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Sasha Marini: nuovi ritratti e una nuova sfida tecnica

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In gennaio, mi chiama Luca (Severgnini) per dirmi che inizierà a scrivere per il blog 15 Apples, e avrà l’opportunità, tra le altre cose, di intervistare persone di grande valore nel mondo della moda e del design. Il primo articolo con cui inizia questa collaborazione, parla di Stefano Conticelli della bottega artigiana Conticelli, vi consiglio la lettura di questo articolo scritto in stile fiaba, perché vi farà scoprire una persona davvero unica, un artigiano incredibile e un uomo dal grande cuore e dalla purezza d’animo.

La sua collaborazione col blog continua, e decide di dedicare ampio spazio all’intervista realizzata a Sasha Marini, modello di lunga data, già citato altre volte sul mio blog perché autore della campagna sociale Shout Up You Can, contro gli abusi nel mondo della moda. L’occasione è stata propizia per realizzare dei nuovi ritratti con Sasha. La prima parte delle immagini che abbiamo fatto è dedicata alla campagna, un’immagine forte al centro dell’attenzione attorno a cui ruotano i particolari che mettono in luce i dettagli della T-shirt realizzata da Alessandra Casella, firma del brand NotSnob59 e del blog The Fashion Shaker a sostegno della campagna ideata da Sasha e Luca.

Sasha è un personaggio, in foto assume sempre un’aria drammatica ed intensa, ma quando lo incontri è una persona vivace, divertente, con lui le risate sono assicurate e ti spiazza sempre per la sua gentilezza ed educazione, doti non più così diffuse purtroppo, al giorno d’oggi. Il clima è sempre piacevole quando scattiamo. In questo caso non avevamo uno studio a disposizione né tantomeno molto tempo, così abbiamo optato per scattare in casa sua sfruttando l’occasione per una nuova sfida (scattare in una situazione difficile, con zero materiale, ma con un piano preciso in mente).

Le immagini della campagna sono state realizzate semplicemente davanti ad un muro bianco e puntando su di lui il flash a slitta della macchina. Luce che ho già sfruttato in altre occasioni (anche in studio) e che amo molto, per l’essenzialità e per la durezza che in questo caso, visto il messaggio di lotta, è perfetta.

SUYC

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Written by Monimix

febbraio 5th, 2014 at 11:54 am

Conosciamo Barbara Zonzin

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Autrice della mia intervista e di quella di Sara, oggi tocca a lei rispondere al fuoco incrociato delle nostre domande: lei è Barbara Zonzin, fotografa professionista, membro del direttivo Tau Visual, amica, punto di riferimento per molti appassionati di fotografia e non solo. Alla prima domanda preferisce non rispondere, lasciando nel mistero chi non la conosce ancora, lasciando libero spazio alla vostra personale sensibilità di cogliere più aspetti possibili del suo carattere e della sua personalità, dalle sue parole.
Per alcuni è un generale inflessibile, lei stessa si definisce puntigliosa, precisa ed organizzata, ma se saprete andare oltre riuscirete a cogliere moltissime sfumature del suo carattere, avrete l’occasione di attingere dal suo bagaglio di esperienza mille e più consigli. Come tanti, anche lei ha i suoi momenti di crisi esistenziale e ciò la rende ancora più vera e simpatica mostrando che oltre la corazza c’è una grande passione e un forte credo in ciò che fa.

Grazie Barbara per aver avuto la pazienza di arrivare sino in fondo all’interrogatorio!

1. La prima domanda, se vogliamo all’apparenza la più banale, ma se letta nel suo senso più profondo, la più complicata: chi è Barbara?
Ok, passiamo alla prossima (no davvero… ci ho pensato su ma non mi viene di rispondere..)

2. Da dove è nata la passione per la fotografia? Chi sono stati i tuoi primi punti di riferimento?
Quando ero ancora pischella mio zio mi mise una macchina fotografica in mano e non me ne sono più liberata. Tutta colpa sua! Poi la strada è stata lunga, interi pomeriggi a leggere riviste di fotografia invece che studiare… ho fatto dannare mia madre come nessuno mai credo. In quel periodo non avevo punti di riferimento precisi, nel mio paesello parlare di fotografia voleva dire “foto di vacanza”. Ma un giorno ho visto una foto su una rivista, una immagine in bianco e nero di una bella ragazza che sembrava meridionale ambientata in un luogo chiaramente del sud, una foto di moda ambientata in location. E mi dissi: “ecco, io voglio fare questo!”. Scoprii solo più tardi che quella era una foto di Ferdinando Scianna. Aver avuto modo di lavorare con lui è stato coronare il primo dei miei più grandi sogni. Read the rest of this entry »

Quattro chiacchiere con Francesca Cortevesio

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Quando scelgo una modella per i miei scatti vado sempre alla ricerca di “quel qualcosa in più″ che rende viva l’immagine, cerco una persona prima di tutto, con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue emozioni, le sue idee: una persona prima ancora che una modella.  Questa continua ricerca mi ha fatto incontrare una persona eccezionale, l’avrete vista mille volte nei miei scatti, perchè la adoro. Lei è Francesca Cortevesio (www.francescacortevesio.eu).

Ha iniziato quasi per caso, lei dice per il suo taglio (e colore) particolare di capelli, ma se la incontri quello diventa un dettaglio secondario, perchè resti catturato dai suoi occhi e dalla sua personalità. In pochi anni è riuscita a scattare con fotografi di altissimo livello del panorama italiano, pur rimanendo se stessa, senza scendere a compromessi e a vivere la fotografia come una passione che va al di là del lavoro. Passione in continua crescita che la vede iniziare a muovere i primi passi anche dietro l’obiettivo in una serie di autoscatti molto forti.

Le ho fatto alcune domande per farla conoscere a chi ancora non ha avuto l’occasione di incontrarla e per far arrivare un messaggio anche alle altre ragazze che hanno intrapreso, o sono intenzionate a farlo, la vita della modella.
Non basta essere belle, avere un bel fisico e un bel visino, serve personalità, espressività e la capacità di interpretare ogni volta ruoli diversi. La modella deve essere un’attrice, non un manichino.

1. Prima di tutto, una domanda di rito per chi ancora non ti conosce: ci racconti brevemente chi sei e come hai iniziato a far questo lavoro?
Francesca Cortevesio, per gli amici Checchina, ho 26 anni e AMO quello che faccio. Sono una fotomodella che ha iniziato questo percorso un po’ per caso, senza cercarlo, come succede invece forse per la maggior parte delle ragazze che decidono di intraprenderlo. Ebbene sì, i miei capelli hanno fatto la loro grande parte nell’aprirmi questa porta dietro cui ho trovato un sacco di sorprese e soddisfazioni. Poi, come si dice, una cosa tira l’altra e da hair model mi sono “evoluta”, sono uscita dal mio guscio di timidezza e riservatezza e sono sbocciata o come preferisco dire sono NATA. Read the rest of this entry »

Qualcosa su di me…

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Un’altra news: oggi Barbara ha pubblicato sul suo blog l’intervista che mi ha fatto nei giorni scorsi. E’ stata una vera e proprio seduta di psicanalisi, mi ha aiutata a fermarmi a riflettere su alcuni punti dentro di me e a darmi una sferzata positiva ed energica per uscire da un leggero torpore che l’afa estiva e il periodo non idilliaco mi aveva colpita.
Se avete voglia (e tempo!) di darci un’occhiata, la trovate qui!

07

Written by Monimix

settembre 7th, 2010 at 5:24 pm

In scena: Phil Stern ed Erwin Olaf

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Una delle cose migliori che possiamo fare quando abbiamo del tempo libero, è quello di visitare mostre. Proprio nei giorni scorsi sono stata a visitare le mostre di Erwin Olaf e Phil Stern allo Spazio Forma di Milano.
L’occasione è nata per passare una mattinata in compagnia di due carissime amiche, anche loro appassionate di fotografia e devo dire che è stata veramente una gran bella esperienza.
Immaginatevi lo spazio Forma quasi deserto, il silenzio che avvolge le sale per darti la possibilità di calarti un un mondo irreale e fantastico.

Il percorso inizia con gli scatti in bianco e nero di Phil Stern, veri capolavori testimoni di tempi passati in cui l’eleganza delle donne e il fascino degli uomini la fanno da padrone. Scatti di scena affiancati a scatti privati dei divi di Holliwood, talmente belli ed eleganti da sembrare tratti anch’essi da qualche film dell’epoca.
Fa una certa impressione vedere quei “mostri sacri” che solitamente vediamo nei vecchi film in bianco e nero (e nel mondo jazz) come miti irraggiungibili, sorridere tra un ciak e l’altro come persone reali.
E così vediamo ritratti di James Dean, Frank Sinatra, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, JFK, Anita Ekberg, Sofia Loren, Dean Martin, Alfred Hitchcock, John Wayne,Sidney Poitier, Louis Armstrong, Jack Lemmon,  Sammy Davis Jr., Tony Curtis e tanti tanti altri…
Oggi Phil Stern è un signore ultranovantenne che gira con una bombola d’ossigeno ma con una lucidità eccezionale e una gran capacità di catturarti mentre racconta la sua vita spesa per la fotografia.
Qui potete vedere la sua intervista realizzata da e allo Spazio Forma in occasione della mostra.

philstern

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