Monimix Photography Blog

Everything (and more) about photography…

Archive for the ‘dettagli’ tag

Nuova veste al sito!

12 comments

Da alcuni giorni il mio sito www.monimix.com ha cambiato veste ed è tutto rinnovato. Ho aggiunto nuove pagine con le spiegazioni ai servizi offerti (book fotografici, ritratti per privati, cataloghi e lookbook) e i relativi dettagli, nuovo spazio per le foto, una newsletter e presto anche un piccolo ecommerce.

Sono ancora in fase di test, quindi se trovate errori o qualcosa che non funziona segnalatemelo che provvederò a sistemarlo.

Buona visione!

screenshot

Per realizzarlo ho utilizzato la piattaforma Jimdo, è incredibile la velocità e la facilità con cui si possa realizzare un sito web con questo sistema! Se dovete realizzare il vostro sito ma non sapete da che parte cominciare, vi consiglio vivamente di utilizzare la versione free di Jimdo per provare come funziona. Prezzi accessibilissimi anche nel momento in cui vorrete passare alla versione Pro o Business dove avrete molte più funzionalità.

Il teatrino degli orrori

10 comments

Al giorno d’oggi siamo in un’epoca in cui tutto deve passare attraverso l’occhio di una telecamera, che sia una trasmissione, un gioco, un reality o la vita reale. Ed è veramente squallido quando una tragedia di cronaca nera diventa lo scenario di un horror reality vissuto in diretta sino al suo apice.
La vetrina degli orrori, mi sentirei di definire la televisione di oggi.

Scompare una ragazzina e la sua famiglia come prima cosa fa entrare i giornalisti in casa, come fossero investigatori. Ogni sguardo, ogni gesto viene ripreso e analizzato dall’esperto di turno che traccerà un quadro della situazione per chi è a casa. E così veniamo bombardati dai telegiornali, dai quotidiani, dalle centinaia di trasmissioni televisive con un pot-pourri di dettagli personali, di “elementi utili all’indagine” (sì perchè fa sensazionalismo usare i termini tecnici!), di fotografie della vittima, e le lacrime dei familiari…

E se già tutto questo non bastasse si arriva al punto più alto di share (e più basso nell’animo umano!) annunciando in diretta l’arrivo di un’ansa che urla il ritrovamento di un cadavere, davanti a centinaia di persone incollate al televisore, ma soprattutto davanti ad una madre che impietrita è presa nel vortice di smentite e poi di conferme per poi tornare alla smentita della notizia rimanendo nell’incertezza più atroce che quel “cadavere” sia realmente sua figlia. La freddezza della parola come fosse un oggetto, cattura ancora di più l’attenzione dello spettatore assatanato di morbosa curiosità, dimenticandosi totalmente che quello che si sta vivendo è la realtà e non la finzione di un film.

Due famiglie distrutte
da un uomo che ha commesso un crimine orrendo, ma ulteriormente distrutte dall’accanimento dei media, che ora si vantano che se l’assassino è crollato è perchè non sosteneva più l’assalto dei media. Siamo a questo punto? Il fatto che sia crollato per il senso di colpa troppo grande, o perchè non riusciva più a reggere un peso del genere davanti alla famiglia, non ha minimamente sfiorato i giornalisti. No, il mostro è crollato grazie anche a loro!

Sono bravi poi nell’aumentare ulteriormente il pathos legato ad una vicenda così drammatica, sì perchè ogni volta vanno a sottolineare la violenza carnale, come se l’omicidio non fosse ormai più abbastanza drammatico, allora ci si fissa su quell’elemento così raccapricciante e non si perde occasione per ripeterlo.

E poi il teatrino delle comparsate nelle varie trasmissioni televisive. E lì mi sento veramente triste per questa ragazzina, uccisa dallo zio e sfruttata dagli altri suoi familiari per i 15 minuti di notorietà. Tutti a parlare davanti alle telecamere, tutti a urlare improperi verso quel mostro, ma la memoria di Sara chi la rispetta?
E così la madre ospite di “Chi l’ha visto?” (vivendo in diretta il momento più terribile), il fratello ospite della “Vita in diretta”, la cugina al Tg5 e così via. Perchè? Perchè non vivere un momento così atroce nella propria intimità? Perchè non piangere dietro le telecamere, anzichè davanti? Perchè il bisogno di esporsi è così forte da quasi sminuire un fatto così grave?

Resto sbigottita e schifata da tutto ciò. Non ci sono parole per spiegare lo sdegno di quanto accaduto.

fiori

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: