e via dicendo. La bellezza è molto di più di ciò che appare, è talmente densa di significati e di interpretazioni che è troppo riduttivo fermarci alle misure.
Ci sono donne splendide a qualunque età, sane, felici, intelligenti, ironiche, travolgenti, dove l’ultima cosa che guardi è la loro taglia. La moda è un sogno, lasciamo spazio anche ad altre per sognare e giocare.

Per chiudere, vorrei fare una riflessione che va oltre la scelta di aprir le porte anche alle taglie over 40 di Vogue, e porre l’attenzione su un fatto che un po’ mi lascia perplessa. Nell’articolo si fa riferimento al fatto che vi sia un canale dedicato alle Curvy così come per le modelle di colore. Il creare dei canali appositi non è un modo per ghettizzare queste persone? Se si volesse realmente aprire le porte anche a queste donne perchè creare dei canali specifici e non inserirle normalmente sul sito e nella rivista? Io non vedo il canale per le orientali, per le bionde, per le rosse…
Ci sarà sicuramente una spiegazione, ma ora come ora mi lascia ben perplessa questa scelta.
Se uno volesse pensar male penserebbe che è un modo semplice di mostrare la loro apertura verso tutti, ma non del tutto, un aprir la porta quel tanto che basta per esser sicuri di far selezione all’ingresso.

Written by Monimix

luglio 1st, 2011 at 2:48 pm

Real Women

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Qualche giorno fa, sono incappata per caso in un programma televisivo su la5 (rete digitale di mediaset, ok, non storcete il naso…).
E’ un programma inglese dal titolo: “Coleen’s real women”. Se non l’avete ancora visto dateci un’occhiata, lo trasmettono il mercoledì sera in seconda serata (vi consiglio di saltare la prima serata, a meno che voi non siate ferventi ammiratori di “Amici”. In questo periodo han pensato bene di trasmettere il tour estivo, casomai qualche fortunato era riuscito a perderselo!).
Il programma è molto carino, di breve durata e basato su una gran bella idea.
L’idea è questa: Coleen McLoughlin, (che pare essere molto famosa in Inghilterra in quanto moglie del calciatore Rooney) ha come compito quello di trovare e proporre a vari clienti, alcune ragazze comuni, delle real women, che parteciperanno ai casting insieme alle modelle professioniste.

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C’erano una volta i pori…

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Leggendo il blog “Style For Style” sono incappata nell’ultimo post riguardante l’intenzione dell’Inghilterra di dare un taglio al ritocco selvaggio alle fotografie.
Chi guarda i miei lavori avrà già capito quanto questa presa di posizione mi trovi d’accordo. Non ho mai apprezzato le foto estremamente ritoccate in cui le modelle perdono naturalezza diventando manichini spianati senza pori, col rischio di far perdere loro persino la spontanea espressività.

Sono d’accordo sull’eliminare dei difettucci minimi (occhiaie, brufoletti..) ma senza far diventare il viso della modella una landa spianata, liscia come una palla da biliardo. Il mio progetto “Natural Beauty” parte da qui, dalla stanchezza di vedere in giro modelle tutte uguali grazie a photoshop. L’espressività di una persona passa dall’intensità di uno sguardo o da un bellissimo sorriso, ma anche da una borsa sotto gli occhi, da una rughetta intorno alla bocca, che creano quella diversità che ciascuno di noi possiede e che ci rende unici e speciali.

Ciò che più mi ha colpito del post Di Giorgia è la foto di Madonna, prima e dopo il ritocco fotografico. Ora, era immaginabile che all’età della signora Ciccone, la pelle non poteva essere quella di una ventenne e soprattutto come siamo abituati a vederla sulle riviste, ma vedere il raffronto tra ciò che è reale e cosa no, mi ha colpita molto, nonostante io sappia quanto con photoshop si possa ormai fare e si faccia. Forse perchè siamo talmente abituati a vedere Madonna come una donna che ha fatto un patto col diavolo per non invecchiare, che vederla al naturale con le sue rughe e la pelle meno perfetta sembra strano, come se l’immagine sbagliata fosse proprio quella del “prima di photoshop”.
Questo mi fa riflettere su quanto ormai siamo convinti che la pelle di queste dee sia spianata e perfetta, è diventatao consuetudine pensare che persone così perfette esistano davvero creandoci paranoie guardandosi allo specchio.
Non voglio entrare nella polemica dei dimagrimenti eccessivi fatti col fluidifica photoshopparo perchè è un argomento affrontato già parecchio; mi limito ad osservare la pelle, perchè è il simbolo di ciò a cui siamo arrivati e Madonna ne è un esempio.
Posso capire che l’immagine reale della signora probabilmente non farebbe vendere milioni di copie di dischi o riviste, ma rendiamoci conto che tra il prima e il dopo esiste un mondo! Si potevano attenuare un po’ le rughe, dare un colorito più vivace alla foto, ma da qui al trasformarla in sua figlia ce ne passa!

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Gentile sig. Meisel, potrebbe lasciar qualcosa anche agli altri?

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Sfogliando le riviste di moda, curiosando tra le campagne pubblicitarie e i servizi, un nome molto ricorrente è quello del fotografo americano Steven Meisel. Qualità eccellente, ambientazioni da favola, atmosfere dense di pathos, composizione scenica sempre ottima, forza espressiva, una sottile eleganza e pulizia di fondo costituiscono gli scatti di questo grande fotografo.

Suo è lo scatto della campagna pubblicitaria di Alberta Ferretti che ho pubblicato un paio di post fa, ma sue sono anche le campagne A/I 2009 di (notare l’elenco incredibile di nomi):

Roberto Cavalli
Euphoria Fragrance Calvin Klein
Louis Vuitton
Moncler
In the Mood for Love Fragrance  Gianfranco Ferre
Bottega Veneta
Mulberry
Phi
Prada l’eau ambree Fragrance
Balenciaga
Lanvin
Prada
Jones New York

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Grazia Neri chiude

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Un minuto di silenzio: l’agenzia fotografica Grazia Neri chiude i battenti. Con lei se ne va un pezzo di storia.

Un punto di riferimento importantissimo per il mercato della fotografia e dell’editoria italiana e straniera,ha rappresentato moltissimi fotografi, tra cui i grandissimi: Robert Doisneau, Helmut Newton, Annie Leibovitz, Douglas Kirkland, Herb Ritts e tanti tanti altri.

Le cause possono essere molteplici, ma ciò su cui voglio porre l’attenzione è quel senso di smarrimento che mi assale e il sentirsi un po’ più soli senza una grande realtà come quella di Grazia Neri.

Personalmente non ho mai avuto contatti con loro, ma le loro foto hanno riempito le pagine di riviste e quotidiani arricchendo articoli e interviste di volti, di luoghi che ancor prima delle parole ti davano il senso di ciò che stavi leggendo.

Questa chiusura segna un momento storico veramente difficile per tutti, facendoti pensare inevitabilmente che se una realtà così grande e potente chiude tu nel tuo piccolo orticello cosa farai? riuscirai a non soccombere?

grazia-neri

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