Monimix Photography Blog

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Cosa offriamo…

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Iscrivendovi a questo workshop avrete a disposizione un team completo di professionisti che parteciperanno insieme a voi nella realizzazione del vostro progetto. A differenza degli altri workshop, in questo che vi propongo ci sarà una vera e propria squadra di professionisti; infatti ciascun gruppo sarà composto da 5 fotografi e 3 collaboratori (1 truccatrice, 1 stylist e 1 modella). Lavorerete fianco a fianco, una volta trovata l’idea da sviluppare, vi sapranno consigliare riguardo al trucco e styling migliore affinchè tutto sia perfettamente in sintonia. Avrete una modella professionista che parteciperà attivamente al lavoro di squadra e saprà interpretare la vostra idea con la giusta intensità e disponibilità.

Sarete liberi di gestire il servizio come meglio crederete, ci saranno poche regole da rispettare (tempi per la consegna, numero di scatti finali, tema assegnato…) in modo da lasciarvi creare in totale libertà. Sarà fondamentale che ciascun gruppo trovi il giusto modo di collaborare affinchè tutte le figure che lo compongono siano valorizzate e soddisfatte.

Verrà rilasciata una liberatoria non commerciale con cui potrete pubblicare online i vostri scatti.

Come detto nel primo post relativo al workshop il numero di partecipanti è fissato a 15. Sono aperte le iscrizioni, chiunque sia interessato e abbia voglia di vivere con noi questa esperienza sarà il benvenuto.

La quota di partecipazione è fissata a € 186 (iva inclusa).

Per iscrivervi dovete scrivere all’indirizzo email: moni@monimix.com dove riceverete informazioni relative al pagamento. Solo una volta pervenuto il pagamento la vostra iscrizione sarà ritenuta valida.

Il programma del workshop lo trovi qui.
La presentazione del workshop la trovi qui

Il programma del workshop

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Programma del workshop:

  1. Presentazione delle figure del team (makeup artist & hair stylist, fashion stylist e modelle)
  2. Presentazione dei partecipanti al workshop
  3. Breve panoramica delle linee guida del workshop e nozioni sulla pianificazione del servizio
  4. Assegnazione del tema da sviluppare
  5. Formazione dei tre gruppi (5 fotografi, una makeup artist & hair stylist, una fashion stylist, una modella)
  6. Brainstorming all’interno di ciascun gruppo per delineare un’idea per il progetto fotografico e confronto con le figure professionali (makeup artist & hair stylist, fashion stylist e modelle). Scelta del tipo di mood da interpretare con conseguente tipo di luce e post produzione finale (in questo caso sarà effettuata una post produzione di base con programmi come Lightroom)
  7. Individuazione della porzione di parco più adatta per il proprio progetto
  8. Fase di trucco, parrucco e scelta abiti
  9. Inizio dello shooting
  10. Ciascun gruppo si gestirà autonomamente (pausa pranzo, cambi ambientazione, scatti…)
  11. All’ora prestabilita riunione con tutti i gruppi per presentare il proprio lavoro e confrontarsi con gli altri
  12. Selezione di un gruppo vincitore

E’ adatto:

  1. a chi ama la fotografia: sembra banale, ma viste certe motivazioni di partecipazione a workshop non è una precisazione così stupida! (Vedi il primo punto del “non è adatto”)
  2. per chi vuol capire cosa succede nel “dietro le quinte” di un servizio fotografico
  3. per chi vuole condividere con un gruppo di persone la propria passione
  4. per chi vuole mettersi alla prova con un vero team di professionisti
  5. per chi vuole provare a lavorare in un gruppo al fine di realizzare un progetto comune
  6. per chi non disdegna la possibilità di veder i propri scatti su una rivista
  7. per chi ha voglia di “lavorare” divertendosi

Non è adatto:

  1. a chi vuole solo vedere una modella mezza nuda
  2. per chi non ha voglia di impegnarsi a cercar delle idee da realizzare, ma preferisce aver tutto pronto


Materiale utile (o necessario):

  1. Reflex digitale con obiettivi adatti per scatti a figura intera e ritratto (suggerirei un 50mm e uno zoom come, per esempio, il 24-105 mm). Libera scelta di altri obiettivi per effetti artistici (grandangolare, teleobiettivo)
  2. Notebook su cui scaricare le immagini per la selezione degli scatti finali che andranno a comporre il progetto (consigliato Lightroom per effettuare la post produzione di base degli scatti selezionati); è necessario che ce ne sia almeno uno per gruppo di fotografi
  3. Se in possesso del partecipante, pannelli riflettenti
  4. Può essere molto utile un flash a slitta

La presentazione del workshop la trovi qui.
Le informazioni relative ai costi qui

Il mio primo workshop! 23 maggio 2010

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In questo periodo mi sono occupata dell’organizzazione del mio primo workshop e ora, che tutti i tasselli del puzzle sono al loro posto, posso rendervi partecipi di questa iniziativa.

Spesso mi è stato chiesto di organizzare workshop, ma finora non avevo mai voluto farne perché guardando la moltitudine di iniziative di questo genere che ogni giorno vengono pubblicizzate su internet, ho sempre reputato inutile farne uno in più che offrisse le medesime informazioni. Ho quindi cercato di costruire qualcosa di diverso, creando così una nuova tipologia di workshop fotografico, con cui veicolare informazioni e spunti teorici e pratici senza annoiare l’iscritto, ma coinvolgendolo in attività di gruppo e rendendolo il vero protagonista del workshop.
(Un grazie sincero a Lawrence per il felice scambio di idee e a Fabrizio per un bel suggerimento).

Nel dettaglio: il problema riscontrato da molti appassionati di fotografia durante i workshop tradizionali è la mancanza di partecipazione attiva nella fase che precede la realizzazione degli scatti, in quanto il docente spesso allestisce il set prima dell’incontro, imposta lo stile delle foto, organizza i collaboratori del team, fornendo così un prodotto già finito.

Ciò che sto organizzando è molto più orientato all’apprendimento della parte organizzativa di un vero e proprio servizio fotografico, che alla mera realizzazione degli scatti. Quest’ultima diventa il coronamento di un lavoro studiato ed organizzato insieme ai collaboratori che affiancheranno gli iscritti nella progettazione del servizio.

I partecipanti saranno divisi in 3 gruppi, e ciascun gruppo avrà a disposizione una make up artist/hair stylist, una fashion stylist e una modella. Verrà assegnato un tema relativo al genere fashion, e ciascun gruppo dovrà pianificare un vero e proprio set fotografico al termine del quale dovrà consegnare un progetto finale. I collaboratori esperti e la mia supervisione forniranno continuamente spunti e informazioni e costituiranno la parte “formativa” della giornata. Insomma un workshop formativo-competitivo, stimolante e arricchente al tempo stesso.

Il numero di partecipanti totale è fissato a 15, si creeranno quindi 3 gruppi da 5 fotografi ciascuno a cui si affiancheranno: una truccatrice, una stylist e una modella.

Il workshop si svolgerà in una location all’aperto (un parco a Milano, il luogo esatto verrà comunicato agli iscritti via email) e si studierà come impiegare la bellezza e la potenza della luce ambiente nelle sue mille sfaccettature. Pochi giorni prima del workshop verranno inviate ai partecipanti alcune foto di esempio sull’uso creativo della luce ambiente affinché possano essere uno spunto di partenza nella ricerca di un proprio stile.

Il gruppo che avrà realizzato il progetto ritenuto vincitore avrà la possibilità di vedere pubblicata una selezione dei proprio scatti sulla rivista Fotocult, a corollario dell’articolo relativo al workshop.( La redazione si riserva il diritto, a suo insindacabile giudizio, di selezionare gli scatti prima della pubblicazione).

Il programma del workshop lo trovi qui.
Le informazioni relative ai costi qui.

L’inizio dell’attività

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Spesso mi è capitato di ricevere mail da ragazzi che vogliono iniziare l’attività di fotografi.

Da una parte la cosa mi inorgoglisce molto e il mio ego è in pace col mondo, perché vuol dire che guardando i lavoro sul mio sito la gente apprezza il mio operato e mi ritiene degna di poter insegnare a qualcuno ciò che so. Dall’altra mi fa sorridere, perché è passato così poco da quando ero io nella loro situazione, che mi sembra stranissimo ricevere le loro mail.

Le loro domande, i loro dubbi, sono le domande e i dubbi che ho avuto io, e molto volentieri se posso dò un consiglio.

Molti mi chiedono su cosa fare per iniziare l’attività, dove cercare, come proporsi…
Ciò che dico loro è frutto della mia esperienza, maturata nel corso di questi ultimi anni, da autodidatta, perché nessuno mi ha concesso l’occasione di fare da assistente, ma con la mia testardaggine, la mia tenacia e soprattutto la grande passione che mi sostiene giorno dopo giorno, ho imparato veramente tante cose. Ovvio, che ci voglia più tempo, far tutto da soli, senza una guida, senza qualcuno che ti dica cosa fare, come e quando, persino recuperare il materiale per lo studio non è così facile! Ci si deve rimboccare le maniche, armarsi di santa pazienza e fare ricerche nel web su vari canali alla ricerca di notizie utili, di materiali, di modelle, di idee…

L’inizio dell’attività non è un passo facile, soprattutto in questi tempi (ma è un discorso che vale per tutti i settori, non solo per la fotografia), ma non impossibile.

La frase che mi ripeto più spesso è: “tutto è possibile, per l’impossibile ci vuole solo più tempo”.

Quando cercavo di fare pratica da qualche fotografo già avviato le risposte che ottenevo erano le stesse che ricevono i ragazzi che mi scrivono. Bisogna fare una scrematura tra le risposte ottenute, perché ci sono molti che dicono il vero e molti che cercano di scoraggiare i giovani forse per timore della concorrenza. E’ vero, ci sono periodi difficili in cui si fatica a guadagnare, come questo, perché con l’avvento del digitale tanti preferiscono farsi le foto “in casa” senza ricorrere ad un fotografo professionista, inoltre il numero di fotografi è sempre più vasto e quindi il lavoro deve essere diviso fra molte più persone.

Fattore da non sottovalutare è che in Italia chi ha la facoltà di decidere, preferisce chiamare fotografi stranieri per la solita mania di esterofilia!

Molti pensano che con tutte le ragazze che vogliono farsi fotografare, non sia un problema trovare modelle e quindi guadagni. Non è così scontato che siano esse la fonte di guadagni, anzi!

Se una ragazza è troppo giovane magari non si può permettere un book vero e proprio per il costo, oppure per chi aspira a fare la fotomodella c’è una collaborazione coi fotografi (TFCD o TFP) in cui lei posa in cambio delle foto e il fotografo ha la possibilità di avere una modella gratuitamente da conoscere ed eventualmente richiamare in occasione di un lavoro retribuito.

Purtroppo non è facile. Prima di tutto bisogna avere una grande passione che ci sostiene anche nei momenti difficili, ma da sola non basta, serve un grande sforzo per quanto riguarda il marketing; mi spiego: cercare il più possibile di farsi vedere, iniziando da internet (essere presente con un proprio sito web, pubblicare foto nelle varie community fotografiche italiane e internazionali, iscriversi ai siti di casting di modelle mostrando loro i propri lavori, ecc..) per poi presentarsi alle agenzie di modelle, riviste, gallerie, ecc…

Un altro passo importante è cercare di creare una rete di conoscenze sempre più vasta che ci permetta di sapere a chi rivolgerci in caso di necessità.

Sono tutte cose che impegnano parecchio tempo, sottraendolo alla fotografia stessa, ma è necessario per farla diventare un’attività vera e propria.

Il rapporto coi clienti poi è una delle cose più complicate.. ma a questo argomento dedicherò un altro post, ci son troppe cose da dire…

Written by Monimix

luglio 23rd, 2007 at 3:29 pm

Clienti…

5 comments

Che frustrazione aver a che fare con certi clienti. Tu parli, parli, ma loro non ti ascoltano. Anzi, nella loro domanda successiva ti dimostreranno di non aver nemmeno fatto finta di darti retta.

Vorresti mandarli al diavolo e invece devi ingoiare il boccone amaro, fare un sorriso e dirgli ok, solo perchè il mercato in Italia fa schifo e vista la difficoltà di trovare lavori, quando ne trovi uno devi metter da parte tutto ciò che realmente pensi di lui e fare ciò che vuole.

Perché è così che va, ormai. Il rispetto per il lavoro degli altri non conta più, conta solo fare tutto e subito appena il cliente schiocca le dita.
Che amarezza…

Written by Monimix

giugno 11th, 2007 at 2:55 pm

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