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Esposizione a Lodi

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Se domani sera siete nei paraggi di Lodi e non sapete che fare, fate un salto al Cafè Move in corso Mazzini, 64. Io sarò là nel dopocena per un’esposizione di alcune mie fotografie tratte dai progetti: “One day in Madrid” e “The Last Dance”.

Due progetti di un paio d’anni fa giocati sul movimento; il primo scattato per le vie di Madrid nel corso di una giornata, come fosse un viaggio surreale vissuto in una strada cittadina uguale a tante altre, in cui lo scorrere del tempo è scandito dai ritmi delle persone che la vivono creando una sorta di viaggio metaforico della vita moderna..  Il secondo giocato su un tema molto più forte,lo sballo del sabato sera, quando la voglia di divertirsi e di eccedere prende il sopravvento su tutto, anche sulla vita stessa.

Un grazie di cuore a Silvia per la proposta di collaborazione e per l’allestimento della mostra!

Le foto saranno esposte sino al 2 febbraio.

Un passo alla volta…

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Ci sono giorni in cui ti chiedi cosa stai facendo, ti guardi allo specchio e l’immagine riflessa ti urla contro: “What the hell is wrong with you??!”

Sì perché ti senti svuotata, non sai cosa stai facendo, non sai più nemmeno cosa vuoi e quindi ti torturi pensando e ripensando alle stesse cose finché non ti rendi conto che i giorni passano e non stai concludendo nulla di buono.

Ti rimetti in discussione continuamente perché se ciò che hai fatto sino ad ora non ha portato a granché in termini di sopravvivenza (sì perché non si parla di soldoni, ma di spiccioli per non andar sotto ad un ponte!), evidentemente hai sbagliato qualcosa, quindi il primo passo è capire cosa e cercar di ricalibrare il tiro.

E’ un periodo difficile, lo sappiamo, dura da parecchio. In tanti stiamo affrontando difficoltà nel lavoro. L’umore ne risente e quindi anche la creatività. Non sai più dove sbattere la testa perché tutte le pallottole che avevi le hai sparate e il bersaglio che ti è tornato indietro non è stato colpito al centro, ma è solo pieno di buchi inutili che non hanno portato a nulla di fatto.

Non credo al detto “Mal comune mezzo gaudio”, nel senso che, passati i primi trenta secondi in cui realizzo di non esser da sola, mi rendo subito conto che non è che se uno sta annegando con me, allora io mi salvo! Mi salvo solo se so nuotare o se qualcuno mi tira un salvagente. E partendo dal presupposto che di Mitch Buchannon (come chi? Ah, uomini senza Dio, fate copia e incolla in google e scoprirete che oltre alle tettone della Anderson, in Baywatch c’era pure qualcun altro!) ce ne sono pochi e quelli che ci sono stanno già correndo in direzione di qualcun altro, noi poveri sfigati abbiamo due alternative: o anneghiamo e diventiamo cibo per squali o impariamo a nuotare abbozzando qualche mossa stile chihuaua, giusto per arrivare a riva.

E quindi che si fa? Dobbiamo ingegnarci per trovare altre strade e si ricomincia il gioco, con un’idea chiara in mente però: tutto dipende da noi. Read the rest of this entry »

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