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Pianificazione e studio | Progetto ritratti all’aperto

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pianificazione scatti

La pianificazione della giornata di mercoledì 2 aprile per il progetto ritratti sta procedendo bene. Ho una lista di persone da ritrarre (stima aggiornata: 19 persone, se nessuno scappa), e se da un lato la cosa mi mette un po’ d’ansia per via della gestione del tempo e l’alta aspettativa da parte loro, dall’altro mi galvanizza moltissimo e non vedo l’ora di buttarmi. Sono contenta soprattutto del fatto che sembrano tutte persone carinissime, dagli scambi di email tra noi, traspare una bella sensazione positiva. Persone gentili e disponibili. Ciò non può che darmi ancora più entusiasmo.

Abbiamo una lista, abbiamo una data e un luogo. E ora? Ora inizia la fase di studio dei soggetti. Alcuni di loro hanno parecchie foto su facebook e lo studio dei loro volti è agevolato dalla varietà di immagini che hanno. Per altri sarà un po’ più un salto nel buio, dovendomi basare solo su un paio di foto o poco più. Ma del resto la comfort zone va oltrepassata per darci quella botta di adrenalina che ci permetterà di arrivare a sera esausti ma contenti.

Per studiarli meglio ho fatto una selezione di immagini dai loro profili e mi son stampata dei fogli in modo da tener sotto mano tutto ciò di cui ho bisogno. La prossima fase sarà decidere dove scattare ognuno di loro all’interno del parco e che tipo di immagini estrapolare. Perché se da un lato ci sarà il ritratto puramente didascalico, vorrei dall’altro lato riuscire a realizzare anche un ritratto ben più interpretato per ognuno di loro e qui la sfida sarà ardua considerando il numero di persone e il tempo a disposizione. Ma se non mi sfido da sola non mi diverto. Vedremo cosa ne uscirà!

Written by Monimix

marzo 31st, 2014 at 2:39 pm

DassùYAmoroso: il racconto della nascita di un brand, un’idea e un catalogo

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Alcuni mesi fa, ricevo un’email su facebook da un ragazzo, Stefano, non lo conosco, ma il suo messaggio mi incuriosisce perchè mi dice di essere un giovane stilista ed è in cerca di nuove collaborazioni creative. Questa è una delle cose che destano immediatamente la mia attenzione, gli rispondo subito e iniziamo a scambiarci alcuni messaggi da cui vengo a conoscenza del fatto che sta finendo l’ultimo anno di Naba (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) e sta lavorando ad una linea di abiti insieme ad un suo amico e compagno: Pasquale. Decidiamo di incontrarci una mattina a Milano e davanti ad un caffè mi raccontano un po’ della loro vita e dei loro sogni. Sono giovanissimi, umili (dote sempre più rara nell’ambiente moda, e in generale nel mondo!), creativi, hanno grandi sogni e grandi speranze anche se la vita sta facendo capire loro che non è così facile riuscire a realizzare le proprie aspettative. Ma sono in due, il sostegno è reciproco nei momenti di difficoltà, e le gioie si condividono.

Mi mostrano i bozzetti della loro prima linea, mi conquistano subito. Non c’è bisogno di andare oltre, sono già partita a fantasticare sugli scatti. La cosa curiosa è che mi hanno trovata grazie ad un vecchio post pubblicato sul mio blog, molto tempo fa, in cui raccontavo come si pianifica un servizio fotografico, ben felici di trovare finalmente qualche notizia relativa all’argomento, non così facili da trovare in rete.

Hanno già ben chiaro in mente cosa vogliono raccontare, una storia ispirata al genere fantasy, con forti richiami alla Scozia e alla natura. In questo caso, essendoci già una bozza di storia di base, il mio compito è quello di creare il team, ideare gli scatti, scegliere la location e produrre scatti che possano rappresentare al meglio la loro prima linea. Primo passo: ne parlo subito a Luca (citato spessissimo, l’art director con cui collaboro sempre più spesso grazie alla sintonia nelle idee che abbiamo), il progetto lo incuriosisce ed è dei nostri. La modella è molto importante, mentre i ragazzi mi parlano della loro idea a me si focalizza in mente subito l’immagine di Deborah con cui ho scattato poco tempo prima il progetto Jeanne. La mostro loro e subito la scelgono. Il team pian piano si sta formando. Per il trucco chiamo Federica, persona che adoro umanamente parlando e professionalmente è sempre precisa, puntuale, e anche in questo caso fa subito suo il progetto con grande entusiasmo.

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Written by Monimix

ottobre 14th, 2013 at 5:51 pm

Organizzare uno shooting

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Molto spesso mi è stato chiesto come si prepara un servizio fotografico. Esistono  mille modi diversi per preparare uno shooting, anche solo per la diversità del lavoro in sé di cui ci dovremo occupare. Ogni fotografo ha il proprio metodo, ma non pensate che basti arrivare sul set con una macchina fotografica e improvvisare il tutto. Se a volte capita che la botta di culo vi faccia ottenere la vostra foto migliore, mi spiace deludervi, ma non è sempre così semplice il nostro lavoro, sarebbe bello grattarsi la pancia per una settimana, arrivare sul set, scattare e bam! ecco lì la foto che volevamo.

Come detto, può capitare, ma è prima di tutto un caso (anche se mi cadesse la macchina fotografica e scattasse potrei ottenere la foto della vita, poi spiegare al cliente presente sul set che mi ha pagata per farlo, è un altro discorso!), e soprattutto non è proprio così che funziona. Se stiamo lavorando da soli è divertentissimo affidarci al caso, è liberatorio non seguire regole e lasciare fluire ciò che sentiamo in quel momento. Tanto non ci sono testimoni di ciò che faremo in quel lasso di tempo!
Diverso è il discorso se stiamo scattando per un progetto che coinvolga un cliente o anche solo un team di lavoro per un progetto personale.

La prima cosa è: [rullo di tamburi!] avere un’idea. Banale, no? Se lo fosse saremmo tutti Avedon! Come nasce un’idea è un argomento che richiederebbe un post a parte, in questo partiamo dal presupposto che l’idea ci sia già. Accendiamo la lampadina e… Eureka! Eccola lì la nostra idea.
Ora che abbiamo un’idea dobbiamo comunicarla al resto del team: make up artist, hair stylist, stylist e per finire la modella.
Solitamente come primissima cosa illustro l’idea alla truccatrice/parrucchiera e alla stylist, il confronto con loro è importantissimo perché nasceranno ulteriori punti di vista e nuove interpretazioni.

Ma il problema è: come comunico loro la mia idea? Perché ognuno di noi quando riceve un input inizia ad immaginarselo con il proprio stile, e ciò che la propria visione ed interpretazione gli suggeriscono, e magari saranno cose che con la mia idea iniziale non c’entreranno nulla.
Quindi cosa faccio? Cerco in internet, su riviste o libri, immagini che possano in qualche modo aiutarmi nell’esprimere visivamente il mood che vorrei interpretare; e così inserisco immagini di location simili a quella che vorrei utilizzare (se scatto in studio cercherò foto che richiamino il tipo di luce scelta o il fondale), immagini con colori simili, pose che vorrei sfruttare per veicolare al meglio il tema, scene tratte da film, illustrazioni o a volte è capitato che scegliessi un testo di una canzone, o di un libro. Cercate tutto ciò che vi suggerisce la vostra idea e create uno storyboard.

[Questo è lo storyboard realizzato in occasione del progetto “Mare d’inverno”, dove a farla da padrone sono i toni freddi, il vento che smuove gli abiti e i capelli, l’intensità dell’interpretazione della modella e il contatto diretto tra lei e la natura che la circonda].

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A volte le cose accadono…

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Ci sono momenti in cui la vita ti sorprende, incontri casuali di strade che forse non si sarebbero mai incontrate, avvengono in luoghi che non avremmo mai scovato e da qui nascono nuove idee, nuove energie, nuovi stimoli e nuove occasioni da prendere al volo.
Tutto inizia a gennaio di quest’anno. Grazie ad un amico (grazie Luca Severgnini!) espongo le foto del progetto “Natural Beauty” in una splendida villa (Villa Avanzi) sino ad allora a me sconosciuta, a Polpenazze sul Garda (posto ancora più sconosciuto per me!) nell’ambito di un evento da lui organizzato. Bellissimo contesto, molto elegante, per l’inaugurazione ottima cena accompagnata da uno splendido live musicale con pezzi di Janis Joplin che mi son rimasti nel cuore.
Serata piacevole, e poi si rientra a  casa, le foto resteranno esposte per tutte le festività natalizie fino all’inizio dell’anno nuovo. A gennaio ritorno per ritirarle e la proprietaria della villa mi dice che è stato ospite alla villa, Domo Adami, stilista milanese di abiti da sposa e che è rimasto particolarmente colpito dalle mie foto e mi dà i suoi contatti.
Rientrata a casa gli invio un’email per ringraziarlo per le belle parole espresse nei confronti dei miei scatti, con mia sorpresa mi risponde e con grande gentilezza (dote ormai rara al giorno d’oggi al punto da stupirsi quando la si incontra) ribadisce i suoi complimenti e le sensazioni provate e si rende disponibile a prestarmi uno dei suoi abiti se un giorno avessi voluto organizzare un test sul genere. Lascio sedimentare un po’ la proposta, tra varie cose in ballo, ma sempre con quel pensiero di sottofondo costante che sempre più mi si fissa in testa facendomi pensare che avrei voluto fare qualcosa di forte e sicuramente di non banale.
E ancora una volta il caso vuole che mi imbatto in un paio di scatti realizzati da Luca Bortolato, su un pontile al mare, e lì mi rendo conto che quello è l’ultimo pezzo del puzzle. Già da tempo volevo scattare al mare sfruttando l’atmosfera malinconica e meravigliosa del mare d’inverno, e quale migliore occasione per farlo se non questa? Read the rest of this entry »

News dal workshop!

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A distanza di un mese mi prendo finalmente del tempo per scrivere questo post dedicato al workshop che ho tenuto il 23 maggio scorso. E’ stata una gran bella giornata, ricca di scambi di idee, di crescita personale e diversi punti di vista. Come già scritto nei post precedenti a riguardo, il tema della giornata è stato il dedicarsi all’organizzazione di un vero e proprio servizio fotografico, partendo dalla ricerca di un’idea da realizzare, passando per il confronto con i componenti del gruppo e dei collaboratori (truccatrici, stylist e modelle) al fine di individuare una storia da raccontare attraverso gli scatti, in modo da rendere il partecipante al workshop parte attiva nella pianificazione degli scatti.
Unici elementi dati: la modella, gli abiti e la location (parco Sempione a Milano, ricco di diversissimi angoli di ripresa).

Dopo aver rotto il ghiaccio con le prime informazioni riguardanti la giornata e le “regole” di base da seguire ecco i nostri eroi iniziare il brainstorming per determinare la propria idea da sviluppare. Fase importantissima e delicatissima, perchè da qui si determinerà tutto il corso della giornata.
E’ stato molto utile il confronto diretto e partecipe con i collaboratori perchè la stylist ha potuto illustrare lo styling degli abiti scelto, la truccatrice ha dato il suo contributo indicando quali fossero il trucco e l’acconciatura che meglio avrebbero reso l’idea e la modella ha potuto interagire attivamente con i fotografi illustrando loro il suo personale punto di vista per l’interpretazione del tema.

brainstorming brainstorming
(Notare come nelle foto qui sopra, sembriano l’allegra brigata del famosissimo spot di un gazzillione di anni fa della coca cola che cantava: “vorrei cantare insieme a voi… in magica armonia…”). Ok, torniamo seri!

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