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A volte basta poco: la liberatoria è importante.

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Quando si realizza un servizio fotografico, sia che le foto vengano fatte per un nostro progetto, sia che si stia scattando per un cliente, e vi sono coinvolte delle persone, è sempre buona norma far firmare una liberatoria in cui mettiamo nero su bianco che la persona ritratta ci autorizza ad utilizzare la sua immagine per lo scopo stabilito.
Per alcuni forse vale ancora la prassi dell’ok a voce, ma la parola spesa non ha molto valore nel caso vi capiti di vedere la vostra bella facciona su un cartellone pubblicitario in bella mostra nella via più trafficata della città, pubblicizzare un lassativo, anzichè l’uso che era stato precedentemente concordato.
La liberatoria è utile come tutela per entrambe le parti, noi fotografi firmiamo un documento in cui concediamo l’uso di tali immagini alla modella per propria promozione, in cambio dobbiamo precisare gli usi che ne faremo (promozione online sul nostro sito e siti di condivisione foto – tipo flickr per intenderci – esposizioni in gallerie, pubblicazioni su riviste, catalogo per il tal cliente…). La modella dal canto suo si impegna ad utilizzare le foto per sua promozione, utilizzando le foto nel book e sito web. In questo modo entrambe le parti si impegnano per far buono uso delle immagini in questione e la modella viene tutelata da usi impropri della sua immagine. Spesso si tende a sottovalutare l’aspetto burocratico del nostro lavoro perchè “massì, siamo tutti amici…” e poi ecco dietro l’angolo la fregatura.
Alle volte basterebbe un po’ di buonsenso, pensare a come reagiremmo noi se chi ci ha fatto una foto l’ha poi utilizzata per guadagnarci sopra modificandola e facendola diventare un manifesto pubblicitario, senza aver avuto nemmeno il buon gusto di avvisarci, chiederci il consenso e magari, chissà, riconoscerci pure una piccola percentuale sul guadagno.

Written by Monimix

settembre 12th, 2011 at 5:25 pm

L’importanza di leggere i contratti

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Quando si firma un contratto sarebbe buona cosa leggere sempre cosa vi è scritto onde evitare di ricevere a casa propria la “famosa” enciclopedia. Di contratti se ne firmano tanti nella vita quotidiana, anche solo per scegliere un operatore telefonico per il proprio cellulare, per esempio. E si dovrebbero sempre leggere anche le scritte in piccolo per evitare fregature.
Questa è la teoria… perchè in pratica, vedo che molte persone danno per scontato quello che uno ti dice e non leggono ciò che c’è scritto.
Mi spiego meglio. Ogni volta che realizzo un servizio fotografico faccio sempre firmare alla persona ritratta o al cliente di turno, un documento in cui si attesta il lavoro fatto, la persona ritratta mi autorizza a fotografarla e cosa importante si definiscono i diritti d’uso per tali foto.
Non c’è trucco e non c’è inganno nella liberatoria, ma vedo che nonostante sia scritta in modo semplice e chiaro per tutti, molto spesso la gente firma, ma una volta uscita dallo studio pensa di poter fare ciò che vuole con le foto ricevute. E i casi sono due: o non ha letto, o pensa comunque di poter fare ciò che vuole.
E così è capitato di trovare in giro foto mie non post prodotte da me, con colori osceni, con effetti pacchiani oppure non post prodotte del tutto (nei casi in cui abbia consegnato qualche originale particolarmente meritevole).
Ora mi chiedo: perchè hai firmato un documento in cui ti impegni a fare l’esatto opposto se tanto fai quello che vuoi?
E poi mi fa ridere che le utilizzino su internet, dove di segreto non c’è nulla!
Se vuoi apportare delle modifiche al mio lavoro, sarebbe elegante se prima mi avvisassi e mi chiedessi l’autorizzazione, visto che su quelle foto c’è il mio nome. Se io mi impegno per offrire un lavoro di qualità e poi vedo in giro foto col mio bel nome stampato sopra ma con pacchianate varie che da me non arriveranno mai, come posso portare avanti un discorso di qualità e di immagine?
Ma soprattutto perchè non si rispetta il lavoro degli altri e gli accordi presi?
E ancora: se volevi usare foto in cui hai occhiaie, cellulite e segni vari, perchè mi hai chiesto di ritoccarti con photoshop, se poi tanto usi quelle non ritoccate?
Così come io mi impegno a non far alcun uso lesivo delle foto con la tua figura, tu, allo stesso modo, dovresti rispettare il mio lavoro e attenerti agli accordi presi, altrimenti se ne parla tranquillamente e ci si accorda diversamente. La presa in giro non è mai la soluzione migliore.

Osservando le nuove campagne pubblicitarie…

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Una cosa che amo, guardando le riviste di moda, è osservare gli scatti delle campagne pubblicitarie, in particolare nel periodo di lancio delle nuove collezioni, come questo. Se da una parte alcune di queste pubblicità per la collezione A/I 2009-10 mi hanno delusa, alcune hanno colto la mia attenzione facendomi soffermare per studiarne i dettagli. La prima in assoluto su cui mi sono soffermata è la nuova campagna di Alberta Ferretti.
Due scatti, quattro modelle, una biblioteca e una grande firma dietro: Steven Meisel.
Un’atmosfera sofisticata, ma al tempo stesso quasi intima, come se le modelle fossero riprese nel loro quotidiano, mollemente adagiate su poltrone e divani tra pile di libri tutt’intorno. Una luce molto delicata, diffusa accarezza i loro visi mentre un colpo di vento smuove la scena scompigliando loro i capelli e facendo svolazzare dei fogli attorno ad esse.

Una differenza fra i due scatti: nel primo si intravede la luce che filtra dalla finestre sulle sfondo e la luce nella stanza dà l’idea di rappresentare un momento della giornata di queste giovani fanciulle. Nel secondo scatto, si intuisce la luce di una candela, o di una lampada alle loro spalle, le finestre sono scomparse e sulla scena cala un’atmosfera serale.

ferretti2
ferretti1

Written by Monimix

settembre 8th, 2009 at 5:46 pm

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