Monimix Photography Blog

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Uno per tutti, tutti per uno!

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Fotografi, cosa state facendo in questo momento? lavorando? bevendo un caffè? caxxeggiando allegramente? allora prendetevi due minuti del vostro tempo e leggete qui. Gli amici di Jumper lanciano una nuova iniziativa fatta apposta per tutti noi fotografi che deambuliamo solitari nella giungla di internet. Iscrivetevi alla newsletter di Jumper (Sunday Jumper), è gratis (lo so che stavate già facendo una smorfietta dubitativa e alzando il sopracciglio), ma è fondamentale per essere aggiornati ogni settimana su come va il mercato, sulle nuove scoperte e su mille consigli e informazioni utili. Lo scopo è quello di unire i fotografi professionisti in un coro di voci, creando un luogo di incontro, di dialogo, in cui far crescere e migliorare il mondo della fotografia, grazie all’aiuto di tutti.

Se poi volete fare un passo in più per la vostra professione vi consiglio caldamente anche l’iscrizione a Jumper Premium. Ve ne avevo già parlato tempo fa in occasione del lancio di questa nuova iniziativa. Per chi ancora non lo conoscesse, è un pozzo di conoscenza, con molti video relativi a photoshop, al marketing, ai video e tanto tanto altro. Ok, mi direte voi, ma questo si paga… Non fate i pignoli, guardate quanto vi viene offerto, quanto fanno per noi e poi ditemi che la cifra è alta! Del resto, paragonata alle varie spese che sostiene un fotografo, anche solo per l’ennesimo obiettivo (che userà giusto il giorno dell’acquisto!), è veramente accessibile. Tra l’altro iscrivendovi potrete poi avere sconti sui Jumper Camp, gli incontri formativi che man mano vengono organizzati. Cosa volete di più??

Ecco dove iscrivervi: http://www.jumper.it/form-per-partecipare-al-progetto-10-000-amici-di-jumper/

Per chi si iscrive ci sarà anche un regalo! :)

Il talento

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Oggi parliamo di Talento. Lo sapevate che nell’antichità il talento era un’antica unità di misura? I Babilonesi ed i Sumeri avevano un sistema in cui 60 shekel formavano una mina e 60 mine formavano un talento.
Per i romani il talento era formato da 100 libbre che avevano una massa inferiore alla mina.
Quando era usato come misura monetaria, si intendeva un talento di oro, e quindi il peso di una persona in oro.
C’è persino una parabola che parla di talenti: è una Parabola di Gesù raccontata nel Vangelo secondo Matteo 25,14-30
La parabola parla di un uomo che parte per un viaggio ed affida i suoi beni ai suoi servi. Ad un servo affida cinque talenti, ad un secondo due talenti e ad un terzo un talento. I primi due, sfruttando la somma ricevuta, riescono a raddoppiarne l’importo; il terzo invece va a nascondere il talento ricevuto.
Quando il padrone ritorna apprezza l’operato dei primi due servi; invece condanna il comportamento dell’ultimo.
Ciò che significa che per entrare nel regno dei cieli occorre far fruttare i propri talenti (cioè le proprie capacità).
Religione a parte, il messaggio è chiaro: se hai un talento devi sfruttarlo.

Mi è capitato di ricevere complimenti da persone che mi dicevano: “Tu hai talento!”, e molte volte mi sono chiesta cosa volesse dire questa frase: “Avere talento”.

Non sta a me dire se ho talento e se sono una brava fotografa, anche perché preferisco far parlare le mie foto, se avessi preferito le parole alle immagini, ora sarei una scrittrice.

Credo che la parabola centri appieno il punto, per riuscire nella vita bisogna far fruttare le proprie capacità.
Come molti anch’io cerco di dare sempre il massimo, impegnandomi, studiando e cercando sempre nuovi stimoli, ma questo purtroppo mi sono resa conto che non sempre basta. Nel mondo del lavoro non basta impegnarsi per ottenere risultati, serve di più. Questo “di più” è chiamato in molti modi, c’è chi lo chiama “marketing”, chi “spintarella”, chi “raccomandazione”, chi “favore” e via dicendo…

Io credo che il sapersi vendere bene sia diventata l’unica cosa che ormai conti. Ho visto persone che qualitativamente non erano granché passare davanti ad altri molto più qualificati solo perché sapevano parlare di loro e dei loro lavori in modo aulico, fa niente se poi era tutta aria fritta.
A chi ti deve dar lavoro piace sentir parlare, e questo lo dico col rammarico di una timida troppo sincera che non sa raccontar panzane…

Written by Monimix

ottobre 24th, 2008 at 11:05 am

L’inizio dell’attività

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Spesso mi è capitato di ricevere mail da ragazzi che vogliono iniziare l’attività di fotografi.

Da una parte la cosa mi inorgoglisce molto e il mio ego è in pace col mondo, perché vuol dire che guardando i lavoro sul mio sito la gente apprezza il mio operato e mi ritiene degna di poter insegnare a qualcuno ciò che so. Dall’altra mi fa sorridere, perché è passato così poco da quando ero io nella loro situazione, che mi sembra stranissimo ricevere le loro mail.

Le loro domande, i loro dubbi, sono le domande e i dubbi che ho avuto io, e molto volentieri se posso dò un consiglio.

Molti mi chiedono su cosa fare per iniziare l’attività, dove cercare, come proporsi…
Ciò che dico loro è frutto della mia esperienza, maturata nel corso di questi ultimi anni, da autodidatta, perché nessuno mi ha concesso l’occasione di fare da assistente, ma con la mia testardaggine, la mia tenacia e soprattutto la grande passione che mi sostiene giorno dopo giorno, ho imparato veramente tante cose. Ovvio, che ci voglia più tempo, far tutto da soli, senza una guida, senza qualcuno che ti dica cosa fare, come e quando, persino recuperare il materiale per lo studio non è così facile! Ci si deve rimboccare le maniche, armarsi di santa pazienza e fare ricerche nel web su vari canali alla ricerca di notizie utili, di materiali, di modelle, di idee…

L’inizio dell’attività non è un passo facile, soprattutto in questi tempi (ma è un discorso che vale per tutti i settori, non solo per la fotografia), ma non impossibile.

La frase che mi ripeto più spesso è: “tutto è possibile, per l’impossibile ci vuole solo più tempo”.

Quando cercavo di fare pratica da qualche fotografo già avviato le risposte che ottenevo erano le stesse che ricevono i ragazzi che mi scrivono. Bisogna fare una scrematura tra le risposte ottenute, perché ci sono molti che dicono il vero e molti che cercano di scoraggiare i giovani forse per timore della concorrenza. E’ vero, ci sono periodi difficili in cui si fatica a guadagnare, come questo, perché con l’avvento del digitale tanti preferiscono farsi le foto “in casa” senza ricorrere ad un fotografo professionista, inoltre il numero di fotografi è sempre più vasto e quindi il lavoro deve essere diviso fra molte più persone.

Fattore da non sottovalutare è che in Italia chi ha la facoltà di decidere, preferisce chiamare fotografi stranieri per la solita mania di esterofilia!

Molti pensano che con tutte le ragazze che vogliono farsi fotografare, non sia un problema trovare modelle e quindi guadagni. Non è così scontato che siano esse la fonte di guadagni, anzi!

Se una ragazza è troppo giovane magari non si può permettere un book vero e proprio per il costo, oppure per chi aspira a fare la fotomodella c’è una collaborazione coi fotografi (TFCD o TFP) in cui lei posa in cambio delle foto e il fotografo ha la possibilità di avere una modella gratuitamente da conoscere ed eventualmente richiamare in occasione di un lavoro retribuito.

Purtroppo non è facile. Prima di tutto bisogna avere una grande passione che ci sostiene anche nei momenti difficili, ma da sola non basta, serve un grande sforzo per quanto riguarda il marketing; mi spiego: cercare il più possibile di farsi vedere, iniziando da internet (essere presente con un proprio sito web, pubblicare foto nelle varie community fotografiche italiane e internazionali, iscriversi ai siti di casting di modelle mostrando loro i propri lavori, ecc..) per poi presentarsi alle agenzie di modelle, riviste, gallerie, ecc…

Un altro passo importante è cercare di creare una rete di conoscenze sempre più vasta che ci permetta di sapere a chi rivolgerci in caso di necessità.

Sono tutte cose che impegnano parecchio tempo, sottraendolo alla fotografia stessa, ma è necessario per farla diventare un’attività vera e propria.

Il rapporto coi clienti poi è una delle cose più complicate.. ma a questo argomento dedicherò un altro post, ci son troppe cose da dire…

Written by Monimix

luglio 23rd, 2007 at 3:29 pm

Lunga vita a Dolce e Gabbana!

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Adesso basta!
Quando è troppo è davvero troppo! Sono arcistufa di sentire e leggere le polemiche ipocritamente perbeniste che in questi giorni si scagliano contro la nuova (e meravigliosamente audace) campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana. Anzitutto le immagini sono sette, di cui solo una o due propongono una donna “sottomessa”, e c’è anche però un’immagine di un tacco a spillo di una “dominatrice” che si stampa sopra il petto di un uomo. Ma, certo, va sempre di gran moda difendere le donne, anche quando non ce n’è alcun bisogno; basta un pretesto creato ad hoc.

E prendiamo quindi la foto più incriminata… amici miei, se quella è una donna sofferente allora voi non avete mai fatto del buon sesso in vita vostra! Quella donna ha un’espressione più simile a quella dell’orgasmo che non di sofferenza, le dita delle mani non sono strette (gesto di chi si difende) ma aperte e abbandonate e il corpo è nella classica posizione a bacino sollevato alla ricerca del piacere, NESSUNA donna che sta subendo una violenza assumerebbe una postura simile! L’istinto è rannicchiarsi e tentare di girarsi su un fianco per “sgusciare via” dalla presa dell’aggressore… e questa donna non fa nessuna delle due cose.

Basta, non è una crociata per il benessere fisico e morale, ormai è una persecuzione contro fotografi, modelle, designer… e non sono più disposta ad ammetterlo, è ora che si alzi anche la voce di chi ne ha piene le palle di farsi prendere per il culo in questo modo!

Evvia DeG!

Written by Monimix

marzo 2nd, 2007 at 2:52 pm

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