Monimix Photography Blog

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La serie “I’m waiting for you” pubblicata su Vogue.it

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Fashion photography by Monica Monimix Antonelli

Un giorno della primavera scorsa mi chiama Monia (Monia Pedretti Fashion Stylist www.moniapedretti.com) e mi chiede se mi interessa lavorare su un progetto moda con abiti da sposa. Di Monia ho piena fiducia, dopo poche parole son già interessata e accetto l’idea praticamente a “scatola chiusa”. La fiducia è ben riposta e infatti dopo qualche giorno mi invia le foto degli abiti di una stilista che ha una sartoria a Milano. Lei è Elena Petunina e la sua sartoria è “La nuova sartoria. Taylor – Made”

Parte da lì un confronto creativo che durerà settimane, sarà rimandato causa maltempo e lavori commerciali più urgenti, ma alla fine scegliamo cosa, dove e quando. Vogliamo scattare in stile redazionale moda, due modelle, in un contesto naturale elegante, un tema attuale, i primi di giugno. Da lì altri confronti sullo stile, ma ciò che mi piace del lavorare con Monia è che siamo in perfetta sintonia, ciò che pensiamo è sulla stessa lunghezza d’onda. Un riferimento su tutti: Paolo Roversi. Il team nel frattempo si compone con altri due elementi: Silvia (Silvia Ileana Stella), bravissima truccatrice con cui abbiamo già lavorato e Stefano (Stefano De Barbieri –  Ferrari Hair Studio) eccezionale hair stylist, per me una scoperta, proposto da Monia per la sua bravura coi capelli.

Passiamo alla scelta delle modelle: la prima idea è quella vincente, due modelle molto diverse tra loro, ma che insieme possano creare un’immagine ancora più forte e tra le varie proposte delle agenzie eccole: Moonyoung (Wave Management) e Kristina (Major Models). La prima orientale, viso dolce, eleganza innata, mi colpisce subito. Kristina, biondissima, occhi grandi, lineamenti forti, in coppia con Moonyoung mi piace all’istante.

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Written by Monimix

gennaio 16th, 2017 at 5:54 pm

Mint Magazine cover by Monica Monimix Antonelli

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Mint Magazine cover by Monica Monimix Antonelli

Con piacere, sono finita sulla cover di MINT Magazine Black Issue!

Un grazie allo splendido team che mi ha affiancata in questo bel progetto fotografico: Lara Bonardi (Stylist) Bianca Marzocchi (MUA), Nuri@Wave Management (Modella)

Written by Monimix

novembre 29th, 2016 at 2:24 pm

New project about me | Monica Monimix Antonelli

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Dopo parecchio tempo ho realizzato un nuovo progetto basato sull’autoritratto. Immagini mosse, sfocate, velate e a tratti svelate, in cui son andata alla ricerca di un doppio stato, da qui l’idea del mosso in cui, alla fine, far comparire due volti: uno coperto e l’altro celato. Due realtà che convivono nello stesso corpo, due modi contrastanti di vivere le cose, razionale e irrazionale. Ragione contro istinto. E il prevalere di quest’ultimo.
A breve tutte le immagini sul mio sito web: www.monimix.com

Written by Monimix

febbraio 26th, 2016 at 3:58 pm

Aggiornamento portfolio ritratti – Sperimentare nuovi modi

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portraits

Un paio di giorni fa ho pubblicato sulla mia pagina Facebook  un post in cui esprimevo il desiderio di voler aggiornare il mio portfolio dedicato ai ritratti, organizzando una giornata dedicata per poter incontrare e ritrarre più persone possibili.

Non mi sarei mai aspettata una così grande dimostrazione di interesse. Prima di tutto vi ringrazio, mi avete dato una bella carica! Visto il numero di persone che mi ha scritto dicendomi di voler partecipare, molto probabilmente organizzerò più giornate. Potrebbe anche diventare un appuntamento mensile, se vedrò che continueranno ad arrivare persone. Ma questo si vedrà, intanto vediamo di organizzare la prima data.

Apro una piccola parentesi per spiegare il progetto: non vi sto offrendo un book fotografico gratis, deve esser ben chiaro. Per quel tipo di lavoro ci sono delle tariffe. In questo caso, approfittando del fatto che vorrei aggiornare il mio portfolio dedicato alla ritrattistica, sto cercando soggetti interessanti. Quindi non saranno presenti truccatrici né stylist. Lo specifico nel caso qualcuno volesse poi recriminare sul fatto che pensava a qualcosa di diverso.

Si realizzeranno dei ritratti, minimalisti, intimi, il più naturali possibili. Non sono richieste doti da modelle/i, né tanto meno cerco pose finte. Se volete farvi un’idea più chiara di cosa vorrei studiare e realizzare, potete dare un’occhiata a questa selezione di ritratti e a questa!

In quelle immagini ci sono sia modelle/i professioniste/i, ma anche persone che non hanno velleità da modelli. Sottolineerei la spontaneità e la naturalezza delle pose e delle espressioni. Questo è ciò che cerco. Qualcuno potrebbe tirarsi indietro pensando di non esser capace a posare. Vi tranquillizzo subito: non è importante, anzi! Meno posate, meglio è. Mi piacerebbe ascoltare qualcosa di voi. Vorrei scoprire nuovi volti interessanti, persone che abbiano qualcosa da dire, conoscere modelle/i con cui poi poter iniziare una collaborazione anche per il futuro…Non precludo nulla, sono solo curiosa di vedere volti e ascoltare storie.

Chiusa la parentesi della spiegazione del progetto, vorrei sfruttare l’occasione per coinvolgervi direttamente nella pianificazione, così chi è interessato può vedere quello che succede “dietro le quinte”.

Primissima cosa da fare: scegliere il DOVE. La maggior parte delle persone interessate è di Milano, quindi sicuramente, questa prima volta sarà a Milano. Passo successivo: abbiamo la città, ma il luogo esatto? Le alternative sono principalmente due: studio/location o esterni. Ragioniamoci su. Questo è un progetto per me, non c’è un cliente pagante, quindi devo limitare il più possibile i costi.

Valutiamo i pro e i contro del noleggiare uno studio.

I pro:

  • sicuramente avere uno studio a disposizione ci permette di scattare in totale libertà, se si volesse fare qualche foto in cui si vede qualche cm di pelle non ci sarebbero problemi, siamo al riparo da occhi indiscreti e dai vigili e forze dell’ordine.
  • dovesse esserci il diluvio universale, piovere rane, nevicare fuori stagione, fulmini e saette, noi saremmo al calduccio e con un tetto sulla testa. Il che non guasta quando hai una macchina in mano e tanta gente da organizzare e spostare.
  • è facilmente raggiungibile, nel senso che ha un indirizzo ben individuabile dai navigatori, se dovessi scegliere un bosco, si farebbe un po’ più fatica a trovare (non impossibile, ma solo un po’ più avventurosa la ricerca.. che non guasta)
  • è la comfort zone: un fondale, una luce o due, gli imprevisti possono capitare, ma sono più gestibili

I contro:

  • è la comfort zone, per quanto ci siano mille modi di usare uno studio e molteplici modi di usare le luci, scattare in studio è la zona franca, già usata più volte, non è rischiosa (sempre che non noleggi uno studio fatiscente che sta in piedi per miracolo, lì i rischi – compresi il tetano – ci sarebbero eccome)
  • le luci sarebbero artificiali, non si sfrutterebbe la luce meravigliosa della primavera
  • il costo del noleggio
  • le ore a disposizione (se si sfora si paga in più e torniamo al punto 3)

Ambientare gli scatti all’aperto ha come pro:

  • la luce naturale meravigliosa, si può sfruttare in molti modi differenti. Se si scatta in un parco si possono sfruttare i riflessi del sole attraverso le fresche frasche, se si scatta in città si possono sfruttare i riflessi sui muri, le linee rette proiettate sulle pareti degli edifici. Si può usare il sole in tanti modi differenti e sarebbe uno stimolo per me e un modo per voi di avere immagini differenti.
  • è totalmente gratuito – che diciamolo – non fa schifo di questi tempi!
  • ogni luogo può esser perfetto: un muro, una siepe, un campo… basta davvero poco per differenziare la foto. E anche nel caso di usare un fondale di tessuto, (altra variante molto interessante da usare all’aperto) la resa è garantita dalla luce.
  • si sta all’aria aperta e fa bene
  • l’imprevisto viene sfruttato come sfida e quindi diventa uno stimolo: riuscire ad aggirare l’ostacolo aiuta la creatività, ci si ingegna per trovare una soluzione. Es. dovesse piovere: anziché farlo diventare un problema insormontabile sfruttarlo a nostro favore: chi lo dice che non possiamo realizzare ritratti “bagnati”? Quante volte avete visto modelle con i capelli bagnati nella fotografia di moda? Perché non girare a nostro favore il tempo avverso? Si potrebbero fare immagini che sfruttano un cielo cupo da temporale creando immagini drammatiche. O per contrasto si potrebbero fare immagini divertenti, in cui si salta sotto la pioggia. Insomma, ci sono molteplici soluzioni, basta essere un po’ “sportivi”.
  • non ci sono limiti d’orario…il limite è solo la mia dipartita dopo 15 ore di scatti non stop

I contro:

  • se uno si aspetta il comfort di uno studio ovviamente in esterni non può avere le stesse condizioni, e quindi potrebbero esserci insetti, gente che passa, caldo o freddo a seconda del clima…
  • ci si deve adattare, l’imprevisto può esser visto come sprono a far di meglio, ma se uno si ferma davanti al fatto che si è messo a piovere (per esempio), allora meglio evitare
  • a seconda del luogo scelto potrebbe non essere immediatamente individuabile dal navigatore

Personalmente vorrei rischiarla e ambientare la giornata all’aperto, vediamo quanti saranno interessati. Voglio mettermi alla prova, gestendo più persone, in una situazione diversa dal solito, dove può capitare l’imprevisto. Questa cosa mi stimola parecchio.

Nel prossimo capitolo vedremo i passi successivi…

Unfaithful | with Kim@Ice Models

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“Unfaithful” è un altro progetto di ricerca realizzato in collaborazione con la stylist Alessandra Faja. Per quest’occasione ho avuto il piacere di avere sul set la splendida Rossana Deiana, conosciuta prima in veste di modella con cui avevo avuto modo di scattare l’anno scorso per “Natural Beauty”, e ora in veste di abile make up artist ed hair stylist.

Gli abiti sono di un designer cinese molto interessante e creativo: Leo Kim.

Per questo progetto abbiamo puntato su immagini minimaliste dal punto di vista formale, ma dal forte impatto interpretativo di Kim, splendida modella, che sapientemente ha dato corpo a sentimenti quali la rabbia, la frustrazione e alla fine l’abbandono che molto spesso – purtroppo – si provano in un momento storico come quello che stiamo vivendo.

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Written by Monimix

giugno 11th, 2012 at 10:17 am

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