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Veronica Franzosi | Ritratti by Monica Monimix Antonelli

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Veronica Franzosi: portrait by Monica Monimix Antonelli

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di rivedere Veronica Franzosi, giovane attrice di teatro, conosciuta durante l’evento “Ritratti all’aperto” che avevo organizzato tre anni fa a Milano. Veronica è una persona molto dolce, solare, capace di passare da un’espressione ad un’altra in un nano secondo e ti spiazza mentre la osservi attraverso la fotocamera. Voleva aggiornare il suo book con nuove foto che la rappresentassero nel modo più realistico possibile. Una bella sfida, subito accettata. Si è fatta accompagnare da una sua amica truccatrice (Marina Tagliabue), un’ottima scelta, anche perché conoscendola da molti anni poteva essere d’aiuto per me per capire se la direzione intrapresa era quella giusta e, per Veronica, l’occhio indagatore che poteva affermare se ciò che vedeva era ciò che realmente conosceva di lei.

Abbiamo parlato tanto, abbiamo riso, abbiamo scattato foto per scioglierci un po’ e poi ecco che la naturalezza dell’espressione e della posa si mostrano anche alla fotocamera. Pian piano Veronica si mostra anche a me e in poche foto otteniamo ciò che cerca.

L’occasione di avere un’attrice davanti è ghiotta anche per me, e dopo aver realizzato le foto per il suo book, mi concede alcuni altri minuti per poter interpretarla come voglio e quello è il momento in cui proseguo nella mia ricerca del minimalismo formale, strada già iniziata da tempo, e che sempre più voglio perseguire. Un muro, un taglio di luce che la scolpisce, il soggetto leggermente decentrato e il primo ritratto prende forma. Un taglio più stretto sul suo viso e sulla sua espressione, il suo sguardo penetrante mi inchioda lì davanti ed anche il secondo ritratto è lì davanti ai mei occhi.

Grazie Veronica!

Written by Monimix

aprile 14th, 2017 at 10:20 am

Monica Monimix Antonelli – Portfolio commerciale

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Monica Monimix Antonelli Portfolio

Una piccola selezione del mio portfolio moda commerciale aggiornato.

Tanti bei ricordi legati ad ognuno di questi lavori, ai clienti, alle persone che hanno collaborato alla buona riuscita di tutto questo, alle modelle/i che hanno saputo interpretare ciò che veniva proposto loro, ai luoghi in cui siamo stati. Grazie a tutti voi!

Per maggiori informazioni: moni@monimix.com

www.monimix.com

Written by Monimix

dicembre 9th, 2015 at 3:42 pm

Ritratti all’aperto

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Dopo aver visto una piccola selezione di ritratti realizzati in studio, vediamo invece cosa si potrebbe ottenere all’aperto. Scegliere di ambientare il set all’aperto è prima di tutto una sfida: permette di mettersi continuamente alla prova per superare eventuali ostacoli e difficoltà che in esterni potrebbero presentarsi, mentre nella comfort zone dello studio siamo un po’ più al riparo da inconvenienti. Personalmente amo molto le sfide, quindi appena posso vedo di “complicarmi” un po’ la vita per vedere ogni volta come posso imparare da ogni situazione, qualcosa di nuovo.

Il ritratto a Deborah qui sotto, è stato realizzato in un campo, una mattina di giugno. Il telo steso alle sue spalle, non dà immediatamente l’impressione di essere all’aperto, ma ricrea l’idea di essere in uno studio. Il set era posizionato all’ombra degli alberi, il vento leggero le ha mosso un po’ i capelli dandole un aspetto molto naturale, la luce diffusa e morbida ha reso il ritratto molto pulito, minimalista e molto delicato.

Black and white portrait by Monica Monimix Antonelli

All’aperto si possono sfruttare gli sfondi diversi che incontriamo: i muri sono eccezionali, ogni muro è diverso dall’altro, la grana del materiale è perfetta per creare un contrasto forte con il soggetto ripreso. In questo caso le linee dei mattoni hanno creato la via di fuga dando molta dinamicità alla foto. Il profilo di Emilia viene esaltato, oltre che dalla posa, dal contrasto tra la luce e l’ombra, i lievi tocchi di luce lo disegnano in modo naturale ma d’effetto. A volte basta muoversi intorno al soggetto per catturare una luce migliore rispetto a quella che si avrebbe avuto riprendendola frontalmente.

Color portrait by Monica Monimix Antonelli

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Ritratti in studio

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Nel post precedente, parlando dell’aggiornamento portfolio ritratti, ho parlato di ritratti ambientati in studio su un set fotografico, e di ritratti all’aperto, mettendo in mostra i pro e i contro di entrambe le situazioni. Oltre agli aspetti tecnici, vorrei mostrarvi cosa si può ottenere in entrambi i casi, con delle immagini, che sicuramente rendono molto meglio l’idea.

Partiamo da ritratti realizzati in studio:

Black and white portrait by Monimix

Questo è un ritratto realizzato un paio d’anni fa con Nathalie. Uno scatto al volo, spontaneo, ma che per ovvi motivi non sarebbe replicabile all’aperto per via del seno nudo. La stessa immagine non avrebbe avuto la stessa forza se Nathalie avesse indossato una maglia. in questo caso la pelle nuda esce dal fondale scuro e mette in evidenza la forza del gesto nel collo e le spalle nude rendono armonica la curva del suo fisico. Così come nel ritratto a LauraAnna, il nudo rafforza l’immagine donando quel velo di sensualità, seppur molto casta, che trova enfasi nel capello mosso dal vento, dagli occhi chiusi e le labbra leggermente socchiuse.

Black and white portrait by Monimix

Ma non solo immagini di nudo, ovviamente si possono fare in studio, anche se il fatto di essere in un luogo privato permette di osare senza problemi. Scattare in studio ci permette di avere a disposizione luci artificiali che ci consentono di andare a creare immagini dai forti contrasti. Molto spesso ho scattato con un solo punto luce, restando fedele quindi all’idea della luce naturale del sole. Come vedete da questa immagine realizzata con Lawrence, la luce mi ha permesso di esaltare la sua pelle e i muscoli del suo corpo, operazione che non sarebbe stata così facile da fare all’aperto, per esempio se fosse stata una giornata nuvolosa e una luce piatta.

Black and white portrait by Monimix

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Written by Monimix

marzo 25th, 2014 at 11:08 am

Aggiornamento portfolio ritratti – Sperimentare nuovi modi

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portraits

Un paio di giorni fa ho pubblicato sulla mia pagina Facebook  un post in cui esprimevo il desiderio di voler aggiornare il mio portfolio dedicato ai ritratti, organizzando una giornata dedicata per poter incontrare e ritrarre più persone possibili.

Non mi sarei mai aspettata una così grande dimostrazione di interesse. Prima di tutto vi ringrazio, mi avete dato una bella carica! Visto il numero di persone che mi ha scritto dicendomi di voler partecipare, molto probabilmente organizzerò più giornate. Potrebbe anche diventare un appuntamento mensile, se vedrò che continueranno ad arrivare persone. Ma questo si vedrà, intanto vediamo di organizzare la prima data.

Apro una piccola parentesi per spiegare il progetto: non vi sto offrendo un book fotografico gratis, deve esser ben chiaro. Per quel tipo di lavoro ci sono delle tariffe. In questo caso, approfittando del fatto che vorrei aggiornare il mio portfolio dedicato alla ritrattistica, sto cercando soggetti interessanti. Quindi non saranno presenti truccatrici né stylist. Lo specifico nel caso qualcuno volesse poi recriminare sul fatto che pensava a qualcosa di diverso.

Si realizzeranno dei ritratti, minimalisti, intimi, il più naturali possibili. Non sono richieste doti da modelle/i, né tanto meno cerco pose finte. Se volete farvi un’idea più chiara di cosa vorrei studiare e realizzare, potete dare un’occhiata a questa selezione di ritratti e a questa!

In quelle immagini ci sono sia modelle/i professioniste/i, ma anche persone che non hanno velleità da modelli. Sottolineerei la spontaneità e la naturalezza delle pose e delle espressioni. Questo è ciò che cerco. Qualcuno potrebbe tirarsi indietro pensando di non esser capace a posare. Vi tranquillizzo subito: non è importante, anzi! Meno posate, meglio è. Mi piacerebbe ascoltare qualcosa di voi. Vorrei scoprire nuovi volti interessanti, persone che abbiano qualcosa da dire, conoscere modelle/i con cui poi poter iniziare una collaborazione anche per il futuro…Non precludo nulla, sono solo curiosa di vedere volti e ascoltare storie.

Chiusa la parentesi della spiegazione del progetto, vorrei sfruttare l’occasione per coinvolgervi direttamente nella pianificazione, così chi è interessato può vedere quello che succede “dietro le quinte”.

Primissima cosa da fare: scegliere il DOVE. La maggior parte delle persone interessate è di Milano, quindi sicuramente, questa prima volta sarà a Milano. Passo successivo: abbiamo la città, ma il luogo esatto? Le alternative sono principalmente due: studio/location o esterni. Ragioniamoci su. Questo è un progetto per me, non c’è un cliente pagante, quindi devo limitare il più possibile i costi.

Valutiamo i pro e i contro del noleggiare uno studio.

I pro:

  • sicuramente avere uno studio a disposizione ci permette di scattare in totale libertà, se si volesse fare qualche foto in cui si vede qualche cm di pelle non ci sarebbero problemi, siamo al riparo da occhi indiscreti e dai vigili e forze dell’ordine.
  • dovesse esserci il diluvio universale, piovere rane, nevicare fuori stagione, fulmini e saette, noi saremmo al calduccio e con un tetto sulla testa. Il che non guasta quando hai una macchina in mano e tanta gente da organizzare e spostare.
  • è facilmente raggiungibile, nel senso che ha un indirizzo ben individuabile dai navigatori, se dovessi scegliere un bosco, si farebbe un po’ più fatica a trovare (non impossibile, ma solo un po’ più avventurosa la ricerca.. che non guasta)
  • è la comfort zone: un fondale, una luce o due, gli imprevisti possono capitare, ma sono più gestibili

I contro:

  • è la comfort zone, per quanto ci siano mille modi di usare uno studio e molteplici modi di usare le luci, scattare in studio è la zona franca, già usata più volte, non è rischiosa (sempre che non noleggi uno studio fatiscente che sta in piedi per miracolo, lì i rischi – compresi il tetano – ci sarebbero eccome)
  • le luci sarebbero artificiali, non si sfrutterebbe la luce meravigliosa della primavera
  • il costo del noleggio
  • le ore a disposizione (se si sfora si paga in più e torniamo al punto 3)

Ambientare gli scatti all’aperto ha come pro:

  • la luce naturale meravigliosa, si può sfruttare in molti modi differenti. Se si scatta in un parco si possono sfruttare i riflessi del sole attraverso le fresche frasche, se si scatta in città si possono sfruttare i riflessi sui muri, le linee rette proiettate sulle pareti degli edifici. Si può usare il sole in tanti modi differenti e sarebbe uno stimolo per me e un modo per voi di avere immagini differenti.
  • è totalmente gratuito – che diciamolo – non fa schifo di questi tempi!
  • ogni luogo può esser perfetto: un muro, una siepe, un campo… basta davvero poco per differenziare la foto. E anche nel caso di usare un fondale di tessuto, (altra variante molto interessante da usare all’aperto) la resa è garantita dalla luce.
  • si sta all’aria aperta e fa bene
  • l’imprevisto viene sfruttato come sfida e quindi diventa uno stimolo: riuscire ad aggirare l’ostacolo aiuta la creatività, ci si ingegna per trovare una soluzione. Es. dovesse piovere: anziché farlo diventare un problema insormontabile sfruttarlo a nostro favore: chi lo dice che non possiamo realizzare ritratti “bagnati”? Quante volte avete visto modelle con i capelli bagnati nella fotografia di moda? Perché non girare a nostro favore il tempo avverso? Si potrebbero fare immagini che sfruttano un cielo cupo da temporale creando immagini drammatiche. O per contrasto si potrebbero fare immagini divertenti, in cui si salta sotto la pioggia. Insomma, ci sono molteplici soluzioni, basta essere un po’ “sportivi”.
  • non ci sono limiti d’orario…il limite è solo la mia dipartita dopo 15 ore di scatti non stop

I contro:

  • se uno si aspetta il comfort di uno studio ovviamente in esterni non può avere le stesse condizioni, e quindi potrebbero esserci insetti, gente che passa, caldo o freddo a seconda del clima…
  • ci si deve adattare, l’imprevisto può esser visto come sprono a far di meglio, ma se uno si ferma davanti al fatto che si è messo a piovere (per esempio), allora meglio evitare
  • a seconda del luogo scelto potrebbe non essere immediatamente individuabile dal navigatore

Personalmente vorrei rischiarla e ambientare la giornata all’aperto, vediamo quanti saranno interessati. Voglio mettermi alla prova, gestendo più persone, in una situazione diversa dal solito, dove può capitare l’imprevisto. Questa cosa mi stimola parecchio.

Nel prossimo capitolo vedremo i passi successivi…

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