Monimix Photography Blog

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A volte basta poco: la liberatoria è importante.

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Quando si realizza un servizio fotografico, sia che le foto vengano fatte per un nostro progetto, sia che si stia scattando per un cliente, e vi sono coinvolte delle persone, è sempre buona norma far firmare una liberatoria in cui mettiamo nero su bianco che la persona ritratta ci autorizza ad utilizzare la sua immagine per lo scopo stabilito.
Per alcuni forse vale ancora la prassi dell’ok a voce, ma la parola spesa non ha molto valore nel caso vi capiti di vedere la vostra bella facciona su un cartellone pubblicitario in bella mostra nella via più trafficata della città, pubblicizzare un lassativo, anzichè l’uso che era stato precedentemente concordato.
La liberatoria è utile come tutela per entrambe le parti, noi fotografi firmiamo un documento in cui concediamo l’uso di tali immagini alla modella per propria promozione, in cambio dobbiamo precisare gli usi che ne faremo (promozione online sul nostro sito e siti di condivisione foto – tipo flickr per intenderci – esposizioni in gallerie, pubblicazioni su riviste, catalogo per il tal cliente…). La modella dal canto suo si impegna ad utilizzare le foto per sua promozione, utilizzando le foto nel book e sito web. In questo modo entrambe le parti si impegnano per far buono uso delle immagini in questione e la modella viene tutelata da usi impropri della sua immagine. Spesso si tende a sottovalutare l’aspetto burocratico del nostro lavoro perchè “massì, siamo tutti amici…” e poi ecco dietro l’angolo la fregatura.
Alle volte basterebbe un po’ di buonsenso, pensare a come reagiremmo noi se chi ci ha fatto una foto l’ha poi utilizzata per guadagnarci sopra modificandola e facendola diventare un manifesto pubblicitario, senza aver avuto nemmeno il buon gusto di avvisarci, chiederci il consenso e magari, chissà, riconoscerci pure una piccola percentuale sul guadagno.

Written by Monimix

settembre 12th, 2011 at 5:25 pm

Io ci metto la faccia, e voi?

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Nel lavoro, come nella vita, per me è importante cercare di essere il più vera possibile, senza filtri che mi facciano apparire diversa da ciò che sono e che diano un’idea di me falsata all’esterno. Infatti resto stupita quando incontro nella vita, persone conosciute online che si stupiscono del fatto che io sia una persona normale, alla mano, una che “non se la tira” per citare le loro parole. Conoscendomi da 31 anni, so perfettamente cosa sono e cosa non sono, e di certo non sono mai stata e mai lo sarò una che “se la tira” perchè è una categoria di persone che odio visceralmente (anche perchè la mancanza di umiltà è inversamente proporzionale alla loro utilità nel mondo!). Questo mi ha portata a pensare a quanto spesso l’immagine che proiettiamo all’esterno sia ben diversa dalla nostra immagine reale, soprattutto se abbiamo una vita virtuale molto sviluppata.
In rete è facile incappare in gente che appare fikissima, con una vita piena di impegni mondani, che parlano per citazioni, che scrivono come dei moderni Oscar Wilde, che ti fanno credere di essere uno sfigato solo perchè non conosci tutto ciò di cui scrivono. Per alcuni questa immagine è reale, capita fortunatamente di incontrare gente colta in giro, ma molto spesso questi “signorisannotuttoloro” sono ben poca cosa calati nella vita di tutti i giorni. Le citazioni arrivano da Wikipedia, l’inglese direttamente dal traduttore di Google, gli impegni mondani si rivelano essere al bar dell’oratorio e i mille lavori citati si rivelano essere test, per di più free.

Per molti, il bello di internet è anche questo, il crearsi una doppia vita, perchè quella vera non li soddisfa, ma quando si spengono i riflettori (in questo caso i led dei monitor) che facciamo? Ci guardiamo tristi tristi allo specchio perchè il pigiama di flanella non ci dona quanto l’abito di Dior millantato nel blog? E se qualcuno ci vuole incontrare ci arrampichiamo sugli specchi, magari inventando la bufala di un viaggio provvidenziale a Capo Nord perchè non siamo quegli intelligentoni per cui ci siamo spacciati, o le strafigone photoshoppate di cui ci siamo vantate?

Direi di no, che dite?
Io sono come appaio, una persona normale, con i suoi pregi e i suoi difetti. Non starò qui a vantarmi dei miei difetti, visto che è diventato lo sport nazionale vantarsi di quelli anzichè dei pregi (tipico controsenso moderno).
Sono una persona semplice, chiara, decisa, precisa e autoironica.

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Written by Monimix

aprile 12th, 2011 at 5:27 pm

L’artista del giorno: Chenman

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Curiosando qua e là tra una pagina e l’altra della rete mi sono imbattuta negli scatti di questa giovane artista cinese eccezionale: il suo nome è Chenman.

Diventata famosa a soli vent’anni quando ha realizzato la sua prima copertina per la rivista “Vision Magazine”, collaborazione durata parecchi anni (dal 2003 al 2006 e 2007). Da allora i suoi scatti sono stati pubblicati su varie testate tra cui Vogue, Bazaar, Elle, Esquire, Marie Claire, Cosmopolitan, Offieciel e tra i suoi clienti figurano nomi del calibro di: Panasonic, Toshiba, Canon, Motorola, Sony, Adidas, Nike, Converse, Puma, Pepsi, Shu Uemura, MAC, Max Factor, L’oreal e tanti tanti altri.

Guardando i suoi scatti non si può non rimaner affascinati dalla sua bravura nell’unire l’arte fotografica ad una strabiliante capacità nella rielaborazione delle immagini impiegando molto spesso anche il 3D. Ciò che più di tutto mi colpisce è la purezza dei suoi lavori, una morbidezza impalpabile trasforma le donne rappresentate in figure eteree conferendo loro un’eleganza estremamente sensuale.

Il sito purtroppo non è il massimo, è molto lento e il menu non è eccezionale, ma vi consiglio di visitarlo perchè merita davvero: chenmaner.com

Zucchero filato

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zuccherofilato

Un’immagine che rievoca l’infanzia e l’adolescenza. Un’immagine che riporta a momenti spensierati vissuti con gli amici di allora. Un’immagine che ferma i ricordi e con forza fa rivivere quella gioia.

Un’immagine tratta dalla fiera che ogni anno riempie la strada sottocasa e i luoghi del mio passato e del mio presente. Una tradizione che si tramanda di padre in figlio, una tradizione che ogni anno perde qualcosa e qualcuno.

Come ogni anno la pioggia bagna la fiera, che caparbia va avanti per la sua strada, ma quest’anno un velo di tristezza ricopre più della pioggia quei giochi e quei tendoni.

Campagna pubblicitaria P/E 2010: Louis Vuitton

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Tra le nuove campagne pubblicitarie (primavera/estate 2010) risaltano gli scatti del marchio Louis Vuitton che vedono come protagonisti la fotografa Annie Leibovitz ed un suo amico di vecchia data, il ballerino e coreografo Mikhail Baryshnikov.
Per una volta davanti all’obbiettivo si pone la fotografa come coprogonista dello scatto, al posto delle solite splendide testimonials a cui siamo abituati.
Ciò che apprezzo di tale immagine, oltre alla particolarità del cambio di testimonials, è l’atmosfera che pervade lo scatto: i due protagonisti sembrano colti in un normalissimo backstage, non c’è un’impostazione forzata delle pose, ma prevale la naturalezza dei loro corpi e del loro sguardo complice che si incrocia proprio al centro della scena, dando forza al tutto.
Ottima anche la scelta del disordine intorno a loro, con libri, carte, luci ed oggetti scenografici sullo sfondo e accanto alla fotografa la sua macchina fotografica. E come sempre, a farla da padrone, un sapiente uso della luce che pervade la scena nella parte superiore quasi per abbagliare l’osservatore, andando poi a sfumare nella parte bassa ricreando un’atmosfera rarefatta ed intima che va ad accarezzare le figure dei due amici.

Vuitton

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