Monimix Photography Blog

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Social network, sbassamutande e professionisti: un mix letale

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Nel post precedente ho accennato ad un lato positivo dei social network, e cioè quello di metterti in contatto con persone che mai avresti pensato di conoscere e con cui magari possono nascere delle splendide collaborazioni creative e perchè no anche delle belle amicizie. Ma i social non sono solo positivi come sappiamo, ci sono molti lati negativi primo fra tutti quello di assorbirti talmente tanto da non farti rendere conto del tempo che passa inesorabilmente e se non stai più che attento le giornate ti volano via come le foglie in autunno. A parte questo, ognuno usa il suo tempo come meglio crede alla fine, uno degli aspetti negativi è che ti apre gli occhi su alcune cose che ti fan cadere le braccia. Uno di questi è la febbre dei like (mi riferisco a Facebook in particolare, solo perchè gli altri non hanno lo stesso pubblico): ci sono persone che probabilmente passsano la giornata online perchè non si fa a tempo a caricare una foto che subito arriva il loro like, e fin qui niente di male, ma poi se ti soffermi ad osservare, ti rendi conto che c’è uno scambio di like che nemmeno nei club di scambisti! Se ci fai caso, noti che son sempre le stesse persone che si mettono l’apprezzamento sulle foto (anche perchè Facebook ti mette in evidenza i soliti nomi sempre prima degli altri e quindi la cosa salta subito all’occhio) e spesso si commentano pure con frasi in cui i metri di lingua usata fanno un baffo a Miley Cyrus. E passi sopra anche a questo perchè alla fine sai che nel web se non si fa polemica e ci si scanna, ci si lecca il fondoschiena che è un piacere, come se la mamma non ti avesse mai insegnato che per farsi degli amici (e non nel senso in cui intenderebbe Miley di cui sopra!) puoi anche essere te stesso e non per forza devi regalare loro tutti i tuoi giochi, fare i compiti al posto loro e se tutto ciò non bastasse dire sempre che sono i migliori, se fanno una boiata puoi anche dirlo, senza il pericolo che questi non ti rivolgano più la parola; e se così fosse non cascherebbe certo il mondo. Ma nemmeno la febbre dei like è il culmine, no, si deve passare per il giro di sbassamutande, come vengono chiamate queste pseudo finte modelle che con una nonchalance epica che in confronto Madonna degli anni ’80 era una ragazza timida e pudìca, si spogliano come se avessero un’allergia a qualunque indumento e quindi pensano che sia giusto strapparselo di dosso e mostrare ogni loro grazia (e disgrazia) a chiunque. La cosa ridicola è che se vi dovesse capitare di chiedere loro se fanno nudo risponderanno piccatissime che loro il nudo non lo fanno. Al che la domanda mi sorge spontanea: “Ma quindi quelle foto cosa sono?!” Dobbiamo chiamare Dexter per spogliarle? Perchè il fatto di non indossare abiti, intimo e nemmeno le calze, care ragazze equivale a nudo. Se poi voi intendete che non fate nudo artistico quello si era capito, non temete, di artistico in quelle foto non c’è proprio nulla.

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Written by Monimix

ottobre 9th, 2013 at 5:29 pm

Lectio Magistralis di fotografia e dintorni – Incontri organizzati da AFIP

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Grazie all’AFIP – Associazione Fotografi Italiani Professionisti e al suo un nuovo presidente, Giovanni Gastel, dal 18 aprile 2013 a Milano (e precisamente in Triennale, viale Alemagna 6), si terranno una serie di appuntamenti quindicinali (il giovedì alle 19, l’ingresso è gratuito) con i grandi protagonisti della fotografia contemporanea italiana. Questi grandi fotografi terranno le fila di una conversazione tra essi e il pubblico in sala, riguardanti la fotografia attraverso le loro storie di vita personale e professionale.
Il primo ad inaugurare questo ciclo di eventi, la sera del 18 aprile, è stato il tanto discusso (amato ed odiato) Oliviero Toscani, di cui si può dire tutto tranne che non sia un grande fotografo, oltre al fatto di essere un comunicatore e un provocatore nato. Il suo intervento titolava così: “Il magnifico fallimento”
Per capire di cosa ha parlato vi posto direttamente il video della serata


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Entusiasmo, grinta e umiltà: le tre regole

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Ieri sera, in una piazza a Crema, (dove vivo) c’è stato il concerto dei Pooh. Essendo proprio di fronte alle finestre del mio studio i miei e mia zia mi hanno casualmente fatto capire che non gli sarebbe dispiaciuto assistere all’evento.
Dovete capire che vivendo in provincia, gruppi di questo livello non è che li vedi tutti i giorni, e anche se non sono i Metallica, un salto a sentirli e a vedere come hanno organizzato il tutto lo si fa volentieri.
E devo dire che è stata una bella serata, e anche in questo caso c’è stato da imparare. Aldilà della comodità di starsene tranquillamente seduti e affacciati alle finestre dello studio, con tanto di ventilatore a due passi, la visuale era ottima perchè essendo al primo piano il palco era perfettamente visibile e ne ho approfittato per fare delle foto. Effetti luce spettacolare, molta grinta da questi tre sessantenni (io sarei svenuta dalla stanchezza dopo mezz’ora!) e loro lì a cantare, suonare, parlare col pubblico e ad incitarlo…
Nel bel mezzo del concerto, l’imprevisto: il gruppo elettogeno ha ceduto e il palco e la piazza son rimasti al buio. Mormorio generale, i Pooh scompaiono dietro le quinte. Passano i minuti e nulla accade. Dopo altri minuti la voce di Battaglia spiega l’accaduto scusandosi dell’inconveniente. Dopo mezz’ora ecco tornare ad accendersi le prime luci e i tre musicisti tornare sul palco tra gli applausi del pubblico in attesa (che già temeva di doversene tornare a casa).
Prende la parola Red Canzian e scusandosi per l’attesa ringrazia tutti per la pazienza e,dando prova di grande umiltà, ammette che il guasto è loro, ma che sono pronti a riprendere anche nella penombra perchè, come si dice: “The show must go on” e il loro entusiasmo viene premiato, ecco tornare tutte le luci al loro posto. Possono riprendere a suonare e a fare ciò per cui sono lì.

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Written by Monimix

luglio 4th, 2011 at 7:41 pm

Un passo alla volta…

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Ci sono giorni in cui ti chiedi cosa stai facendo, ti guardi allo specchio e l’immagine riflessa ti urla contro: “What the hell is wrong with you??!”

Sì perché ti senti svuotata, non sai cosa stai facendo, non sai più nemmeno cosa vuoi e quindi ti torturi pensando e ripensando alle stesse cose finché non ti rendi conto che i giorni passano e non stai concludendo nulla di buono.

Ti rimetti in discussione continuamente perché se ciò che hai fatto sino ad ora non ha portato a granché in termini di sopravvivenza (sì perché non si parla di soldoni, ma di spiccioli per non andar sotto ad un ponte!), evidentemente hai sbagliato qualcosa, quindi il primo passo è capire cosa e cercar di ricalibrare il tiro.

E’ un periodo difficile, lo sappiamo, dura da parecchio. In tanti stiamo affrontando difficoltà nel lavoro. L’umore ne risente e quindi anche la creatività. Non sai più dove sbattere la testa perché tutte le pallottole che avevi le hai sparate e il bersaglio che ti è tornato indietro non è stato colpito al centro, ma è solo pieno di buchi inutili che non hanno portato a nulla di fatto.

Non credo al detto “Mal comune mezzo gaudio”, nel senso che, passati i primi trenta secondi in cui realizzo di non esser da sola, mi rendo subito conto che non è che se uno sta annegando con me, allora io mi salvo! Mi salvo solo se so nuotare o se qualcuno mi tira un salvagente. E partendo dal presupposto che di Mitch Buchannon (come chi? Ah, uomini senza Dio, fate copia e incolla in google e scoprirete che oltre alle tettone della Anderson, in Baywatch c’era pure qualcun altro!) ce ne sono pochi e quelli che ci sono stanno già correndo in direzione di qualcun altro, noi poveri sfigati abbiamo due alternative: o anneghiamo e diventiamo cibo per squali o impariamo a nuotare abbozzando qualche mossa stile chihuaua, giusto per arrivare a riva.

E quindi che si fa? Dobbiamo ingegnarci per trovare altre strade e si ricomincia il gioco, con un’idea chiara in mente però: tutto dipende da noi. Read the rest of this entry »

20-21 novembre 2010: workshop ritratto e moda in collaborazione con Barbara Zonzin e Francesco Marzoli

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Dopo il workshop del 23 maggio scorso, in molti mi avete scritto chiedendomi se avrei tenuto altri eventi simili e ora sono felice di annunciarvi che il 20-21 novembre ci sarà un nuovo workshop.

Due giornate intense, la prima sarà incentrata sulla ripresa fotografica, sulla teoria e sulla presentazione delle figure che compongono un team di professionisti (modella, truccatrice, parrucchiera e stylist). Una giornata che vedrà alla “regia” me e Barbara Zonzin, mia compagna di merende all’interno del direttivo dell’associazione nazionale fotografi professionisti (Tau Visual).
Ma non perdetevi nemmeno il secondo giorno perchè si affronterà il tema sempre scottante della post produzione, le gioie e i dolori di photoshop affrontati con simpatia e professionalità da Francesco Marzoli.

Una due giorni veramente ben studiata, se volete maggiori dettagli vi consiglio di scaricare il programma qui. Read the rest of this entry »

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