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Archive for the ‘Imparare dagli altri – Ispirazioni e trucchi in fotografia’ Category

Lectio Magistralis di fotografia e dintorni – Incontri organizzati da AFIP

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Grazie all’AFIP – Associazione Fotografi Italiani Professionisti e al suo un nuovo presidente, Giovanni Gastel, dal 18 aprile 2013 a Milano (e precisamente in Triennale, viale Alemagna 6), si terranno una serie di appuntamenti quindicinali (il giovedì alle 19, l’ingresso è gratuito) con i grandi protagonisti della fotografia contemporanea italiana. Questi grandi fotografi terranno le fila di una conversazione tra essi e il pubblico in sala, riguardanti la fotografia attraverso le loro storie di vita personale e professionale.
Il primo ad inaugurare questo ciclo di eventi, la sera del 18 aprile, è stato il tanto discusso (amato ed odiato) Oliviero Toscani, di cui si può dire tutto tranne che non sia un grande fotografo, oltre al fatto di essere un comunicatore e un provocatore nato. Il suo intervento titolava così: “Il magnifico fallimento”
Per capire di cosa ha parlato vi posto direttamente il video della serata


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Imparare dagli altri: creatività estrema!

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Quando ho un po’ di tempo, navigo su vari siti che raccolgono una selezione dei lavori migliori che si trovano in giro, uno di questi è: Trendland Vi consiglio di andarci se avete un po’ di tempo libero, perchè è talmente ricco di contenuti e di lavori pazzeschi di ogni genere che senza che ve ne accorgiate vi è passata la giornata, e se dovevate consegnare un lavoro urgente, beh sono cavoli amari!

E visto che dagli altri c’è sempre da imparare, vi lascio qui una carrellata di lavori che mi hanno stesa!

Kirsty Mitchell’s Wonderland

In seguito alla perdita della madre, Kirsty per ternersi occupata, inizia questo progetto enorme ed eccezionale che dura da tre anni, come omaggio a sua madre e al suo amore per i libri e alle storie fantastiche. La cosa pazzesca di questo progetto, non sono tanto le foto (che sono comunque splendide), ma tutto il lavoro dietro le quinte – vi consiglio di dare un’occhiata al backstage – dall’ideazione di ciascun scatto, alla progettazione degli abiti e dei props tutti interamente realizzati da Kirsty e dal suo team, sino alla realizzazione dello scatto finale. La cura dei dettagli è incredibile, e rendono questo progetto un lavoro enorme ed eccelso. Per la serie: anche nei momenti peggiori ci possono essere risvolti positivi.

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Imparare dagli altri: i ritratti di Peter Lindbergh

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Quando ho iniziato ad avvicinarmi alla fotografia e a studiare il lavoro dei grandi fotografi, ricordo di esser stata folgorata, oltre che da Edward Weston, da Peter Lindbergh. I suoi ritratti in bianco e nero così forti, così espressivi, così profondi, le sue “muse”, le splendide top model degli anni ’90: Claudia, Christy, Naomi, Cindy, Stephanie e tutte le altre meravigliose donne che hanno posato davanti al suo obiettivo: Kate Moss, Nicole Kidman, Milla Jovovich giusto per citarne una piccolissima parte.

Ciò che si coglie osservando i suoi ritratti è la sua straordinaria capacità di immortalere i suoi soggetti con le loro fragilità, mista ad un senso di drammaticità e sensualità creando immagini così forti e d’impatto che sembrano frame tratti da film più che semplici fotografie.

Un altro aspetto che mi attrae del sul lavoro è l’apparente semplicità che caratterizza molti suoi ritratti. Le persone sembrano colte all’improvviso, come fossero raccolte nei loro pensieri e lui con grande naturalezza le immortala in modo sublime interpretandole senza quasi nemmeno disturbarle.

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Imparare dagli altri: luci creative

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Per coloro a cui piacciono le frasi fatte trite e ritrite, la fotografia è “scrivere con la luce”, ma molto spesso capita di vedere in giro foto con parecchi “errori grammaticali” nell’uso della luce, perchè così come saper scrivere bene in un italiano corretto è difficile e non è alla portata di tutti, anche fotografare con un certo criterio non è sempre facile. Capita di veder foto realizzate con molte luci artificiali dando sfoggio di aver studiato bene la lezioncina sul manuale (e di aver speso un sacco di soldi!), ma che risultano fredde, distaccate, troppo perfette dal punto di vista della tecnica ma ben sterili dal punto di vista della forza comunicativa e dell’impatto sull’osservatore. Altre volte invece capita di vedere foto realizzate in luce ambiente, tecnicamente “sbagliate” secondo i puristi del calcolo matematico, sottoesposte, sovraesposte, con riflessi del sole in macchina, che ti catturano immediatamente.

Personalmente amo tutto ciò che è un errore, tutto ciò che non è politically correct e vado matta per quelle fotografie in cui gli autori sono riusciti a sfruttare quel riflesso di luce, quella striscia di sole che va a colpire una parte del soggetto lasciando in ombra tutto il resto, andando a volte a coprire più che a scoprire. Vi mostro alcuni esempi di immagini in cui si è andati alla ricerca di un utilizzo della luce più creativo, interessante e diverso dal solito.

Iniziamo con uno scatto di Camilla Akrans e il suo tipico uso dei colori. In questa foto pone la modella nella luce del sole e ben sfrutta il gioco di ombre create dalle piante intorno a lei andando a creare così una texture mossa ed interessante che ben riempie la parte altrimenti vuota della scena. Il corpo della modella viene scolpito dalle luci e dalle ombre acquisendo un’ottima tridimensionalità enfatizzata ancora di più dalla gonna voluminosa e dal colore intenso che ne fa quasi una coprotagonista.

Crystal Renn by Camilla Åkrans

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Imparare dagli altri: uso della luce ed interpretazione

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Quando ho visto la prima foto di questo servizio sono rimasta senza fiato, non è una frase fatta, è la realtà. Aldilà della bravura della modella di riuscire a stare in equilibrio su dei trampoli del genere in una posa perfetta (e già solo per questo ci sta l’applauso!), la vera protagonista di questa foto è la luce. Sembra un quadro da tanto sia meravigliosa.
E’ perfetta: sul viso così come sugli abiti e sul resto del corpo.
Il viso viene esaltato e scolpito come fosse una statua di marmo. L’espressione intensa viene enfatizzata ancora di più creando un mood forte, diretto e grandioso.
La gonna a pieghe non fa altro che sottolineare il gioco di luci ed ombre, rendendo la posa plastica come fosse realmente una statua scolpita da un abile scultore. Il fatto che sia una gonna plissettata tende ad alleggerire e a rendere più elegante l’insieme.
Oltre alla scelta azzeccatissima della luce, un plauso va al fotografo anche per la scelta della modella. I lineamenti decisi degli zigomi e il corrucciare sapientemente le sopracciglia creano un mix perfetto con la dolcezza e la velata malinconia dello sguardo. Sicuramente una bellezza inusuale, non la classica bambolina, ma una donna di carattere che sa interpretare il mood perfettamente.

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