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Entusiasmo, grinta e umiltà: le tre regole

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Ieri sera, in una piazza a Crema, (dove vivo) c’è stato il concerto dei Pooh. Essendo proprio di fronte alle finestre del mio studio i miei e mia zia mi hanno casualmente fatto capire che non gli sarebbe dispiaciuto assistere all’evento.
Dovete capire che vivendo in provincia, gruppi di questo livello non è che li vedi tutti i giorni, e anche se non sono i Metallica, un salto a sentirli e a vedere come hanno organizzato il tutto lo si fa volentieri.
E devo dire che è stata una bella serata, e anche in questo caso c’è stato da imparare. Aldilà della comodità di starsene tranquillamente seduti e affacciati alle finestre dello studio, con tanto di ventilatore a due passi, la visuale era ottima perchè essendo al primo piano il palco era perfettamente visibile e ne ho approfittato per fare delle foto. Effetti luce spettacolare, molta grinta da questi tre sessantenni (io sarei svenuta dalla stanchezza dopo mezz’ora!) e loro lì a cantare, suonare, parlare col pubblico e ad incitarlo…
Nel bel mezzo del concerto, l’imprevisto: il gruppo elettogeno ha ceduto e il palco e la piazza son rimasti al buio. Mormorio generale, i Pooh scompaiono dietro le quinte. Passano i minuti e nulla accade. Dopo altri minuti la voce di Battaglia spiega l’accaduto scusandosi dell’inconveniente. Dopo mezz’ora ecco tornare ad accendersi le prime luci e i tre musicisti tornare sul palco tra gli applausi del pubblico in attesa (che già temeva di doversene tornare a casa).
Prende la parola Red Canzian e scusandosi per l’attesa ringrazia tutti per la pazienza e,dando prova di grande umiltà, ammette che il guasto è loro, ma che sono pronti a riprendere anche nella penombra perchè, come si dice: “The show must go on” e il loro entusiasmo viene premiato, ecco tornare tutte le luci al loro posto. Possono riprendere a suonare e a fare ciò per cui sono lì.

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Written by Monimix

luglio 4th, 2011 at 7:41 pm

C’erano una volta i pori…

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Leggendo il blog “Style For Style” sono incappata nell’ultimo post riguardante l’intenzione dell’Inghilterra di dare un taglio al ritocco selvaggio alle fotografie.
Chi guarda i miei lavori avrà già capito quanto questa presa di posizione mi trovi d’accordo. Non ho mai apprezzato le foto estremamente ritoccate in cui le modelle perdono naturalezza diventando manichini spianati senza pori, col rischio di far perdere loro persino la spontanea espressività.

Sono d’accordo sull’eliminare dei difettucci minimi (occhiaie, brufoletti..) ma senza far diventare il viso della modella una landa spianata, liscia come una palla da biliardo. Il mio progetto “Natural Beauty” parte da qui, dalla stanchezza di vedere in giro modelle tutte uguali grazie a photoshop. L’espressività di una persona passa dall’intensità di uno sguardo o da un bellissimo sorriso, ma anche da una borsa sotto gli occhi, da una rughetta intorno alla bocca, che creano quella diversità che ciascuno di noi possiede e che ci rende unici e speciali.

Ciò che più mi ha colpito del post Di Giorgia è la foto di Madonna, prima e dopo il ritocco fotografico. Ora, era immaginabile che all’età della signora Ciccone, la pelle non poteva essere quella di una ventenne e soprattutto come siamo abituati a vederla sulle riviste, ma vedere il raffronto tra ciò che è reale e cosa no, mi ha colpita molto, nonostante io sappia quanto con photoshop si possa ormai fare e si faccia. Forse perchè siamo talmente abituati a vedere Madonna come una donna che ha fatto un patto col diavolo per non invecchiare, che vederla al naturale con le sue rughe e la pelle meno perfetta sembra strano, come se l’immagine sbagliata fosse proprio quella del “prima di photoshop”.
Questo mi fa riflettere su quanto ormai siamo convinti che la pelle di queste dee sia spianata e perfetta, è diventatao consuetudine pensare che persone così perfette esistano davvero creandoci paranoie guardandosi allo specchio.
Non voglio entrare nella polemica dei dimagrimenti eccessivi fatti col fluidifica photoshopparo perchè è un argomento affrontato già parecchio; mi limito ad osservare la pelle, perchè è il simbolo di ciò a cui siamo arrivati e Madonna ne è un esempio.
Posso capire che l’immagine reale della signora probabilmente non farebbe vendere milioni di copie di dischi o riviste, ma rendiamoci conto che tra il prima e il dopo esiste un mondo! Si potevano attenuare un po’ le rughe, dare un colorito più vivace alla foto, ma da qui al trasformarla in sua figlia ce ne passa!

madonna-photoshop

before-photoshop2

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