Monimix Photography Blog

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Perchè fare un’esposizione?

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L’esposizione del progetto “Mia e di nessun altro” è terminata, e così ci si appresta a disallestirla, si tolgono le foto dalla parete, si tagliano i fili dell’installazione, si archiviano i testi, si impacchetta il tutto e si spengono le luci. Il  momento in cui si smonta una mostra è sempre un po’ malinconico, un po’come quando a teatro cala il sipario e la musica sfuma via o al cinema quando scorrono i titoli di coda e se è stato un bel film ti fermi fino all’ultimo nome che lascia lo schermo perchè così ti sembra di prolungare ancora per qualche minuto l’emozione che il film ti ha suscitato. Per me, esporre non è solo mettere in mostra se stessi insieme ai propri lavori, è condividere con altri un percorso, cercare di trasmettere qualcosa a chi verrà a vedere i tuoi scatti, un volerlo coinvolgere in ciò che per te è importante e fare in modo che dal confronto possano uscire ulteriori spunti per una crescita, personale prima di tutto, ma anche professionale.

Fino ad ora ho sempre fatto piccole esposizioni, in luoghi diversi tra loro, ma dove sentivo che ci potesse essere modo di creare un contatto con chi passava a vedere l’eposizione o anche solo per un saluto. E così è stato anche stavolta: molti amici sono passati, ma anche persone che non conoscevo che si sono soffermate davanti all’installazione facendosi coinvolgere dalla forza del messaggio, lasciandoci parole di incoraggiamento per poter proseguire in questo percorso di lotta contro la violenza sulla donna. Attestati di stima inattesi e belle parole sono ciò che fanno bene al cuore in questi casi, perchè il timore è che ci sia ancora troppa indifferenza su temi così delicati ed importanti.
Il prossimo passo sarà quello di legare questo progetto e i successivi alla realtà delle associazioni che quotidianamente lottano su questo fronte per poter dare un nostro piccolo contributo alla battaglia. Vedremo cosa riusciremo a fare.

Per poter vedere l’intero progetto potete andare sul mio sito.

Un grazie a Micaela Zuliani (MKZphoto) con cui ho passato un bel pomeriggio a parlare di fotografia e che ha voluto dedicare al progetto un bel post sul suo blog. questa pazzerella aveva anche pensato di farmi un video in cui le illustravo l’idea alla base dell’esposizione, facendomi prendere un colpo (dovete capire che dall’altra parte dell’obiettivo io proprio non ci so stare!), ma il karma ha voluto che l’audio non si sentisse bene e quindi, con mio profondissimo rammarico ha scelto di usare solo uno scatto che ci ha fatto il suo compagno al volo, senza preavviso (ecco spiegato l’occhio a palla e il sorriso durbans della foto d’apertura del suo post!) e un video realizzato da lei all’esposizione.

Raggiungere la meta

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Oggi è uno di quei giorni in cui proprio non va. Uno di quei giorni in cui le domande, i dubbi, le angosce della vita ti prendono e ti scuotono come uno straccio e ti lasciano lì a guardare nel vuoto e a chiederti cosa vale veramente la pena fare.
A trent’anni le domande sulla vita sono, per assurdo, molte più di quelle che avevi a venti e dovevi ancora conoscere il mondo, e le risposte che dovresti avere in realtà non le hai ancora raggiunte e forse non le raggiungerai mai. Ti senti sempre come se stessi correndo da qualche parte, ma non sai qual’è la tua meta. Corri, corri, ma dove vai? E quando ti fermi per chiedertelo sbam! una porta sul muso ti stordisce.
E così riprendi a correre, a perdifiato, per cercare di raggiungere gli altri o perchè pensi che se tutti corrono tu non puoi rimanere indietro; ma è una motivazione del cavolo, se corri senza un perchè e senza un metodo finirai il fiato, ti verrà l’acido lattico nelle gambe e poi stramazzerai per terra.
Così cerchi di fare la cosa giusta, di dire la cosa giusta, ma dire e fare quello che gli altri si aspettano, è sempre la scelta sbagliata. Dovremmo avere il coraggio di fare ciò che realmente ci fa star bene, ciò che ci fa sentire in pace col mondo, ma siamo sempre troppo presi dal cercar di stare al passo con gli altri che non riusciamo più a capire cosa vogliamo realmente.
Pensi a ciò che ti piacerebbe fare, ma poi alla fine non lo fai per mille motivi, per quei mille stupidissimi motivi che ti fanno continuare a correre nella direzione sbagliata.

Written by Monimix

dicembre 21st, 2010 at 5:51 pm

News dal workshop!

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A distanza di un mese mi prendo finalmente del tempo per scrivere questo post dedicato al workshop che ho tenuto il 23 maggio scorso. E’ stata una gran bella giornata, ricca di scambi di idee, di crescita personale e diversi punti di vista. Come già scritto nei post precedenti a riguardo, il tema della giornata è stato il dedicarsi all’organizzazione di un vero e proprio servizio fotografico, partendo dalla ricerca di un’idea da realizzare, passando per il confronto con i componenti del gruppo e dei collaboratori (truccatrici, stylist e modelle) al fine di individuare una storia da raccontare attraverso gli scatti, in modo da rendere il partecipante al workshop parte attiva nella pianificazione degli scatti.
Unici elementi dati: la modella, gli abiti e la location (parco Sempione a Milano, ricco di diversissimi angoli di ripresa).

Dopo aver rotto il ghiaccio con le prime informazioni riguardanti la giornata e le “regole” di base da seguire ecco i nostri eroi iniziare il brainstorming per determinare la propria idea da sviluppare. Fase importantissima e delicatissima, perchè da qui si determinerà tutto il corso della giornata.
E’ stato molto utile il confronto diretto e partecipe con i collaboratori perchè la stylist ha potuto illustrare lo styling degli abiti scelto, la truccatrice ha dato il suo contributo indicando quali fossero il trucco e l’acconciatura che meglio avrebbero reso l’idea e la modella ha potuto interagire attivamente con i fotografi illustrando loro il suo personale punto di vista per l’interpretazione del tema.

brainstorming brainstorming
(Notare come nelle foto qui sopra, sembriano l’allegra brigata del famosissimo spot di un gazzillione di anni fa della coca cola che cantava: “vorrei cantare insieme a voi… in magica armonia…”). Ok, torniamo seri!

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Uno per tutti, tutti per uno!

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Fotografi, cosa state facendo in questo momento? lavorando? bevendo un caffè? caxxeggiando allegramente? allora prendetevi due minuti del vostro tempo e leggete qui. Gli amici di Jumper lanciano una nuova iniziativa fatta apposta per tutti noi fotografi che deambuliamo solitari nella giungla di internet. Iscrivetevi alla newsletter di Jumper (Sunday Jumper), è gratis (lo so che stavate già facendo una smorfietta dubitativa e alzando il sopracciglio), ma è fondamentale per essere aggiornati ogni settimana su come va il mercato, sulle nuove scoperte e su mille consigli e informazioni utili. Lo scopo è quello di unire i fotografi professionisti in un coro di voci, creando un luogo di incontro, di dialogo, in cui far crescere e migliorare il mondo della fotografia, grazie all’aiuto di tutti.

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Per chi si iscrive ci sarà anche un regalo! :)

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