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Veronica Franzosi | Ritratti by Monica Monimix Antonelli

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Veronica Franzosi: portrait by Monica Monimix Antonelli

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di rivedere Veronica Franzosi, giovane attrice di teatro, conosciuta durante l’evento “Ritratti all’aperto” che avevo organizzato tre anni fa a Milano. Veronica è una persona molto dolce, solare, capace di passare da un’espressione ad un’altra in un nano secondo e ti spiazza mentre la osservi attraverso la fotocamera. Voleva aggiornare il suo book con nuove foto che la rappresentassero nel modo più realistico possibile. Una bella sfida, subito accettata. Si è fatta accompagnare da una sua amica truccatrice (Marina Tagliabue), un’ottima scelta, anche perché conoscendola da molti anni poteva essere d’aiuto per me per capire se la direzione intrapresa era quella giusta e, per Veronica, l’occhio indagatore che poteva affermare se ciò che vedeva era ciò che realmente conosceva di lei.

Abbiamo parlato tanto, abbiamo riso, abbiamo scattato foto per scioglierci un po’ e poi ecco che la naturalezza dell’espressione e della posa si mostrano anche alla fotocamera. Pian piano Veronica si mostra anche a me e in poche foto otteniamo ciò che cerca.

L’occasione di avere un’attrice davanti è ghiotta anche per me, e dopo aver realizzato le foto per il suo book, mi concede alcuni altri minuti per poter interpretarla come voglio e quello è il momento in cui proseguo nella mia ricerca del minimalismo formale, strada già iniziata da tempo, e che sempre più voglio perseguire. Un muro, un taglio di luce che la scolpisce, il soggetto leggermente decentrato e il primo ritratto prende forma. Un taglio più stretto sul suo viso e sulla sua espressione, il suo sguardo penetrante mi inchioda lì davanti ed anche il secondo ritratto è lì davanti ai mei occhi.

Grazie Veronica!

Written by Monimix

aprile 14th, 2017 at 10:20 am

28th October – Editing

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Written by Monimix

ottobre 28th, 2011 at 7:35 pm

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Chiedete e vi sarà dato…

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Ogni giorno ricevo parecchie email, molte di queste sono richieste di preventivo per vari servizi.Sul mio sito la pagina contatti è stata modificata già da ormai quattro o cinque mesi aggiungedo un bel menu a tendina con le voci da selezionare per semplificare ancora di più la vita al navigante in balia delle onde e per differenziare sin da subito il contenuto dell’email che ricevo.

Le voci sono tre e molto differenziate:

  1. mi propongo come modella/o
  2. messaggio per Monimix
  3. richiesta preventivo per servizi.

Due righe sopra questo form ci sono due brevi descrizioni che riportano i seguenti testi: Serve un preventivo? Per favore,nel corpo del messaggio fornisci informazioni sufficienti sul progetto oppure allega un documento esplicativo. Non dimenticare di inserire nel messaggio anche il tuo indirizzo e un recapito telefonico.
Sei una modella? Ti chiedo gentilmente di allegare almeno una foto e il tuo curriculum e di specificare, nel messaggio, a cosa sei interessata (hai bisogno di un book? vuoi segnalarti per eventuali lavori? etc…).

Dove sta il problema vi chiederete? perchè ci scrivo un post?

Perché nonostante ci sia scritto tutto e sia anche ben chiaro ricevo ancora email di questo tipo:
testo del messaggio: “calendario 2008, per privato” niente firma, niente telefono, niente buongiorno – buonasera…
un altro esempio:
testo del messaggio: “mi propongo come modella” e ovviamente non mandano nè una foto, nè un curriculum, nè informazioni utili per farmi un’idea…

O ancora peggio “mi propongo per lavori pagati”, ma pensa… io di solito lavoro per la gloria… è anche superfluo dirlo, è implicito che uno voglia esser pagato!

Sul mio sito, per caso, c’è scritto che sono un’indovina? vedete scritto da qualche parte: “contattatemi e la maga Circe mi dirà tutto di voi”?
E’ tanto difficile inviare delle foto se vi candidate come modelle, visto che il vostro lavoro si basa sull’immagine? capisco se vi candidate come segretarie e mi inviate il curriculum scritto in word… ma se volete presentarvi per un lavoro da modella dovete, come minimo, mandarmi una vostra foto, o un sito web di riferimento, altrimenti come posso tenervi in considerazione per eventuali collaborazioni?

Ancora peggio chi mi chiede un preventivo e non mi dà alcuna informazione in merito a ciò che vuole. Me lo sogno?
D’accordo, non siete dell’ambiente, ma santo cielo quando andate dal macellaio e chiedete un chilo di carne non è che siete macellai mancati! Se volete un petto di pollo non è che chiedete semplicemente un petto… o sì? inizia a sorge rmiil dubbio… 😉

Ciò che vorrei farvi capire è che nel momento in cui ricevo una mail generica, vi devo per forza scrivere facendo tutta una serie di domande da cui trarre le informazioni base di ciò che avete in mente, altrimenti il preventivo da solo non si fa. E si perde ulteriore tempo… considerate tutte le mail dello stesso tipo che ricevo vi lascio immaginare quanto tempo passo a scrivere email…

L’importante è che nella vostra richiesta ci sia spiegato cosa volete (un ritratto, un calendario, un book…), di dove siete e per quando vi serve… ma soprattutto il cosa sarebbe già sufficiente!!!

Questo post vuole essere di pubblica utilità per aiutare voi nelle richieste e per agevolare anche il mio lavoro. Grazie a chi ne terrà conto.

Written by Monimix

ottobre 18th, 2007 at 1:54 pm

L’inizio dell’attività

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Spesso mi è capitato di ricevere mail da ragazzi che vogliono iniziare l’attività di fotografi.

Da una parte la cosa mi inorgoglisce molto e il mio ego è in pace col mondo, perché vuol dire che guardando i lavoro sul mio sito la gente apprezza il mio operato e mi ritiene degna di poter insegnare a qualcuno ciò che so. Dall’altra mi fa sorridere, perché è passato così poco da quando ero io nella loro situazione, che mi sembra stranissimo ricevere le loro mail.

Le loro domande, i loro dubbi, sono le domande e i dubbi che ho avuto io, e molto volentieri se posso dò un consiglio.

Molti mi chiedono su cosa fare per iniziare l’attività, dove cercare, come proporsi…
Ciò che dico loro è frutto della mia esperienza, maturata nel corso di questi ultimi anni, da autodidatta, perché nessuno mi ha concesso l’occasione di fare da assistente, ma con la mia testardaggine, la mia tenacia e soprattutto la grande passione che mi sostiene giorno dopo giorno, ho imparato veramente tante cose. Ovvio, che ci voglia più tempo, far tutto da soli, senza una guida, senza qualcuno che ti dica cosa fare, come e quando, persino recuperare il materiale per lo studio non è così facile! Ci si deve rimboccare le maniche, armarsi di santa pazienza e fare ricerche nel web su vari canali alla ricerca di notizie utili, di materiali, di modelle, di idee…

L’inizio dell’attività non è un passo facile, soprattutto in questi tempi (ma è un discorso che vale per tutti i settori, non solo per la fotografia), ma non impossibile.

La frase che mi ripeto più spesso è: “tutto è possibile, per l’impossibile ci vuole solo più tempo”.

Quando cercavo di fare pratica da qualche fotografo già avviato le risposte che ottenevo erano le stesse che ricevono i ragazzi che mi scrivono. Bisogna fare una scrematura tra le risposte ottenute, perché ci sono molti che dicono il vero e molti che cercano di scoraggiare i giovani forse per timore della concorrenza. E’ vero, ci sono periodi difficili in cui si fatica a guadagnare, come questo, perché con l’avvento del digitale tanti preferiscono farsi le foto “in casa” senza ricorrere ad un fotografo professionista, inoltre il numero di fotografi è sempre più vasto e quindi il lavoro deve essere diviso fra molte più persone.

Fattore da non sottovalutare è che in Italia chi ha la facoltà di decidere, preferisce chiamare fotografi stranieri per la solita mania di esterofilia!

Molti pensano che con tutte le ragazze che vogliono farsi fotografare, non sia un problema trovare modelle e quindi guadagni. Non è così scontato che siano esse la fonte di guadagni, anzi!

Se una ragazza è troppo giovane magari non si può permettere un book vero e proprio per il costo, oppure per chi aspira a fare la fotomodella c’è una collaborazione coi fotografi (TFCD o TFP) in cui lei posa in cambio delle foto e il fotografo ha la possibilità di avere una modella gratuitamente da conoscere ed eventualmente richiamare in occasione di un lavoro retribuito.

Purtroppo non è facile. Prima di tutto bisogna avere una grande passione che ci sostiene anche nei momenti difficili, ma da sola non basta, serve un grande sforzo per quanto riguarda il marketing; mi spiego: cercare il più possibile di farsi vedere, iniziando da internet (essere presente con un proprio sito web, pubblicare foto nelle varie community fotografiche italiane e internazionali, iscriversi ai siti di casting di modelle mostrando loro i propri lavori, ecc..) per poi presentarsi alle agenzie di modelle, riviste, gallerie, ecc…

Un altro passo importante è cercare di creare una rete di conoscenze sempre più vasta che ci permetta di sapere a chi rivolgerci in caso di necessità.

Sono tutte cose che impegnano parecchio tempo, sottraendolo alla fotografia stessa, ma è necessario per farla diventare un’attività vera e propria.

Il rapporto coi clienti poi è una delle cose più complicate.. ma a questo argomento dedicherò un altro post, ci son troppe cose da dire…

Written by Monimix

luglio 23rd, 2007 at 3:29 pm

TFP or not TFP?

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Oggi vorrei parlare di un argomento che riguarda da vicino il rapporto fotografo/modella. In particolare mi riferisco al rapporto di collaborazione denominato tfp/tfcd. Spiego in breve, per chi magari non sa cosa vogliano dire queste due sigle.

Il TFP, acronimo di Time For Print, è l’uso secondo il quale una modella posa per un fotografo e in cambio riceve alcune fotografie di quello shooting stampate. Il TFCD prevede che la modella, anzichè le stampe, riceva un CD-ROM con gli scatti di cui sopra.

Questi due tipi di collaborazione sono uno strumento prezioso per tanti motivi per entrambe le parti, primo fra tutti la possibilità del fotografo di realizzare degli studi (sulla luce, d’arte, o di un nuovo genere…) e della modella di aggiornare il suo book con nuovi scatti di differenti fotografi per renderlo il più completo possibile. Senza scambi di denaro, ma scambi di professionalità.

Se entrambe le parti si impegnano al massimo si possono ottenere ottimi risultati vantaggiosi per entrambi. Ma se una delle due parti non è professionale o non si impegna abbastanza, ecco che allora questo tipo di rapporto inizia a scricchiolare.

Questi acronimi hanno in sè qualcosa di subdolo che tende a sbilanciare le cose a favore della modella, infatti sembra quasi che la modella fornisca del preziosissimo “Time” in cambio di qualche “Print” o di un semplice “CD”.

Vediamo cosa DAVVERO questi due professionisti (modella e fotografo) si scambiano.

La modella ci mette:

– 1 giorno (time) di posa per lo shooting
– eventualmente il biglietto del treno o la benzina

Il fotografo ci mette:

– 1 giorno (time) per gli scatti
– almeno 3 giorni (more time) per la post produzione di una trentina di scatti
– la quota parte (money) dell’ammortamento di sala posa, attrezzatura, etc…
– le stampe o il CD

E poi c’è la parte di denaro (money) per make-up artist ed hair-stylist che a volte le parti concordano che sia a carico della modella, altre volte a carico del fotografo.

Quindi si vede che non è solo la modella ad impegnarsi in questo tipo di rapporto, ma economicamente il fotografo è quello che impiega di più. Con questo non voglio demonizzare le pratiche del TFP e del TFCD, anzi, sono la prima a ritenerli uno strumento utilissimo in certi casi anche solo per vedere come si lavora con una modella, in modo da sapere nel momento in cui arriverà un lavoro pagato se può essere la persona adatta per quel tipo di lavoro.

Quello che mi dispiace è vedere (purtroppo spesso…) la reticenza di molte modelle quando si sentono proporre un TFP/TFCD da parte di un fotografo, come se non ricevessero quasi nulla in cambio, come se stessero “facendo un favore” al fotografo. Poi sono le stesse modelle che quando hanno necessità di aggiornare il loro book si dilettano a chiedere TFP/TFCD a tutti i fotografi e fotoamatori che gli capitano a tiro.

Il TFP/TFCD è un valido strumento pensato per creare un RECIPROCO VANTAGGIO dalla collaborazione tra modella e fotografo e come tale va usato e non abusato da nessuna delle due parti.

Se fai solo TFP/TFCD muori di fame perchè tutti hanno bisogno di guadagnare per vivere, ma se non ne fai mai rischi di perdere delle splendide occasioni; come spesso accade il “giusto mezzo” sembra anche in questo caso essere la soluzione migliore.

Written by Monimix

maggio 27th, 2007 at 10:43 am

Posted in attività,domande e risposte

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