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Voglia di rinascere

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Non mi è mai piaciuto fare la lista dei buoni propositi per l’anno nuovo perchè alla fine cambiare anno è solo il voltare pagina al calendario, le persone che a fine anno dicono di voler fare e cambiare nell’anno nuovo sono tali e quali se non peggio dell’anno appena trascorso quindi perchè farli?
Il 2010 è stato un anno pesante sotto tanti punti di vista, finito in modo durissimo dal punto di vista personale, e per una volta ho sentito il bisogno di girare quella pagina del calendario come se fosse una boccata d’ossigeno per chi sta annegando. E anche se certe cose non passano solo al voltar pagina, sento che pian piano le cose stanno migliorando.
E credo che in alcuni scatti si inizi a vedere questo nuovo bisogno di positività: i colori cupi, le ombre dure, i bianchi e neri, stanno pian piano lasciando il posto ad immagini fresche, luminose, con tanto bianco e persino del rosa (che in tutta la scala colori non è mai stato il mio preferito!), immagini candide, positive, mi spingerei quasi a dire romantiche.
Il primo fievole segnale c’era già nel servizio “Morning light” di parecchi mesi fa, poi proseguito con il progetto di autoritratti del “White project” sino a sbocciare completamente nei due nuovi servizi realizzati con la splendida Monica: “Morning beauty” (un sequel del precedente “Morning light”) e “Tracce di te” in cui lo sfocato, la luce, gli effetti velati, il candore del viso della ragazza e l’intensità del suo sguardo mi hanno aperto gli occhi.
Ho bisogno di una rinascita, una sorta di primavera fotografica, lasciando cadere per un po’ il peso delle cose, dando risalto alla leggerezza, alla spensieratezza, alla gioia e ai pensieri positivi.
Guardo fuori dalla finestra e le nuvole grigie non mi incupiscono, riesco ad immaginare il sole dietro di esse, perchè sento che dentro di me qualcosa sta finalmente tornando a splendere e a rischiarare i brutti pensieri.
Intorno c’è troppa gente che si lamenta di tutto, i problemi sono sempre più numerosi delle cose belle, la cattiveria e gli atteggiamenti negativi dilagano sempre più. Inizio la mia piccola rivoluzione contro corrente, voglio pensare positivo, a chi mi tratterà male risponderò con ferma gentilezza, al cliente rognoso sorriderò di più, a chi si lamenterà mostrerò il lato positivo della cosa, porterò più risate che lacrime nei miei lavori.
Partiamo da noi per migliorare la nostra vita e quella degli altri e ricordate: prima di passare la mascherina dell’ossigeno al nostro vicino prima aspiriamo noi una bella boccata, solo così potremo aiutarlo davvero.

Se volete vedere i nuovi scatti di “Morning beauty” e “Tracce di te”, potete visitare la sezione Woman sul mio sito

Sono le azioni che contano!

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“Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Siate il cambiamento che vorresti vedere nel mondo.”

“Sono le cose semplici che mozzano il fiato.”

[Mahatma Gandhi]

Fa caldo. Si sa.
C’è la crisi. Si sa.
I clienti sono pochi e difficili. Si sa.
Ormai tutti si spacciano per fotografi. Si sa.
Si è depressi. Si sa.
Si è demotivati. Si sa.
Si è incazzati. Si sa.
L’Italia ai mondiali ha fatto schifo. Si sa.

Ok, ora che abbiamo snoccialato alcuni tra i più famosi luoghi comuni degli ultimi tempi, cerchiamo di andare oltre, ok?
Assodato che il periodo è buio, l’afa ci toglie il fiato, la tecnologia corre veloce, e via dicendo, fermiamoci un istante a riflettere: che possiamo fare oltre che lamentarci a ciclo continuo e non fare nulla di produttivo per il lavoro e nemmeno positivo per la nostra vita?
Possiamo cominciare ad osservare la nostra vita da un altro punto di vista. La frase iniziale di Gandhi ci insegna che se vogliamo veramente cambiare le cose dobbiamo iniziare a fare qualcosa e non solo a pensarlo.
Ora, io non sono il Mahatma, ma una cosa è certa, continuare a lamentarci non aiuta.

Anzi, rompe proprio le scatole: a noi stessi e soprattutto a chi ci sta vicino.
Parlo per esperienza: l’ultimo periodo è stato difficile, noioso, umore nero e amarezza a fasi alterne. Ma ora sono stanca di lamentarmi, mi sono auto-stancata quindi devo fare qualcosa.
“E da dove comincio?” sì, perchè continuando a lamentarci si finisce col non riuscire a smettere di farlo e se ne diventa schiavi al punto da non sapere come altro passare il tempo.
Dopo lo smarrimento inziale ecco le prime risposte: potrei leggere i libri che ho accantonato per mancanza di voglia e tempo. Potrei visitare delle mostre visto che non sempre si riesce a farlo quando abbiamo un po’ di impegni. Potrei studiare nuove tecniche di post produzione, o pensare a nuovi schemi luci da sfruttare in un prossimo servizio. Potrei studiare meglio l’inglese per avere dialoghi più interessanti e articolati. Potrei rivedere una cara amica che è tanto che non vedo. Potrei uscire a far una passeggiata rilassante.
Tutte azioni che mi aiutano a crescere e migliorare professionalmente e umanamente e che soprattutto mi fanno sentire viva perchè so che sto impiegando il tempo “morto” con cose utili e non perdendo tempo (lamentandomi) che non potrò più recuperare.
Un’altra cosa che sto cercando di fare è di trasformare tutte le frasi che iniziano o contengono la parola NON con frasi positive. Perchè ribaltanto le frasi negative ed eliminando quella parolina piccola ma significativa si sente già una sensazione più positiva. Provateci!

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